Le catacombe sottostanti alla collina si snodano per una lunghezza totale di circa 720 metri, di cui solo 450 di questi sono percorribili e messi in sicurezza, il resto delle gallerie è parzialmente ostruito o è reso impraticabile dalla terra di riempimento. Il sistema di gallerie e cunicoli si estende su un'area di 18.000 m².
Difficile dare una datazione precisa per queste catacombe, le pitture e i resti rinvenuti si collocano invece tra la fine del II e il IV secolo d.c.. La catacomba oggi è servita da due accessi: uno nella proprietà dei Marchesi di Roccagiovine Del Gallo, nei pressi di Via Appia Antica, l’altro, attualmente in uso, in Via Appia Pignatelli.
L’ambiente esterno ha una forma rettangolare caratterizzata da una serie di strutture attribuibili a due fasi costruttive diverse:
- la prima datata alla prima metà del II sec. d.c., si presume fosse costituita dal solo piccolo ambiente quadrato caratterizzato da due esedre, in opus mixtum e da una nicchia in cui si intravedono ancora alcune tessere di mosaico bianco, una piccola pasta vitrea blu e qualche traccia di intonaco rosso e, probabilmente, una seconda nicchia, oggi scomparsa dietro la muratura di epoca successiva;
Queste catacombe, create intorno al III – IV secolo d.c. mostrano la presenza a Roma di una vivace comunità ebraica, attestata già nel II secolo a.c. e sempre più numerosa soprattutto in epoca imperiale.
I cubicoli dipinti riportano, oltre a motivi floreali e raffigurazioni di animali, anche simboli della religione ebraica come la Torah e il candelabro a sette braccia. Le pareti sono occupate dai loculi che hanno parzialmente distrutto la ricca decorazione di fine del III e inizio del IV secolo d.c.
CUBICOLO DEI PEGASI
Il cubicolo dei Pegasi, con ogni probabilità un ipogeo pagano inglobato successivamente nella necropoli ebraica, si trova in un'altra area della catacomba. Al centro di quest’ambiente c’è un pozzo, profondo circa 6 metri, che riceve l’acqua di scarico proveniente dall’ambiente esterno mosaicato.
Il cubicolo è affrescato alle pareti con i colori del rosso cinabro, del verde e del marrone. Al centro della volta troviamo una Nike alata, personificazione della vittoria, che impugna con la mano sinistra un ramo di palma e con la mano destra una corona di alloro che tende verso un giovane. Si tratta senza dubbio di una decorazione pagana col mito della Nike che incorona i vincitori romani.
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| TOMBE KOKHIM |
NEL LIVELLO INFERIORE
Si scende al livello inferiore attraverso una scala in gallerie dove si aprono sia kokhim che loculi. Al termine dell'area si aprono due cubicoli, ambedue decorati con linee colorate che inquadrano sia gli arcosoli sia le varie immagini inserendoli in una cornice lineare.
Nella prima stanza il motivo centrale del soffitto, posta all’interno di una serie di anelli concentrici, è una Vittoria alata che incorona un giovane nudo, probabilmente un atleta. Al cerchio esterno compaiono pavoni, uccelli e cesti di fiori. I muri sono ornati con pegasi, galli, galline, pavoni e altre specie di uccelli, inoltre vi è dipinto un montone con un caduceo.
Nella seconda stanza la figura centrale della volta è la Dea Fortuna con una cornucopia in mano. Nell'anello esterno figure di pesci e anitre alternate a cesti di fiori. Sotto la Fortuna, vi sono un ippocampo e due delfini, e sul lato opposto alcuni pesci.
In ogni pennacchio della volta a crociera c’è un Genio delle quattro stagioni. I muri sono ornati con ghirlande di fiori e uccelli. Il muro di fondo presentava la figura molto sbiadita di un uomo fra due cavalli. Sicuramente l'iconografia è pagana.

- La prima scoperta e I primi scavi nel 1857, da Ignazio Randanini, allora proprietario dell’area. Oggi è proprietà dei Marchesi di Roccagiovine Del Gallo, proprietà delimitata a N dall’attuale Via Appia Pignatelli e a SSW dalla Via Appia Antica.
- Gli scavi ufficiali furono iniziati sempre dal Garrucci, nel 1859, partendo dall’ingresso sull’Appia Pignatelli.
- Prima descrizione della catacomba e delle iscrizioni sepolcrali fu redatta da Herzog nel 1861, pubblicato nel resoconto del “Bullettino dell’Istituto di Corrispondenza Archeologica” (Herzog, 1861). I successivi scavi
- Nuovi scavi nel 1862, sempre del Garrucci, misero in luce un’altra entrata posta sull’Appia Antica e l’esistenza di un livello più basso. Rinvenne 195 iscrizioni sepolcrali su lastre di marmo e graffiti (Garrucci, 1862).
- Garrucci R. - Descrizione del cimitero ebraico di Vigna Randanini - Dissertazioni PARA - Roma - Herzog E. - 1861 -
- Le catacombe degli ebrei in Vigna Rondanini - Bullettino dell’Istituto di Corrispondenza Archeologica BICA - Leon H.J. - 1960 -
- Marucchi O. - Scavi nella vigna Randanini, in Cronichetta mensuale delle più importanti moderne scoperte, del prof. Tito Armellini, e notizie archeologiche da suo figlio Mariano Armellini - 1883 -




















































