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SAMARIA (Israele)


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La Samaria (ebraico: השומרון, ha-Shomron; arabo: السامرة, as-Sāmira; greco: Σαμαρεία, Samareía) è una regione montuosa situata tra la Galilea a nord e la Giudea a sud. Essa era situata quasi nel mezzo della Palestina, che fu la capitale del regno settentrionale ebraico detto anche d'Israele o di Samaria. Oggi il piccolo villaggio che ne occupa il posto si chiama Sebasṭiyyeh. 

Riferendosi alla Bibbia, 1Re 16,24, il nome di Samaria potrebbe derivare da un individuo (o clan) Shemer, da cui Omri, un re d'Israele, condottiero militare e primo della stirpe dei re Omridi, acquistò il terreno. In effetti la città fu costruita verso l'880 a.c. da Omri, il sesto re d'Israele, per fornire al suo regno una capitale, strategicamente ben situata e militarmente forte.

ENTRATA IN SAMARIA
Egli vi costruì inoltre un palazzo reale, che i suoi successori Acab e Geroboamo II, ingrandirono, abbellirono e resero meglio difeso e agguerrito. Il re Acab vi introdusse, per l'influenza della moglie fenicia, il culto di Baal e di Astarte, a cui fece edificare un tempio; ma in seguito il re Jehu distrusse il tempio e uccise tutti i seguaci del culto.

Shomron (Samaria) è al centro delle montagne di Israele, e a pochi Km da Sichem, c'è la "collina di Someron", una montagna isolata. È una collina slanciata, con pareti scoscese ma accessibili con un altopiano alla sua sommità.

La Samaria confina a nord con la valle di Esdrelon, a est con il fiume Giordano, a nord-ovest con il Monte Carmelo, a ovest la pianura di Sharon, a sud con la Giudea (monti di Gerusalemme). Le montagne samaritane non sono molto alte, raramente raggiungono gli 800 metri di altezza. Il clima di questa regione è più ospitale rispetto a quello della Giudea.



IL RE DI ISRAELE

Secondo la Bibbia, Omri, il re di Israele, acquistò questa montagna da Shemer per due talenti d'argento, e costruì sulla sommità a cui diede il nome di "Someron", o Samaria, come nuova capitale del suo regno al posto di Tirzah (1 Re 16,24). Come suoi possedimenti, godevano di numerosi privilegi. Omri stabilì qui la sua residenza negli ultimi sei anni del suo regno.

ROVINE DI SAMARIA NEL SECOLO SCORSO
Samaria divenne capitale del Regno di Israele durante il regno di Omri intorno all'884 a.c. Prima fu il centro di un'estesa area con produzione di olio e vino, che potrebbe essere il motivo della sua scelta come nuova capitale. 

Avendo perso una guerra contro la Siria, sembra che Omri dovesse garantire ai siriani il diritto di "costruire strade in Samaria", permettendo così ai mercanti siriani di mantenere i commerci con la capitale israelita, il che implicava la presenza di una considerevole presenza di siriani.

«Fu l'unica grande città della Palestina creata da un sovrano. Tutte le altre furono consacrate dalla tradizione patriarcale o da possedimenti precedenti. Ma Samaria fu esclusivamente una scelta di Omri. Lui, effettivamente, diede alla città che fece costruire il nome del suo proprietario, ma lo stretto legame è giustificato da alcune iscrizioni Assire in cui viene definita come "Beth-khumri" ("casa o palazzo di Omri")»
(Stanley)



LA TORRE DI GUARDIA

Secondo altri però il nome della città deriverebbe da shâmar, 'guardare', quindi letteralmente un punto di osservazione o una torre di guardia;  Lo stesso nome è riferito alla maggiore città samaritana e capitale del regno di Israele durante la secessione in due regni. La maggior parte della regione di Samaria si trova nel nord della Cisgiordania. 

ROVINE DEL VILLAGGIO DI SAMARIA


LA STORIA

Secondo la Bibbia, ai tempi di Acab, re di Israele (875-852 a.c,), Ben-Adad II si mosse con trentadue re, ma fu difesa con molto spargimento di sangue (1Re 20,1-21). Fece un altro tentativo l'anno successivo ma fu ancora sconfitto, e dovette arrendersi ad Acab (1Re 20,28-34), il cui esercito, paragonato a quello di Ben-Adad, non era se non un "gregge di capre".

Ai tempi di Joram, altro re di Israele (849-842 a.c.) Ben-Adad assediò ancora Samaria ma ruppe l'assedio, allarmato da un misterioso rumore di carri e cavalli e di un grande esercito, e fuggì, abbandonando il campo con i suoi beni.

Poi Salmanassar V, re dell'Assiria (727- 722 a.c.) invase Israele ai tempi di Osea, ultimo re di Israele (732 -724 a.c.) e lo ridusse a vassallo, ma Samaria tentò più volte di riacquistare la sua indipendenza, ma alla fine fu occupata da Sargon II (722-721 a.c.), che distrusse completamente la città e deportò molte tribù in cattività.

Venne successivamente ricostruita finchè nel 331 a.c. Samaria venne conquistata da Alessandro Magno, a cui dapprima si sottomise poi tentò di ribellarglisi, perciò Alessandro la smantellò e vi tradusse dei coloni ellenisti.

FORO E BASILICA SEVERIANA

GLI SCAVI

La prima fu la spedizione Harvard, inizialmente diretta da G. Schumacher nel 1908 e poi da George Reisner nel 1909 e 1910, con il supporto degli architetti C.S. Fisher e D.G. Lyon.

La seconda spedizione è invece conosciuta come ‘Spedizione Comune", un'unione di 5 istituzioni dirette da J.W. Crowfoot tra il 1931 e il 1935, con il supporto di K. Kenyon, E.L. Sukenik e G.M. Crowfoot. Le principali istituzioni furono la Scuola britannica di Archeologia a Gerusalemme, il Palestine Exploration Fund e l'Università Ebraica di Gerusalemme.

Nel 1960 piccoli scavi proseguirono diretti da F. Zayadine insieme con il Dipartimento di Antichità della Giordania. La città fu costruita sopra una collina rocciosa, e le fondamenta delle costruzioni monumentali dell'ultimo periodo poggiano direttamente sugli strati più antichi di roccia, non molto profondi. 

In tempi recenti il sito non è stato tutelato ed è stato utilizzato come terreno coltivabile dai contadini moderni della vicina Sebaste, quindi molte delle aree scavate sono state ricoperte e ripristinate all'uso agricolo, il che ha bloccato le ricerche e sepolto il sito, con grave perdita culturale ed economica.



I MACEDONI

Samaria divenne una città ellenistica nel 332 a.c. e migliaia di soldati macedoni furono inviati per sedare una rivolta dei samaritani. Tre torri circolari del diametro di 13 metri risalenti a quel periodo sono state scavate (le prime due da Harvard che le attribuì al periodo israelita) e un successivo, maestoso, muro di fortificazione con le torri quadrate. 

Queste fortificazioni furono demolite durante la distruzione della città da Giovanni Ircano I nel 108 a.c. Le tracce della distruzione causata da Ircano sono state trovate dagli archeologi, ma la città fu ricostruita sotto Alessandro Ianneo.

Ianneo, figlio di Giovanni Ircano re di Giudea e Sommo sacerdote. assassinò il fratello Aristobulo I e regnò dal 103 al 76 a.c. insieme con la moglie Salomè Alessandra, che poi regnò sola dal 76 al 67 a.c., dopo la cosiddetta guerra degli scettri, combattuta tra Ianneo e i rivali tolemaici Tolomeo IX, Tolomeo X e Cleopatra III.

Durante il regno dell'ultimo re Osea (2Re 10), gli Assiri invasero la Samaria nel 722/721 a.c. (sotto Salmanassar V e sotto Sargon II) con il controllo completo sulla capitale e sul resto del regno settentrionale.

Resti di frammenti di una stele con un'iscrizione assira attribuita a Sargon II fu trovata sulle pendici orientali dell'acropoli. Inoltre, in base alle iscrizioni del palazzo di Sargon a Khorsabad, gli abitanti di Samaria furono deportati in Assiria. 

I nuovi abitanti furono portati li da Cuta e dall'area siro-mesopotama e formarono una nuova popolazione samaritana, detta Cuthim. La città e le terre vicine vennero chiamate Samerina e furono poste sotto un governatore Assiro.

TEMPIO DI AUGUSTO O AUGUSTEUM

IL DOMINIO ROMANO


Il dominio romano iniziò con Gneo Pompeo Magno che, al termine della vittoriosa III Guerra Mitridatica e di quella giudaica, creò la nuova provincia di Siria nel 63 a.c., facendo della Giudea un protettorato romano. 

Ricostruì Gadara, che era stata distrutta dai Giudei. Proclamò libere dai Giudei le città di Ippo, Scitopoli, Pella, Samaria, Iamnia, Marisa, Azoto, Aretusa, Gaza, Ioppe, Dora e Torre di Stratone, unendole alla nuova provincia di Siria, a cui diede come governatore Emilio Scauro con due legioni.

Nel 30 a.c. l'imperatore Augusto assegnò la città a Erode il Grande, che le cambiò il nome in Sebaste in onore di Augusto (gr. Sebastos = Augusto), e la popolò di veterani dell'esercito romano e di commercianti. 

I resti di questo periodo sono:

- l'Augusteum, consistente in un tempio e in un grande cortile costruito sopra il palazzo omride in cima all'acropoli dove veniva svolto il culto dell'Imperatore con cerimonie, feste e sacrifici.

- Sull'acropoli una solenne gradinata conduce a un'unica e vasta terrazza su su cui sorgevano oltre all'Augusteo, un edificio absidale e una casa con portici.

- Al sud del tempio di Augusto fu riconosciuto, dal tipo di costruzione, da anfore rodiane, da cocci, da iscrizioni aramaiche e greche, il quartiere persiano ed ellenistico che ricopriva il palazzo di Omri e di Acah. Questo è un grande cortile su cui si aprono vani e camere sul tipo dei palazzi dei re d'Assiria.

- Inoltre una porta della città e una strada colonnata che la attraversa da est a ovest;

- un teatro nella parte nord-est dell'acropoli;

- un tempio dedicato a Core nella terrazza settentrionale dell'acropoli,

- uno stadio nella parte nord-orientale della sottostante vallata.

- Il foro, fiancheggiato a ovest da una basilica parzialmente scavata, sta a est dell'acropoli in una zona che oggi collega la città antica con il moderno villaggio di Sebaste. Esso insiste su una vasta area di m. 128 per 72 di larghezza, racchiuso da potente muro e da colonnato esterno.

- La basilica civile, una sala di m. 63 per 32 di larghezza divisa in tre navate da due ordini di colonne.

- L'acqua per la Sebaste romana veniva rifornita da un acquedotto sotterraneo che la portava nell'area del foro da una sorgente orientale.

- La città era circondata da una cinta muraria lunga quasi 4 Km, con torrette che collegavano il nord con l'occidente.

- Alcuni mausolei con sarcofagi decorati sono stati trovati nell'area del moderno villaggio e nelle zone attigue. Una statua imperiale mutila e quella della dea Kore o Persefone trasportata al Museo nazionale di Gerusalemme.

- Una piccola basilica, di inizio V secolo, fu scavata nella parte sud dell'acropoli, vicino al sepolcro in cui i discepoli avrebbero portato i resti di Giovanni il Battista, dopo la decollazione ordinata da re Erode.

TEMPIO DI OMRIT

DOPO ERODE

Alla morte di Erode il Grande, nel 4 a.c., il suo regno fu suddiviso da Augusto seguendo in linea di massima le volontà del defunto sovrano.

- Ad Archelao furono affidate Giudea, Idumea e Samaria;

- Antipa ottenne Galilea e Perea;

- a Filippo (II) andarono Batanea, Traconitide, Auranitide e Gaulantide;

- Salome, sorella di Erode, ottenne alcune città (Jabneh, Azotas, Phaesalis e Askalon) e le relative rendite.



LA SYRIA IUDAEA

Nei primi del I secolo a.c., la Syria Iudaea dei romani fu divisa in tre province, Giudea, Galilea e Samaria che occupava il centro della Syria Iudaea.

Nel 41, l'imperatore Claudio concede a Erode Agrippa I la Giudea e la Samaria, e nomina suo fratello Erode tetrarca di Calcide. Tre anni più tardi, nel 44, alla morte di Erode Agrippa I, Claudio decise di riportare Giudea e Samaria sotto diretto controllo romano, nominando un procurator Augusti, Cuspio Fado, a governarla. Al fratello di Agrippa I, Erode di Calcide, è affidato il controllo del Tempio di Gerusalemme e la nomina del Sommo sacerdote.

In seguito, durante il periodo imperiale romano la Syria Iudaea fu rinominata nel 135 Syria Palaestina in seguito alla III Guerra Giudaica.



SAMARIA  

La città di Samaria fu ricostruita com'era nel II secolo d.c. da Settimio Severo quando la città divenne colonia.  Un monastero fu aggiunto in una data successiva. Nel dodicesimo secolo d.c. una cattedrale latina dedicata anche lei a Giovanni il Battista, fu costruita nella parte orientale del foro romano e presentava degli elementi della cinta muraria del periodo romana. Successivamente fu trasformata in una moschea.

Così la descrive Giuseppe Flavio al tempo di Nerone:
«La regione della Samaria si trova in mezzo tra Galilea e Giudea; essa infatti comincia dal villaggio di nome Ginea sito nella Grande Pianura e finisce alla toparchia di Acrabatene; la sua natura non è diversa in niente da quella della Giudea. 
Possiedono, infatti, entrambe sia montagne sia pianure, fertili e adatte ad essere coltivate, ricche di alberi, con frutti selvatici e coltivati, visto che in nessun luogo queste regioni sono desertiche, al contrario sono bagnate dalla pioggia. 
Qui ogni corso d'acqua è particolarmente dolce. Grazie, inoltre, all'abbondanza di buon pascolo il bestiame produce più latte che altrove. La prova principale di questa produttività e della ricchezza della terra è che entrambe sono fittamente popolate.»

(Giuseppe Flavio, Guerra giudaica, III, 3.4.)



BIBLIO

- G. A. Reisner, C. S. Fisher, D. G. Lyon - Harvard excavations at Samaria - Cambridge Mass - 1934 -
- Léon Poliakov - I Samaritani - Feltrinelli - 1994 -
- Flavio Giuseppe - Guerra giudaica - I -
- Cassio Dione Cocceiano - Storia romana - XXXVII -



ZIPPORI - TZIPORI (Israele)


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LA MONNA LISA DI ZIPPORI

Seffori o Zippori ( in greco Diokaisáreia; in latino: Diocaesarea, Saffuriya o Suffurriye) è una città israeliana della Galilea centrale, a 6 km dal comune di Nazaret, un centro con superbi resti romani, ma
con una storia e un'architettura in cui si individuano influenze, in ordine di tempo; assire, ellenistiche, giudee, babilonesi, romane, bizantine, islamiche, crociate, arabe e ottomane.

Tra le strutture più importanti vi sono tuttavia: un teatro romano, due chiese paleocristiane, una fortezza crociata restaurata nel XVIII secolo e soprattutto 40 mosaici romani. Non è certa l'età della fondazione di Zippori, però si sa che esisteva già nel VII secolo a.c., quando venne fortificata dagli Assiri; divenendo poi un centro amministrativo babilonese, ellenistico e persiano, quando prese il nome di Sepphoris.

Nel 104 a.c. le tribù degli Asmonei, che avevano già conquistato gran parte della zona, segnò l'inizio del regno di Giudea. Infatti assoggettarono la città, sotto Alessandro Ianneo o Aristobulo I. Il nome di Sepphoris venne cambiato in Tzippori, probabilmente derivato dall'ebraico tsippor, "uccello", in quanto la città permetteva di controllare la zona dall'alto, ma la deduzione è un po' azzardata.

Con la costruzione di un teatro alla greca da 5.000 posti, Erode Antipa ne farà la capitale del suo regno dove si parlava ancora il greco alessandrino imposto da Alessandro Magno dopo la conquista palestinese del 331 a.c. 

Mattatia Antigono, figlio del re di Giudea Aristobulo II, deposto da Pompeo nel 63 a.c., dopo aver suscitato una rivolta contro Erode il Grande, con l'aiuto dei Parti riuscì a salire sul trono nel 40 ma i Romani lo assediarono in Gerusalemme e, catturatolo, lo uccisero nel 37 e Xippori passerà sotto il dominio romano.

Dopo la morte di Erode nel 4 a.c., gli abitanti della città, per lo più Ebrei, si ribellarono ai romani che inviarono il governatore della Siria, Publio Quintilio Varo (quello che perderà se stesso e le sue legioni a Teutoburgo), che distrusse completamente la città e ridusse in schiavitù gran parte della popolazione.

Il figlio di Erode il Grande, Erode Antipa, nominato tetrarca nell'anno 1 d.c., fece ricostruire la città e le cambiò il nome in Autocratis. Nella I guerra giudaica contro i Romani del 66, gli abitanti per volere del tetrarca accolsero il generale Tito Flavio Vespasiano nel 67, che risparmiò la città insieme assieme a Tiberiade.


Poco prima della III Guerra Giudaica, nella rivolta di Bar Kokhba, il nome della città divenne Diocaesarea, in onore di Zeus e dell'imperatore romano. Dopo la rivolta (132-135) molti Ebrei si trasferirono a Diocaesarea, facendone il centro della vita religiosa della Galilea.

Nei secoli successivi, Diocaesarea accolse Judah haNasi, uno degli autori della Mishnah (un seguitissimo commento della Torah) e, per breve tempo, il Sinedrio, il principale tribunale religioso ebraico. Prosperarono i commerci e la città si arricchì.

CARTINA DEL PARCO ARCHEOLOGICO
(INGRANDIBILE)
Nel 351 scoppiò di nuovo una rivolta ebraica contro i Romani che iniziò a Diocesarea con l'assalto notturno alla guarnigione romana, che venne distrutta, il che permise agli Ebrei di procurarsi le armi e poi, in preda al fanatismo, uccisero gli abitanti di etnicità diversa, come gli Elleni e i Samaritani.

 Costanzo Gallo, cesare d'Oriente, inviò il suo magister equitum Ursicino a sedare la rivolta uccidendo molte migliaia di rivoltosi, anche troppo giovani per portare le armi, e poi le città ribelli di Diocesarea, Tiberiade e Diospoli furono rase al suolo.

Nel 363 Diocaesarea venne distrutta da un terremoto, ma ricostruita subito dopo grazie all'aiuto dei romani, mantenendo la sua importanza all'interno della comunità ebraica della Galilea. Ebrei e Romani pagani e pure cristiani convissero pacificamente.




FRAMMENTI DI AFFRESCO ROMANO

Centinaia di frammenti di un affresco di epoca romana sono stati ritrovati a Seffori o Zippori, in Galilea. La scoperta è stata effettuata questa estate: gli affreschi decoravano un edificio monumentale del II secolo dell'era volgare, collocato a nord del decumano (la strada colonnata che divideva da est a ovest la città, e che giungeva fino ai piedi dell'Acropoli). 

I manufatti indicano che si trattava di un importante edificio pubblico, ma la sua funzione non è ancora chiara: si estendeva per una vasta area. Al centro vi erano un cortile pavimentato in pietra e un portico laterale decorato. 

A nord e a ovest del cortile si sono ritrovati depositi e cisterne d'acqua. Fu smantellato nel III secolo, per motivi ancora non chiari, e sostituito da un altro edificio più grande. Retro di una tigre con coda, secondo secolo dell'era volgare. 


I frammenti provenivano da un'unica area, probabilmente appartenevano a una delle stanze. Sono variegati e decorati con diversi colori: presentano motivi geometrici (guilloché), motivi floreali, ecc. Particolarmente importanti la testa di un leone, quella di un animale cornuto (probabilmente un toro), un uccello, una tigre. Almeno un frammento comprende un uomo con una clava.

La popolazione di Zippori crebbe solo dopo la Prima Guerra Giudaica, ad indicare un cambiamento da parte degli Ebrei della Galilea verso Roma e la sua cultura. La città ottenne pure lo status di polis. I ritrovamenti sono di grande importanza per l'epoca, non esistendo di simili presso altri siti israeliani dello stesso periodo.

Link: AlphaGalileo via Hebrew University of Jerusalem

MOSAICO DELLO ZODIACO

TRE ISCRIZIONI

Scoperte tre iscrizioni sulla pietra di 1700 anni fa presso il cimitero occidentale a Zippori (anche Seffori), in Israele. In esse vi sarebbero indicazioni relative a importanti rabbini locali nella tarda epoca romana. Zippori fu la prima capitale della Galilea durante gli Asmonei, fino al primo secolo d.c.,

In particolare, delle tre iscrizioni in Aramaico e Greco sarebbero le due in Aramaico a riferirsi a individui identificati come importanti rabbini, e a darci un'idea della vita all'epoca. Ad uno di loro si fa riferimento con l'indicazione della provenienza da Tiberiade: è perciò possibile che da diverse parti della Galilea ci si facesse seppellire qui, o semplicemente che l'individuo si trovasse a Zippori al momento della morte. Il cimitero fu attivo tra il secondo e il quarto secolo d.c. Finora si sono ritrovate 17 iscrizioni funerarie, la maggior parte delle quali in Aramaico.

Link: - Israel Ministry of Foreign Affairs; Israel Antiquities Authority; The Times of Israel; Haaretz; Live Science; The Jerusalem Post -


BIBLIO

- Sepphoris, Virtual Religion Network
- Zippori, The Department for Zionist Education, The Jewish Agency for Israel - 2006 -
- Diocaesarea, York University, Canada.
- Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, III, 2.4.
- Giovanni Magnani, Religione e religioni: il monoteismo, Editrice Pontificia Università Gregoriana, 2001



SCITOPOLI - BEIT SHE’AN (Israele)


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Le straordinarie rovine romane di Beit She'an con strade colonnate, un teatro da 7000 posti di 1800 anni fa molto ben conservato, due strutture termali ed enormi colonne di pietra che giacciono proprio dove caddero durante il terremoto del 749 evocano la grandezza dell'antica vita di provincia romana.

Beit She’an, detta anche Beisan o Bisan, è una città del Distretto Settentrionale di Israele posta all'incrocio tra la valle del Giordano e la valle di Jezreel, essa si estende in un pendio morbido verso il Giordano, e in Oriente alla Valle del Jezreal.

Beit She’an è una delle più antiche città della nazione, come testimonia il Parco Nazionale di Beit She’an, nel nord della città. Le vicine rovine abbandonate di Tel che appaiono sulle colline sono una parte del Parco Nazionale del sito, e contengono ben 15 strati successivi di occupazione, cioè 15 città edificate l'una sopra l'altra, un miscuglio di civiltà mescolate in modo difficile da districare.

Gli strati più importanti sono dall'occupazione egiziana in Canaan e appartengono archeologicamente all'età del bronzo. L'altezza della Tel è impressionante, fino a 80 metri, ma le sue misure di diametro sono solo pochi acri.

Le rovine della magnifica città sono ancora visibili nella sua area principale, il Parco Nazionale di Beit She’an, uno dei più belli, dove nell’area settentrionale si trova Tel Beit She’an, con l’antica città di Beit She’an, a sud e ad est di essa, le superbe rovine della Scythopolis romanico/bizantina.



LA STORIA

Beit She’an fu inizialmente fondata 5.000/6.000 anni fa, ed ebbe in seguito molti conquistatori, tra cui gli Egiziani, 3.500 anni fa. Essa però è menzionata per la prima volta tra le conquiste di Tutmosi III ((1481 – 1425 a.c.), che la rese un centro amministrativo egiziano nella XVIII e XIX dinastia. L'occupazione egiziana durò per 3 secoli.
La sua prima menzione nella Bibbia invece è come una città cananea nel Libro di Giosuè, conquistata da parte di Davide; gli scavi hanno portato alla luce costruzioni amministrative dell'epoca di Salomone distrutte da Tiglat-Pileser III, uno dei principali re dell'Assiria nell'VIII secolo a.c..

In Giudici 1:27 Beit Shean è riferita appartenente all'area conquistata della tribù israelita di Manasse, ma in realtà gli Israeliti non erano abbastanza avanzati per conquistare una città di pietra fortificata. Oltre a questo, si sarebbero incontrati con le forze dei Cananei che avevano carri, mentre gli israeliti combattevano a piedi.

SCORCIO DEL TEATRO
Alcuni secoli dopo, venne conquistata dai Filistei che, dopo la famosa battaglia del Monte Gilbo’a, appesero il corpo di Saul al muro di Beit She’an
(Samuele 1, 31.8-11 - “Posero poi le sue armi nel tempio di Astàrte e appesero il suo corpo alle mura di Beisan.”).

Beit She’an divenne in seguito parte dei Regni di Davide e di Salomone, con interessanti manufatti di Cananei, Filistei e Israele, ampi resti di edifici, per venire infine distrutta in un incendio, apparentemente per mano del Re di Assiria (732 a.c.). Il Tel è stato scavato a fondo dal 1980, ma i resti più importanti sono emersi nel Tel Rehov, poco distante.

Ricostruita come città ellenistica intorno a 2.300 anni fa, e rinominata Scythopolis, “città degli Sciiti”, probabilmente in quanto vi si erano stabiliti come veterani dei mercenari sciti; poiché la mitologia greca la voleva fondata da Dioniso e dalla sua nutrice Nysa, la città era nota anche come Nisa-Scitopoli (Nysa-Scythopolis).
Nel III e II sec. a.c., la città fu coinvolta nelle guerre dei Diadochi tra le dinastie tolemaica e seleucide, come pure nella rivolta dei Maccabei asmonei, che nel II sec. a.c. distrussero Scitopoli.

IL TEATRO

I ROMANI

Nel 63 a.c. il generale romano Pompeo nella sua vittoriosa marcia al potere in Israele includeva Scitopoli nella sua Decapoli, 10 città che sostenevano l'influenza greco-romana nella regione. Scitopoli venne ricostruita e resa capitale della Decapoli.

Quando gli abitanti ebrei della città caddero in conflitto con i vicini greci durante la I Guerra Ebraica, furono massacrati. La città crebbe enormemente nel II secolo d.c quando la VI legione romana fu stanziata a Scitopoli.

Allo stesso tempo, la città divenne uno dei centri tessili dell'impero romano. La biancheria di Scitopoli era famosa. Sempre nel periodo Romano si espanse verso Sud, raggiungendo l’apice della sua ricchezza nel V secolo, epoca in cui contava 30/40000 abitanti.

La pianta del lino attirò anche contadini ebrei dalle campagne, ma i leader ebrei ammonirono contro l'influenza corruttrice della vita in una città romana. Tuttavia gli ebrei continuarono a emigrare in città.

IL CARDO MASSIMO
Più tardi i cristiani si unirono a loro quando il cristianesimo venne proclamato unica religione di stato, e durante il dominio bizantino i lavoratori del lino furono ridotti cristianamente in schiavi, poiché lo stato aveva il pieno controllo dell'industria del lino e poteva fare ciò che desiderava. Ciò ha comportato una deriva di lavoratori di lino qualificati che erano richiesti in altri luoghi.

Molte delle costruzioni di Scitopoli furono danneggiate dal terremoto del 363. Nel 409 la città divenne capitale della Palaestina Secunda. Dopo la conquista araba il nome della città fu cambiato in vecchio "Beisan", ma gli arabi non potettero fermare il declino della città, finchè un terremoto non distrusse la città nell'VIII secolo.

TERME DI DOMUS PRIVATA

DESCRIZIONE

La pax romana rese florida la città, che si estendeva su di un’area di 370 acri, fiorente nella manifattura, nell'agricoltura e nei commerci, come evidenzia la sua nuova pianificazione urbana, con ampie strade e grandi edifici, e sono ancora visibili i resti delle mura che la circondava.

Inoltre, nel parco nazionale sono stati scoperti alcuni imponenti edifici, con:
- un teatro ancora utilizzato per spettacoli ed eventi,
- un bagno pubblico, il più grande ritrovato in Israele,
- due magnifiche strade colonnate,
- un tempio romano,
- una monumentale fontana decorativa,
- un’ampia basilica che segna il centro della città.
- il mosaico restaurato della Dea romana della fortuna, Tyche, che porta la cornucopia.
- un ippodromo.

MOSAICO ROMANO
Per la viabilità venne edificato il cardine, la via più importante della città che correva in direzione nord sud che collegava le porte praetoria e decumana, traversato ortonogonalmente dal decumanus maximus. In coincidenza del loro incrocio sorgeva solitamente il praetorium, che diveniva la sede del forum. e di altri edifici pubblici.

Dal monte Ghilboa, distante 7 km a settentrione di Israele, vennero estratti i blocchi di basalto scuro usati per le varie costruzioni tra cui anche l'acquedotto romano, la cui acqua proviene dagli stessi monti. C'era un'enorme palestra colonnata che sembrava un tempio, con piscine e sale riscaldate per estrarre il sudore dal corpo su tre lati. Le stanze del nord erano non riscaldate e utilizzate per socializzare. Un ingresso monumentale conduce alla strada.

All'angolo nord-est del bagno c'era un piccolo ninfeo, su cui però venne eretto un successivo edificio bizantino, e quindi distrutto. La costruzione bizantina è costruita in un semicerchio costituito da un mercato aperto con stanze separate (probabilmente per i negozi), ognuna delle quali contiene un mosaico. Una delle sale custodisce un meraviglioso mosaico di Tyche, la Dea romana della fortuna.

TESTA DI MARCO AURELIO
La strada principale della città è pavimentata con lastre di basalto, nel mezzo, le lastre di pietra coprono uno scarico. Su entrambi i lati della strada ci sono marciapiedi. Lungo il lato occidentale della strada c'erano negozi.

Conducendo al Tel, la strada si snoda lungo l'intero Tel su cui delle scale portavano al tempio di Zeus, che si trovava sulla cima. I resti all'angolo della strada sono del tempio di Dioniso, il Dio protettore della città. Aveva quattro colonne alte 10 metri che sostenevano una pietra triangolare. I gradini interni conducono al tempio stesso che poggia su un podio.

Accanto al tempio di Dioniso c'era un ninfeo, una fontana decorativa. La struttura è realizzata in basalto rivestito in pietra calcarea. Accanto ad essa, lungo la strada che conduce verso est, si trova un grande edificio pubblico che fu utilizzato in epoca romana come una sorta di tribuna coperta per gli affari della città.

IL CIRCO
In epoca bizantina venne ristrutturato e utilizzato come un grande mercato o "agora". Ai lati c'erano negozi coperti. Da un lato si trova un bellissimo mosaico di leone. Accanto al mercato si trova un'altra strada, e dall'altra parte c'è un altro Bagno pubblico bizantino. A nord di questo bagno si trovano i resti di un edificio costruito in epoca romana e ristrutturato in epoca bizantina.

L'edificio romano era una grande piscina ornamentale a gradini, decorata con alte colonne. Successivamente è stato convertito in una fila di negozi. C'è anche un anfiteatro romano risalente al II secolo d.c. al di fuori del Parco Nazionale, si trova un po 'a nord della strada Shaul Hamelech.

Questo servì per intrattenere la sesta legione romana e mostrò spettacoli di gladiatori e di caccia. A nord del Tel è anche un monastero con pavimenti a mosaico ben conservati, che appartiene alla città bizantina.


BIBLIO

- Mariam Shahin - Palestine: A Guide - Interlink Books - 2005 -
- G. Bejor, M.T. Grassi, S. Maggi, F. Slavazzi - Arte e archeologia delle Province romane - Milano 2011 -
- Sesto Aurelio Vittore - De Caesaribus -
- Flavio Giuseppe - Antichità giudaiche -






CAESAREA MARITIMA (Israele)


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Questo mosaico, rinvenuto a Caesarea Maritima, di epoca romano-bizantina, dà l'idea della bellezza della città e dei suoi monumenti. Il mosaico policromo è abbellito con animali, piante, alberi e motivi geometrici. Al suo centro regna una divinità femminile locale, di nome Kalokeria, un nome sicuramente grecizzato di una Dea locale, che mostra, come Dea della fertilità e della prosperità,  un cesto di frutti della terra, che doveva assicurare la ricchezza alla bellissima città.

La prosperità si ebbe senz'altro finchè resse l'impero romano che senza razzismi o preclusioni, favorì commerci ed ogni tipo di arte in ogni parte e ad ogni gente del suo impero. Quando però questo decadde vennero a mancare cultura, scuole, leggi, commerci e ricchezze, e tutto ricadde nella barbarie. Da qui l'oscuro medioevo.

Dal 2000 il sito di Cesarea Marittima è incluso nella "Tentative List del Patrimonio Places" dell'UNESCO.


RODOLFO LANCIANI

Caesarea Stratonis (Kaisariye) 

- Città marittima dclla Palestina, tra Ptolemais e Diospoli (It Ant. p. 150. 199. Tab. Peut 10, 1. It Hieros. p. 585. 589. loseph. b. Jud. 3, 9, 1), detta prima Turris Stratonis, ricevette da Erode, che l'accrebbe, in onore di Augusto il nome di Caesarea (Plin. nat. kist. 5, 12, 69, Eutrop. 7, 10. Amm. 14, 8, 11. loseph. b. Jud. 1, 21, 7. Strab. 16 p. 758. Rufin. recogn. 7, 32).

Una delle più grandi città della Judaea (loseph b. Jud. 3, 9. Apoll. Tyan. epist 11), divenne la sede del governatore romano e metropoli (Tac. hist 2,79. Atti degli Apost. 23, 23. 83; 25, 1. etc. loseph. passim, cf. Eckhel D. N. 3, p. 432. Mionnet, 5, 493-97; suppl. 8, p. 340-343).

Vespasiano, proclamato ivi imperatore, la fece colonia, però senza ius italicum; Tito le concesse l'immunità del suolo (Plin. nat. hist. 5, 69. Dig. 50, 15. 1, 6. 8. 7. lustin. nov. 130 pr.)
Si disse allora: Colonia Prima Flavia Augusta Felix Caesarensis (Eckhel D. n. 3, p. 428 cf. Plin. 1.)
Conosciamo un suo pontifex e duumviralis: M{arcum Fl{avium) Agrippa{m) pontif{icem) IIviral{em) col{oniae) I Fl{aviae) Aug{ustae) Caesareae oratorem ex dec{reto) dec{urionum) pec{unia publ(ica) (Am. lourn. 1890 p. 834).

(Rodolfo Lanciani)

IL PORTO

LA STORIA

Le rovine di Cesarea Marittima, ovvero Caesarea Maritima,  si trovano in Israele, nella regione Judea, sulla costa della Palestina, a circa 40 km a S di Haifa. Fu fondata dai Fenici  in periodo ellenistico, conosciuta come Torre di Stratone (Stratone = ‛Abd-Ashtart, re di Sidone), sulla via carovaniera principale tra Tiro e l'Egitto.

Cesarea Marítima era conosciuta come Torre di Stratone nel IV a.c. dai commercianti fenici di Sidone. Zenón de Alejandría, nel 259 a.c., narra che sbarcò nella città fenicia di Torre di Stratone, da dove ha iniziò il suo viaggio come esattore delle tasse per conto di Tolomeo II Filadelfo.

Chiamata in greco antico: Καισάρεια, Kaisáreia, e in latino Caesarea ad mare, fu un emporio commerciale già all'epoca dei Fenici nel IV secolo a.c. ma venne rifondata come città portuale da Erode il Grande tra il 25 e il 13 a.c., sempre sulla costa mediterranea, nel regno di Giudea che era sotto protettorato romano. 

La sua popolazione era originariamente composta in parti uguali di Greci e di Ebrei, ma nei primi secoli dell'èra volgare gli Israeliti vi erano in minoranza. Fu una delle 4 colonie di veterani romani create dall'Impero Romano nella regione della Syria-Phoenicia. Essa divenne ben presto il porto principale della Palestina e il quartier generale della flotta regia.

Caesarea Maritima venne così chiamata da Erode in onore di Cesare Ottaviano Augusto (63 a.c. - 14 d.c.), e porta lo stesso nome di molte altre città dell'era romana, tra cui Cesarea di Filippi, sito archeologico e parco nazionale tra i più importanti del nord di Israele, posto sulle alture del Golan e Cesarea Mazaca in Cappadocia che prese il suo nome di Cesarea sotto l'imperatore Tiberio.

Ma la città è conosciuta con molti nomi, tra cui, oltre a Cesarea marittima, anche Cesarea di Palestina, Colonia Prima Flavia Augusta Caesariensis, Cesarea di Erode, Horvat Qesari, Kaisariyeh, Kessaria, Metropoli della provincia di Siria e Palestina, Migdal Shorshon, Qaisariya, Qaisariyeh, Qaysariyah, Qesari, Qisri, Qisrin.

RESTI DI UNA CHIESA CROCIATA

LA STORIA

Essa venne descritta in dettaglio nel I sec. dallo storico romano Giuseppe Flavio. La città era nata come un fiorente borgo mercantile fenicio dedito alla produzione e al commercio della preziosa porpora, molto ricercata e ben pagata dai romani per ornare le toghe dei magistrati e le vesti dei bambini: la toga purpurea era segno di inviolabilità.

Alla morte di Erode il Grande nel 4 a.c., il regno di Giudea (Ebraico: Yehûḏāh; Greco: Ιουδαία; Latino: Iudaea), cliente di Roma, fu diviso tra i suoi tre figli; ad Archelao spettarono la Giudea, la Samaria e l'Idumea. Nel 6 d.c., i romani esiliarono Archelao e trasformarono il suo territorio in una prefettura della provincia romana di Siria, governata dal prefetto di Giudea, che aveva sede a Cesarea marittima, comprendente la Giudea, la Samaria e l'Idumea.  

Cesarea aveva un grande porto artificiale di grandi blocchi di cemento e tipici edifici pubblici ellenistico-romani, con con un molo che proteggeva gli attracchi da sud e da ovest. 

Sul porto si ergeva il tempio di Augusto e Roma, in posizione sopraelevata. Un doppio acquedotto portava l'acqua da sorgenti situate a quasi 10 miglia (16 km) a nord-est, dal Monte Carmelo.

Cesarea è stata la scena nel 26 d.c. di un importante atto di disobbedienza civile per protestare contro l'ordine di Pilato di piantare l'aquila romana sul Monte del Tempio di Gerusalemme.

Il governo della dinastia erodiana sulla Giudea fu restaurato dal 41 al 44, sotto il regno di Erode Agrippa I.

Alla sua morte però, Roma riprese a governare per mezzo di un procuratore sulla ricostituita provincia di Giudea comprendente tutto il territorio del regno di Agrippa, che includeva: Giudea, Samaria, Idumea, Galilea e Perea. Nel 66-70 scoppiò la prima grande rivolta giudaica, soppressa da Tito Vespasiano.
CESAREA IERI ED OGGI (INGRANDIBILE)

Il primo governatore provinciale fu Terenzio Rufo, nominato da Tito, dopo la caduta di Gerusalemme nel settembre del 70, legatus legionis della legio X Fretensis, e quindi anche primo governatore della nuova provincia di Giudea.  

L'imperatore Vespasiano aveva sollevato lo status  della città a quello di una Colonia, con il nome di Colonia Prima Flavia Augusta Cesarea. Nel 135, in seguito alla III guerra giudaica causata dalla rivolta di Simon Bar Kokheba, la Siria mutò il nome in Syria Palaestina.

Cesarea servì come base per la marina di Erodiano, che operò in aiuto dei romani fino al Mar Nero.  I ruderi di un imponente anfiteatro sono ancora visibili oggi come resti del citato acquedotto. La città era fiorente e abitata da popolazioni di varia etnia, ebrei, greci, romani, samaritani. Fu molto ben descritta da Flavio Giuseppe nei suoi libri Guerra giudaica e Antichità giudaiche.

Con il sostegno finanziario di Panfilo di Cesarea (III secolo) presbitero in Cesarea e studioso cristiano della Bibbia, la biblioteca divenne una delle più rinomate dei suoi tempi, conteneva più di 30.000 manoscritti.

CAESAREA IERI ED OGGI

Alla morte di Erode il Grande nel 4 a.c., il regno di Giudea, cliente di Roma, fu diviso tra i suoi tre figli: ad Archelao (23 a.c. – 18 d.c.) spettarono la Giudea, la Samaria e l'Idumea. Però nel 6 d.c., i romani esiliarono Archelao e trasformarono il suo territorio in una prefettura della provincia di Siria, governata dal prefetto di Giudea. 

Cesarea divenne la capitale politica e militare della provincia romana di Giudea (latino: Iudaea) e vi risiedeva il procuratore e governatore romano. Il governo della dinastia erodiana sulla Giudea fu restaurato per una breve parentesi dal 41 al 44, sotto il regno di Erode Agrippa I. 

Alla sua morte, Roma riprese a governare per mezzo di un procuratore sulla ricostituita provincia di Giudea comprendente tutto il territorio del regno di Agrippa, che includeva, oltre a Giudea, Samaria e Idumea, anche Galilea e Perea (che dal 4 a.c. al 39 d.c. erano state governate separatamente dal tetrarca Erode Antipa).
Dal 44 la prefettura comprese anche la Galilea e la Perea ed era retta dai governatori romani della Giudea, con sede a Cesarea marittima. Nel 66-70 scoppiò la prima grande rivolta giudaica, soppressa nel sangue da Tito. Il primo governatore provinciale potrebbe essere stato il legatus legionis della X Fretensis, Terenzio Rufo (settembre del 70). Successivamente Cesarea servì come base per le legioni romane che sedarono la grande rivolta del 66, e fu qui che il generale Vespasiano venne dichiarato Cesare.



La rivolta

Lo storico Flavio Giuseppe Flavio (I secolo d.c.) narra che la rivolta ebraica contro Roma, ebbe origine dalla rivolta di Bar Kokhba del 132-135 d.c., durante la quale romani torturarono e uccisero a Cesarea, nel 66 d.c. i 10 maggiori leader e saggi di ebrei palestinesi, incluso il rabbino Akiba.

Cesarea fu quasi certamente il luogo di esecuzione del rabbino Akiba e degli altri secondo la tradizione (c.135 d.c.). La morte di questi Dieci Martiri è ancora commemorata nella liturgia di Yom Kippur (il Giorno dell'Espiazione) e ad essa fece seguito la rivoluzione culminata con la distruzione di Gerusalemme e del Tempio nel 70 d.c..

Inoltre la presunta profanazione della sinagoga locale, per avervi voluto porre sopra un'aquila romana, portò alla disastrosa rivolta ebraica. Nel 70 Vespasiano dichiarò la città colonia romana ribattezzandola Colonia Prima Flavia Augusta Cesarea.

Dopo la distruzione di Gerusalemme, Cesarea divenne la città più importante del paese: Pagani, samaritani, ebrei e cristiani hanno vissuto qui nel III e IV secolo, prima che l'intransigenza cristiana prima ed araba poi non seminarono l'odio e la guerra.

Dopo la distruzione di Gerusalemme nel 70 a.c., Cesarea era la capitale della provincia di Giudea, prima del cambio di nome in Siria Palaestina in 134, poco prima della rivolta di Bar Kokhba. Nello stesso anno, dopo la soppressione della rivolta ebraica, vi si svolsero i giochi per celebrare la vittoria di Tito. 

Molti prigionieri ebrei vennero portati a Cesarea Marittima e 2500 vennero costretti a combattere nei giochi gladiatori. Dopo la rivolta di Simon bar Kokhba nel 132 a.c., che concluse con la distruzione di Gerusalemme e l'espulsione degli ebrei, Cesarea divenne la capitale della nuova provincia romana di Palaestina. 

Nel 135, sotto l'imperatore Adriano, in seguito alla III guerra giudaica causata dalla rivolta di Simon Bar Kokheba, la provincia di Siria mutò il nome in Syria Palaestina. Alla fine del IV secolo l'Impero romano d'Oriente divise la Syria Palaestina in due province, la Palaestina Prima (con capitale Cesarea marittima) e la Palaestina Secunda (con capitale Scitopoli). 

Sotto l'Impero bizantino essa fu la capitale della provincia Palaestina Prima. Lo storico cristiano e biblico Eusebio (260/264 - 340) operò a Caesarea come vescovo. Cesarea fu sede dell'amministrazione romana della Palestina, dove pagani, cristiani e samaritani convivevano poi pacificamente. 

L'antica Caesarea Maritima (o Caesarea Palestinae) e il suo porto vennero popolate sia in era romano imperiale che bizantina. In epoca bizantina, Cesarea rimase la capitale, con breve interruzione delle conquiste persiana ed ebraica tra il 614 e il 625. Essa fu l'ultima piazzaforte dei Bizantini contro gli invasori musulmani. Venne infatti abbandonata nel 1265 d.c.

Le sue rovine giacciono sulla costa mediterranea di Israele, a mezza via tra le città di Tel Aviv ed Haifa, sul sito di Pyrgos Stratonos ("Torre di Stratone").



DESCRIZIONE

Cesarea è racchiusa entro una cinta di mura, all'incirca semicircolare, lunga due km e mezzo, in gran parte coperta di sabbia, ma chiaramente riconoscibile dall'esplorazione aerea. I principali resti visibili comprendono:
L'ACCESSO AL CIRCO
- un ippodromo (di forma simile a quella del circo Massimo di Roma), con i frammenti di un obelisco di porfido rosso (taràxippos), resti dei segnali della meta.
- il teatro sulla spiaggia;
- l'anfiteatro nel quartiere N-O;.
- le terme poste lungo la riva del mare, a S della città;
- il palazzo reale;
- il magnifico porto;
- due acquedotti, spesso riparati e ancora funzionavano in pieno periodo arabo; con un canale aperto che attraversava su archi le depressioni del terreno;
- numerose sculture e frammenti architettonici, riferibili all'arte romana imperiale;
- numerose iscrizioni greche e latine;

Le opere di architettura che Erode fece realizzare sono ben descritti da Giuseppe Flavio, che ricorda la costruzione del teatro, l'anfiteatro, l'agorà,il Palazzo Reale,l'odeon, il ninfeo, le terme,le piazze e le strade,lungo il porto con il faro dedicato a Druso, figlio di Augusto e amico personale di Erode.

Ne ricorda inoltre gli horrea, per lo stoccaggio delle merci e il tempio dedicato alla Dea Roma e all'imperatore Augusto.  Ma il re, piegando la sua natura al desiderio di costose opere, costruito con grande rispetto un porto simile a quello del Pireo, che consente a molte navi profondi ormeggi. 
Anche prendendo posizione contro la natura del luogo, combattè contro tutte le difficoltà,nella misura in cui la robustezza del mare nulla poteva sugli edifici che sfidavano la violenza e la bellezza,come se la sua costruzione fosse stata nessuna difficoltà da superare ".

L'ACQUEDOTTO ROMANO

GLI ACQUEDOTTI

Dal momento che Cesarea non aveva fiumi o sorgenti, l'acqua potabile venne portata attraverso un unico acquedotto di alto livello, originario alle vicine sorgenti Suni, circa 7,5 km a nord est di Cesarea. A questo se ne aggiunse poi un secondo, simile al primo.

Portare l'acqua nel deserto era un miracolo che solo i romani potevano fare, ed Erode era così intelligente da comprendere subito quali potenzialità di ricchezza e potere ci fosse nell'irrigazione delle terre. 

Tanto fu crudele con i suoi familiari e vicini, tanto fu generoso con il suo popolo, dandogli la possibilità di instaurare una ricca agricoltura, oltre a bestiame e manufatti.

L'acqua era oro per una regione tanto arida e con la pubblicità che Erode fece a Roma e soprattutto ad Augusto, fece credere a molti che davvero il nuovo culto avesse portato la protezione e la benevolenza degli Dei.

Solo gli ebrei restarono scettici, perchè non c'è mente più chiusa di quella di un monoteista, comandato nella sua mente da un Dio unico, dispotico, geloso e vendicativo che vuole si viva esclusivamente per lui, pena ritorsioni terribili, ma che viene definito misericordioso.



L'AGORA'

Nell'Agorà, la piazza principale della città costruita da Erode, che in realtà fu una via di mezzo tra un'agorà e un Forum, presero posto molti edifici pubblici. Non fu un Forum perchè non fu eretto sul cardo massimo, dovendo Erode tener conto  della conformazione del luogo. 

Però raccolse la maggior parte degli edifici pubblici come un Forum, ad esempio il ginnasio, che era contemporaneamente palestra per i giovani e per i combattenti, ma pure luogo di riunioni.

Ma vi erano edificati anche i vari templi degli Dei sia locali che romani, nonchè la basilica, dove si amministrava la giustizia, la sala dei comizi, i mercati, le terme, i bagni pubblici, le statue celebrative e i lunghi portici.


IL PALAZZO REALE

IL PALAZZO REALE 

Erode Ascalonita (73 – 4 a.c.) detto il Grande, fu re della Giudea sotto il protettorato romano dal 37 a.c. alla sua morte, governando prima per incarico di Marco Antonio e poi di Ottaviano Augusto dalla parte del quale era prontamente passato dopo la sconfitta di Antonio ad Azio. 


Nel Nuovo Testamento è il crudele sovrano che ordina la strage degli innocenti, episodio che appare infondato, sia perchè certamente non avrebbe dato ascolto al culto de4lla nuova religione cristiana, molto preso invece ad esaltare quella romana, sia perchè nessuno storico ne parla, nemmeno Giuseppe Flavio che si occupò particolarmente della religione cristiana.
 

Del resto tra i Vangeli è citato solo in quello di Matteo, molto strano che un massacro così epocale, e soprattutto così attinente a Gesù Bambino, sia sfuggito a tutti e tre gli altri evangelisti.
Non che il re non fosse capace di crudeltà, come del resto tutti i re orientali,  e non solo, perchè fece uccidere una delle mogli, alcuni dei suoi figli e centinaia di oppositori.

Del resto anche Costantino uccise la moglie facendola lessare nell'acqua bollente e uccise un figlio, ma la Chiesa comunque lo ha fatto santo.

I RESTI DEL PALAZZO REALE

Intelligente, con senso estetico e di grande ambizione, Erode è noto per l'amplissima attività di costruttore. Fece edificare le città di Cesarea marittima, di Sebaste e le possenti fortezze di Masada, Macheronte e l'Herodion, oltre all'ingrandimento ed all'abbellimento della stessa città di Gerusalemme. In quest'ultimo aspetto rientra il rifacimento e l'ampliamento del Tempio di Gerusalemme, che venne perciò chiamato Tempio di Erode.

Erode edificò uno splendido palazzo reale che glorificasse il suo status e la sua posizione. Monarchi di epoche successive costruirono i loro palazzi accanto la struttura di Erode, ampliando la tendenza di sofisticata architettura lungo la costa mediterranea fino al VII secolo d.c.

Il re costruì il suo palazzo su un promontorio a picco sul mare, con una piscina decorativa circondata da portici. Nell'anno 6 a.c, Cesarea divenne la capitale civile e militare della Provincia Giudaica e la residenza ufficiale dei procuratori e dei due governatori romani: il prefetto Ponzio Pilato, e Antonio Felice.

Così fece edificare un enorme palazzo sul Mediterraneo, oltre a un forum con case, mercati, terme, templi pagani, e comprese la città in una lunga cinta muraria. Nel suo palazzo, cioè la sua reggia, egli fece edificare tutti i possibili confort romani, comprese le terme, con una piscina dove poter nuotare all'uso romano.

LE TERME

LE TERME

Molto del mosaico ancora giace sotto la sabbia.

Purtroppo infatti pochissimo è stato scavato a Caesarea Marittima, perchè la cultura monoteista poco si cura del lato estetico e artistico, solo preoccupata che un'altra religione, ovvero i resti di una civiltà che si appoggiava a una diversa religione, possa inquinare l'integralismo della propria. 

Tutto questo in un paese povero e bellissimo che molto avrebbe da offrire come turismo e quindi come lavoro e benessere locale. 

IL TEATRO

IL TEATRO

Nonostante l'enormità del parco nazionale di Caesarea, solo il 10% della antica capitale è stata scavata. E' stato invece liberato il teatro che è in uso a tutt'oggi per spettacoli, concerti e show. 
Si deve ad Erode l'introduzione del teatro romano nel mondo palestinese.

Il teatro, di tipo romano, cioè con i gradini in sopraelevato, e che subì molte trasformazioni, si innalza in due ordini di scalinate con 13 gradoni ciascuna, separate da un corridoio aperto su cui accedono sei vomitatori per l'entrata e l'uscita degli spettatori.

Esso venne usato fino all'età bizantino-araba quando fu incluso in una fortezza. Questo teatro, l'unico fin qui scavato dell'età erodiana è particolarmente interessante perchè presenta una scena ad esedre curvilinee oblique.

Inoltre l'orchestra è decorata con una straordinaria pittura, rifatta ben 14 volte con diversi motivi di decorazione geometrica e floreale. Notevole anche per il pulpitum dipinto; notevole anche l'ultima fase della tarda trasformazione in colimbètra per tetimimi (spettacoli acquatici con mimi). 

Fra le scoperte: statue e rilievi, una statua di Artemide Efesia e la iscrizione di Ponzio Pilato prefetto di Giudea che dedica un Tiberieum, unico documento epigrafico esistente del celebre personaggio; dall'iposcenio proviene una ricca serie di grandi lucerne erodiane e da una torre un tesoretto aureo bizantino con reliquario argenteo.



IL PORTO ROMANO

Erode il Grande aveva supportato Marco Antonio nella sua lotta contro Cesare Augusto. Quando Antonio però venne sconfitto, Erode subito andò da Augusto, gli cedette la sua corona di Re della Palestina e si pose alla sua mercé. Così facendo ribadì ad Ottaviano che era stato un fedele servitore di Antonio, ma affermò che da ora in poi sarebbe un fedele servitore di Augusto.

Erode era un grande affabulatore, intelligente, geniale e scaltro. Augusto ne rimase così affascinato che restituì ad Erode la sua corona. Occorre riconoscere che Ottavianao era un grande conoscitore di uomini e seppe sempre circondarsi di gente che mai lo tradì.

Erode fu di parola, e aiutò l'insediamento romano come costumi, come ordine legislativo e come culto. A Cesarea, Erode costruì un palazzo per se stesso, un anfiteatro, un ippodromo per eventi sportivi e per cavalli di razza  e un enorme porto artificiale.


Il Porto fu una straordinaria prodezza di ingegneria perchè servendosi del genio e delle maestranze romane usò il cemento idraulico di nuova concezione per creare frangiflutti artificiali. Il porto permise a Cesarea di diventare un importante centro per il commercio. 

 Pertanto nell'anno 30 d.c. il villaggio fenicio, per ordine di Augusto, venne assegnato ad Erode, che vi costruì una grande città portuale col nome di "Cesarea" in onore del suo patrono Ottaviano Cesare Augusto. La città allora si trasformò rapidamente in un grande centro commerciale, ed entro il 6 a.c. divenne la sede del governo romano in Palestina.

Quando fu costruito nel I sec. a.c, il porto di Sebastos venne classificato come il più grande porto artificiale costruito in mare aperto, che racchiudeva circa 100.000 mq. Re Erode costruì i due moli del porto nel 22, nel 15, e nel 10-9 a.c. dedicando la città e il porto a Cesare (sebastos in greco significa Augusto).
 

Infatti lo storico Giuseppe Flavio dichiarò che il porto di Cesarea era grande come quello del Pireo, il grande porto di Atene. Così Cesarea Marittima, rivale di Alessandria nel commercio orientale, dedicò il suo nome a Cesare Augusto, padrone del mondo romano, in vista della sua  presente e futura magnificenza.

Caratterizzato da un design innovativo e concreto di idraulica, questo porto divenne uno standard per i porti a venire. Fu un'opera monumentale, anche se sia la città che il porto vennero costruiti su una spiaggia instabile, in un sito privo di un mantello protettivo o di una baia. Il progetto ha sfidato gli ingegneri più abili di Roma, blocchi di cemento idraulico, alcuni del peso di 50 tonnellate vennero ancorati al molo nord del porto artificiale.


Il ritmo di costruzione è stato impressionante considerandone la dimensione e la complessità. I frangiflutti erano fatti di calce e pozzolana, impostando il tutto in un calcestruzzo subacqueo.
 Al suo apice, Sebastos è stato uno dei porti più meravigliosi del suo tempo. Era stato costruito su una costa che non aveva porti naturali e servito come un importante porto commerciale nell'antichità, rivaleggiando con il porto di Cleopatra ad Alessandria.

Giuseppe Flavio (411-12) scrisse ancora:
"Anche se la posizione era generalmente favorevole, [Erode] lottò contro le difficoltà così bene che la solidità della costruzione non poteva essere superata dall'impeto del mare, e la sua bellezza non aveva uguali."

Lo storico dà una splendida descrizione del grande molo di Erode, costruito in blocchi di m 25 × 5: esso aveva torri massicce, la più grande delle quali si chiamava Drousion in onore di Nerone Claudio Druso, figliastro di Augusto.

Resti di questo molo sono stati rivelati sotto le acque del mare da fotografie aeree. Essi si estendono verso il N e circondano il porto. Le colonne dei portici che, secondo Giuseppe Flavio, circondavano il porto, sono state riadoperate dai Crociati per la costruzione dei loro moli.

Tuttavia, ci sono stati problemi di fondo che hanno portato alla sua scomparsa. Studi di nuclei concreti reperiti con le talpe meccaniche hanno dimostrato che il cemento era molto più debole, diverso dal cemento idraulico con pozzolana usata negli antichi porti italiani. Per ragioni sconosciute, il mortaio pozzolana non ha aderito ai detriti di roccia kurkar come ha fatto con altri tipi di roccia utilizzate nei porti italiani.


Piccoli ma numerosi fori in alcuni dei nuclei indicano anche che la calce era di scarsa qualità e spogliato fuori della miscela da forti onde prima di potersi impostare. Inoltre, grandi grumi di calce sono stati trovati in tutti e cinque i nuclei studiati a Cesarea, il che dimostra che la miscela non venne mescolata a fondo.

Tuttavia, la stabilità non sarebbe stata gravemente colpita se il porto non fosse stato costruito sopra una linea di faglia geologica che corre lungo la costa. L'azione sismica a poco a poco ha preso il sopravvento sui frangiflutti, causandone un inclinamento verso il basso fino a depositarli nel fondo del mare.

Inoltre, studi di depositi del fondo marino a Cesarea hanno dimostrato che uno tsunami colpì la zona nel I II sec. .Non si sa se danneggiò o addirittura distrusse il porto, ma è noto che dal VI secolo il porto era inutilizzabile e oggi i moli si trovano a più di 5 m di profondità.

L'impero bizantino decadde nel VII sec. e Cesarea cadde nelle mani dei Persiani Sassanidi. Poi, nel 638, la città, ancora la capitale della Palestina bizantina e importante centro commerciale e marittimo, venne distrutta dai musulmani, e sparì per sempre.

La distruzione sistematica delle città costiere, per ordine del sultano mamelucco Baibars, ridusse Cesarea a un mucchio di rovine, sfruttate soltanto per trarne pietre da costruzione. I suoi resti sono ancora in gran parte coperti da uno a tre metri di sabbia; i ritrovamenti fortuiti e qualche zona rimasta scoperta hanno messo in luce avanzi che rispecchiano la storia della città.

L'IPPODROMO

L'IPPODROMO

Lo stadio, o ippodromo, venne fatto edificare da Erode il Grande per l'inaugurazione ufficiale della nuova città di stampo romano, nel 10 a.c. dove vennero inaugurati i Giochi Actiali, che giocavano su due nomi, uno di Azia Maggiore, la madre di Augusto, ed uno sulla battaglia di Azio vinta da Ottaviano su Marco Antonio.

I giochi ricorrevano ogni quattro anni, ma nel frattempo lo stadio veniva utilizzato per ospitare le corse dei carri e i combattimenti gladiatorii, era pure fornito di bagni pubblici. A ovest dell'ippodromo, il ritrovamento fortuito di una statua acefala di un personaggio imperiale del III sec. d.c., in porfido rosso e più grande del naturale, ha portato, nel 1951,all'esplorazione di un cortile di epoca evidentemente bizantina.

Il circo romano di Cesarea marittima fu costruito molto probabilmente tra il principato dell'Imperatore romano Traiano (tra il 114/117) e del suo successore Adriano. Secondo altri durante il III secolo. 

Sarebbe invece struttura similare, ma di datazione antecedente (forse fatta costruire da Erode il Grande in epoca augustea), quella trovata lungo la costa, nella parte occidentale della città. Il circo venne edificato tra la metà del II secolo e la fine del III secolo. 

Non sembra invece che la prima costruzione, forse ampliata e modificata nel tempo, sia da attribuirsi al regno di Erode il Grande, quando la città di Cesarea marittima fu fondata (tra il 22 e l'11 a.c.) e fu invece costruito un primo ippodromo-anfiteatro in riva al mare, nella parte occidentale della città.[2] Nel IV-V secolo fu probabilmente inglobato nelle mura cittadine. 

Il circo terminava in un triplice portale, diviso da due colonne, al di là del quale è stata scoperta una stanza con pavimento a mosaico, contenente un'iscrizione che commemora la costruzione "del muro, dell'abside e delle scale" a spese del municipio al tempo di un governatore romano non identificato.

La stanza dava accesso ad un'ampia e maestosa scalinata, dalla cui sommità si estendeva verso nord un lungo pavimento a mosaico. Sia la statua di porfido rosso che un'altra del II sec. d.c., un torso maschile di marmo bianco con la parte inferiore drappeggiata in un himàtion, sono naturalmente assai anteriori al vicino edificio.

Certamente vennero riadoperate dalla città nel VI sec. d.c., magari con teste nuove, per evitare la spesa di nuove statue. Non solo il marmo costava, ma costavano anche gli scultori, per giunta non più bravi come i loro precedessori, dato l'inquinamento dell'arte che si era orientalizzata, specie nello stile bizantino.

Il sedile della statua di porfido e la parte inferiore di quella di marmo erano infatti state adattate piuttosto rozzamente alla loro nuova posizione. Gli scultori di un tempo glorioso non esistevano più.



IL MITREO

MITREO

Tra i magazzini di stoccaggio dell'antica città, giusto a nord dell'ippodromo, è stato scoperto un tempio di Mitra. Complessivamente a Caesarea sono stati individuati 4 centri di culto mitraico, un culto in parte misterico molto seguito dai legionari romani che risiedevano numerosi nella città marittima.


GLI INTERNI
Qui sopra si osserva il versante est del Mitreo.  Vi si scorge la base di un altare. Qui venne anche rinvenuto un medaglione romano in marmo colorato dove si osserva la scena di Mitra che uccide il toro.

E' evidente che all'ippodromo, a parte i Giochi Actiati, (Aziati), confluivano quotidianamente o quasi gente di ogni dove, soprattutto della costa perchè era agile raggiungere lo stadio anche con piccole imbarcazioni, visto che trattavasi di navigazione costa a costa, per cui semplice e sicura.


Questa stessa gente era piuttosto avvezza al culto di Mitra, sia perchè originario dell'oriente, sia perchè adottato in pieno dai soldati romani sparsi per tutto l'impero.

Dunque i commercianti e i legionari solevano pare una puntatina al tempio di Mitra per ottenere gloria in battaglia, buoni commerci o semplicemente per tornare sano e salvo a casa.

Ma c'è di più. In una città tanto commerciale, diventare seguace di Mitra significava, sedendo a tavola 
nel rituale del pasto sacro, conoscere molta gente e fare facilmente amicizia, importantissimo per un commerciante che studiava sempre nuovi sbocchi per le sue merci.

Ed ecco qui a lato la ricostruzione del mitreo, con l'entrata laterale in mezzo ai due banchi, dove sedevano gli i8niziati per svolgere i Sacri Misteri del Dio.

Ma vi sedevano pure per svolgere l'agape sacra, i due banchetti rituali del solstizio d'estate  e del solstizio di inverno che ripetevano ogni anno

Il locale non aveva finestre, se non sei sei piccoli pertugi laterali, che erano solo leggermente scavati ma chiusi laterali.

Essi rappresentavano i sei pianeti che segnavano il cammino dell'iniziato.

C'era poi l'ara, il podio della statua nel fondo e la raggiera che faceva di Mitra oltre al Dio dei soldati, il Dio del sole, come Dio Elios.



LA SINAGOGA

L'altra area scavata è sulla riva del mare, dove nel 1932, nel 1945 e nel 1956 sono stati in parte esplorati i resti di una sinagoga.
La sinagoga risale al V sec. e consta di quattro strati sovrapposti di pavimenti a mosaico, due dei quali hanno iscrizioni circondate da ornamentazione geometrica.

Le iscrizioni musive, di cui una indica la superficie di mosaico donata, mentre le altre riportano il passo di Isaia, xi, 31, in greco, rispecchiano l'onomastica e la cultura letteraria della comunità ebraica di Cesarea.

La sinagoga rimase in piedi, sembra, dal IV al VI sec. d.c. Insieme al pavimento più tardo fu trovata una tavoletta con un iscrizione dedicatoria. Iscrizioni sepolcrali greco-giudaiche e capitelli di colonne decorati col candelabro a sette bracci, la menorah..


RICOSTRUZIONE DEL TEMPIO DI AUGUSTO

IL TEMPIO DI AUGUSTO

Erode il Grande eresse templi per l'imperatore Augusto, oltre che a Cesarea Marittima, nella regione di Cesarea di Filippo e a Sebaste (Samaria). Egli fu il più grande promotore del culto dell'imperatore che tuttavia non toccò i culti locali, a parte gli insofferenti ebrei portatori di un monoteismo intransigente.

Lo scavo del tempio iniziò nel 1989 sotto la direzione di Kenneth Holum della University of Maryland. Holum sostiene che il tempio di Augusto venne abbattuto circa nel 400d.c. e la maggior parte della pietra venne utilizzata in altri edifici La foto qui sopra mostra il porto e la posizione del tempio imperiale indicato da un ovale di colore rosso.

I suoi resti hanno permesso agli archeologi di determinare le dimensioni del tempio che misurava da 95 a 150 piedi,forse 100 piedi dalle basi delle colonne alla vetta. Il tempio era fatto di pietra arenaria locale, il Kurkar, rivestito con uno stucco bianco. La piattaforma del tempio venne poi coperta da una chiesa bizantina a pianta ottagonale nel VI secolo. Queste sono le sue rovine che vediamo oggi all'interno della città.

"Come il Monte del Tempio [di Gerusalemme], la piattaforma del tempio di Cesarea sarebbe stata chiusa, almeno a nord, est e sud da portici a colonne che segnavano il recinto sacro (i termenos). e nel centro, sopra un alto podio, sarebbe sorto il tempio che Erode dedicò alla Dea Roma, incarnazione della Roma imperiale, e al Dio-re Augusto".
(Kenneth G. Holum) Questo era pressappoco l'aspetto dell'edificio templare.

L'articolo di Kenneth G. Holum apparve in un numero della Biblical Archaeology Review (settembre /ottobre 2004) dedicato alla città di Erode. Il suo articolo si intitolava "Costruzione di potenza:. Le Politiche dell'architettura" Con numerose fotografie e diagrammi.

"La strategia di Erode a erigere questo tempio si estendeva ben oltre il simbolismo rappresentato dalla struttura stessa. Fu tra i primi di tutti i governanti provinciali dell'impero di impegnarsi per il culto di Augusto. I templi augustei, e la liturgia del relativo sacerdozio, definirono probabilmente il corso del culto imperiale in tutto l'impero orientale. 
Mentre apparentemente l'atto di erigere questi templi rappresentato la fedeltà e l'impegno per Roma, contemporaneamente fornivano una base per l'organizzazione sociale e politica delle diverse popolazioni. Allo stesso tempo, poiché il nuovo culto lasciata intatti i tradizionali culti locali, non rappresentava alcuna minaccia per loro. Infatti ebbero molta cura a proteggere la cultura locale ".


BIBLIO

- M. Avi-Yonah - The Jews under Roman and Byzantine Rule - Jerusalem - 1984 -
- Taylor, Miriam S. - Anti-Judaism and Early Christian Identity: A Critique of the Scholarly - Consensus - Leiden - New York - Köln - Brill Academic Publishers - 1995 -
- Martin Goodman - Rome and Jerusalem - The Clash of Ancient Civilizations - Penguin - 2008 -
- Carlo Gatti - Associazione culturale Liutprand - il cemento degli antichi romani - 2018 -





 

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