VIII REGIO AUGUSTEA - AEMILIA (GALLIA CISPADANA)



ARCO DI AUGUSTO - RIMINI
Diverse popolazioni hanno occupato nei secoli le terre a sud del fiume Po, in Emilia-Romagna: anzitutto gli Etruschi nel V secolo a.c. e i Galli nel IV secolo. 

- I Galli Senoni si insediano nelle attuali regioni Romagna e Marche del nord, dal fiume Montone verso sud, quindi dall'ager Decimanus, ovvero la campagna a sud di Ravenna, fino al fiume Esino.
«Al di là del Po si sono fissati per primi gli Anari, poi i Boi, in direzione dell'Adriatico i Lingoni, infine, vicino al mare, i Senoni.»
(Polibio, Storie, II,17)

I Boi si insediarono nella valle padana attraverso il passo del San Gottardo, sostituendosi agli Etruschi della città di Velzna (latinizzato in Felsina), l'odierna Bologna, che dalla conquista romana nel 189 a.c. si chiamò Bononia. Polibio narra che i Boi arrivarono a Felsina chiamati da Ateste, ricco commerciante felsineo che voleva vendicarsi dei suoi concittadini che non gli avevano riconosciuto dei diritti sul patrimonio del giovane Lucumone, di cui era tutore. Ma nemmeno i Boi diedero ragione ad Ateste, però gli piacquero talmente i doni da lui portati che decisero di trasferirsi dove i doni erano stati prodotti.
«Poi ancora, i Boi e i Lingoni, passando attraverso le Alpi Pennine, quando già il territorio fra il Po e le Alpi era tutto occupato, varcano il Po con zattere e cacciano via dalla regione non solo gli Etruschi ma anche gli Umbri, rimanendo tuttavia al di là degli Appennini. E finalmente i Senoni, ultimi immigrati, occupano il territorio dal fiume Utente fino all'Esino.»
(Tito Livio, Ab Urbe condita, V, 35)

- I Lingoni, un popolo Celtico originario della Gallia Transalpina, stanziato tra i fiumi Senna e Marna (Francia), si erano invece stanziati attorno alle Alpi, soprattutto nella Gallia Cisalpina (Italia settentrionale), alla foce del Po nella zona del ferrarese (Emilia), attorno al 400 a.c..
«Presso i Sequani si eleva il Monte Giura, che costituisce la frontiera tra loro gli Elvezi. Dopo gli Elvezi e i Sequani vengono ad ovest gli Edui e i Lingoni, poi i Mediomatrici , i Leuci e un cantone dei Lingoni.»
(Strabone, Le Gallie, Vol. IV del De Geografia)

I GALLI SENONI
Comunque l'arrivo degli invasori Romani, pur non estirpando usi e costumi gallici, li ha ammorbiditi fondendosi con la popolazione. I più antichi abitanti dell'attuale Romagna di cui si hanno testimonianze archeologiche furono gli Umbri, che fondarono Sarsina e gli Etruschi, che fondarono Verucchio e Rimini.

A partire dal III secolo, i Celti dovettero affrontare il potere dei Romani, finchè si scontrarono nel 295 a.c. Sentino. I romani vinsero e occuparono la zona finchè i Senoni praticamente sparirono. Tra il 191 al 187 a.c. venne costruita la via Emilia tra Rimini e Piacenza. Giulio Cesare il 10 gennaio del 49 a.c. attraversò il fiume Rubicone (o il Pisciatello) alla testa di un esercito, dopo aver lungamente trattato coi patrizi del senato che lo volevano eliminare, violando la legge che proibiva l'ingresso armato dentro i confini dell'Italia e dando il via alla II guerra civile, pronunciando la celeberrima frase: Alea iacta est.

In epoca romana l'Emilia fece parte dapprima della provincia della Gallia Cisalpina o Gallia Citeriore, e, dopo la riforma Augustea che estese la cittadinanza romana a tutta la penisola italica, della Regio VIII Aemilia, che corrispondeva al territorio attraversato dalla Via Emilia, cioè grossomodo all'attuale territorio dell'Emilia-Romagna.

PONTE ROMANO DI TIBERIO
Città importanti di questa regione, la maggior parte delle quali di origine preromana, soprattutto etrusca, furono:

Cesena (Caesena) -
abitata dagli umbri intorno al VI-V secolo a.c., intorno al IV secolo c'è l'invasione dei Galli, che introducono l'allevamento suino. Con la dominazione romana si esegue una colossale opera di centuriazione cui è sottoposto il territorio cesenate, presumibilmente tra il 235 e 220 a.c., che suddivide la campagna in un perfetto reticolato. Successivamente la "Curva Caesena" dell'età imperiale prospera come città produttrice di ottimo vino, per poi decadere con la caduta dell'Impero.

Forlimpopoli (Forum Popili, o Forum Livii Popilii) -
deriverebbe il suo nome da quello del console Publio Popilio Lenate, che avrebbe fondato la città nel 132 a.c. Nel I secolo a.c. Forum Popili divenne un municipium al centro di un vasto territorio confinante con quelli di Caesena, Forum Livii, Mevaniola e Sarsina. Nei primi secoli dell'epoca imperiale il centro conobbe un forte sviluppo economico grazie alle attività agricole e soprattutto al vino che veniva esportato in diverse località mediterranee, come è dimostrato dal ritrovamento di fornaci che producevano anfore vinarie.

VIII REGIO (INGRANDIBILE)
- Forlì (Forum Livii) -
il castrum fu probabilmente fondato nel 188 a.c., da Gaio Livio Salinatore, figlio del console Marco Livio Salinatore che, nel 207 a.c., aveva sconfitto l'esercito cartaginese guidato da Asdrubale nella battaglia del Metauro. - Faenza (Faventia) - Plinio parla di "popoli faentini" alleati dei romani in epoca repubblicana e Silio Italico descrivendo la II guerra punica (218 a.c.) racconta che i faentini, a differenza degli insediamenti celtici della zona, appoggiarono i romani contro i cartaginesi.

Imola (Forum Cornelii) -
fondata dal dittatore Lucio Cornelio Silla intorno all'82 a.c..

Bologna - (Bononia) -
venne influenzata, nel VII-VI secolo a.c. dai modelli culturali e artistici della vicina Etruria, e venne chiamata Felsina (in etrusco Velznao Felzna).
Nel V-IV secolo a.c., i Galli si sostituirono agli Etruschii, finchè nel 196 a.c., i Galli Boi vennero soggiogati dai Romani, che nel 189 a.c. vi fondarono una colonia di diritto latino a cui diedero il nome di Bononia.

Modena - (Mutina) -
fu un insediamento etrusco, poi gallico con la calata dei Galli Boi. Nel 183 a.c. venne fondata come colonia romana da mille cives provenienti da Roma guidati dai triumviri Marco Emilio Lepido, Tito Ebuzio Parro e Lucio Quinzio Crispino. Divenne capoluogo dell’ex Gallia cisalpina e sede del governatore per due secoli. Venne abbandonata fra il V e il VII secolo, causa le numerose inondazioni dei fiumi Secchia e Panaro,

Reggio Emilia - (Regium Lepidi) -
fu municipio romano che trasse il nome da Marco Emilio Lepido, fondatore della città e della via che dà il nome all'attuale regione. Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente la città venne quasi spopolata.

MAUSOLEO DI TEODORICO - RAVENNA
Parma -
il suo nome deriverebbe dallo scudo rotondo dell'esercito Romano, che richiamava la forma del primo nucleo cittadino. Secondo altri sarebbe derivata dai gentilizi etruschi Parmnie. Secondo Tito Livio sarebbe stata fondata dagli Etruschi tra il VII e il VI secolo a.c. Poi, verso il IV secolo a.c., la regione venne occupata dai celti Boi. Con la conquista da parte dei Romani, nel 183 a.c. Parma divenne una colonia romana e ad ognuna delle 2.000 famiglie installate vennero affidati lotti di terra in prossimità della via Emilia, da cui, a est della città, partiva un cardo della centuriazione che si insinuava lungo la valle del torrente Parma, dando origine alla "strada delle cento miglia", che collegava Parma a Luni attraverso il passo del Lagastrello. Col trascorrere degli anni, la fedeltà dimostrata nei confronti dell'Impero valse alla città il titolo di Augusta Parmensis.

Fidenza (Fidentia) -
nacque come accampamento romano nei luoghi in cui i Galli Anani fondarono l'insediamento che aveva nome Vicumvia (latino Victumviae), lungo il percorso della Via Emilia con il nome di Fidentia. Per la sua posizione divenne poi un importante centro commerciale, rimanendolo per tutto il periodo di dominazione dell'impero romano, tanto che nel 41 a.c. fu insignita da Ottaviano della cittadinanza romana come Fidentia Julia e divenne municipio.

Piacenza (Placentia) -
fondata nel 218 a.c., fu la prima colonia romana nell'Italia settentrionale,  come importante avamposto militare contro Annibale che muoveva dalla Spagna per giungere in Italia e portarvi devastazione conquistando i territori del Ticino e della Trebbia. La città resistette agli attacchi punici e fiorì come centro commerciale sulla via Emilia.

Ravenna - (Civitas Classis) -
vi si insediarono Tessali, Etruschi ed Umbri, poi i Galli Senoni, specialmente dal fiume Montone verso sud, comprendendo tutto l'Ager Decimanus, ovvero la campagna verso Forlì, il territorio cosiddetto delle Ville Unite, che non era un territorio lagunare.
Ravenna per tutta l'antichità era accessibile solo dal mare, per questo Augusto vi appoggiò la flotta militare dell'alto Adriatico, e per questo fece scavare la Fossa Augustea, un canale che collegava il Po con l'ampio specchio di acqua a sud di Ravenna e qui fondò il porto di Classe. Secondo Plinio il Vecchio, il porto poteva contenere fino a 250 triremi e 10 000 marinai o classari destinati al controllo di tutto il Mediterraneo orientale (la base destinata al controllo del Mediterraneo occidentale era invece il porto di Miseno).

Rimini - (Ariminum) -
già abitata dagli Etruschi, dagli Umbri, dai Greci, dai Piceni e dai Galli, i Romani vi fondarono la Colonia di Diritto Latino di Ariminum. Lo statuto di colonia latina, conferito per difendere nuovi territori, la rese stato autonomo. Circa 25000 coloni latini che si insediarono nel riminese, provennero dal Latium vetus che per 200 anni fu in guerra contro Roma: Aricia, Tusculum, Tibur, Suessa Pometia, Velitrae, Ardea; il rapporto con l'odierna Ariccia è testimoniato dall'introduzione del culto di Diana, che ad Aricia era Diana Aricina e a Rimini divenne Diana Arimina. Dopo la I guerra punica (264-241 a.c.) il console Gaio Flaminio Nepote riorganizzò tutto il territorio a sud di Ariminum, l'ager gallicus, che fu centuriato ed assegnato ai coloni, facendone un bastione contro l'avanzata dei Galli, e un avamposto per le conquiste romane verso nord. Ariminum era snodo di importanti vie di comunicazione tra il Nord e il Centro Italia: qui terminava la Via Flaminia (220 a.c.), proveniente da Roma. Da qui si dipartivano: la Via Emilia (187 a.c.), diretta a Piacenza, e la Via Popilia-Annia (132 a.c.), che collegava la città a Ravenna, Adria, Padova, Altinum e Aquileia. Durante la II guerra punica furono le legioni di Arezzo e Rimini che presidiarono i confini.

- Bobbio, (Bobium) -
divenne romano nel 14 a.c. e nel IV secolo sorse il primo nucleo del borgo di Bobium.

- Città d'Ombria o Castelliere d'Ombria o Città d'Umbrìa -
venne fondata tra il III e il II secolo a.c. dai Liguri o dagli Umbri, fortificato nel VI o VII secolo dai Bizantini, che si trova a 977 m s.l.m. alle pendici del monte Barigazzo nei pressi delle frazione di Tosca, all'interno del comune di Varsi, in provincia di Parma.

ARIMINUM (RIMINI)
- Claterna -
era una città romana posta su precedenti insediamenti etruschi e celtici posta sulla via Emilia fra le colonie romane di Bologna (Bononia) e Imola (Forum Cornelii), fra la frazione di Maggio ed il torrente Quaderna (affluente dell'Idice) da cui la città prendeva il nome.

- Mevaniola -
Venne annoverata da Plinio il Vecchio tra le città umbre (nat.hist., III, 113), posta in una zona ricca di acque, risale al periodo repubblicano e venne abbandonata nel IV - V secolo d.c.

Luceria -
O Nuceria, nacque come zona di mercato attorno al IV secolo a.c. nella Gallia Cispadana, posta fra tre importanti vie di comunicazione: la strada dal Po fino alla Tuscia, la pista pedemontana da ovest ad est e la pista montana verso le colline. I primi abitanti furono i Liguri che infine si fusero con gli Etruschi. Nel II secolo a.c. vi fu invasa dai romani in età repubblicana che ne fecero un centro con edifici pubblici e privati, strade con marciapiedi, locande, alloggi per il bestiame con acqua corrente e spiazzi per stoccaggio merci. Nel I e nel II secolo, giunse a circa 100.000 mq di superficie; venne abbandonata nel IV secolo per cause ignote.

- Misa - (Kainua) -  
sul suo territorio vi sono i resti di una città etrusca risalente al VI secolo a.c. identificata con l'antica Kainua, fu abitata poi dai celti e infine conquistata dai romani. Oggi si chiama Marzabotto.

- Monte Bibele -
vi è stato scavato un centro abitato d’altura di circa 7000 m² tra il IV e il II sec. a.c., di etruschi e poi celti boi, con uno specchio d'acqua e un santuario in cui sono stati rinvenuti 195 statuette di bronzo con centinaia di vasi miniaturistici e alcuni vasi di normali dimensioni, di produzioni etrusco-italiche del V -IV sec. a.c. , insieme a vasellame di pasta grigia, di impasto buccheroide e a vernice nera di produzione volterrana.

- Sassina - (Sarsina) -
un insediamento umbro della fine del IV secolo a.c. poi invasa dai celti e sottomessa dai Romani nel 266 a.c., però con status di civitas foederata (città alleata) e una certa autonomia. Nel 225 a.c., quando i Romani combatterono contro i Galli, i Sassinates, insieme gli Umbri, fornirono all'esercito romano 20.000 soldati. Divenne municipio nel I secolo a.c., riorganizzata sul piano urbanistico ed architettonico, con massiccia cinta muraria, inserita poi in età augustea nella Regio VI Umbria. Nell'età imperiale fiorì sia per l'attività silvo-pastorale, per i rapporti commerciali con il porto di Ravenna, sia per l'artigianato ed i centonari (fabbricanti di stoffe). Subì atroci devastazioni barbariche verso la fine del III secolo, che segnarono il suo declino.

Travo - (Trivia) -
Vide la presenza dei Liguri e fu colonia romana col nome di Trivia, nome riservato alla Grande Dea Trivia, cioè Venere, i cui templi, in cui si praticava la prostituzione sacra, si poneva all'incrocio di tre vie, da cui trivio e il termine triviale.

- Lugagnano Val d'Arda - (Veleia) -
Centro di notevole importanza agricola e commerciale dei Liguri Eleiati o Velleiati, divenne colonia latina nell'89 a.c. e municipio nel 49 a.c., ascritto alla famiglia patrizia dei Galeria. Vi fu rinvenuta la "Tabula alimentaria traianea" un'epigrafe in cui Traiano concesse un prestito ipotecario ai proprietari terrieri i cui interessi evenivano devoluti ai fanciulli indigenti, sia per incrementare le attività agrarie sia per sostenere le famiglie povere e contrastare lo spopolamento delle campagne.

- Voghenza (Voghiera) -
Fu insediamento romano con il nome di Vicus Habentia, un avamposto della bonifica attraverso canali e ampie strade con cui vennero ricavati territori agricoli. Era situata sul ramo principale dell'Eridano (il Po) e a pochi km delle vie consolari: Via Popilia, Via Annia e Via Emilia.



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