CANALI ROMANI



CANALE DI ALBANO

La tecnologia romana fu dovuta all'ingegneria non teorica ma pratica che ebbe un grande sviluppo permettendo l'espansione del commercio e della forza militare romana per oltre un millennio. Tra queste capacità tecnologiche brillò quella di scavare con estrema precisione dei canali per portare o regolare il flusso delle acque. I canali romani vennero destinati a varie funzioni, come irrigazione, drenaggio, bonifica delle terre, controllo delle inondazioni e non ultima, per navigazione. 

Gli ingegneri greci sono stati i primi ad utilizzare delle chiuse per canali, per regolare il flusso d'acqua nell'antico Canale di Suez già nel III secolo a.c.. I Romani sotto Traiano assicurarono l'ingresso al Mar Rosso con paratoie (pareti di legno o metallo, posta attraverso un canale per sbarrarne o regolarne il deflusso), mentre estesero il canale sud all'altezza della moderna Cairo per migliorare l'afflusso di acqua. Ecco l'elenco dei canali maggiori, ma se ne scavarono moltissimi in tutto l'impero di minori proporzioni.



SUOLO ITALICO

La gestione dei laghi e delle zone umide può essere ottenuta utilizzando superfici artificiali o canali sotterranei (emissari) ed è noto che, in Italia, ci sono non meno di ventuno antichi tunnel realizzati per questo scopo, che risalgono ai tempi dei romani o prima; è probabile che ve ne siano ancora molti da scoprire. 

- Canale Modena-Parma - Costruito da Marco Emilio Scauro per drenare la zona inferiore del Po. - II sec. a.c. - I canali navigabili che, stando a Strabone, sarebbero stati aperti da Scauro interessavano si il territorio parmense, ma, avendo la funzione di impedire le alluvioni provocate dalla confluenza del Trebbia in Po, dovevano essere dei canali scolmatori e quindi correre nella bassa pianura a ridosso della fascia direttamente interessata dal Po e parallelamente al fiume.

Canale aree Bologna, Piacenza e Cremona - Costruito da Marco Emilio Lepido, sempre per drenare la zona inferiore del Po - II sec. a.c.. Lepido fondò le colonie romane di Parma e Modena e diede il nome al castrum romano del Regium Lepidi (oggi Reggio Emilia ).

COLLETTORE DI SERRAVALLE DEL CHIENTI
- Canale "Tunnel di Albano" - nell’area vulcanica dei Colli Albani - lungo 1450 metri, scavato tra il nel IV secolo a.c. per regolare il livello del lego di Albano che, privo di sbocchi naturali, era soggetto a forti variazioni di livello. Non fu prosciugato completamente, sia per la profondità (170 m) sia per mantenere un’ampia conserva d’acqua con possibilità di sfruttamento del rivo per l’irrigazione. La tradizione storica pone l’Emissario del Lago Albano tra le più antiche imprese romane sotterranee documentate, secondo solo alla Cloaca Massima. Narra Tito Livio che  il tunnel fu scavato all’inizio del IV secolo a.c. dai romani durante la guerra contro Veio, città etrusca situata pochi chilometri a nord di Roma. La leggenda vuole che l’opera sia stata realizzata come conseguenza di un responso dell’oracolo di Delfi: “Veio non sarà conquistata (dai Romani) finché il lago Albano uscirà dalle sue rive”.

- Canale "Tunnell di Nemi" - nell’area vulcanica dei Colli Albani - lungo 1600 metri, scavato tra il VI e il IV secolo a.c. per regolare il livello del lego di Nemi che, privo di sbocchi naturali, era soggetto a forti variazioni di livello.  Non fu prosciugato completamente, sia per la profondità (33 m) sia per mantenere un’ampia conserva d’acqua con possibilità di sfruttamento del rivo per l’irrigazione. 

- Canale Forum Appii - Terracina - Drenaggio Pomptine Paludi quando la Via Appia era inutilizzabile a dorso di mulo-traino I sec. a.c. - Il Forum Appii è un'antica stazione di posta sulla Via Appia , 69 km (43 miglia) a sud-est di Roma, fondata dallo stesso costruttore della strada. Orazio la menziona come la solita sosta alla fine del primo giorno di viaggio da Roma, e la descrive come piena di barcaioli poichè era il punto di partenza di un canale che correva parallelo alla strada attraverso le paludi pontine appunto per bonificarle.

- Canale di Ferrara-Padova - un canale di drenaggio che collegava le due città - I sec. a.c. -

- Canale "Fossa Augusta" - entroterra della costa - Costruito da Augusto per collegare Ravenna e Po estuario - Fine I sec. a.c. - per mezzo di un ramo minore del Po (la Padusa) e per ostacolare il graduale alluvionamento della foce della laguna ravennate a N di Classe. È rimasto in funzione fino al Medioevo e in diversi tratti fino al 18° secolo.

Canale "Fossa Flavia" - Secondo Plinio il Vecchio per il drenaggio Po estuario; erosione e insabbiamento rende impossibile l'identificazione moderna - fine I sec. d.c. - Nel I secolo d.c. esistevano le fosse che permettevano di navigare da Ravenna ad Aquileia rimanendo sempre all'interno di lagune e percorrendo canali artificiali e tratti di fiumi.

- Canale "Fossa Carbonaria" - Secondo Plinio il Vecchio costruita per il drenaggio Po estuario; erosione e insabbiamento rende impossibile l'identificazione moderna - fine I sec. d.c. - Il suo nome deriva dal centro di Carbonara che in latino significava acqua scura.

- Canale "Fossa Philistina" - Secondo Plinio il Vecchio per il drenaggio Po estuario; erosione e insabbiamento rende impossibile l'identificazione moderna - fine I sec. d.c. - Secondo Braccesi, la fossa Philistina collegava già in epoca pre-siracusana la città di Adria a Chioggia e alla laguna di Venezia fino al porto di Malamocco (oggi Pellestrina). Tale canale permetteva la navigazione endo-lagunare fino alle risorgive del Timavo (caput Adriae), dove arrivava la via carovaniera dal Mar Nero attraverso Danubio e Drava. Tale canale, in seguito chiamata fossa Clodia fece di Adria il principale terminale commerciale dell'Alto Adriatico, e portò in seguito i greci a denominare come "golfo di Adria" (Adrias Kolpos) il futuro mare Adriatico.

- Canale "Fossa Clodia" - Altro nome della Fossa Philistina -

- Canale "Fossa Messanicia" - Altro nome della Fossa Augusta -

- Canale "Fossa Neronis" - Ambizioasissimo progetto di scavare in canale artificiale tra Puteoli e Roma per un rapido trasporto del grano riservato a Roma. Gli scavi iniziarono nel 64 d.c. ma finirono per le rivolte in Gallia prima e la morte di Nerone poi.



GALLIA

FOSSA MARIANA
Canale "Fossa Mariana" - Rhone - entroterra della costa - Costruito da Mario attraverso pianura Crau per le fornitura intorno a Arles nella campagna contro Teutoni - 101 a.c. - Esso andava dal Rodano al Golfo di Stomalimne, vicino alla moderna città di Fos-sur-Mer, per aiutare la navigazione presso la foce del fiume, per accumulazione di sabbia e detriti. Era lungo 16 miglia, e venne poi dato agli abitanti di Massilia (Marseilles).

- Canale Narbonne - sul fiume Aude con una lunga storia di traboccamento delle sue sponde - entroterra della costa - Realizzato per rendere la città di Narbonne accessibile dal Mediterraneo - lungo 13 Km -



GERMANIA

- Fossa Drusiana - canale navigabile tra lo Zuidersee e l'Issel - entroterra della costa - costruita nel 12 a.c. per il passaggio delle truppe alla costa Frisone, evitando il passaggio pericoloso sul Mare del Nord al largo della foce del Reno. Lunga 14 km - Nella I campagna la flotta romana scese la Lupia, passò nello Zuidersee, costeggiò la Frisia e giunse al fiume Ems. I Romani sottomisero Frisi e dei Batavi, ma non riuscirono a risalire il fiume. Druso respinse una nuova invasione di Usipeti, Tencteri e Sigambri, concludendosi poi con una spedizione navale nelle terra di Frisi e Cauci in cui fece anche costruire un canale (fossa Drusi) per trasportare le flotta dal Reno allo Zuiderzee.« .. dove si trovò in pericolo quando le sue imbarcazioni si incagliarono a causa di un riflusso della marea dell'Oceano. In questa circostanza venne salvato dai Frisi, che avevano seguito la sua spedizione con un esercito terrestre, e dopo di ciò si ritirò, dal momento che ormai l'inverno era cominciato.. »
(Cassio Dione, Storia romana, LIV.32) 

- Fossa Corbulonis - Reno- Mosa - entroterra - navigazione entrambi i fiumi senza vela nel Mare del Nord; lunga 35 km - 47 d.c. - 

RICOSTRUZIONE DELLA FOSSA CORBULONIS


GRAN BRETAGNA

- Canale tra il Fiume Cam e il fiume Ouse (Car Dyke) - canale di drenaggio per le bonifiche nella Fenland, la pianura costiera paludosa dell'Inghilterra orientale, ma pure per la navigazione e il trasporto di carbone e di ceramiche. - L'immagine mostra un ingegnere romano alle prese con la groma.

Canale fiume Ouse-fiume Nene - con lo scopo di drenaggio - con insediamento romano presso Irchester, con un cimitero, una strada attraverso la pianura alluvionale del Nene, un tempio romano-celtico tempio con portico esterno di 11,5 mq e cella di 5 mq. Nella città è stata trovata anche la lapide di uno Strator Consularis - "un ufficiale dei trasporti del governatore consolare". Sono stati identificati una strada che corre da nord a sud nel sito e tre edifici rettangolari. Poiché è stata trovata solo una strada romana che si allontana dal sito, a sud, è "molto probabile" che il fiume fosse utilizzato come mezzo di trasporto e di comunicazione con altri insediamenti romani a Duston, Thrapston e Irchester, grazie anche al canale suddetto -

- Canale Fiume Nene-fiume Witham - nella contea del Lincolnshire nella parte orientale dell'Inghilterra - Fin dall'epoca dei romani era navigabile a Lincoln, da dove il Fossdyke è stato costruito per collegarlo al fiume Trent.

- Canale Fossa Dyke - ancora in uso per la navigazione - Fiume Witham- fiume Trent - collega il fiume Trent a Torksey a Lincoln, della contea di Lincolnshire, il più antico canale in Inghilterra, costruito intorno all'anno 120 dai Romani.

- Canale Bourne-Morton - per la navigazione - un corso d'acqua artificiale di 6,5 km che collega la terra a Bourne sul mare vicino Pinchbeck, o forse per un estuario navigabile nella zona. Ormai ce n'è poca traccia visibile. -



EGITTO

Antico Canale di Suez - Nilo-Mar Rosso - entroterra della costa - Mentre il canale egizio, però, si diramava dal braccio Pelusiac, sotto Traiano il canale venne restaurato e ampliato per circa altri 60 km a sud. Si unì alla diga tolemaica a Belbeis, scaricando nel Golfo di Suez a Arsinoe - Costruito entro il 112 d.c. -


MESIA 

- Canale di transito sul Danubio - nell'entroterra - del 101 d.c. - Per passare in modo sicuro le cateratte del Cancello di Ferro; una volta rintracciabile sulla riva serba (SIP) su una lunghezza di 3220 m -
II-VI secolo d.c. -

- Canale di transito del Danubio - nell'entroterra - Secondo Procopio per consentire il passaggio sicuro oltre i resti del ponte di Traiano che ostacolavano la navigazione fluviale; scavato sulla parte serba (Kladovo)



CANALI NON FINITI

- Canale Roma-Ostia - presso la costa - progettato da Nerone - 54-68 d.c. -

- Canale Puteoli-Ostia - presso la costa - A partire dal Lago d'Averno nei pressi di Puteoli, destinato da Nerone a correre parallelamente al Mediterraneo; sarebbe stato lungo 160 miglia romane - 54-68 d.c. -

 - Istmo di Corinto (moderno Canale di Corinto) - costa a costa - Per evitare di lunga e pericolosa circumnavigazione del Peloponneso; iniziato da Nerone, ma interrotto dopo la sua morte 54-68 d.c.

- Canale Saône-Moselle (moderno Canal de l'Est ) - nell'entroterra - avrebbe collegato il Mar Mediterraneo al Mare del Nord, via Rodano, Saona, Mosella e Reno; ma vi sono dei dubbi; 55 d.c. -

- Canale Lago Sapanca-Mar di Marmara - presso la costa - Per facilitare il trasferimento di prodotti verso l'interno per mare; oggetto di corrispondenza tra Plinio il giovane e Traiano; avrebbe richiesto il superamento di un dislivello di 32 m - 111 d.c. -


BIBLIO

- Vitruvio - De architectura - Eucharius Silber - Roma - 1486-87 -
- Ammiano Marcellino - Historiae - Les Belles Lettres - Paris - 2002 -
- Plinio il Vecchio - Naturalis Historia -
- Apollodoro di Damasco - Poliorcetica -
- Cesare - Commentarii de bello Gallico -
- Cesare - Commentarii de bello civili -
- Frontino - Strategemata -
- Strabone - Geografia -
- Tacito - Annales -
- Michael Reddé, Jean Claude Golvin - I Romani e il Mediterraneo - Roma - Ist. Poligrafico e Zecca dello Stato - 2008 -



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