AEDES ROMANI



AEDES GENI AUGUSTI

Gli Aedes furono a Roma i luoghi sacri più arcaici insieme ai lucus e alle aedicula. Il lucus, cioè il bosco sacro, soprattutto per l'estendersi veloce dell'Urbe verso cui confluiva gente di tutto il mondo conosciuto, divenne un preziosissimo terreno su cui edificare. Venne ristretto pertanto ad un luogo recintato, a volte con steccati ma soprattutto con pietra a secco, ponendovi un'ara con dedica e statua della divinità.

Anche l'aedicula, in fondo diminutivo di aedes, venne soppiantata dai templi, di più ampio respiro, restando però ancorata agli incroci e ai bivii, per cui da un lato si trasformò ma dall'altro si moltiplicò essendosi moltiplicate le vie, lastricate e non, dei romani.

Per indicare un luogo sacro i romani usavano il termine Aedes cioè "la dimora della divinità", ma anche se il termine veniva usato anche per indicare un tempio, tra aedes e templum c'erano delle diversità.

Il templum veniva tracciato in aria dall'augure, con il bastone da cerimonia detto lituo, con il quale veniva ricavata una porzione sacra di cielo, che veniva quindi orientata e ripartita in regioni fas e nefas (cioè gradite o sgradite agli dei) per trarne presagi dal volo degli uccelli.

A tale spazio in cielo ne corrispondeva uno in terra per l'esecuzione di sacrifici e il culto degli Dei, che veniva munito di un'ara o un aedes, le vere dimore del Dio. Il templum dunque derivava dall'inauguratio compiuta dall’augure, mentre la aedes non è inaugurata, ma consacrata dal pontefice e dedicata dal magistrato; sono questi due atti che consegnano la proprietà del sito alla divinità cui è dedicata.

Ne consegue che può essere templum anche un sito o un edificio di uso civile, come il Comizio e la Curia, mentre la aedes è sempre un edificio di culto. Se invece un edificio è inaugurato, consacrato e dedicato, acquista il doppio carattere di templum e di aedes; è adibito al culto, ma può essere adibito anche a funzioni civili, come ad esempio le riunioni del Senato nel Tempio di Bellona o di Apollo Palatino.

Ogni aedes ha un suo statuto (lex aedis) e un suo patrimonio. In quanto sacra è inviolabile e non è commerciabile; il suo patrimonio è invece commerciabile, purché risponda allo scopo per il quale viene costituito. La cura della aedes è dunque affidata allo stato, ed è tutelata dallo ius sacrum. La custodisce l'aedituus, che non è né sacerdote né magistrato (una specie di "sacrestano").

L'aedes poteva essere a pianta rettangolare o circolare e il giorno della dedicatio è il dies natalis della aedes, la cui celebrazione ricorre ogni anno. Le aedes publicae sono quelle costituite per iniziativa dello stato e adibite al culto pubblico, ma vi sono anche aedes private, a cura di sodalizî, di corpi militari, di privati, e non sono consacrate dal pontefice né dedicate dal magistrato.

AUGURE
Nel Foro Romano e sul Palatino era locato circa un terzo delle aedes romane. Ne ricordiamo, di antichissimo culto:

- Aedes Vestae, di forma tonda come i templi più antichi, si suppone fosse dapprima un recinto, poi un colonnato con un tetto, munito di focolare e di impluvio. Il focolare però non era sotto l'impluvio altrimenti la pioggia avrebbe spento il fuoco. 

- Aedes Larum, - Il 27 giugno era dedicato alla festa degli Aedes Larium in via Sacra, festività già esistente ma che Augusto spostò nella Via Sacra. Se le altre divinità dovevano occuparsi di tutti, i Lari, come i Penati, si occupavano solo dei pronipoti della propria gens..
Probabilmente Augusto volle riunire due feste in un’unica processione: la festa dei Lari e la festa in onore del Tempio di Iupiter Stator, anch’esso costruito sulla Via Sacra.
L’aedes Larum, secondo una recente ricostruzione archeologica, venne probabilmente edificato tra la Domus Regis Sacrorum, e l’atrium-aedes Vestae, zona dedicata alla dea Vesta, anch’ella protettrice del focolare e delle donne. All’interno si accedeva a dei “sotterranei” in linea con l’oltretomba dei Lari. Prima dello spostamento nella Via Sacra, il luogo di culto era un unico edificio che riuniva un focolare dedicato a Marte, e un focolare ai Lari, separati dall’edificio col focolare di Vesta, collegati solo da un unico passaggio.

Aedes Lari Permarini - Rientrato a Roma, Lucio Emilio Regillo poté riferire le azioni compiute direttamente al Senato, che gli decretò l’onore del trionfo navale sul re Antioco. Egli stesso volle poi erigere nell’Urbe il tempio dei Lari Permarini, per onorare un voto da lui formulato durante la battaglia navale di Mionneso. Sul portale del tempio venne apposta la seguente iscrizione, di cui una copia fu anche affissa sulla porta del tempio di Giove Ottimo Massimo in Campidoglio:
"Volendo concludere una grande guerra, sottometterne i re e pervenire alla pace, Lucio Emilio, figlio di Marco, venne inviato a combattere quella battaglia navale. Sotto i suoi auspici, sotto il suo comando e sotto la sua condotta fortunata, tra Efeso, Samo e Chio, la flotta - fino allora invitta - del re Antioco, davanti agli occhi dello stesso Antioco, di tutto il suo esercito, della cavalleria e degli elefanti, venne sbaragliata, schiacciata e messa in fuga; in quel solo giorno le furono catturate quarantadue navi con tutti gli equipaggi. Dopo quella battaglia il re Antioco ed il suo regno …. In seguito a questo grande successo fece voto di un tempio ai Lari Permarini". (Liv., XL, 52, 5-6).

- Aedes Saturni  

- Aedes di Bellona presso il circo Flaminio, - le fonti riportano le aedes di Hercules Custos e di Bellona ai due lati opposti del Circo Flaminio, sui lati brevi. Quello di Bellona ebbe vita intensa
non solo nei tre secoli successivi alla sua fondazione ma anche dopo la sua quasi totale riedificazione in età augustea. Bellona era una divinità guerriera di antica origine italica, nota anche come 
Duellona o Duelona, e al Suo culto era legata la cerimonia della dichiarazione di guerra da parte dei Feziali. Fu fondato nel 296 a.c. da Pius Claudius in voto a seguito di una vittoria. 

- Aedes di Quirino sul Quirinale, - Presso la via delle Quattro Fontane sul collis Quirinalis nel 290 a..c. fu eretto dal console Lucio Papirio Cursore per celebrare la vittoria della III guerra sannitica, una divinità sabina, che diede il nome anche al colle, "Cures" era il nome della città dei Sabini, da qui Dio Quirinus, forse divinità unitaria delle Cures ovvero delle città sabine, fino ad arrivare al termine Quirinalis. 

- Aedes della Vittoria sul Palatino, - Il tempio della Vittoria (latino: aedes Victoria) era un tempio romano edificato nella parte sud ovest del Palatino, a Roma, dedicato alla dea Vittoria. Era adiacente al tempio della Magna Mater e al santuario di Victoria Virgo (Livio 29.14.13: in aedem Victoriae). 

- Aedes di Ercole nel Foro Boario, - Ora le fonti antiche parlano di un tempio di Hercules Victor, secondo altri Hercules Invictus, fuori dalla Porta Trigemina, risalente al 120 a.c., commissionato da un ricco mercante romano, Marco Ottavio Erennio (Marcus Octavius Hersennus), che lo dedicò ad Ercole protettore degli oleari, corporazione a cui il mercante apparteneva. 

- Aedes di Diana sull'Aventino, - Il tempio di Diana Aventina nel Lauretum sull'Aventino, il principale santuario della Dea, venne fondato da Servius Tullius, il VI re di Roma nato da schiavi, che non poteva ignorare le istanze plebee. 

- Aedes di Giunone Moneta sul Campidoglio,  

FORS FORTUNA

- Aedes della Fors Fortuna, - Le fonti latine attestano in Riva destra il culto pagano della Dea Fortuna («Fors, huius aedes Transtiberim est»). Ne sono noti tre templi: uno a Pietra Papa, uno al complesso arvalico della Magliana e uno agli Orti di Cesare. 

- Aedes Mentis - di essa non rimane alcuna traccia, era situata sul Campidoglio, a fianco del tempio di Venere Erycina, dal quale era separato da uno stretto passaggio. La dea era invocata nei momenti di grave pericolo per lo Stato. Tito Livio, narra che, come indicato dai Libri Sibillini, nel 217 a.c., a seguito della sconfitta subita dai romani sul Lago Trasimeno, il dittatore Quinto Fabio Massimo Verrucoso fece voto di erigere un tempio dedicato a Venere Ericina, mentre il pretore Tito Otacilio Crasso fece voto di erigere un tempio dedicato alla dea Mens. 
Entrambi i templi furono dedicati nel 215 a.c. dai duumviri incaricati: Fabio Massimo dedicò quello di Venere, mentre Otacilio dedicò quello a Mens. Il tempio fu dedicato il giorno 8 giugno e fu probabilmente restaurato da Marco Emilio Scauro, console nel 115 a.c., in quell'anno o dopo la campagna da lui condotta nel 107 a.c. contro i Cimbri. Nel 193 d.c., l'imperatore Pertinace fece coniare una moneta raffigurante Mens in piedi con la corona di Laetitia e lo scettro di Giunone, a rappresentare l'intelligenza politica e militare, e riportante il testo Menti Laudandae.
Il tempio sorgeva sul Campidoglio nell'angolo sudorientale sovrastante la Rupe Tarpea, in un'area densamente edificata con edifici religiosi. Sorgeva a fianco del tempio di Venere Erycina, anch'esso votato da Quinto Fabio Massimo.
I templi di Venere e Mens erano separati da un canale fognario.

- Aedes Mefitis


Edificati per voti fatti da condottieri sul campo di battaglia: 

- Aedes Iovis Statoris, - "Il luogo del primo culto di Giove Statore si trovava sul Palatino in un contesto di monumenti ed edifici significativi per la più antica storia dell'Urbe..."  Oggi si può affermare che il culto nacque dalla parte del Colle Palatino ed in seguito fu spostato sulla Velia. 

- Aedes Castoris, - Aedes Castoris in Circo Flaminio, era un tempio dell'antica Roma, dedicato a Castore e Polluce, situato in prossimità del Circo Flaminio, nella IX regione augustea. Il tempio è citato da Vitruvio per la particolarità del pronao e della cella rettangolare trasversale.  

- Aedes Apollinis in Palatio - Fu promesso in voto da Ottaviano per la vittoria ottenuta sul Nauloco contro Sesto Pompeo nel 36 a.c. e venne costruito nel luogo in cui era caduto un fulmine all'interno delle proprietà di Augusto sul Palatino. Il tempio venne dedicato il 9 ottobre del 28 a.c. e in seguito ceduto allo Stato; celebra anche la vittoria ottenuta ad Azio su Marco Antonio. 

AEDES CONCORDIA

- Aedes Concordiae - come l'Aedes Castoris aveva il pronao e la cella rettangolare trasversale. 

- Aedes Matris Magnae sul Palatino, importata da terre straniere, cioè la Dea Cibele, venerata in
Asia Minore, a Pessinunte, come deciso nel 204 a.c. dopo la consultazione del libri sibillini.
La Dea era simboleggiata da una pietra nera conica, forse un pezzo di meteorite. Venne inviata un'ambasceria al santuario e il simulacro venne inviato a Roma, tramite nave, dove fu temporaneamente alloggiato nel tempio della Vittoria sul Palatino. Poiché la Dea era originaria della Troade, mitica patria dei Romani, il culto poté essere instaurato direttamente nel pomerio cittadino. L'11 aprile del 191 a.c. il tempio venne finalmente dedicato.

- Aedes Aesculapii nell'isola Tiberina, -  Il suo culto fu introdotto a Roma sull'Isola Tiberina nel 293 a.c., quando la popolazione di Roma fu colpita dalla peste. Consultato i Libri sibillini, il Senato decise di costruire un tempio dedicato al Dio, e fu inviata una delegazione in Grecia a Epidauro per ottenerne la statua. Però i sacerdoti di Epidauro consegnarono solo l'effigie del serpente sacro, attributo di Esculapio. Onde associarlo a una divinità preesistente si stabilì di costruire il tempio di Esculapio sull'isola Tiberina accanto all'aedes di Veiovis, e di festeggiare i due Dei insieme. 

AEDES DIVI IULII

Raramente furono dedicati aedes agli imperatori divinizzati a cui si dedicarono templi, a parte:

- aedes divi Iulii nel Foro, - Giulio Cesare fu divinizzato nel 42 a.c.: primo caso di divinizzazione post mortem conosciuto a Roma, secondo un uso tipico dei sovrani ellenistici. L'aedes fu iniziata da Ottaviano solo nel 31 a.c., anno della vittoria di Azio e venne da lui dedicata il 18 agosto del 29 a.c. al Divo Giulio, esattamente nel punto dove si trovava l'altare.
Tra le colonne si vede la statua di Giulio Cesare e sul frontone appare la scritta DIVO IVL sormontata da una stella, il Sidus Iulium: si tratta probabilmente della cometa che apparve nel luglio del 44 a.c. 

- aedes Caesarum sul Palatino - il tempio Quirino giace sotto il Quirinale,  di forma rettangolare, 122 m X 77, e sorge su un antichissimo sacellum, a cui si sovrappose un primo edificio a metà del III secolo e uno più grande, voluto da Giulio Cesare, dopo un incendio scoppiato nel 49 a.c. Venne completato da Augusto nel 16 a.c.. Il Tempio giace da un m fino a 4,6 m sotto al giardino. Era circondato da due file di colonne, per cui visibile da tutti i lati. Dei gradini conducevano dal livello più alto dei portici alla corte più bassa, al centro della quale si ergeva su un podio l' aedes Quirini, la stanza di Quirino, l'aedes primitiva. Qui c' era un sacellum dedicato a Quirino, Dio venerato sulle sponde del Tevere prima ancora della fondazione di Roma, a metà dell' VIII sec. a.c., quando il territorio era occupato da diversi insediamenti: Romolo, secondo Carandini, oltre ad essere un personaggio storico e non solo mitologico, è anche l' artefice della leggenda di sé, un po' come Augusto.
Ma il mito narra che, al momento della sua uccisione da parte dei seniores, insofferenti del fatto che Roma avesse un governo centrale, Romolo si trasfigura in Quirino, muore e rinasce nel Dio, un po' come molti Dei e come il Cristo. Una statua di Cesare, anche se ancora in vita, venne eretta nel tempio davanti a quella di Quirino, recando la dicitura Deo invicto, al Dio mai vinto. Poco dopo, però, Cesare venne ucciso con 23 coltellate, accusato di aver accumulato un potere immenso e il suo omicidio, annota Carandini, venne interpretato «come un' attualizzazione del mito di morte del fondatore. Mentre Augusto, che morì tranquillo nel suo letto, decise di andare ad abitare sul Palatino, accanto alla casa di Romolo».



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