![]() |
| MURA DI LUCUS AUGUSTI |
Paulo Fabio Máximo fondò Lucus Augusti nel 14-13 a.c., sull'accampamento militare già installato nel 25 a.c. La città sarebbe stata la capitale del Convento Legale Lucense, in cui era integrata la Gallaecia settentrionale. La città è basata su un altopiano a 475 m. di altitudine circondato da fossati naturali su tre lati, il fiume Miño a ovest ea sud e i torrenti Rato, Paraday e Chanca, a est; A nord, Lucus Augusti aveva la sua Muraglia.
LE MURA
![]() |
| MILIARIO ROMANO |
![]() |
| CESARE AUGUSTO E PAOLO FABIO |
La cinta mantiene una serie di torrioni difensivi, con una distanza tra 8,80 e 9,80 m a 15,90 e 16,40 m, e un'altezza tra 8 e 12 m all'esterno. Erano 85, 46 di loro sono intatte mentre ci sono tracce delle altre 39.
Le torri hanno dimensioni da 5,35 m a 12,80 m nella cavità. La forma è poligonale, con vertici smussati.
Delle 85 torri originarie se ne conservano 71, di cui 60 circolari e 11 quadrate. La disposizione delle torri evita i punti ciechi. Ogni torre doveva avere una struttura superiore con almeno due piani, con grandi vetrate colorate dove si trovavano balestre, onagri o scorpioni. La cinta muraria presentava cinque porte di accesso che corrispondevano alle strade principali della città.
In epoca romana le cinque porte coincidevano con quelle attuali di Porta Miñá (Minhã), Porta Falsa, Porta de São Pedro, Porta Nova e Porta de Santiago. La Porta Miñá e forse la Falsa sono originali, gli altri tre sono successivi.
L'accesso alla merlatura avveniva tramite scale ricavate nei muri delle torri. Si stima che ci fosse una scala per ogni torre. Le scale non raggiungevano il pavimento, per farlo occorrevano scale mobili, una misura di sicurezza.
- Il Caldarium, la stanza adibita ai bagni caldi poi trasformata in cappella cristiana.
In altre parti delle terme sono presenti resti romani, canali e mura e su di essi spicca l'originaria presa d'acqua.
Alcuni resti romani a Lugo sono il muro della basilica romana all'interno del nuovo edificio tecnologico, il muro romano in Plaza Santo Domingo, la base della porta romana in Rúa Nova, e i resti funerari apparsi nel vecchio carcere. Il recupero della fogna romana di Lugo, l'unica che sarà visitabile in Galizia, forse nel febbraio 2023. È lunga 13 metri ed è stata costruita nel IV secolo.
MOSAICO DI DEDALO E PASIFAE
Il Mosaico di Dedalo e Pasifae, l'unico pezzo di questo tipo di cultura romana che include la scena di Dedalo e Pasifae. È esposto al pubblico presso il Museo Provinciale. Il Mosaico raccoglie il momento del parto del vitello. È stato trovato nel 1986, in via Armañá.
La Domus de Mitreo è un sito che conserva i resti di una casa romana del II e III secolo. La sua estensione superava il muro. Si conservano i resti delle diverse sale e alcuni dipinti, ma pure uno spazio per il culto del Dio Mitra con un altare votivo dedicato da un centurione della Legio VII Gemina addetto al fisco di Lucus Augusti. Quando fu costruito il muro, parte della domus fu "espropriata". Si trova nell'edificio del Vicerettorato in Piazza Pio XII, nº 3. Nella domus si può vedere un telo originale del muro romano.
![]() |
| GRAFFITO DIN GIULIO CESARE |
Sempre fuori le mura, nei pressi della Porta San Pedro si trova il Centro Archeologico di San Roque, che ospita i resti di una necropoli romana del IV secolo con sepolture a cremazione e inumazione e uno stagno rituale legato a divinità orientali, oltre a un forno per la produzione della ceramica.
L'Acquedotto Romano si trova accanto al Consiglio Provinciale, Piazza San Marco, con i resti di un tratto dell'acquedotto romano del I secolo, che si estende per poco più di 2 km, costruito secondo alla tecnica dell'opus caementicium. La costruzione in ardesia appartiene a una riforma forse medievale, precedente ai lavori eseguiti dal vescovo Izquierdo nel XVIII secolo.
![]() |
| PONTE ROMANO DI LUGO |
Il Ponte Romano faceva parte della Via XIX, che collegava Lucus Augusti con Bracara Augusta, le due capitali romane della Hispania nordoccidentale, insieme ad Asturica Augusta, passando per Iria Flavia (Padrón). Fu parzialmente distrutto con le invasioni barbariche. Questo ponte fu oggetto di numerose ricostruzioni, nei secoli XII, XIV e XVII.
SANTA EULALIA DE BOVEDA
Santa Eulalia de Bóveda si trova a 14 km da Lugo. Si tratta di un edificio di epoca tardo romana, a pianta rettangolare, con al centro una piccola vasca e volta a botte decorata da affreschi. All'esterno, una specie di atrio a due colonne precede la facciata, in cui si apre una porta con arco a ferro di cavallo. Molte interpretazioni sono state date sulla sua destinazione originaria: luogo di balneazione, ninfeo, tempio dedicato a Prisciliano. Successivamente fu riutilizzato per usi cristiani ed ebbe un nome cristiano.
![]() |
| SACRAMENTUM IN CALLECIA - ALTARE DI LUCUS AUGUSTI - 10 a.c. |
"Così Augusto concluse le sue imprese bellicose, così come le ribellioni in Hispania. Da allora in poi sarebbero rimasti fedeli e in pace costante, sia per la loro stessa disposizione, sia per la loro stessa disposizione, più disposti alle arti della pace, già dal piano di Augusto, il quale, sospettoso del riparo dei monti in cui si rifugiavano, ordinò loro di abitare stabilmente nelle città romane, che si trovavano in pianura e che il consiglio di le persone risiedono lì e si proteggono per il capitale. La natura del paese favoriva questo disegno, poiché l'intera regione circostante conteneva un'abbondanza di oro, borace, minie e altre sostanze coloranti. Per questo Augusto ordinò lo sfruttamento del suolo. Così, lavorando faticosamente in clandestinità, gli Asture cominciarono a scoprire le proprie risorse e ricchezze cercandole per gli altri."
Durante la repubblica diveniva "Sacramentum" ciò che veniva affidato al tempio perché rimanesse custodito mentre si risolveva un processo, Ma pure veniva chiamato sacramentum qualsiasi tipo di patto, impegno o giuramento davanti agli Dei. Nel 12 a.c, Augusto, Princeps di Roma, amministratore della Gallia e dei Tarraconensi, fu nominato Pontefice Massimo della religione romana, dopo il suo trionfo.
Scrive Augusto nelle Res Gestae. "Quando tornai dalla Spagna e dalla Gallia, durante il consolato di Tiberio Nerone e di Publio Quintilio, dopo aver compiuto con tutto successo quanto era necessario in quelle province, il Senato, per onorare il mio ritorno, aveva consacrato, nel Campo de Marte, un altare dedicato alla Pace d'Augusto e incaricò i Magistrati, i Pretori e le Vestali di compiere su di esso un sacrificio in ogni ricorrenza."
Augusto doveva mantenere la pace nei territori vinti, perché oltre al suo prestigio in gioco, aveva bisogno delle legioni e delle risorse finanziarie per i conflitti in Germania e contro Reti e Pannoni.
Per questo inviò due dei suoi uomini di fiducia dell'ordine equestre, il figliastro Druso e Paulo Fabio Máximo, nei territori pacificati della Gallia celtica e della Callaecia per stipulare accordi con i capi di entrambi i territori. e completarli con rituali religiosi del dio nativo Lug da parte dello stesso Augusto, in quanto sommo pontefice di Roma.
Druso nel Lughansa Festival, il santuario federale dei Galli a Lugdunum, costituisce l'Ara Augusti dove rappresenta Augusto incoronato come il Dio celtico Lug. E' il patto di governo dei Galli con Augusto. Nelle monete è raffigurato al dritto Augusto come figlio di Giulio Cesare, padre della patria e conquistatore della Gallia, e al rovescio l'altare di Lugdunum con due colonne ai lati sopra le lettere ROM ET AVG.
Inoltre, nel territorio delle Voconces, presso Lugdunum, il santuario detto Foresta di Lugh, viene rinominato Lucus Augusti, bosco sacro ad Augusto (attuale Luc en Diois).
LA CALLECIA 12 a.c.
Paulo Fabio Máximo, per ordine di Augusto, fa un patto con gli abitanti della Callecia e, come descritto da Lucio Anneo Floro, che giurarono sarebbero rimasti fedeli e in costante pace, che avrebbero abitato stabilmente le città e gli accampamenti romani, e che il consiglio del popolo avrebbe risieduto presso di loro in qualità di città capitale dello stato. Nelle monete Augusto appare al dritto come Pontefice Massimo, e al rovescio come offerta sacra a Roma e ad Augusto.
Recenti ritrovamenti di una tabula hospitalis hanno permesso di verificare l'esistenza iniziale di un convento chiamato Arae Augustae, precursore della successiva suddivisione del convento operata da Paulo Fabio Máximo.
Così Augusto ordina al suo legato in Callaecia, Paulo Fabio Máximo, di fondare tre nuove città e nomina Lucus Augusti, Bosco Sacro di Augusto, capitale del territorio di Callaecia, iniziandone subito i lavori di costruzione.
- Lucensis con la città di Lucus Augusti. (Lugo)
- Asturum con la città di Astúrica Augusta. (Astorga)
- Bracaraugustanus con la città di Brácara Augusta. (Braga)
Contemporaneamente inizia l'attività economica mineraria ad Asturum e Bracaraugustanus, l'attività metallurgica ad Asturum e Lucensis, e l'attività agricola intensiva a Lucensis e Bracaraugustanus.
Sfruttamenti minerari (oro in particolare) e metallurgici (spade di ferro) sono sfruttati da migliaia di uomini liberi e la loro produzione è di diretta proprietà di Augusto.
L'anno successivo, Paulo Fabio Máximo viene nominato console da Augusto come ricompensa per i suoi servizi in Callaecia. Tiberio, anni dopo e per ordine di Augusto, stipulò nuovi sacramentum o patti sacri: con i Retios e i Pannonici a Vindobona, l'odierna Vienna, e poi nell'Ara Ubiorum, odierna Colonia, con i popoli germanici.
Quattro furono i sacri patti che Augusto strinse con le genti del limes dell'impero: a Lione, Lugo, Vienna e Colonia. Dice Augusto nelle sue Res Gestae:
Il Catechismo della Chiesa Cattolica Romana proclama:
"La Chiesa è in Cristo come sacramento o segno e strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano": essendo sacramento dell'intima unione degli uomini con Dio è il primo fine della Chiesa".
Il Santissimo Sacramento, pratica
BIBLIO
- Alcorta Irastorza, Enrique - Scavo archeologico nell'area in proprietà nº 106 della ruota Muralla, Lugo - Azioni archeologiche - 2006 -











































