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XI REGIO AUGUSTEA - GALLIA TRANSPADANA


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PORTA PALATINA - AUGUSTA TAURINORUM



La regio XI Transpadana era una delle regioni augustee d'Italia. Ottenne la cittadinanza romana nel 49 a.c. da Cesare. Nel 42 a.c., il confine dell’Italia fu portato alle Alpi e la provincia fu soppressa. 
Corrispondeva al territorio dell’antica Gallia Transpadana, parte nordoccidentale della Cisalpina, ovvero al moderno Piemonte a nord del fiume Po, (senza la Val di Susa), Val d’Aosta, Svizzera italiana, attuale Lombardia traspadana con l’esclusione delle aree orientali di Brescia, Camunia, Cremona e Mantova che appartenevano alla Regio X Venetia et Histria. 

La XI Transpadana confinava a sud con la Regio IX Liguria, a est con la Regio X Venetia et Histria, a nord con la provincia della Raetia e a ovest con le provincie delle Alpes Cottiae, delle Alpes Poenninae e delle Alpes Maritimae. Il capoluogo della regio XI Transpadana era Mediolanum.
Era anche esclusa la Val di Susa, che apparteneva alla provincia delle Alpes Cottiae. L'area a sud del fiume Po era invece parte della Regio IX Liguria.



I POPOLI PRECEDENTI AI ROMANI

- I Taurini popolo celto-ligure stanziato nella Valle del Po, al centro dell’attuale Piemonte.
- I Salassi popolo di origine celtica stanziato nel Canavese, ove fondarono Eporedia
- I Libici popolo ligure o celto-ligure stanziato tra Lomellina e Vercellese, in un territorio ricco di risaie.
GALLIA TRANSPADANA (INGRANDIBILE)
- I Vertamocori popolo gallico fondatore della Novara preromana, divenuto colonia romana di Nova Aria.
- Gli Agones una tribù celtica del Medionovarese, il cui capoluogo amministrativo trovavasi a Cureggio e il santuario tribale a Suno.
- I Levi popolo celto-ligure stanziato nei dintorni di Ticinum (Pavia), successivamente assorbito dai Galli.
- I Marici fondatori dell’antica Pavia, stanziati nell’odierna Lomellina, di stirpe celto-ligure.
Gli Insubri popolo celtico golasecchiano stanziato nell’area dell’odierna Lombardia centro-occidentale, nel Ticino, nel Piemonte orientale, e che includeva anche la sotto-tribù degli Oromobii, tra Como e Bergamo.
- I Leponzi popolo celtico golasecchiano stanziato nelle Alpi centro-occidentali (alta Insubria).
- I Graioceli popolo celtico che abitava tra odierna Francia e odierno Piemonte, nelle Valli di Lanzo e nell’area del Moncenisio.
- I Vennoneti popolo retico stanziato in Valtellina e nell’odierna Svizzera orientale.
- I Bergalei popolo celto-retico che diede il nome alla Val Bregaglia, nel Grigioni lombardofono.
- Gli Orumbovii tribù celtica, sottosezione degli Insubri, affiliata alla cultura di Golasecca e stanziata nel territorio prealpino lombardo che va da Como a Bergamo, passando per Lecco e Parre (Val Seriana). 



L'ITALIA SETTENTRIONALE

L'Italia settentrionale era chiamata dai romani "Gallia Cisalpina", la quale era divisa dal Po in due regioni, la Gallia Transpadana, che si trovava, come già accennato, a nord del corso d'acqua, e la Gallia Cispadana, che era invece situata a sud del fiume. 

Il nome di queste regioni ha origine dal nome "Galli", che dettero gli antichi romani alle popolazioni celtiche che abitavano la Gallia, cioè i territori di Francia, Belgio, Svizzera, Paesi Bassi, Germania entro la riva occidentale del fiume Reno e includente, in epoca repubblicana, anche la maggior parte dell'Italia settentrionale a nord del fiume Esino, nelle Marche.

La regio XI Transpadana fu abitata fin dai tempi più antichi, molto tempo prima della conquista romana che avvenne tra il III e il II secolo a.c.,  dopo di che iniziò ad essere romanizzata con un processo che si completò in età augustea.

Gli antichi romani consentirono agli abitanti del Legnanese di continuare a professare la loro religione, utilizzare la loro lingua e mantenere le proprie tradizioni per cui la romanizzazione dell'area fu lenta e senza violenza.

COLONNE DI SAN LORENZO - MEDIOLANUM

LE VIE DI COMUNICAZIONE

L'economia della regio XI Transpadana si basava principalmente sull'agricoltura e le miniere in Valle d'Aosta e nei dintorni di Ivrea e Vercelli. Per incrementare questa economia i romani crearono molte
vie di comunicazione, tra cui:
- la via Mediolanum-Verbannus, costruita tra la fine dell'era repubblicana e gli inizi dell'età imperiale; che congiungeva Mediolanum (Milano) con il Verbannus Lacus (Lago Verbano, ovvero il Lago Maggiore).;
- a sud di Somma Lombardo (lat. Summa) la via Severiana Augusta intersecava trasversalmente 
- la Via Novaria-Comum; che collegava Novara (lat. Novaria) a Como (lat. Comum);
- la Via Gallica, che iniziava a Mestracum e che terminava a Augusta Taurinorum;
- la Via delle Gallie, che congiungeva Ivrea (Eporedia) a Lione (Lugdunum) attraversando la Valle d'Aosta e valicando le Alpi al colle del Gran San Bernardo;
- la via che collegava Milano con il Monginevro;
- la via che metteva in comunicazione Milano e la Raetia;
- la strada da Torino a Tortona;
- la Via Spluga, che congiungeva Milano al Passo dello Spluga passando per Lecco (lat. Leucera) e Monza (lat. Modicia).
- la via Emilia, che collegava Ariminum con Augusta Pretoria; 
- la via Regina, che collegava Mediolanum con la Valtellina passando da Comum 
- la via Mediolanum-Ticinum  che andava da Milano a Pavia.

I resti più evidenti delle città della regio XI Transpadana si trovano a:
- Como,
- Pavia,
- Aosta
- Torino.
- Novara,
- Milano
- Bergamo

Sul colle del Gran San Bernardo, lungo la strada romana che valicava le Alpi e che passava sotto una rupe sacra, sono stati trovati i resti di un piccolo tempio del I - II sec. d.c. e di due mansiones (stazioni di posta) dell I sec. d.c.

Per le vie di comunicazione sono stati ritrovati anche i resti, in Valle d'Aosta, della via delle Gallie, e a Somma Lombardo della via Severiana Augusta.
Per i ponti, oltre ai resti rinvenuti a Pavia, ne sono trovate testimonianze tangibili in Valle d'Aosta anche a Pont-Saint-Martin, sul torrente Buthier ad Aosta e Aymavilles (ponte acquedotto di Pont d'Aël)
Per le abitazioni, ne sono state trovate in Valle d'Aosta, a Ivrea, a Chieri, a nord di Torino, in Val di Susa, nel Novarese, ad Angera, a Ghisalba, a Isso e nel Comasco.
Per le necropoli, sono stati effettuati importanti ritrovamenti ad Aosta, a Vercelli, a Biella, ad Angera.

IL TEATRO - AUGUSTA PRAETORIA

LE CITTA' PRINCIPALI


Bergomum (Bergamo), occupata dai Liguri, Orobi, Cenomani e Senoni, venne annessa alla Repubblica romana e nel 49 a.c. divenne Municipio romano. I romani lo riedificano con foro, cardo e decumano.

- Bugella (Biella), in epoca romana vennero sfruttati i giacimenti d'oro della Bessa.

- Comum (Como), uno dei due terminali della via Novaria-Comum, che metteva in comunicazione Novaria (Novara) e Comum (Como) passando per Sibrium (Castel Seprio). Da Como passava anche la via Regina, che collegava il porto fluviale di Cremona con Clavenna (Chiavenna) passando da Mediolanum. A partire dal IV secolo a.c. l'abitato di Como si andò spopolando.
Nel 196 a.c. la Gallia Cisalpina venne conquistata dal console Marco Claudio Marcello che legò in un'alleanza i vinti a Roma, concedendo lo ius Latii. In seguito a una terribile invasione dei Reti, nell'89 a.c., per volere di Pompeo Strabone l'antico oppidum fu ricostruito. Nel 77 a.c. Gaio Scipionene vi insediò 3 000. Nel 59 a.c. Cesare la elevò a colonia, fece allora bonificare l'area deviando i torrenti Cosia, Valduce e Fiume Aperto e vi insediò 5 000 coloni tra cui 500 greci che ottennero anche la cittadinanza romana. Nel 49 a.c. Como divenne un municipium. A Como terminavano due strade romane, la via Bergomum-Comum, che giungeva da Bergamo e la via Novaria-Comum, che congiungeva Novaria (Novara) con Como passando per Sibrium (Castelseprio).

- Eporedia (Ivrea), fondata intorno al V secolo a.c. dai Salassi, dei celti stabiliti nel Canavese. Il nome potrebbe derivare dalla divinità celtica Epona, Dea dei cavalli. In seguito si chiamò Augusta Eporedia. I romani latinizzarono il nome, che subì delle varianti, quali Iporeia, quindi Ivreia, Ivrea. A partire dal I secolo a.c. fu colonia romana, collocata a presidio della via militare che dalla pianura piemontese si spingeva nelle valli della Dora Baltea. Importanti i ruderi dell'anfiteatro, a breve distanza dall'attuale centro storico.

ANFITEATRO DI EPOREDIA
- Laus Pompeia (Lodi), antico villaggio dei Celti Boi, poi occupata dai romani che ne fecero in seguito un municipium romano, ribattezzato nell'89 a.c. in onore del console Gneo Pompeo Strabone, da cui Pompeia. Situata sulle strade che da Placentia (Piacenza) e da Acerrae (Pizzighettone) portavano a Mediolanum (Milano), e nell'incrocio con la strada che da Ticinum (Pavia) andava a Brixia (Brescia), Laus divenne un fiorente borgo commerciale e agricolo.

- Novaria (Novara), fu fondata nell' 89 a.c. come colonia di diritto latino, nella concessione della cittadinanza latina alle tribù celtiche della Gallia Transpadana. In età imperiale fu un importante municipium situato sulla strada tra Vercellae (Vercelli) e Mediolanum. La sua pianta a strade perpendicolari (rimasta intatta) è prettamente romana. Dopo che la città venne distrutta nel 386 da Magno Massimo per aver parteggiato per il suo rivale Valentiniano II, venne ricostruita da Teodosio I. In seguito venne saccheggiata da Radagaiso (nel 405) e da Attila (nel 452).

- Rigomagus (Trino), di origine celtica, "Rigomagus", significa infatti "mercato del re" in celtico. Dal II secolo a.c. fu sede di una mansio romana, citata nell'Itinerarium Burdigalense, strategicamente posizionata in prossimità del guado sul fiume Po, all'incrocio tra le vie militari che univano la Civitas Taurini (Torino) con Ticinum (Pavia) ed in seguito Augusta Praetoria (Aosta) con la Civitas Asta (Asti). 

- Sebuinus (Angera), fu insediamento degli insubri almeno dal II secolo a.c., conquistati poi dai romani tra II e I secolo a.c.. Nel 49 a.c., come tutte le popolazioni che abitavano il territorio a Nord del Po, ottenne la cittadinanza romana. In seguito fiorì economicamente come porto lacuale di scambio per le merci trasportate via acqua lungo Po, Ticino e Verbano, e i prodotti che vi giungevano via terra grazie alla via Severiana Augusta: da qui si raggiungevano i passi alpini della Novena, Lucomagno, San Gottardo, Spluga e San Bernardino. Ma fiorì pure per le cave di pietra e il legname dei boschi dell'Alto Verbano, con cui si edificarono importanti edifici milanesi e del territorio.

- Ticinum (Pavia), il nome derivò forse dalla gens Papillia che l'abitò.

Vercellae (Vercelli), ribattezzata dai Romani Vercellae si sviluppò come centro urbano da un preesistente abitato celto-ligure, dopo l'occupazione romana risalente ai primi decenni del II secolo a.c.. La vittoria definitiva su tutta la zona fu però conseguita nel 101 a.c., quando l'esercito guidato dal Gaio Mario sconfisse la tribù germanica dei Cimbri ai Campi Raudii. Nel 49 a.c. i vercellesi ottennero la piena cittadinanza romana divenendo municipium, si arricchì di strade, monumenti, bagni pubblici, acquedotto, teatro e anfiteatro.
L'elenco dettagliato delle urbs, delle civitas e dei vicus della regio XI Transpadana è:

PORTA PRAETORIA - AUGUSTA PRAETORIA
- Acerrae - Pizzighettone-  Cremona - Lombardia - Italia
- Ad Decimum - a sud di Milano - Milano - Lombardia - Italia -
- Ad Decimum - Diémoz - Valle d'Aosta - Italia -
- Ad Decimum - Rivoli - Torino - Piemonte - Italia -
- Ad Decimum - Desio - Monza e Brianza - Lombardia - Italia -
- Ad Lambrum - tra Lodi e Piacenza - Piacenza - Lombardia ed Emilia-Romagna - Italia -
- Ad Lambrum - Canonica - Lambro-Triuggio - Monza e Brianza - Lombardia - Italia -
- Ad Medias - tra Mantie e Motta de' Conti Vercelli - Vercelli - Piemonte - Italia -
- Ad Nonam - tra Milano e Lodi - Lodi - Lombardia - Italia -
- Ad Nonum - Nus - Valle d'Aosta - Italia -
- Ad Octavum - Rivoli - Torino - Piemonte - Italia -
- Ad Quartum - Quart - Valle d'Aosta - Italia -
- Ad Quintum - Collegno - Torino - Piemonte - Italia -
- Ad Quintum - Quinto Vercellese - Vercelli - Piemonte - Italia -
- Ad Rotas - tra Lodi e Piacenza - Piacenza - Lombardia ed Emilia-Romagna - Italia -
- Ad Septimum - Settimo Rottaro - Torino - Piemonte - Italia -
- Ad Septimum - Settimo Torinese - Torino - Piemonte - Italia -
- Ad Septimum - vicino a Trino Vercellese - Vercelli - Piemonte - Italia -
- Ad Septimum - a ovest di Torino - Torino - Piemonte - Italia -
- Ad Septimum - Settimo Vittone - Torino - Piemonte - Italia -
- Ad Sextum Lapidem - Sesto Calende - Varese - Lombardia - Italia -
- Agaminus pagus - tra Ghemme e Sizzano - Novara - Piemonte - Italia -
- Alliana - tra Lomello e Dorno - Pavia - Lombardia - Italia -
- Aquae Bormiae - Bagni di Bormio - Sondrio - Lombardia - Italia -
- Arebrigium statio - Arvier o Pré-Saint-Didier - Valle d'Aosta - Italia -
- Argentea - vicino a Gorgonzola - Milano - Lombardia - Italia -
- Arilianum Arlian - Valle d'Aosta - Italia -
- Ariolica La Thuile - Valle d'Aosta - Italia -
- Augusta Praetoria Aosta - Valle d'Aosta - Italia -
- Augusta Taurinorum - Torino - Piemonte - Italia -
- Auri Fondinae Courmayeur - Valle d'Aosta - Italia -
- Benacum Beinasco - Torino - Piemonte - Italia -
- Bergomum - Bergamo - Lombardia - Italia -
- Bilitio Bellinzona - Ticino - Svizzera -
- Bruxeum Brusson - Valle d'Aosta - Italia -
- Bugella - Biella - Piemonte I- Italia -
- Caburrum - Cavour - Torino - Piemonte - Italia -
- Campi Raudii - vicino a Vercelli - Vercelli - Piemonte - Italia -
- Carbantia o Carbatia Balzola - Alessandria - Piemonte - Italia -
- Cella ad vineas - Cilavegna - Pavia - Lombardia - Italia -
- Cestae - tra San Genuario, Crescentino e Fontanetto Po - Vercelli - Piemonte - Italia -
- Cillianum - Saint Vincent - Valle d'Aosta - Italia -
- Clavenna - Chiavenna - Sondrio - Lombardia - Italia -
- Clementianum Clémensod - Valle d'Aosta - Italia -
- Comum - Como - Lombardia - Italia -
- Cottiae - Cozzo - Pavia - Lombardia - Italia -
- Duriae - Dorno - Pavia - Lombardia - Italia -
- Eporedia - Ivrea - Torino - Piemonte - Italia -
- Eudracinum mansio -Saint Rhémy o Etroubles - Valle d'Aosta - Italia -
- Forum Licini - tra Incino e Erba - Como - Lombardia - Italia -
- Forum Vibii - vicino a di Revello - Cuneo - Piemonte - Italia -
- Gallianates - Cantù - Como - Lombardia - Italia -
- Glaeratum - Gallarate - Varese - Lombardia - Italia -
- Habiate - Abbiategrasso - Milano - Lombardia - Italia -
- Latinanium - Legnano - Milano - Lombardia - Italia -
- Laumellum mansio - Lomello - Pavia - Lombardia - Italia -
- Laus - Pompeia - Lodi - Lombardia - Italia -
- Linianum Lignan - Valle d'Aosta - Italia -
- Mediolanum - Milano - Lombardia - Italia -
- Melpum - Melzo - Milano - Lombardia - Italia -
- Messigniacum Messigné - Valle d'Aosta - Italia -
- Modicia - Monza e Brianza - Lombardia - Italia -
- Montunates - Albizzate - Varese - Lombardia - Italia -
- Murus - tra Castelmur Promontogno e Bondo - Grigioni - Svizzera -
- Novaria - Piemonte - Italia -
- Ocelum - Caprie - Torino - Piemonte - Italia -
- Oscella - Domodossola - Verbano-Cusio-Ossola - Piemonte - Italia -
- Palanta o Pallantia - Pallanza - Verbano-Cusio-Ossola - Piemonte - Italia -
- Parablacum - Milano - Lombardia - Italia -
- Plumbia - Pombia Novara - Piemonte - Italia -
- Quadragesima - Galliarum - Carema - Torino - Piemonte - Italia -
- Quadragesima - Galliarum - Avigliana - Torino - Piemonte - Italia -
- Quadrata - tra Lodi e Piacenza - Lombardia ed Emilia-Romagna - Italia -
- Quadrata - Verolengo - Torino - Piemonte - Italia -
- Quadratae - Carate - Brianza Monza - Brianza Lombardia - Italia -
- Rhaudum - Rho - Milano - Lombardia - Italia -
- Retovium - Robbio - Pavia - Lombardia - Italia -
- Ricodunum pagus - tra Ricodino e Trino Vercellese - Vercelli - Piemonte - Italia -
- Rigomagus mansio - tra Le Verne e Trino Vercellese - Vercelli - Piemonte - Italia -
- Sebuinus - Angera - Varese - Lombardia - Italia -
- Seso - Borgosesia - Vercelli - Piemonte - Italia -
- Sibrium - Castelseprio - Varese - Lombardia - Italia -
- Stationa - Gravellona Toce - Verbano-Cusio-Ossola - Piemonte - Italia -
- Subinates - Riva - San Vitale Mendrisio - Ticino - Svizzera -
- Summa - Somma Lombardo - Varese - Lombardia - Italia -
- Summo - Lacus Samolaco - Sondrio - Lombardia - Italia -
- Tarvessedo - Madesimo - Sondrio - Lombardia - Italia -
- Tetium - Teglio - Sondrio - Lombardia - Italia -
- Ticinum - Pavia - Lombardia - Italia -
- Tres Tabernae - tra Lodi e Piacenza - Lombardia ed Emilia-Romagna - Italia -
- Trumellum - Tromello - Pavia - Lombardia - Italia -
- Vercellae - Vercelli - Piemonte - Italia -
- Victumulae - tra San Secondo e Salussola Biella - Biella - Piemonte - Italia -
- Vicus Mercati - Vimercate Monza e Brianza - Lombardia - Italia -
- Vitricium Verrès - Valle d'Aosta - Italia -


BIBLIO

- Giovanni Annio da Viterbo, frate domenicano - (pseudonimo di Giovanni Nanni erudito quattrocentesco -1432 - 1502) - Caius Sempronius (Tuditano) - De chorographia sive descriptione Italiae et eius origine -
- Carlo Promis - Le antichità di Aosta - 1864 -
- Elisa Panero - "Il territorio di Vercellae in età romana: studio e ricostruzione di una città d'acque", in "I paesaggi fluviali della Sesia fra storia e archeologia" - All'Insegna del Giglio - 2016 -
- R. Comba (ed.) - I primi mille anni di Augusta Bagiennorum - Cuneo - 2001 -
Theodor Mommsen Storia di Roma. L'età imperiale. La difesa dei confini dell'impero da Augusto a Diocleziano - Rusconi libri - 2019 -


IX REGIO AUGUSTEA - LIGURIA


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LUNI



«Questa regione... ha gli abitanti che vivono sparsi in villaggi, dove arano e zappano una terra dura, o come dice Posidonio, "tagliando i sassi". Il territorio è ben popolato e da qui vengono una gran parte fanti e di cavalieri, che anche il Senato romano recluta nei suoi ranghi

(Strabone - Geografia - V -)

«Patet ora Liguriae inter amnes Varum et Macram XXXI Milia passuum. Haec regio ex descriptione Augusti nona est.
(Si estende ora la Liguria fra i fiumi Varum e Macram tra cui passano 31 miglia. Questa regione nella descrizione di Augusto è la nona)

(Plinio - Naturalis Historia - II -)

La regio IX augustea comprendeva il solo territorio dei ligures, che andava dal fiume Varo (ad occidente) al fiume Magra ai confini con l'Etruria (ad oriente), comprendendo le zone a occidente delle Alpi e l’area tra l’Appennino e il fiume Po. Questa regione era più ridotta rispetto all'originale area occupata dai Liguri in epoca preistorica.

L’odierna regione infatti rappresenta, ma non tutta, la fascia costiera dell’antico territorio dei Liguri. Ecateo di Mileto nel VI secolo a.c. ci tramanda infatti che Monaco e Marsiglia erano città liguri e gli Elisici, popolo stanziato tra Rodano e Pirenei, erano un misto di Liguri e Iberi.


I LIGURI

In epoca preromana i Liguri occupavano l'attuale Liguria, il Piemonte a sud del Po e la Toscana nord-occidentale. In seguito, con le nuove ondate migratorie di Italici, Venetici e Celti, si ritirarono fino ad essere ristretti nei loro vecchi confini storici. Secondo alcuni studiosi i Liguri sarebbero un popolo indoeuropeo che si diffuse nel II millennio a.c. in tutta l'area tirrenica.

Il nome Liguri deriverebbe dal nome con cui li chiamavano i Greci e cioè Ligues, quando iniziarono ad esplorare il Mediterraneo occidentale. In epoca tarda, furono anche gli stessi Liguri a dotarsi di quel nome. Il termine "ligure" potrebbe anche essere riferito a Loira. Il nome del fiume francese che deriva dal latino "Liger", a sua volta derivante dal gallico "liga", che significa fango o limo.

Una curiosità:
Alcuni studiosi, citando Plutarco, riferiscono che durante la battaglia di Aquae Sextiae ( 102 a.c.), dove i Liguri, alleati dei Romani contro i Cimbri e i Teutoni, urlarono "Ambrones!" come grido di battaglia, ottennero in risposta lo stesso grido di battaglia dal fronte avverso, perchè anche i Teutonici almeno in parte erano Ambroni.

Con la I guerra punica (II secolo a.c.) i Liguri si divisero tra alleati di Cartagine e alleati di Roma. Fu quando i Romani conquistarono questo territorio, con l'aiuto dei loro federati Genuates, che lo si chiamò Liguria, corrispondente alla IX Regio dell'Impero romano, la quale si estendeva dalle Alpi Marittime e Cozie, al Po, al Trebbia e al Magra.

Nel 180 a.c. i Romani, per poter disporre della Liguria nella loro conquista della Gallia, dovettero deportare 47.000 Liguri Apuani, irriducibili ribelli, deportandoli in area Sannitica, nel territorio compreso tra Avellino e Benevento.

Sappiamo che in età storica, la IX Regio si estendeva a nord oltre la catena degli Appennini fino al Po; a est confinava con i Tyrrhenoi, secondo una linea di demarcazione data dall’Arno; a ovest si spingeva al di là delle Alpi fino al Rodano, con il mondo ellenizzato e celtico.



I COMMERCI

Le relazioni tra la Liguria e il mondo etrusco nel corso del VII e VI sec. a.c. non hanno trovato adeguati ritrovamenti, mentre con la costa francese (Linguadoca e Provenza), già dalla fine del VII sec. a.c., ci si approvvigionava di materie prime (oro, argento, piombo, rame, stagno).

Nel VI-V sec. a.c. iniziano in Liguria le popolazioni d’altura nell'interno e verso la costa con l’utilizzazione anche di nuovi siti.

Tra la fine del IV e gli inizi del III sec. a.c. nella parte estrema della Liguria orientale i Celti spingono i Liguri a oltrepassare il fiume Magra e a inoltrarsi lungo le valli appenniniche fino alla pianura versiliese. erse.

La circolazione nel II sec. a.c. di oboli cisalpini d’argento collegati alla monetazione preromana padana e derivati dal tipo della dracma massaliota, è segno che i Liguri cercavano di conservare un'autonomia locale nei confronti del controllo romano.

Per la romanizzazione si nota che Ventimiglia (Albintimilium), Albenga (Albingaunum), Vado Ligure (Vada Sabatia), e Genova svilupparono l’impianto urbano in aree occupate dai Liguri secondo modalità e forme indipendenti. Solo Luni diventa colonia nel II sec. a.c..

ALBINTIMILIUM

LA VILLA MARITIMA

Sulla costa di levante sorge nel I sec. a.c. il fenomeno della villa residenziale, ubicata in punti panoramici e favorevoli allo sfruttamento agricolo. Alla foce del Magra (loc. Bocca di Magra) sono stati riportati alla luce resti di una villa maritima, disposta su terrazze ricavate dal pendio naturale. La villa, molto danneggiata durante la II guerra mondiale, si colloca tra la fine del I sec. a.c. e il IV sec. d.c.

Non si conoscono l’orientamento né l’intero sviluppo planimetrico; resti di suspensurae in alcuni ambienti sulla terrazza mediana hanno fatto supporre un balneum. Vi si trovavano la sigillata aretina e la sigillata tardo italica, da ceramica comune da cucina, alle brocche trilobate di argilla grigia, ad anfore, vetri e lucerne. Si segnalano due capitelli di marmo bianco lunense di diverse dimensioni ma di uguale decorazione a foglie d’acqua, nonché frammenti di intonaco dipinto.

La villa maritima rimessa in luce sulla punta del Varignano, che chiude a ovest il Golfo della Spezia, può rappresentare un esempio di questi complessi residenziali costieri collegati allo sfruttamento di fundus. Al primo impianto del II sec. a.c. si devono riferire i resti di colonne in laterizio, inglobate nelle strutture successive, e di pavimenti in signino. In età sillana la villa viene ristrutturata, e ancora, nel I sec. d.c., l’ala residenziale intorno all'atrio corinzio viene adibita a balneum.

La villa continua fino al V-VI sec. d.c. Un hortus quadrato separa la pars residenziale dalla pars fructuaria (cella olearia, torcularium, piccola corte). Nel I sec. d.c. venne costruita a nord-ovest la cisterna in opera laterizia, a pianta rettangolare, divisa in due navate mediante cinque arcate a sesto ribassato, sostenute da pilastri; l’esterno sul lato a valle presenta sette contrafforti di pietre e laterizi.

Nella villa si conservano resti di pavimentazione tardo repubblicana a mosaico, in signino e cocciopesto, con ceramica a vernice nera usata nel primo periodo di vita della villa e ceramica di erra sigillata aretina. Si segnalano anfore, da quelle tardo repubblicane alle africane del IV sec. d.c. Tra i materiali marmorei prevalgono le lastre di rivestimento; per quanto riguarda la scultura una statua femminile di dimensioni inferiori al normale è stata identificata come Igea (II sec. d.c.).

AUGUSTA BAGIENNORUM

Ed ecco i centri maggiori della Liguria:

- Alba Pompeia (Alba) -

Già abitata dal VI millennio a.c., subì poi l'invasione dei Galli alla fine del V secolo a.c.. Capoluogo dei Liguri Bagienni, il suo nome significava "città bianca". Conquistata dai romani che la costituirono a municipium nel 49 a.c, fu inserita nella Regio IX Liguria e ascritta alla Gens Camilia, e ricevette la piena cittadinanza romana per volere di Giulio Cesare.
Divenne municipio con l'editto del console Gneo Pompeo Strabone, venne battezzata Alba Pompeia, fu inserita nella Regio IX Liguria e ascritta alla Gens Camilia. I ritrovamenti romani dei primi 2 secoli dell'impero testimoniano la fioritura commerciale di Alba, già cinta di mura ciclopiche, dove si creò tra l'altro un acquedotto, per le acque in città e la rete fognaria.
Fiorì nei primi 2 secoli dell'impero dotandosi di l'acquedotto e rete fognaria che scaricava nel fiume Tanaro. Ebbe una propria magistratura, con i decurioni (dotati di una carica amministrativa e una militare), gli augustali (sacerdoti istituiti da Tiberio per il culto di Augusto e della Gens Iulia), i cavalieri (equites), e la plebe, divisa in collegia di arti e mestieri. 
Alba era amministrata in modo autonomo, con una propria magistratura, i decurioni, i cittadini più facoltosi, gli augustali, cavalieri, appaltatori e liberti. Infine la plebe, divisa in collegia di arti e mestieri. Oltre al collegio dei fabbri vi erano i centonari, fabbricanti di lana e stoffe, i dendrogradi, che fornivano legname per le case e le navi. Vi erano poi gli addetti all'agricoltura e in particolare alla viticoltura che produceva vini pregiati, ma pure all'allevamento del bestiame.
Il materiale epigrafico e archeologico di Alba Pompeia descrive la vita di una vasta classe medio-alta, formata sia da gentes romane, sia da discendenti celto-liguri. Le attività principali erano l'agricoltura e l'allevamento del bestiame. Gaio Plinio Secondo ne descrive una raffinata tecnica agricola applicata alla viticoltura.

ALBINTIMILIUM

- Albintimilium (Ventimiglia) -


- Albingaunum (Albenga) 

Il primo nome fu Albium Ingaunum, i Romani la chiamarono Albingaunum, dopo la caduta dell'impero divenne Albingauno ed intorno all'anno mille divenne Albingano. Fu alleata dei Cartaginesi contro Roma durante la II guerra punica e divenne la base navale del fratello di Annibale Barca, Magone.
Conquistata da Roma nel 181 a.c. dal proconsole L. Emilio Paolo, ottenne il diritto latino nell'89 a.c., la cittadinanza romana nel 45 a.c. e assoggettò i territori dell'interno. 
Giulio Cesare le conferì la cittadinanza romana e lo status municipale. Durante l'impero si ampliò partendo dalla costa tra Sanremo e Finale Ligure, nell'entroterra con l'intera alta valle del Tanaro. Nel V secolo subì l'attacco e l'invasione dei Goti che danneggiarono vistosamente la città conquistandola.


Aquae Statiellorum (Acqui Terme)

Abitata dai Liguri, tra il II ed il I secolo a.c. si formò il centro urbano denominato Aquae Statiellae o Aquae Statiellensium, ormai romanizzato. Locata nella media-bassa valle del fiume Bormida, fin dall'antichità fu abitata dai Liguri, in particolare dalla tribù degli Statielli il cui centro principale, Carystum, venne attaccato e nonostante la resa immediata le terre vennero espropriate e i prigionieri fatti schiavi. 
Il senato si pronunciò per la prima volta a favore di una popolazione "barbara" e decretò la liberazione ed il risarcimento degli sconfitti. L'importanza della città crebbe nel 109 a.c. con la via Aemilia Scauri, che si chiamò poi Julia Augusta, che univa la pianura padana con la Gallia Narbonense e la Spagna.
Acquae ottenne lo ius Latii nell'89 a.c. e il municipium in età cesariana, assegnato alla tribù Tromentina, inserita nella Regione IX augustea. Gaio Plinio Secondo ricorda le sue acque termali tra le più importanti dell'epoca, con tre impianti di cui sopravvivono alcuni resti. Un monumentale acquedotto, inoltre, garantiva l'approvvigionamento di acqua della città.
Tra il II ed il I secolo a.c. si formò il centro urbano denominato Aquae Statiellae o Aquae Statiellensium, il che dimostra la romanizzazione degli Statielli.
 

PONTE ROMANO DI CASTRUM BOBIUM

Augusta Bagiennorum (Bene Vagienna)


Carrea Potentia (Chieri)

Risale al II secolo a.c., quando i romani vi fondarono un presidio militare di poco antecedente ad Augusta Taurinorum, collocandolo tra la parte sudorientale della collina di Torino e le ultime propaggini del Monferrato, a circa 15 chilometri ad est dal capoluogo, a sud del Po.
Il nome Carrea Potentia, tramandatoci da Plinio il Vecchio, deriva da Carrea che è l'antica voce ligure, derivante dal celtico Carro (gallico chuari, o chuairt = rocca difensiva o cinta muraria in pietra), e da Potentia, "colei che è potente".


- Derthona (Tortona)

Già oppidum dei Liguri Statielli tra VIII e il V secolo a.c., con il nome di Dertona, divenne colonia romana intorno al 120 a.c., trasformandosi in florido centro agricolo e commerciale, all'incrocio di importanti vie di comunicazione: 
-  la via Postumia (da Genova ad Aquileia), 
-  la via Fulvia (da Pollentia, oggi Pollenzo) 
- la via Aemilia Scauri (Vada Sabatia, odierna Vado Ligure, attraverso Aquae Statiellae, odierna Acqui Terme).
Eretta una seconda volta in colonia da Augusto (tra il 40 e il 30 a.c.), venne ribattezzata come Julia Dertona e fece parte della Regio IX Liguria. Fiorì fino alla caduta dell'Impero romano come dimostrano i numerosi reperti. A Tortona ebbe luogo la deposizione e l'uccisione dell'imperatore romano d'occidente Maggioriano, deposto dal suo generale di origini barbare Ricimero nel 461.



- Castrum Bobium (Bobbio)

E' un comune oggi posto in Emilia-Romagna. Abitato fin dal neolitico con insediamenti celto-liguri, venne conquistato dai romani nel 14 a.c. e nel IV secolo d.c. divenne il borgo fortificato di Castrum Bobium, Il nome della città viene dal nome celtico-ligure saltus Boielis (monte Penice), e pure dall'omonimo torrente alle cui sponde sorse il primo abitato dopo la conquista romana.

PONTE ROMANO DELLE FATE

- Forum Fulvii (Villa del Foro) 

« Forum Fulvii quod Valentinum dicitur » (Plinio il Vecchio). Oggi sta in Piemonte, provincia di Alessandria e venne fondata alla fine del II secolo a.c. dal console M. Fulvio Flacco. Nel 125 - 123 a.c. combattè nel Monferrato contro le popolazioni di Salluvii e Vocontii in aiuto di Massalia (Marsiglia). Fece parte dei centri fondati lungo il percorso della via Fulvia, e diversi suoi territori vennero lottizzati e concessi ai veterani (assegnazioni viritane)
Forum Fulvii fu assegnato alla Tribus Pollia e otterrà la cittadinanza romana nel 49 a.c. Inserito all'interno della Regio IX Liguria in seguito alla riforma di Augusto, divenne municipium. Prosperò nel I e II secolo d.c. a mezzo delle risorse agricole, le attività artigianali connesse alla lavorazione dell'argilla e del ferro e con il commercio, testimoniati dai ritrovamenti di domus di pregio. A partire dal III secolo d.c., iniziò il suo inesorabile declino.


- Genua (Genova)

Genova venne fondata sul più antico insediamento dell'oppidum detto "di Castello" (Sarzano), sul colle che domina l'antico porto (oggi piazza Cavour), fondato agli inizi del V secolo a.c.. Una volta sconfitta Cartagine, Roma volle espandersi verso la Gallia, per cui si servì di Genova come base di appoggio per incursioni, tra il 191 e il 154 a.c., contro le tribù liguri dell'entroterra, già alleate con Cartagine. 
In questo periodo fiorì porto di Genova, grazie ai traffici con le più importanti città romane dell'entroterra: Tortona (Derthona) e Piacenza (Placentia). La romanizzazione portò l'espansione della città dal castrum alla zona di Santa Maria di Castello e del promontorio del Molo, verso la zona dell'attuale San Lorenzo e del Mandraccio. In età augustea Genova, con la Liguria, venne iscritta alla Regio IX,


- Hasta (Asti)

Già oppidum della tribù ligure degli Statielli, nel I secolo a.c., venne acquisita da Roma che le concesse con il diritto di latinitas. Con Giulio Cesare (49 a.c.) la città ottenne il diritto di cittadinanza, fu iscritta nelle circoscrizioni elettorali e venne rimodellata sulla griglia romana a valle dell'oppidum arroccato sull'altura a nord della nuova città.  Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, descrive Asti come grande centro manifatturiero, specialmente per il vasellame e gli oggetti in vetro, tali da sviluppare una vera e propria industria artigianale.
Secondo il Muratori, ad Asti erano onorate le divinità di Giove, Diana, Giunone Annea, Giunone Clivana e Nettuno. È probabile che i templi dedicati a Giunone fossero nei pressi dell'attuale cattedrale, infatti nell'area sono state rinvenute durante gli scavi della cattedrale alcune iscrizioni che citano tale divinità.
Inoltre nel XIX secolo il canonico Stefano Giuseppe Incisa, descrisse il rinvenimento di un mosaico di tessere policrome su un supporto in terracotta con al centro raffigurata una scena teatrale tipica degli "emblemata", con tanto di disegno, il tutto inviato al Museo di Torino, ma da quel momento se ne persero le tracce. Per il Tempio dedicato a Diana, per molti secoli, si è creduto che il battistero di San Pietro derivasse da questo antico tempio vista la sua forma circolare, ma la tesi non comprovata.


- Industria (Monteu da Po)



- Iria (Voghera)

Il territorio di Voghera è situato nella parte sud-occidentale della Lombardia, a sud del fiume Po. Sorge sulle rive del torrente Staffora all'inizio della pianura padana, a pochi Km dalla prima fascia collinare appenninica. L'antica Voghera era la romana Iria, edificata sopra un precedente villaggio abitato da popolazioni iberiche, celtiche e da Liguri Iriati (da cui il nome). Nel corso degli anni venne ripetutamente devastato dal passaggio di vari eserciti, tra i quali quelli di Magno Massimo (387), di Attila (452), dei Burgundi e dei Rugi (fine IV secolo), e più volte ricostruito.

LIBARNA

Libarna


- Luni


- Monilia (Moneglia)

E' situato sulla Riviera di Levante, ad est di Genova, a circa 30 km dalla Spezia e a circa 60 km da Genova. Il borgo, già abitato dalla popolazione dei Liguri Lapicini, fu un centro molto importante in epoca romana grazie alla sua posizione strategica sull'antica Via Aurelia. Menzionata in una carta dell'Impero dell'anno 14 e nella "tabula alimentaria" del 117 (in quest'ultimo documento si cita espressamente la zona di Lemmelius, l'attuale frazione di Lemeglio),


- Pollentia (Pollenzo)

L'antica Pollenzo, la città romana di Pollentia, già citata da Plinio il Vecchio, venne fondata nel II secolo a.c. Nel 402 vi si svolse la battaglia di Pollenzo, dove i Visigoti di Alarico vennero sconfitti dal generale romano Stilicone, e obbligate a ritirarsi nell'Illiria.
«O Pollenzia, degna dei miei canti per i secoli eterni!
O nome insigne, o luogo di felici trionfi!
O suolo destinato alle vittorie, o memorando sepolcro
di barbari! Spesso in quei confini, su quella terra
piena tornò la vendetta ai Quiriti sfidati
(Claudiano, De Bello Gothico)
Claudiano nel carme fonde la vittoria di Gaio Mario sui Cimbri nella Battaglia dei Campi Raudii del 101 a.c. con quella di Stilicone sui Goti posteriore di mezzo millennio, citando appunto Pollenzo.


- Portus Delphini (Portofino)

Il comune è situato nella parte occidentale del golfo del Tigullio, in una baia ai piedi dell'omonimo promontorio, ad est di Genova, facendo da confine geografico tra il Golfo Paradiso e il Tigullio. I Tigullii infatti abitarono l’area della Val Fontanabuona e dell’attuale Golfo Tigullio fino al Promontorio di Portofino.
Questi Celti-Liguri già dall’VIII secolo a.c., commerciavano via mare con altre popolazioni del Mediterraneo. Secondo Plinio il Vecchio, il borgo di Portofino durante l'Impero romano si chiamava Portus Delphini, posto tra Genova e il golfo del Tigullio dovuto, si pensa, si trovava una folta popolazione di delfini che nuotavano nel golfo del Tigullio.


- Portus Veneris (Porto Venere)

Scritto anche Portovenere, sorge all'estremità meridionale di una penisola che distaccandosi dalla riviera ligure di levante, forma la sponda occidentale del golfo della Spezia. Anche se le sue origini risalgono sino al VI secolo a.c. e ai Liguri, le prime datazioni storiche ce le riportano Claudio Tolomeo (150 d.c.) e l'Itinerario Marittimo (Itinerarium Maritimum Imperatoris Antonini Augusti) dell'imperatore Antonino Pio del 161 d.c. dove viene chiamato come vicus (scalo) e poi castrum, collocata tra Segesta Tigulliorum (Sestri Levante) e Luni.
Il nome di Veneris Portus deriva dal tempio dedicato a Venere Ericina, che sorgeva esattamente dove è stata sovrapposta la chiesa di San Pietro. La dedica a Venere era legata alla Dea nata dalla spuma del mare, e quindi protettrice dei naviganti.
Il borgo, in epoca romana e bizantina, sorgeva nell'odierno piazzale Spallanzani ma è stato totalmente cancellato. Da semplice località di pescatori, Porto Venere divenne base navale della flotta bizantina, ma fu assalita e devastata da Rotari re dei Longobardi nel 643.


- Segesta (Sestri Levante)

Anticamente Sestri Levante era un isolotto e solo in età moderna è stato unito alla terraferma da un istmo formato dai depositi delle alluvioni del torrente Gromolo e dall'azione del mare.
In epoca romana Sedesta è citata come Segesta Tigulliorum o Segeste, e divenne un importante centro commerciale, specie per i traffici marittimi e pure via terra. 
Infatti i vicini collegamenti stradali con il passo del Bracco e il colle di Velva consentivano un folto scambio di materie prime con le valli interne di Petronio, Graveglia, Vara e Lunigiana.

VILLA ROMANA DEL VARIGNANO (LA SPEZIA)

- Spedia (La Spezia)

Fu anzitutto abitata dalle popolazioni Liguri Apuane, finchè non vennero sottomessi nel 155 a.c. dal console Marco Claudio Marcello che per questo ottenne il trionfo. Le origini della Spezia sono legate alla colonizzazione romana e si intrecciano con le vicende di Luni, il centro senza dubbio più importante di tutta la zona. Con la caduta dell'Impero romano, dopo il V secolo si ebbe la devastazione da parte dei barbari (Eruli e Goti).


- Vada Sabatia (Vado Ligure)

Vado Ligure, chiamato anticamente Vada Sabatia, si sviluppò nel II secolo a.c. intorno ad un campo militare romano, uno dei primi della colonizzazione romana in Liguria. Divenne quindi municipium  e importante nodo viario e commerciale anche grazie all'imponente bonifica delle paludi eseguita dai Romani.
Il suo nome è citato  in una lettera del I secolo a.c. di Bruto a Cicerone (Vada); nonchè dallo storico Strabone (Vada Sabatium), da Plinio il Vecchio (Portus Vadorum Sabatium) e del geografo Pomponio Mela nel I secolo. Altre testimonianze della dominazione romana sul territorio sono state rinvenute nelle frazioni di San Genesio e di Sant'Ermete.
Nel 109 a.c. Vado venne collegata con il centro di Luni e Roma dalla Via Aemilia Scauri, che valicava gli Appennini liguri per mezzo del passo di Cadibona per poi scendere verso il passo della Cisa nel territorio di La Spezia. Tracce d'epoca bizantina sono state rinvenute nella frazione di San Genesio che sembra fu sede di un castrum; verso la costa, un'altra presenza bizantina è documentata nel "borgo Romano" di Porto Vado.


Vardacate (Casale Monferrato)

Locato oggi nella provincia di Alessandria in Piemonte, divenne municipium romano col nome di Vardacate e divenne il centro più importante del circondario. I suoi primi abitanti furono i Liguri che si insediarono sulle rive del Po. Erano divisi in tribù: gli Stazielli, gli Insubri, i Libui, i Dutunini, gli Jadatini e i Gabieni. In seguito si stanziarono i Celto-Galli. Successivamente, il vescovo di Asti sant'Evasio convertì al cristianesimo il borgo, e fondò la chiesa di San Lorenzo (edificata sul luogo dell'attuale cattedrale)



BIBLIO

- Plinio il Vecchio - Naturalis Historia -
- Strabone - Geografia -
- S. Finocchi (ed.) - Libarna - Alessandria - 1995 -
- F. Filippi (ed.) - Alba Pompeia - Archeologia della città dalla fondazione alla tarda antichità - Torino - 1997 -
- G. Mennella - Vada Sabatia - Regio IX - Liguria, in Supplementa Italica, Roma 1983 -
- A. Surace - Diano Marina - Archeologia in Liguria - II - Genova - 1984 -
- G. Mennella - Albingaunum - Regio IX - Liguria - in Supplementa Italica - IV - Roma - 1988 -
- M. Milanese - Genova romana - Roma - 1993 -
- E. Riccardi, F. Ciciliot - Un "latino" chargé d'ardoise coulé à l'Ile Gallinaria (Albenga, Italie) - «Cahiers d'Archéologie Subaque» - XII - 1994 -



VII REGIO AUGUSTEA - ETRURIA


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DIVISIONE DELLA PENISOLA ITALICA IN EPOCA AUGUSTEA



L'Etruria era una regione antica dell'Italia centrale, la VII tra le regioni dell'Italia riformata dall'imperatore Augusto, che comprendeva:

- la Toscana,
- parte dell'Umbria occidentale fino al fiume Tevere,
- il Lazio settentrionale fino a Roma
- i territori liguri a sud del fiume Magra.

In occasione della riforma dioclezianea dell'amministrazione imperiale, fu unificata alla Regio VI Umbria per formare la Tuscia et Umbria.



I CONFINI

La VII Regio confinava:

- a nord con la Liguria, dal fiume Macra (Magra), distante 284 miglia romane dal Tevere;
- a sud, lungo la costa tirrenica, confinava con i fiumi Prelius o Prilis (Prile) ed Umber (Ombrone);
- scendendo ancora costeggiava il fiume Tevere (Tiberis),  come confine meridionale dell'Etruria con il Latium vetus dei Latini e la Sabina dei Sabini;
- a oriente confinava con l'Umbria;
- a occidente confinava col Mar Tirreno.



I LAGHI

Essendo zona vulcanica la regione pullulava di laghi che erano e sono ex vulcani spenti, ed erano tutti navigabili: 

- il Cimino (lago di Vico), il nome deriverebbe da Vico Matrino, centro sulla via Cassia a 3 km dal lago, come appare sulla Tabula Peutingeriana, o da un piccolo Vicus romano sulla riva meridionale, Vicus Elbii, già scomparso nell'altomedioevo.
- il Volsinii, o Lacus Volsiniensis (lago di Bolsena),
- il Clusium (lago di Chiusi),
- il Sabatinus (lago di Bracciano)
- il Trasimenum (lago Trasimeno), dove avvenne la disastrosa battaglia del Trasimeno tra romani e cartaginesi che videro questi ultimi vittoriosi (II Guerra Punica)



I POPOLI

Dalle cronache di Plinio il Vecchio si evince che i primi abitatori dell'Etruria furono gli Umbri, cacciati poi dai Pelasgi, che furono però cacciati a loro volta dai Lidi.

(INGRANDIBILE)
Da Tirreno, re dei Lidi, presero il nome di Tirreni, chiamati poi Tusci (dal greco thýo = sacrificio). Dal VII secolo vennero abitati dagli etruschi che si sovrapposero alla civiltà villanoviana.

Secondo alcuni gli etruschi erano villanoviani ed autoctoni, secondo altri erano di origine orientale, in particolare della Lidia con cui avevano molte usanza in comune. La civiltà etrusca che qui si sviluppò fu unica al mondo, di grande arte e bellezza e molto influenzò la civiltà romana.

Nel I secolo a.c. Roma occupò l'Etruria e la romanizzò, nell'89 a.c. gli Etruschi ed i coloni latini ottennero la cittadinanza romana, ma successivamente vennero distrutti Talamone ed il suo porto da Silla per aver parteggiato per Gaio Mario. Scomparvero i piccoli proprietari e l coloni, e sorsero le sontuose ville, rustiche o esclusivamente residenziali.

Successivamente Augusto la inserì nella VII Regione, la Regio VII Etruria, e la zona si arricchì di ville marittime, stupendamente decorate e, altrettanto belle, le staziones più ricche, dotate di impianti termali finemente decorati. 

Ma già nel III secolo le campagne costiere abbandonano le produzioni intensive di vite e olivo per i cereali e la pastorizia. Le campagne si spopolano e le coste si impaludano per l'incuria dei canali di irrigazione e drenaggio.

OREFICERIA ETRUSCA

L'ECONOMIA

Il territorio etrusco si fece notare per la ricchezza delle acque, anche termali, per la floridità del suolo, perlopiù vulcanico, e per la vicinanza con Roma, che portò popolazione e domus di villeggiatura oltre che rustiche. Ma dettero ricchezza anche le cave di marmo (bianco con venature azzurre), di grande qualità e quantità, che fornì lastre monolitiche e colonne alla maggior parte dei principali monumenti di Roma ed alle altre città italiche, grazie al trasporto per mare e poi dal Tevere.

Fiorente fu la produzione ceramica, a figure bianche e rosse su fondo nero, ma soprattutto il sottile e raffinato bucchero che venne esportato ovunque. per non parlare della raffinatissima oreficeria, con le famose minuscole sfere (granulazione) che ancora oggi si fatica a comprendere come venissero prodotte.

Da non dimenticare il taglio della legna, per le assi diritte e lunghe, dei boschi sui monti della Tirrenia, utilizzate per la costruzione di navi e di case a Roma, grazie al trasporto fluviale fino al Mar Tirreno e poi lungo il Tevere. Inoltre vi erano le miniere di ferro dell'isola di Aithalìa (isola d'Elba), e nei pressi di Populonia e di Cosa, si pescavano i tonni.

COLONNA DONATA DA ROMA A TRASIMENO PER RICORDARE LA BATTAGLIA

LE CITTA'

Plinio il Vecchio (23 - 79) nella sua Naturalis Historia al tempo dell'Imperatore romano Vespasiano fece un preciso elenco delle città.


- Acquae Tauri - (Terme Taurine ) -
Presso Civitavecchia;  descritte nel diario di viaggio del poeta Rutilio Claudio Namaziano (416 d.c.), il loro nome nasce da una leggenda secondo cui un toro sacro, raspando la terra prima di una lotta, avrebbe fatto scaturire una sorgente di acqua sulfurea dalle proprietà benefiche. E' probabile però che le Terme Taurine provengano dall’antico laghetto di Aquae Tauri, da cui sgorgava la sorgente.

Alsium - (Monteroni) -
Era un'antica città sulla costa dell'Etruria, tra Pyrgi e Fregenae, sulla via Aurelia, a 29 Km dall'antica città di Porto, sulla foce del Tevere, a 35 Km da Roma. Era una delle città più antiche dell'Etruria, sebbene apparve nelle cronache romane solo nel 247 a.c., quando venne colonizzata. Secondo Dionigi di Alicarnasso fu fondata dai Pelasgi e dagli Aborigeni. Non fu mai importante, nota solo perché alcuni personaggi romani, come Pompeo, vi ebbero una villa. A Monteroni, nel comune di Ladispoli, si trova una necropoli etrusca, che si ritiene la necropoli di Alsium.

Amitinum -
Città scomparsa tra Soratte ed il Tevere, situata a est di Roma, sui monti Cornicolani, presso Corniculum, come sembra attestato dal rinvenimento di un'epigrafe che cita un "pagus amentinus" e dallo stesso Plinio il Vecchio.

- Argo - (Portoferraio) - 
Porto dell'isola d'Elba; per Apollonio Rodio, il luogo dove sbarcarono gli Argonauti di Giasone che cercavano Circe, e si chiamava Porto Argo (da argòs, «bianco», per le rocce e le spiagge bianche), oggi localizzato presso la spiaggia delle Ghiaie. Vi restano due ville marittime romane (villa delle Grotte e villa della Linguella) di età imperiale. Dal XVIII secolo furono rinvenuto un insediamento romano presso il centro storico di Portoferraio: murature in opus reticulatum e opus sectile, lastre di piombo, denarii e due piccole necropoli collocate presso i Mulini e gli Altesi.

ANFITEATRO ROMANO DI AREZZO
Arretium - (Arezzo) - 
Dopo la caduta dell'Etruria, Arretium venne romanizzata, ma nel IV secolo a.c. Arezzo, Chiusi e Perugia si allearono per combattere i Romani ma senza successo, per cui nel 310 a.c. anche Arezzo dovette arrendersi e allearsi con Roma, ma si ribellò nuovamente nel 301 a.c. e nuovamente fu sconfitta. Nel 295, Arezzo organizzò una lega di popoli (Galli compresi) contro Roma, ma la loro sconfitta fu molto dura. Nel 285 a.c. ci fu l'invasione dei Galli Senoni che la saccheggiarono e distrussero, ma i romani la ricostruirono l'anno dopo, nel 284 a.c.. 
Quando nel 217 a.c. Annibale sconfisse i Romani gli Aretini si ribellarono a Roma, ma inutilmente, tanto che nel 205 a.c., durante le Guerre Puniche, Arezzo offrì il suo aiuto militare ed economico a Roma contro Cartagine. Nella lotta tra Mario e Silla, gli Aretini si allearono con Mario (91 a.c.) ma la vendetta di Silla costò ad Arezzo atrocità, violenze e la colonizzazione romana. Infine passò sotto il potere di Giulio Cesare, che la fece rinascere nell'economia e nell'industria (soprattutto la ceramica). Nel I sec. d.c. fiorì al massimo per rallentarsi poi fino a fermarsi nel secolo successivo.

Blera -  (Blera) -
Sorta nell'VIII - VII secolo a.c. ad opera degli etruschi, raggiunta dalla via etrusco-romana Clodia fiorì in epoca romana divenendo municipio. Ne restano diversi mausolei e ville rustiche.

Caere - (Cerveteri) - 
Città chiamata Agilla dai Pelasgi che la fondarono, situata a 7 miglia dalla costa (in seguito conquistata dai Tirreni) e le vicine fonti termali chiamate "Fonti Ceretane" (Bagni del Sasso). Plinio il Vecchio la elenca tra le città Etrusche delle settima regione italica, venne conquistata dagli Etruschi, che la chiamarono Caere.

Capena - (Capena) - I Capenati erano una fiorente popolazione italica preromana. Capena venne fondata dagli Etruschi, r faceva parte dell'Ager Capenas. Nel IV secolo a.c. ebbe luogo la mitica guerra tra Veio, i Capenati e i Falisci alleati tra loro e Roma, per il controllo di questa zona del Tevere. Roma vinse nel 395 a.c. e Veio cadde per mano di Furio Camillo. Dopo la conquista romana, tutto il territorio fu ascritto alla Tribù Stellatina con la creazione di un Municipio Federato nel 387 a.c.
L'ager capenate omprendeva i centri di: 
- Civitella San Paolo (Civitatula dove si rifugiarono gli scampati capenati),
- Morlupo (si crede un'antica colonia di soldati detti Martis Rapaces Lupi),
- Fiano (quando Capena venne sconfitta agli inizi del IV secolo a.c. dai Romani insieme all'alleata Veio. Gli abitanti si sparsero sulle vicine colline, e crebbero sotto la dominazione romana),
- Nazzano (fecente parte dell'agrocapenate in epoca romana),
- Ponzano - nome derivato da "pons Jani", ponte di Giano o dalla "gens Pontia", famiglia romana proprietaria di una villa e di terreni nella zona.
Filacciano -  discendenti del popolo Falisco, nell'area tra il Monte Cimino ed il Tevere, con centro principale Falerii veteres oggi Civita Castellana, già capitale dei Falisci come Falerii Vteres.
Torrita - locato a picco sul fiume Tevere e tra i comuni di Nazzano e Filacciano.
Rignano - già capitale dei Capenati, sulla riva destra del Tevere.
Sant'Oreste -  adoravano sul monte Soratte il Dio Soranus, che Plinio riferisce fosse celebrato dalle famiglie degli Hirpi Sorani (o "lupi di Soranus"), che in onore del dio camminavano sopra i carboni ardenti; per questo motivo queste genti erano state esentate per mezzo di un decreto del Senato dal servizio militare e da altri obblighi.
- Castelnuovo di Porto - Il nome fa riferimento ad un Castrum Novum, castello nuovo.
- Riano - Castrum Raiani.

- Castrum Novum (Santa Marinella) - 
A partire dal sec. IX a.c. nel territorio sorsero l'insediamento di Punicum, l'insediamento di Pyrgi (attuale Santa Severa), probabili empori Fenici, e infine l'insediamento romano di Castrum Novum.

- Clusium - (Chiusi) - 
La città etrusca di Clevsi, diventata poi la latina Clusiumsorgeva sulla via che collegava Roma all'Etruria settentrionale, seguendo il Tevere e il suo principale affluente, il Clanis, essendo il fondovalle dell'omonima valle estremamente fertile.

- Cortona - (Cortona) - 
«Cortona: mamma di Troia e nonna di Roma.» (Detto cortonese tratto dai vv. 163-171 del III libro dell'Eneide di Virgilio).

Cosa - (Ansedonia) - 
Colonia romana, situata a poca distanza dal mare sopra una collina elevata, al di sotto della quale si trova un porto chiamato Eracle ed una laguna (oggi riserva naturale Duna Feniglia).

Faesulae - (Fiesole) -
Dal IV secolo a.c. era tra le più importanti città etrusche alle pendici meridionali dell'Appennino Tosco-Emiliano. Fu alleata di Roma fin dal III secolo a.c. Per aver parteggiato per Mario, fu occupata da una colonia di veterani di Silla, divenendo la Faesulae romana con un campidoglio, un foro, un teatro, dei templi, e un impianto termale. 

Falerii - (Civita Castellana) - 
Colonia falisco-etrusca la cui origine sembra sia da attribuire a coloni greci di Argo.

Faliscum -
Forse un altro nome per Falerium.

Ferentum o Ferentinum  -
(a 6 km da Viterbo).

BANCHETTI ETRUSCHI
Feronia -
(dove è presente un santuario ai piedi del monte Soratte).

Fescennina - (località sconosciuta).

Florentia - (Firenze) -
Colonia romana, lungo l'Arno.

- Forum Clodii -
Presso San Liberato di Bracciano, era una stazione di posta sulla Via Clodia, a circa 23 miglia a nord-ovest di Roma, sul lato occidentale del "Lago Sabatino" (Lago di Bracciano), e collegato alla Via Cassia a Vacanae (Baccano) da un ramo della strada che corre nel lato nord del lago in direzione di Trevignano Romano. Da stazione divenne poi una cittadina col suo Foro romano.

Fregenae - (Fregene) -
Possedette, in epoca etrusca, un porto alla foce del fiume Arrone, e una famosa salina. Distrutta dai Romani, la sua memoria venne dimenticata.

Gravisca - (Porto Clementino) -
Fiorente porto etrusco, legato ai commerci con il Mediterraneo orientale; dopo la conquista romana, divenne una colonia marittima vitale fino alla distruzione, durante le invasioni barbariche del V secolo.

Herbanum - (località sconosciuta) -

Hortanum (Orte) -
ricca di sorgenti e delle acque termali solfuree delle Capannelle.

Lucus Feroniae - (Capena) -
col suo straordinario santuario.

Luni - (Luna) - 
famosa per il suo ampio porto (l'attuale La Spezia) e la colonia di cittadini romani.

- Luca - (Lucca) - 
di origine ligure o etrusca con datazione attorno al 220 a.c., e sviluppatasi come città romana a partire dal 180 a.c., divenne colonia romana.

- Nepet -  (Nepi) -
Etrusca Nepa, ovvero acqua, quindi Nepi, città delle acque; città falisca, fu fondata secondo la leggenda, dal mitico Termo Larte 458 anni prima di Roma.

- Perusia - (Perugia) -

Pisae - (Pisa) - 
Fondata tra i fiumi Auser e Arnum dai Pelopidi o dai greci Teutani secondo Plinio, dai Pisati del Peloponneso, comandati da Nestore dei Pilii secondo Strabone.

- Novem pagi - (località sconosciuta) -

Pistorium  -  (Pistoia)
Detta anche Pistoria o Pistoriae, fondata dai romani su un'insediamento etrusco e, nelle zone più montane, liguri, divenne nel II secolo a.c. un oppidum di appoggio alle truppe romane contro i Liguri delle aree appenniniche. La città è menzionata anche da Sallustio, che riporta la battaglia del 62 a.c. in cui perse la vita Catilina.

Populonia - (Populonia) -
Un tempo unica città etrusca su un alto promontorio a picco sul mare (al tempo di Strabone quasi abbandonata), che aveva un porto ai piedi della collina e due darsene, il miglior punto di imbarco dall'Italia per isola d'Elba, Sardegna e Corsica.

Pyrgi - (Santa Severa) -
Porto di Caere, dove sorgeva il santuario di Ilizia, che fu depredato nel 384 a.c. da Dionisio I di Siracusa prima di condurre la sua flotta contro la Corsica.

Regisvilla - (località sconosciuta) -
Dove si racconta che una volta fosse la reggia di Maleo, il Pelasgo, e che poi sia partito per Atene.

ROSELLE
Rusellae - (Roselle) -

Saena Iulia - (Siena) -
Secondo una leggenda, Romolo mandò i suoi capitani Camellio e Montorio a vincere Ascanio  e Senio, supposti figli di Remo e fondatori di un abitato delle Saenae, ma, secondo un'altra tradizione, deve il nome a Brenno capo dei Galli Senoni, che raggiunsero la regione dopo essere stati cacciati da Roma all'inizio del IV secolo a.c.. I documenti storici riportano invece Siena fondata come colonia romana, al tempo dell'Imperatore Augusto, nota come Saena Iulia.

- Saturnia - (Saturnia) -
Un tempo chiamata Auria, secondo Dionigi di Alicarnasso fu fondata dai Pelasgi. Durante il periodo romano, il borgo seguì le sorti di Vulci, fino a che nella metà del III secolo a.c., dopo la conquista del territorio vulcese da parte di Roma nel 280 a.c., Saturnia fu elevata a sede amministrativa e prefettura, e poi a colonia nel 183 a.c.

TOMBA ILDEBRANDA - SOVANA
Suana - (Sovana) -
Suana era un centro etrusco, che dalla conquista di Vulci in poi (280 a.c.) subì un graduale processo di romanizzazione, culminato che la portò ad essere nominata municipium con la concessione della cittadinanza romana come agli altri italici.

Statonia - (Statonia)
Presso la località di Poggio Buco, a sud est di Pitigliano. Ricordata da Strabone e Vitruvio come grande città dell'entroterra etrusco, è anche citata da Seneca e da Plinio il Vecchio per un certo lacus Statoniensis che non si sa quale sia, come del resto non è stata individuata la città.

- Subertum - (località sconosciuta) -

 - Sutrium - (Sutri) -

- Tarquinia - (Tarquinia) -
Tarquinia combattè a lungo con Roma che infine la sottomise dopo la battaglia di Sentino, nel 295 a.c., divenendo parte dei territori romani nella regio VII Etruria. Sul suo litorale si sviluppò la colonia marittima di Gravisca, che fino alla fondazione di Centumcellae (oggi Civitavecchia) da parte dell'imperatore Traiano nel II secolo d.c., rappresentò il principale porto dell'Etruria meridionale, abbandonato in seguito alle scorrerie dei corsari saraceni in epoca altomedievale.

- Telamo - (Talamone) -
E' conosciuta dagli etruschi come Tlamun, dai latini come Talamo, e ancor prima, dai greci, come Telamòn o Thalamòn. Più volte in guerra con Roma fu poi rasa al suolo da Silla per l'appoggio che i suoi cittadini diedero al suo nemico Gaio Mario.

- Tuscania - (Tuscania) -
Il passaggio di Tuscania sotto la dominazione romana sembra avvenisse in modo pacifico, e se ne avvantaggiò per il fiorire di botteghe artigiane per la produzione di sarcofagi decorati prodotti sia in terracotta che in nenfro (varietà di tufo grigio). La costruzione, nel  225 a.c. della via Clodia, fece di Tuscania uno dei centri più importanti, a cui seguirono le costruzioni di acquedotti e di terme. A seguito della cosiddetta guerra sociale (90  - 88 a.c.), Tuscania venne eletta municipium con il nome di Tuscana ed assegnata alla tribù Stellatina.

Vada Volaterrana - o Vada - (Rosignano Marittimo) -
Il centro risale all'epoca etrusco-romana, sulla piazza centrale del paese si conserva la pietra miliare riportante il 287° Km dal Campidoglio di Roma. "Questo porto celebrato da Cicerone, da Plinio e da Rutilio Namaziano appellavasi fino d'allora Vada, forse a cagione della sua posizione palustre, e Vada Volaterrana, per la ragione che nei tempi della repubblica romana doveva essere compreso nel contado volterrano, il quale probabilmente estendevasi da questo alto sino al fiumicello che porta tuttora il nome di Fine". (Emanuele Repetti - Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana - Firenze - 1843)

- Veii - (Veio) -

- Vetulonia - (Vetulonia) -
Importante centro commerciale, finì col tempo a trovarsi a competere con la vicina Roselle, fondata su un'altura oltre la piana, poco più a oriente: le più facili comunicazioni col mare per mezzo del fiume Ombrone e la maggiore accessibilità degli scali sul lago Prile, congiunto con un canale navigabile con il mar Tirreno, fecero sì che il commercio andasse a vantaggio della sua rivale.

Visentium -
Distante 3 km da Capodimonte nei pressi del lago di Bolsena); oggi disabitato.

-  Velathri - (Volterra) -

Volsinii Novi - (Bolsena) -

Vulci - (nel comune di Montalto di Castro) -
Città etrusca nel territorio di Canino e di Montalto di Castro, nella Maremma laziale. Lambita dal fiume Fiora, fu una delle più grandi città-stato dell'Etruria, con un forte sviluppo marinaro e commerciale. Grazie all'importante emporio commerciale di Regisvilla affluirono dalla Grecia e dalle regioni orientali del Mediterraneo splendidi oggetti che oggi ornano i più importanti musei del mondo.



BIBLIO

- Plinio il Vecchio - Dizionario di storia - Istituto dell'Enciclopedia Italiana - 2010.
- Alfonso Buonacciuoli - La geografia di Strabone, di greco tradotta in volgare italiano- 1612
- Raymond Bloch - Gli Etruschi - Garzanti, Milano - 1960
- Ranuccio Bianchi Bandinelli - L'arte etrusca - Editori Riuniti - Roma - 2005.
- Strabone - Geografia, L'Italia, - Libro V e VI - BUR -, Anna Maria Biraschi - 1988
- Corrado Ricci - Volterra - Bergamo, Istituto italiano d'arti grafiche, 1914.
- Stefano Speranza - Studi Capenati - Comune di Capena - 1998.
- Roberto Bosi - Il libro degli etruschi - Bompiani Editore Milano - 1983.



 

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