VILLA DI CICERONE (Formia)



STAMPA D'EPOCA DEL NINFEO MAGGIORE
Lo storico francese Carcopino (Les secrets correspondence de Cicéron, Paris 1947 , I, p. 73 sgg.) attribuisce all'oratore il possesso da un minimo di otto ville rustiche ad un massimo di undici. Il russo V.l. Kuziscin (La grande proprietà agraria nell'ltalia romana, cit., p. 83 sgg.) calcola che Cicerone abbia posseduto otto tenute rustiche.

CICERONE
Un elenco abbastanza attendibile delle proprietà rustiche di Cicerone è il seguente:

- il podere di Arpino, ricevuto in eredità dal padre;
- le proprietà acquistate prima dell'esilio:
         - la villa di Formia,
         - la villa di Tuscolo,
         - la villa di Pompei;
- le proprietà acquistate dopo l'esilio:
         - la villa di Cuma,
         - la villa di Pozzuoli,
         - la villa di Astura.

L'attuale Villa Rubino è la residenza sotto la quale si stendono i resti che molti studiosi identificano con il celebre Formianum, ossia la villa estiva di Cicerone.

In questa villa l'oratore si ritirò durante il I° triumvirato di Cesare, Pompeo e Crasso essendo venuto meno il suo peso politico. Di questo suo soggiorno se ne ha notizia grazie all'intensa corrispondenza tra Cicerone e l'amico Tito Pomponio Attico.

Quest'ultimo legò la sua vita e la sua fama a quella di Cicerone, attraverso ben 16 libri di lettere che il grande avvocato gli indirizzò, e pure alle opere che da quello gli erano state interamente dedicate, (De amicitia e De senectute), per esserne stato l’editore, ma soprattutto un grande amico.

L'ENTRATA
In questo luogo luogo da lui prediletto, Cicerone continuò i suoi studi e a seguire le vicende politiche di Roma. Seneca riprendendo gli scritti di Tito Livio racconta che in questo luogo l'arpinate fu raggiunto dai sicari di Antonio e ucciso il 7 dicembre del 43 a.c.

Profonde modifiche hanno stravolto la struttura originaria, ma si può ancora vedere l'impianto organizzato da ambienti rettangolari a Nord e da un settore residenziale a Est.

Il tutto si sviluppa su tre terrazze degradanti verso il mare, e ancora si possono scorgere l'ampia peschiera, il porticciolo privato e il grande edifico con cortile centrale, caratteri peculiari delle nobili residenze d'otium del litorale campano-laziale.

IL NINFEO MAGGIORE
La struttura originaria, che sopravvive nella sua organizzazione su tre grandi terrazze affacciate verso il mare dell’antico Sinus formianus, oggi Golfo di Gaeta, era dominata dal fabbricato posto nel livello più alto, edificato sui resti della originaria domus con i sottostanti ninfei, bagni e la fonte d’acqua proveniente dai vicinissimi monti Aurunci; l’ampia peschiera, il porticciolo edificato dai Borboni.

Quando Francesco II acquistò la proprietà dal principe di Capossele, facendone la sua ultima villa al mare pochi anni prima del crollo del Regno di Napoli, rese questo luogo un autentico gioiello, oggi sopravvissuto al massiccio e disordinato assetto urbano di Formia.

LA VOLTA DEL NINFEO MAGGIORE
Compongono la villa vari ambienti rettangolari a nord e un settore residenziale a est, organizzato su tre terrazze; al centro sono due ninfei di età repubblicana. Il livello inferiore conserva una serie di ambienti tra i quali spiccano i cosiddetti ninfei maggiore e minore, riccamente decorati.

Fu restaurata dai Borboni, poi dal principe di Caposele e la villa Rubino così carica di storia venne frequentata come albergo di lusso da colti personaggi che la resero famosa in tutta Europa. Un grande e pregiato patrimonio oggi chiuso al pubblico e in via di degrado che necessita di urgenti interventi di recupero.

"E' cominciata cosi, nel maggio 2011, con l'invito a sostenere la pagina ... 
sono ormai passati 5 anni, ma la Villa di Cicerone resta li , inaccessibile e soggetta a processi di degrado cui il privato proprietario non fa fronte (non può far fronte..)... 

la proprietà tuttavia comporta anche una responsabilità di qualche tipo cui si sopperisce con propri mezzi oppure cercando l'accordo di "altri" interessati (praticamente o teoricamente) alla sopravvivenza del bene perchè di evidente interesse pubblico e generale .... 

tuttavia questi altri ( Comune, Soprintendenza Archeologica per il Lazio e l'Etruria, Regione ...) 

sembra che non abbiano altre vie che l'esproprio che però non praticano 
(...che non possono pagare ..evidentemente).

"...Ci sarebbe una terza via per la gestione e l'accessibilità del bene che però non viene praticata dai citati enti competenti: 

l'accordo pubblico- privato, volontario (con reciproca soddisfazione ) oppure imposto (come la legge consentirebbe..) .... . 


LA VOLTA DEL NINFEO MINORE

Perchè no? Non ci sembra siano venute risposte... e qui, nonostante i Successi Conseguiti, sorgono molti dubbi circa le scelte e il comportamento degli Enti Competenti rappresentanti dell'interesse generale dei cittadini. 

Che riguardano il rapporto fra estensione della città archeologica, gestione dei valori della città storica (che va non oltre la città archeologica) , e città contemporanea. ..."

Che la villa cosiddetta di Cicerone stia ancora in un vergognoso stato di abbandono lo testimonia il video shock di Formia, con villa romana abbandonata tra i rifiuti, che qui riportiamo:


"Non sappiamo se la Villa sia di proprietà pubblica o privata. Nessun cartello inibisce all'entrata. 

I stucchi rinvenuti sul soffitto a cassettoni, di una della quattro stanze della villa, sono ancora intatti, è incredibile!!! Il pavimento è pieno di rifiuti, di ogni genere, quello che 2000 anni di storia non hanno distrutto si riduce così in discarica ai nostri giorni..."





ARCHEONIGHT 2014 

Appartiene all'ottobre del 2014, ma è ancora attualissimo:

"Doveva essere l’evento principe dell’intera manifestazione “Archeonight 2014 – le notti dell’arecheologia” di Formia, ma all’ultimo momento è saltata la visita alla villa Rubino, meglio nota come Villa di Cicerone, per i circa 120 visitatori già prenotati grazie all’organizzazione dell’associazione Terraurunca. Una pessima comunicazione, forse mai come ora ai minimi storici tra Comune di Formia e famiglia Rubino, proprietaria dell’area, sarebbe all’origine delle disdetta.

Un momento unico per far conoscere a tanti un vero e proprio gioiello della città, ancora inaccessibile e a molti sconosciuto. Un patrimonio di tutti che però è nelle mani dei privati, come detto la famiglia Rubino. Eppure in questo momento storico, sin dalla campagna elettorale, l’acquisizione al patrimonio comunale della villa, che fu residenza di Marco Tullio di Cicerone.

FORMIANUM
La campagna del fondo ambientale italiano sta cercando con una raccolta firme in tutta Italia, per restituire alla collettività, un bene nelle mani di privati. Perciò la visita per circa un centinaio di persone, forse di più, era un momento particolarmente significativo per l’opinione pubblica, che poteva finalmente rendersi conto di cosa si trattasse.

Ma cosa è successo? La famiglia Rubino fa sapere di aver appreso dalle locandine della manifestazione, che il Comune aveva organizzato una visita nella villa, quindi senza essere stata messa minimamente a conoscenza dell’evento dall’associazione Terraurunca. 

Diversamente da quanto sostenuto da questi ultimi che riportano invece i contenuti degli accordi con la famiglia Rubino, come quello di circoscrivere le visite a scaglioni di piccoli gruppi di persone.

Insomma, qualcuno mente, dato che le due versioni sono totalmente discordanti, sta di fatto che la fase è delicata, e può determinare il destino imminente che attende il bene. In conclusione la manifestazione ha perso uno degli eventi cardine, e molti formiani l’opportunità di visitare un angolo della città dalla rara bellezza, ancora praticamente sconosciuto."

TOMBA DI CICERONE

TOMBA DI CICERONE

La Tomba di Cicerone è un mausoleo monumentale di età imperiale attribuito tradizionalmente alla sepoltura del grande oratore. La vicinanza al sito in cui ancora la tradizione (ma pure alcuni accenni nelle sue lettere  ad Attico) colloca la sontuosa villa che l'oratore abitò frequentemente, si accorda pure con le fonti storiche.

Queste riferiscono infatti che la sua decapitazione sia avvenuta proprio nei pressi della villa romana, e la grandezza dell'edificio, che senz'altro dovevano accogliere le spoglie di un personaggio illustre, fanno dedurre che esso sia proprio il monumento funerario dell'arpinate. Sulla collina vicina, un sepolcro più piccolo è, dalla tradizione, ritenuto la tomba dell'amatissima figlia Tulliola, morta di parto. 

Però, mentre si sa con certezza che le spoglie di Cicerone non giacciono a Formia, bensì a Roma, come è logico per un personaggio di tale notorietà, è noto che le spoglie della figlia si trovano effettivamente nel mausoleo a lei dedicato. La zona in cui si trova il Mausoleo di Tulliola prende infatti il nome di Acerbara con riferimento proprio alla ragazza (acerbam in quanto morì molto giovane, atto ad indicare il luogo effettivo.)





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