ELIO DONATO - AELIUS DONATUS




Nome: Elio Donato - Aelius Donatus
Nascita: 315 circa d.c.
Morte: 380 d.c. IV secolo
Professione: grammatico e retore

Fu il grammatico più famoso e influente della sua epoca tanto che venne denominato per le sue molte benemerenze con il titolo di clarissimus, ma della sua vita si sa poco. Sembra fosse di origine africana, probabilmente di genitori italiani emigrati nella provincia d'Africa che vivevano nelle città costiere dell'odierna Tunisia, Libia occidentale e Algeria orientale. Oltre che grammatico insegnò la retorica ed ebbe tra i suoi allievi anche San Girolamo (347 - 420) e Rufino (345 - 411).



LE OPERE

ARS MAIOR  E  ARS MINOR

Fu autore del più completo corso di grammatica latina tramandatoci dagli antichi, diviso in due parti: Ars minor, cioè piccola grammatica elementare, e Ars maior, divisa a sua volta in tre parti, dall'alfabeto ai tropi. La prima parte, più breve e semplice, era dedicata a coloro che iniziavano gli studi grammaticali; strutturata sul modello di domande e risposte, trattava delle otto parti del discorso ed è espressamente destinata agl'infantes o pueri et tirones.

Ars Maior, in tre libri, trattava anche di fonetica, metrica e stilistica. Spesso sono considerate due opere a sé stanti a causa del progressivo abbandono della prima parte,, più semplice a favore della seconda più completa, iniziato già in epoca antica e proseguito in epoca medievale. 

L'Ars minor rimase comunque fino al Rinascimento come testo utile per iniziare lo studio del latino.
Queste opere erano sia grammaticali che esegetiche, come interpretazione critica di testi per meglio comprenderne il significato:

- Ars grammatica (ars maior): De voce, De littera, De syllaba, De pedibus, De posituris. Tanto rinomata nell'antichità da suscitare l'interesse di commentatori successivi, quali Servio, Cledonio e Pompeo.

- De partibus orationis (ars minor): De partibus orationis, De nomine, De pronomine, De verbo, De adverbio, De participio, De coniunctione, De praepositione, De interiectione, De barbarismo, De soloecismo, De ceteris vitiis, De metaplasmo, De schematibus. De solecismo, De tropis.



I COMMENTARII

Commentari Terentii 

ELIO DONATO
- commentum Andriae, 
- commentum Eunuchi, 
- commentum Adelphorum, 
- commentum Hecyrae, 
- commentum Phormionis.

Tra le opere esegetiche c'è il commentario sulle commedie di Terenzio, incompleto, poichè non è giunta la parte relativa all'Heautontimorumenos. L'opera si apre con una biografia del poeta, tratta dal "De viris illustribus" di Gaio Svetonio Tranquillo, ampliata dallo stesso Elio Donato.

Ne segue un'introduzione al genere letterario della commedia e della tragedia, De tragoedia et comoedia, molto apprezzato dalla trattatistica drammatica del Rinascimento. Segue poi un commento su ognuna delle commedie di Terenzio, con osservazioni sulla struttura, la storia, i personaggi e l'intreccio.

Su tale commentario gli studiosi hanno sviluppato varie teorie. Si è pensato a varie interpolazioni del testo, o che il testo fosse un'unione di due commenti, di Donato e di Evanzio (Usener). Si pensa soprattutto a due serie di commenti, di cui una in forma di glosse. entrambi di Donato, ma solo successivamente riunite.


- Commentarii Vergiliani

- epistula ad L. Munatium vita Suetonii, 
- vulgo vita Donatiana excerptum 
- vita Donatiana, Donatus auctus;

Il commentario a Virgilio, di prima del 363, presenta solo la lettera dedicatoria al suo patrono Lucio Munazio; la biografia del poeta; l'introduzione alle Bucoliche e l'inizio della loro spiegazione. Nella Lettera Donato tratta del metodo filologico seguito, cioè completezza e brevitas, con il continuo riferimento alle fonti, insieme a interventi personali. 

La Vita è invece tratta da Svetonio, da quella Vita Vergili parte del De poetis, sezione perduta del De viris illustribus. L'introduzione (la Praefatio) alle Bucoliche è costituita da una prima parte sull'autore e il titolo dell'opera, il genere letterario, i motivi che hanno indotto Virgilio a scrivere l'opera e il suo significato. Nella seconda parte, un commento all'opera, su aspetti stilistici e metrici sia su una più precisa esegesi testuale.

Non ci è giunto, invece, il breve trattato De structuris et pedibus oratoriis (o anche solo De structuris), nel quale Donato analizzava le clausole metriche.

Le grammatiche di Donato costituirono il testo classico della grammatica latina fino ai tempi moderni. Nel Rinascimento l' Ars grammatica era ancora un punto di riferimento per l’apprendimento del latino e il testo è annoverato tra i libri che nel 1502 Lucrezia Borgia porta con sé in occasione del suo trasferimento a Ferrara.


BIBLIO

- Elio Donato - Ars grammatica maior - A. M. Negri (ed.) - Reggio Emilia - 1960 -
- The Ars minor of Donatus - W. J. Chase (ed.) - Madison  - 1926 -
- P. Wessner - Aelius Donatus - Commentum Terentii - Leipzig - Teubner - 1902-1905 -
- G. Brugnoli - Donato Elio - in Enciclopedia virgiliana - II - Roma - 1985 -
- G. Brugnoli - Vitae Vergilianae - in Enciclopedia virgiliana - V - Roma - 1990 -
- Opere di Elio Donato - digilibLT - Università degli Studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro -
- Bibliografia su Elio Donato - su Les Archives de littérature du Moyen Âge -


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