SEMPRONIA





Nome: Sempronia
Nascita: 108/103 a.c.
Morte: -
Marito: Decimo Giunio Bruto.


« Tutti gli uomini che mirano ad emergere su gli altri esseri animati debbono impegnarsi con il massimo sforzo, se non vogliono trascorrere l'esistenza oscuri, a guisa di pecore, che la natura ha create prone a terra e schiave del ventre. »
(Sallustio, Incipit del De Catilinae coniuratione - cap. 1, 1; trad. di Lidia Storoni Mazzolani, La congiura di Catilina.)

Gaio Sallustio Crispo uno scrittore vissuto nel I secolo a.c., nella sua opera più importante, "La congiura di Catilina", De Catilina coniuratione, ci fornisce la descrizione di una congiurata molto particolare: Sempronia.

L'opera narra la congiura ordita da Lucio Sergio Catilina nel 63 a.c., nel tentativo, rivelatosi poi fallimentare e costatogli la vita, di instaurare una dittatura a Roma.

La congiura catilinaria viene vista dallo storico di Amiternum come uno degli argomenti più significativi della decadenza morale e sociale della classe dirigente romana, e in particolar modo dei senatori, del I sec. a.c., una corruzione che egli denuncia e critica severamente lungo tutta la narrazione.
Ecco la visione che ne ebbe Sallustio:

- "Fra quelle c'era Sempronia che spesso aveva unito misfatti ad un'audacia virile". 

- "Tra essi riveste una particolare importanza Sempronia, una donna dal fascino irresistibile, di famiglia nobile, non più giovanissima ma comunque di bell'aspetto. 
Dotata di una grande intelligenza era apprezzata conversatrice nei più importanti salotti dell'Urbe: si interessava di letteratura, greca e latina, poesia, moda e persino politica; sapeva cantare e danzare.
Amica di Catilina, nonostante queste buone doti era di indole perversa, caratterizzata da atteggiamenti lussuriosi, poco fedele, varie volte complice di omicidi, spesse volte indebitata". 

Sallustio aggiunge che aveva una buona dose di umorismo, sottolineando altre qualità utili per il benessere della repubblica e non per attentare ad essa.... Ma non era una congiurata?

- "Questa donna fu piuttosto fortunata sia per la classe sociale cui apparteneva, sia per il suo aspetto fisico, sia per il marito ed i figli; conosceva bene il greco e il latino, era abile nel suonare la cetra e sapeva danzare più elegantemente di quanto fosse necessario ad una donna abile e sapeva fare molte altre cose che sono gli strumenti della lussuria.
Sempre apprezzò tutte le cose eccetto il decoro e la pudicizia; tu non avresti capito facilmente che lei badava al guadagno e ancora meno alla fama; il suo desiderio era così acceso che chiedeva agli uomini più di quanto le era chiesto.

Ma spesso, prima d'ora, non aveva rispettato la promessa d'amore, aveva negato di aver ricevuto dei prestiti e si era macchiata di un delitto, la lussuria e la povertà l'avevano rovinata.

Aveva però una grande intelligenza: poteva comporre poesie, far ridere sia con battute modeste, piacevoli e procaci. Faceva molti scherzi ma aveva un fascino incredibile.
Ma a lei furono sempre più care tutte le cose fuorché il decoro e la pudicizia; non si sarebbe potuto capire facilmente se si preoccupasse più per il denaro o per la reputazione; così accesa dal piacere che ella cercava gli uomini più spesso di quanto fosse cercata da loro. 

Ma prima di questo ella era stata sempre comunque inaffidabile, aveva negato un debito, era stata complice di un delitto, era precipitata sempre più in basso a causa della lussuria e della sregolatezza. Tuttavia il suo ingegno non è volgare: sapeva comporre versi, poteva tenere una conversazione ora piacevole, ora decorosa ora insinuante, ora sfrontata."

Dalla descrizione di Sallustio, Sempronia appare una donna con delle caratteristiche sia positive che negative. In primo luogo, Sempronia è intelligente, audace quanto un uomo, colta, bella, con doti oratorie e di buona conversazione, intraprendente e determinata, in più poetessa e spiritosa. Ella sa sedurre con la sua bellezza e con il suo spirito.

Per Sallustio però, non è  la donna romana descritta nel mos maiorum, non è la madre dei Gracchi, non è la matrona pudicamente velata come un'araba,  che non si trucca e non si ingioiella, preoccupata solo del marito, dei figli, della casa, della filatura e delle ancelle. Insomma non è la solita romana depressa che deve rinunciare a tutti i piaceri della vita per immolarsi a marito e figli.

Sempronia fa scandalo, ama la seduzione, le avventure e il sesso, e non si vergogna di goderne. Inoltre tiene salotto, è miracolosamente colta, cosa giudicata inadatta per una romana, danza troppo bene secondo Sallustio, più di quanto si convenga a una donna onesta, perchè le donne oneste non devono essere seducenti, non devono piacere.

Ma questo per la morale di allora (e spesso anche di oggi) è molto biasimevole, per quella strana legge per cui gli uomini vorrebbero le donne disponibili sessualmente, però le donne che sposavano dovevano essere vergini e restare fedeli.


IL RITRATTO DI SEMPRONIA

Ma tra queste donne c'era Sempronia, la quale aveva commesso spesso molti delitti di audacia degni di un uomo. Questa donna fu molto fortunata riguardo la stirpe, la bellezza e anche riguardo il marito e i figli. Conosceva le opere greche e latine, sapeva danzare, saltare elegantemente (molto più di quanto era consentito alla donna onesta ) e sapeva fare anche altre cose, i quali sono strumenti di lussuria.

DONNA ROMANA
Ma a lei furono sempre più care tutte le cose fuorché il decoro e la pudicizia; non si sarebbe potuto capire facilmente se si preoccupasse più per il denaro o per la reputazione; così accesa dal piacere che ella cercava gli uomini più spesso di quanto fosse cercata da loro. Ma prima di questo ella era stata sempre comunque inaffidabile, aveva negato un debito, era stata complice di un delitto, era precipitata sempre più in basso a causa della lussuria e della sregolatezza. Tuttavia il suo ingegno non è volgare: sapeva comporre versi, poteva tenere una conversazione ora piacevole, ora decorosa ora insinuante, ora sfrontata.

Sempronia può essere messa in relazione con la corruzione morale dell'aristocrazia Romana. In comune hanno la continua ricerca di ricchezze, di piacere e di lussuria, in generale.

Riguardo, invece, la raffinatezza di vita Sempronia può essere una persona fine grazie al suo modo di parlare, di affascinare e alla sua cultura.

Queste doti, però, vacillano a causa delle sue caratteristiche negative. Confrontando, poi, Sempronia con suo figlio Catilina emergono dei tratti comuni. Ad esempio sono entrambi di indole malvagia e corrotta. Sono due persone che si sanno imporre sia fisicamente che moralmente. Queste particolarità fanno collocare sia Sempronia che Catilina nello stesso ambito sociale cioè in quella collettività dove regna l'immortalità, la disonestà e la depravazione.


VERSIONE ORIGINALE

"Sed in iis erat Sempronia, quae multa saepe uirilis audaciae facinora commiserat. Haec mulier genere atque forma, praeterea uiro liberis satis fortunata fuit; litteris Graecis, Latinis docta, psallere saltare elegantius quam necesse est probae, multa alia, quae instrumenta luxuriae sunt. Sed ei cariora semper omnia quam decus atque pudicitia fuit; pecuniaean famae minus parceret, haud facile discerneres; lubido sic accensa, ut saepius peteret uiros quam peteretur. Sed ea saepe antehac fidem prodiderat, creditum abiurauerat, caedis conscia fuerat: luxuria atque inopia praeceps abierat. Verum ingenium aius haud absurdum: posse uersus facere, iocum mouere, sermone uti uel modesto uel molli uel procaci; prorsus multae facetiae multusque lepos inerat"
Correggiamo: non commise delitti, commise reati di audacia virile (uirilis audaciae facinora commiserat), in quanto se avesse commesso delitti sarebbe stata condannata sicuramente, soprattutto perchè era una donna, quindi si trattava di chiacchiere o sospetti, e altrettanto dicasi per i debiti non ottemperati, sarebbe stato facile farla condannare da un giudice.

Quel che notiamo nei commenti di Sallustio e altrove ciò che sembra riprovevole è che sia una donna sessualmente libera, per cui deve essere tacciata da malata e ninfomane, come è accaduto per tante altre donne a partire da Messalina. Questo grazie soprattutto a una storiografia successiva cristiana piuttosto ostile alle donne a meno che non fossero vergini e martiri.
Aggiungiamo che non era madre di Catilina, come qualcuno ha illazionato, ma solo un'amica.


BIBLIO

- Mario Attilio Levi - Sallustio e la vita pubblica romana del suo tempo - Torino - Tip. Sociale Torinese - 1926 -
- Gaio Sallustio Crispo - La congiura di Catilina -  a cura di Luca Canali - Milano - Garzanti Libri, 1982 -
- De mulieribus claris - 79 - Sempronia‎ - (6 F) -
- Franco Di Bella - Centocinquanta biografie di donne romane - Dalle origini al I secolo d.c. - Aracne editrice - 2013 -



1 comment:

Anonymous said...

voto 10 BEL RACCONTO FANTASY

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