CULTO DI LUA



LA DEA DELLA GUERRA
Lua, detta anche Lua Mater o Lua Saturni, era una dea della mitologia romana. Come riportato da Tito Livio, a lei erano consacrate le armi dei nemici sconfitti. Lua era anche Dea della velocità, sia mentale che fisica, mentale ottima per i generali per le strategie improvvisate sul campo di battaglia, fisica per i soldati e gli atleti.



IL NOME

Il nome Lua origina dalla stessa radice del verbo latino luo, "sciogliere", e secondo altri dal nome lues, "pestilenza", e "sifilide", l'antico morbo gallico che ancora oggi è detto lue.

L'appellativo Lua Saturni la indica come consorte del Dio Saturno, pertanto Dea antichissima e primigenia. Lua è infatti chiamata Mater nei due passaggi di Tito Livio che la citano, quindi Madre degli Uomini e degli Dei, colei che tutto può.

A Lua, come a Marte e a Bellona, si dedicavano parte delle spoglie dei nemici che venivano bruciate come sacrificio alla Dea, secondo come espiazione per il sangue versato in battaglia, ma non è esatto, perchè i romani effettuavano sempre un Bellum Iustum (giusta guerra) e combattere per Roma non era mai un reato. I riti di espiazione avvenivano quando si erano violate delle regole divine o almeno così si riteneva e si desumeva in genere dalle pestilenze e calamità naturali.

Si offrivano le armi e le armature dei nemici, cioè i trofei, solo per ringraziare la divinità della vittoria e perchè la divinità fosse altrettanto favorevole nella prossima. Si conosce infatti un rituale legato alla Dea Lua, grazie ai due passaggi di Tito Livio. In entrambi i casi, si tratta della consacrazione alla Dea delle armi dei nemici vinti. 

La prima riguarda il console Gaio Plauzio Venoce Ipseo, il quale dichiarò che dedicava alla Lua Mater le armi abbandonate dai Volsci di Antium che aveva sconfittoLa seconda venne eseguita dopo la vittoria di Lucio Paolo Emilio sul re di Macedonia Perseo nella battaglia di Pidna (168 a.c.), con 20.000 macedoni uccisi e 11.000 prigionieri. Nell'occasione le armi delle truppe macedoni furono accatastate in un grande mucchio e il generale romano le bruciò dopo aver invocato, tra gli altri dei, la Lua Mater.

Non sono mai state rinvenute tracce di eventuali santuari dedicati a Lua (che tuttavia dovevano esistere), né si conoscono festività del calendario a lei dedicate.



IL PARERE DEGLI STUDIOSI

- Il filologo  e grecista britannico H. J. Rose pone Lua in relazione alle sementi (a causa del suo rapporto con Saturno e l'etimologia tradizionale del nome di questo dio) e al fuoco (per il secondo dei due passaggi di Tito Livio).

- Secondo l'archeologo e storico francese Salomon Reinach "dedicare a Lua, significa distruggere, nient'altro".

- Georges Dumézil, grande studioso di miti e religioni, pensa che Lua abbia relazione con il significato principale del verbo luere, equivalente di solvere: si tratta dell'idea di "disunire e dislocare ciò che è stato composto, sciogliere un materiale solido". pertanto Lua ha scompaginato (luere, solvere) la compagine nemica.

Successivamente, Dumézil accosta Lua alla Dea vedica Nirṛti, che personalizza il medesimo concetto di annientamento e distruzione che può essere positivo o negativo a seconda della natura dell'essere o dell'oggetto stesso. Nel caso di Lua Mater, l'aspetto benefico era la distruzione delle armi nemiche). ma Nirriti appare sotto entrambi gli aspetti, positivo e negativo.

C'è da aggiungere che tutte le Dee Madri erano (o derivavano da) La Dea Madre che dà la vita, accresce e dà la morte, quindi con lati creativi e distruttivi e la guerra faceva indubbiamente parte del lato distruttivo, per cui la Dea Guerriera era il lato distruttivo della Dea Madre.


BIBLIO

- Werner Eisenhut - Lua (mater) - In: Der Kleine Pauly (KlP). Band 3 - Stoccarda - 1969 -
- Tito Livio - Ab Urbe condita libri - VIII e XLV -
- George Dumezil - La religione romana arcaica (La religion romaine archaïque, avec un'appendice sur la religion des Étrusques - Parigi - Payot - 1964) - Milano - Rizzoli - 1977 -
- Salomon Reinach - Cultes, mythes et religions (edizione curata da Hervé Duchêne) - Robert Laffont - 1996 -
- R. Del Ponte - La religione dei romani - Rusconi - Milano - 1992 -


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