VILLA DI DESENZANO DEL GARDA (Lombardia)


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Si sa che i romani si appropriavano dei posti più belli del mare e della campagna per farci su le loro magnifiche ville dell'otium e Desenzano del Garda è tra questi. La cosa era favorita dalla Via Emilia, strada consolare romana, appositamente costruita per velocizzare viaggi e spostamenti.

Il nome della località sembra provenga da Decentius, un ricco uomo romano dell'epoca, proprietario di una prestigiosa villa edificata nel IV secolo e tutt’ora visitabile. Ma le coste del lago erano luogo di villeggiatura di molti romani attratti dal clima mite e dalla bellezza del luogo.


Ed ecco tre importanti siti archeologici riemersi durante i lavori della Tav nella zona tra Montonale e San Lorenzino, non lontano dal Lavagnone: in epoca romana, un centro di attrazione e di sviluppo civile tra i più importanti del basso Garda. Anzitutto una villa di epoca romana, ritrovata in località Montelungo (accanto alla trattoria la Rossa), che ha già restituito numerosi reperti tra cui fibule, ornamenti, ceramiche.

Ma sono emerse anche tante monete, con l’effige degli imperatori che si sono susseguiti tra cui Costantino ed Augusto, dal I al IV secolo. Secondo gli archeologi, pur essendo dello stesso periodo, era molto diversa dalla villa romana riccamente decorata del centro storico di Desenzano:


"Oggi come allora l’area era un’importante zona di passaggio verso il Veneto, come una Tav dei tempi antichi - ha spiegato il funzionario archeologo della Soprintendenza Brescia Bergamo, Serena Solano - Stiamo analizzando tutti i dati per costruire un quadro preciso dell’epoca."

Tutti i materiali rilevanti sono ora in fase di restauro e verranno esposti al pubblico entro il 2022, nella sezione romana del museo Rambotti. Sempre in fase di studio il sito di Montonale, ma gli archeologi comunque concordano nel ritenerlo un edificio di culto di epoca romana.


Verso nord, all’interno del centro storico di Desenzano, si arriva dunque alla Villa Romana, un importante sito archeologico che è visitabile sia in estate che in inverno. Al suo interno vi è l’Antiquarium, un piccolo museo con due sale espositive contenenti alcuni reperti ritrovati nella Villa, tra cui statue e un antico frantoio. 

Seguono poi altri tre settori dove si possono ammirare i magnifici mosaici raffiguranti scene di amorini affaccendati nella vendemmia, corse di bighe, giochi vari e diversi animali selvatici. La Villa Romana è la più importante testimonianza archeologica delle grandi villae tardo antiche nell'Italia settentrionale .

I resti, scoperti a partire dal 1921-1923, sono riferibili a più fasi databili tra la fine del I sec. a.c. e il V sec. d.C. e si distinguono per l'eccezionale complesso delle pavimentazioni a mosaico. La villa aveva un'ottima posizione essendo situata poco a Nord della via Gallica, che collegava Bergomum, Brixia e Verona, in una splendida posizione lungo la riva meridionale del lago di Garda, che oggi dista poche decine di metri.



All'interno del perimetro dell'area archeologica, oltre ad un ampia zona di verde, si trova l'Antiquarium che espone una ricca selezione dei materiali provenienti dalla Villa. Il sito è un Istituto di proprietà statale ed è gestito dalla Direzione Regionale Musei Lombardia organo periferico del Ministero della Cultura.

Essa venne costruita in diverse fasi tra il I secolo a.c. e il IV secolo d.c.: le parti ancora oggi visibili risalgono naturalmente all'ultima fase, quando gli spazi all'interno della villa furono riorganizzati e suddivisi in diversi settori. 


Il complesso della villa si estendeva su una superficie di circa un ettaro, in cui i quartieri residenziali si affiancavano agli edifici agricoli e, all'epoca della sua costruzione, la villa si affacciava sul lago. Il paesaggio circostante deve essere stato l'elemento decisivo nella distribuzione delle stanze, che offrivano tutte una vista panoramica.

Il sito presentava una serie di ramificazioni costituite da moli e banchine, e probabilmente da stagni dove veniva allevato il pesce. Diversi pavimenti a mosaico colorato, affascinanti e ben conservati, raffigurano scene pagane.


FLAVIO MAGNO DECENZIO

Sebbene il nome del proprietario della villa non sia certo in modo assoluto, ci sono ottime possibilità che il proprietario, o almeno il committente di questa fase finale dei lavori sia stato il fratello dell'imperatore Magnenzio (350 - 353 d.c.) e cioè Flavio Magno Decenzio, usurpatore di origini barbariche, da cui oggi prende il nome la città di Desenzano.


I reperti più importanti rinvenuti nell'area della villa sono esposti nelle tre sale dell'Antiquarium:

- La prima ospita recipienti da cucina e da pranzo in ceramica e piccoli utensili in bronzo. 

- Nella seconda sala sono esposti frammenti delle statue che decoravano la villa. 

- Nella terza sala, due grandi pannelli espongono i frammenti di un affresco decorativo che ornava una delle stanze della villa.

La scultura in marmo bianco esposta nella seconda sala risale alla metà del II secolo d.c. Insieme alle altre effigi esposte in questa sala, ornava uno dei giardini della villa, in particolare quello aperto ai visitatori o quello riservato al proprietario e alla sua famiglia.



REPERTI

C'è una tazza di vetro, datata al IV secolo d.c., l'immagine della superficie esterna ritraeva il Cristo rivolgersi a un gallo. la scena notturna, che mostrava le stelle nel cielo, dovrebbe alludere al triplice diniego di Pietro nei riguardi del Cristo in accordo al famoso passaggio dai Gospels di origine popolare afro-americana su temi evangelici sviluppatosi nell'America nel XIX secolo.

C'è poi un busto di adolescente in marmo bianco di Carrara, proveniente da una statua a grandezza naturale. Si tratta probabilmente di una rappresentazione celebrativa di uno dei membri della famiglia proprietaria della villa nel II secolo d.c., secondo un'usanza comune alle varie domus e ville dell'epoca.

STATUA DI ERCOLE


BIBLIO

- Gino Benedetti, Desenzano dalla sponda del lago di Garda - storie e colori - Bornato - Sardini -1979 - 
- Attilio Mazza - Il Bresciano - Volume II - Le colline e i laghi - Bergamo - Bortolotti - 1986 -
- Ulisse Papa, La scomunica ed interdetto di Desenzano - Brescia - Tipografia F. Fiori - 1871 -



 

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