CAESARAUGUSTA - SARAGOZZA (Spagna)



RICOSTRUZIONE CAESARAUGUSTA (by https://www.vortice3d.com/)
"Caesaraugusta (Zaragosa, Saragossa).-- C. II 2991-300. — Città dell'Hispania Tarraconensis, suirHiberus, tra Celsa e Turiaso (Itin. Anton, p. 392. 438.444.448. 451. 452), detta già Salduba (Plin. nat. hist. 3, 24). Trasse il nome dall'avervi Augusto fondata una colonia finita che fu la guerra Cantabrica (Isid. orig 15, 1), siccome è provato anche dalle monete (Heiss, Monn. antiq. de l'Espagne tav. 24, 18 ; 25, 33), che mostrano esservi stati dedotti militi delle legioni IV, VI e X. Colonia immunis la chiama Plinio (I. c). Era inscritta nella tribù Aniensis (C. II 4249. — III 6417.— VI 9. — IX 793). Le poche lapidi locali e non locali confermano il titolo di Colonia Caesaraugusta (C. II 2992. 4249) e ricordano un ordo Caesar augustanus (4244), una fiaminica Caesaraugustana (4241), un servus coloniae (2992) e un Genius tutelae horreorum (2991)."

(Dizionario Epigrafico di Antichità Romane - Ettore De Ruggiero - 1886)

Caesaraugusta è l'unica città romana che ha avuto il privilegio di chiamarsi per intero col nome del suo fondatore: Caesar Augustus.
Oggi è possibile scoprire il centro politico e gli edifici pubblici più emblematici della città romana e sperimentare le aree in cui si sono svolte le attività commerciali, economiche, politiche, sociali, culturali e religiose della colonia romana attraverso i:
• Caesaraugusta Forum Museum
• Caesaraugusta River Port Museum
• Caesaraugusta Public Baths Museum
• Caesaraugusta Theatre Museum

Caesaraugusta o Caesar Augusta fu una città romana (oggi Zaragoza, Saragozza in italiano, capoluogo dell'Aragona), fondata come "colonia immune" di Roma nel 14 a.c.​ sembra il 23 dicembre,​ sulla città ibérica intensamente romanizzata di Salduie, città iberica sedetana.​

IL FORO
Nella Colonia Immune i cittadini potevano battere moneta ed erano esenti da imposte. Essa divenne la città più influente nella media valle dell'Ebro, e la sua monetazione si diffuse in tutto l'interno della provincia Tarraconense.

La sua fondazione fece parte della riorganizzazione delle province dell'Ispania da parte di Cesare Augusto dopo la sua vittoria nelle guerre asturiane-cantabriche, prendendo il nome di «Colonia Caesar Augusta». La città sorse in posizione privilegiata sulle rive del fiume Ebro e vicino alla foce di Huerva e Gállego per cui sviluppò un ricco porto fluviale.
Inoltre godette del privilegio di mostrare il nome completo del suo fondatore, che affidò la sua deduzione, come molti altri compiti dell'Impero, al suo amico generale Marco Vipsanio Agrippa. I nuovi cittadini furono assegnati alla tribù aniense.

Alla fondazione della città parteciparono i veterani delle legioni IV Macedonica, VI Victrix e X Gemina, diplomati dopo la dura campagna contro Asturiani e Cantabrici, con la doppia intenzione di ripagarli del lavoro reso ma pure di garantire la difesa del territorio ormai romano.

Nel processo di riorganizzazione dei territori spagnoli vennero create tre province: la Tarraconense, la Bética e la Lusitania, divisi in conventi giuridici, distretti minori con funzioni giudiziarie e amministrative.
1- DECUMANO, 2- CARDO, 3- FORO, 4- PORTO FLUVIALE, 5- TERME PUBBLICHE, 6- TEATRO, 7- MURA
Di questi, quello governato da Caesaraugusta, il Convento giuridico di Cesare, era uno dei più grandi dei sette in cui era divisa la provincia di Tarragona.
Caesaraugusta assunse fin dall'inizio il ruolo di capo regionale, sostituendo la colonia Victrix Ivlia Celsa (nell'attuale Velilla de Ebro).

Il periodo di massima splendore della città nel I e nel II secolo portò molte delle grandi opere pubbliche, come:
- il forum,
- il porto fluviale, che ha reso Caesaraugusta il principale ridistributore di merci in la valle dell'Ebro, i bagni pubblici,
- il teatro
- il primo ponte della città, situato sul sito dell'attuale ponte Piedra e che probabilmente era un'opera di pietra o pietra mista e legno.
- serbatoi, fontane, canali di scolo delle fognature e varie sezioni di tubi di piombo e sanitari.

Caesaraugusta si estendeva per un'area di 44 ettari, di oltre 900 x 500 m attorno ai due assi del decumano massimo (attuali strade Sindaco ed Espoz e Mina e Manifestazione) e il cardo (la strada di Giacomo I) con quattro ingressi principali, la cui posizione venne mutata nel XV secolo, alle due estremità del cardo e del decumano.

AUGUSTO DI PRIMA PORTA A PORTA TOLEDO
Studi recenti ipotizzano che le varie infrastrutture della città: ponte, porto fluviale, forum e mercato, preesistessero alla fondazione romana, anche se  riformate e ampliate, come accadde con il forum, al tempo di Tiberio. 

Il ponte, il porto e le sorgenti termali potrebbero essere parte delle dotazioni della Salduie molto romanizzata degli anni 50-14 a.c. ma comunque fu Tiberio a volere la costruzione del teatro e la ristrutturazione del foro.

Del I sec. a.c. si conservano il mercato, una fogna e tubature di acqua potabile volute dall'Imperatore Augusto e al tempo del suo successore Tiberio risalgono gli splendidi forum urbani, una fogna, vari canali e alcune fondamenta.

Il museo del forum si trova sotto il seminterrato di Plaza de la Seo e l'accesso avviene attraverso un prisma di lastre di onice iraniano offrendo al visitatore uno spaccato della vita quotidiana della città durante il I secolo d.c., poco dopo la sua fondazione.



TARDA ANTICHITA' (284 - 408 d.c.) 

EPIGRAFE POETICA
SEC. IV-V IN ALABASTRO
Salito al potere, Diocleziano (284-305) riformò lo stato romano, continuamente minacciato dalle incursioni barbariche, dividendo le responsabilità del governo tra i tetrarchi, con Hispania, Africa e Italia, in mano a Maximiano. 

 In seguito i contadini vicino alla città si rifugiarono dentro le mura; quelli più lontani dovevano affidarsi alla loro difesa in piccole truppe scavate nelle torri di guardia. I grandi proprietari terrieri potevano disporre del proprio esercito privato, composto da schiavi e servi.

All'interno delle riforme amministrative avviate da Diocleziano, la Citerior Hispania era divisa in tre province: Gallaecia, Tarraconense e Cartaginense, tutte parte della diocesi Hispaniarum, con capitale a Merida. 

Caesaraugusta continuò a far parte della provincia di Tarraconense, governata da un presidio con sede a Tarragona, mentre l'ex convento giurisdizionale di Caesaraugusta scompariva.



LA CADUTA DELL'IMPERO ROMANO (408 - 472 d.c.)

Il comandante della Gran Bretagna, Costantino, nel 407 si ribellò all'imperatore d'Occidente, Flavio Honorio. Stabilì la sua capitale ad Arles, in Gallia, e inviò suo figlio, Cesare Constante, e il suo generale Geroncio a conquistare la Lusitania, ancora fedele ad Onorio.

Al suo ritorno, Costante passò attraverso Caesaraugusta, lasciando lì sua moglie, Geroncio e la maggior parte del suo esercito. Geroncio decise di ribellarsi contro Costantino e Costante, concordando con Alani, Suevi e Vandali la distribuzione della Penisola e la morte di Costante, cosa che avvenne.

Onorio reagì nel 411, sconfiggendo Costantino e Geroncio, ma riuscì solo a riconquistare il Taraconense, lasciando il resto dell'Ispania nelle mani delle tribù germaniche. Per giunta nel 405-406 d.c. il Reno si ghiacciò per cui le popolazioni germaniche lo traversarono a piedi saccheggiando e conquistando le terre della Gallia. Nell'autunno del 409 entrarono in Hispania.

L'archeologia mostra che durante il V secolo i luoghi pubblici della città furono abbandonati. Il forum fu abbandonato e le sedie del teatro furono riutilizzate nella costruzione di case. Queste case sono state spesso costruite proprio in questi spazi pubblici abbandonati, in quanto già in parte edificati.

Nel 472 la città fu definitivamente conquistata da un esercito visigoto guidato da Gauterico, per conto del re Eurico. Solo quattro anni dopo, nel 476, Odoacro, capo degli Heruli, depose l'ultimo imperatore romano d'Occidente, che di solito è considerato la fine dell'Impero romano d'Occidente e l'inizio del Medioevo.  
LE MURA

LE MURA

Le mura di Caesar Augusta, nella provincia dell'Hispania Citerior, vennero edificate tra il I e il III secolo a partire dalla volontà di Tiberio per una lunghezza di 3 km e con 120 torri difensive. Se ne conservano due sezioni: la più lunga, di circa 80 metri, nell'angolo nord-ovest, vicino al Torrione di La Zuda, tra il Mercato Centrale e la chiesa di San Juan de los Panetes, e un'altra sul lato nord-est, di due cubi, attualmente parte del Convento del Santo Sepolcro  (Paseo de Echegaray y Caballeros).

Le mura avevano un'altezza di circa dieci metri e una larghezza di quattro. A intervalli tra i quattordici e i sedici metri si trovavano torri di un diametro tra gli 8 e i 13 metri. Le mura romane furono utilizzate anche da visigoti e musulmani.

Studi recenti indicano che le mura ancora in piedi vennero edificate nella II metà del III secolo d.c. con una tecnica costruttiva uniforme: un corpo interno di cemento romano rivestito di conci da 7 m di spessore ad eccezione della sezione orientale, di 6 m di spessore.

I resti di opus caementicium attaccati dietro e nella fondazione delle mura risalgono invece al primo secolo, immediatamente dopo la fondazione della città. Nel III secolo, furono costruiti tre metri di spessore ulteriore. Il Muro è sotto la protezione del Decreto del 22 aprile 1949 e della Legge 16/1985 sul patrimonio storico spagnolo.

Fino alla fine del XX secolo, si riteneva che i confini della città del I secolo fossero quelli delle mura superstiti, ma all'inizio del XXI secolo ci si accorse dei resti del I e II secolo al di fuori delle mura conservate (Plaza de la Magdalena, strade di Antonio Agustín, Rebolería, Añón o di Valenzuela per esempio).

L'estensione iniziale della città occuperebbe l'est attuale distretto di Magdalena e Tenerías fino al corso della Huerva, e al sud una striscia di terra che raggiungerebbe le strade Cinco de Marzo e San Miguel, parallele al Coso Alto. Nella II metà del II secolo ci sono abbandoni di case situate in questa zona, che ha portato alla costruzione del muro a sud e ad est, causando il trasferimento della popolazione di questa zona verso l'interno delle mura. 

Probabilmente il limite occidentale e settentrionale sarebbero rimasti stabili dalla fondazione della città, anche con un muro di opus caementicium che proteggeva l'area più incustodita, mentre ad est il muro non era necessario per la protezione naturale del corso di Huerva, che segnerebbe il limite orientale. Nel III secolo il perimetro venne costruito o ricostruito con un muro di conci, di cui si conservano abbondanti resti.



LE PORTE

Porta Toledo 
- Si apriva all'estremità occidentale del decúmano, tra le attuali mura di San Giovanni dei Panetes e il Mercato Centrale. Era fiancheggiata da due torri merlate da cubi di mura e permase fino al 1848 quando fu demolita. 

Le sue basi rimangono ancora, scoperte verso la fine del XX secolo. 
Un monumento di Martín Trenor e la statua di Augusto di Prima Porta in bronzo, donata da Mussolini nel 1940, su un piedistallo in pietra nera a Calatorao, commemorano dal 1989 il luogo in cui si trovava.

Porta di Valencia
- Si apriva all'estremità orientale del decúmano, nel mezzo dell'attuale Basso Corso. 
È stata trovata un'iscrizione della "Porta romana" su un pilastro, che la citava.

Porta Nord, o Porta dell'angelo
- si apriva all'estremità nord del cardo, e conduceva al Ponte di Pietra. 
Fu conservato fino ai siti di Saragozza, all'inizio del IXX secolo, e può essere visto integro nel 1647 nella vista di Saragozza di Juan Bautista Martínez del Mazo.

Porta Cinegia
- si apriva all'estremità sud del cardo. 
Il suo nome deriva dal quartiere arabo di Sinhaya e la sua posizione è incerta, in quanto potrebbe trovarsi da qualche parte tra il teatro principale e Plaza España a Saragozza.

RICOSTRUZIONE DEL FORO (by https://www.vortice3d.com/)

IL FORO

Il forum della fase agostiniana o saluitana (che si trova nell'attuale Plaza de la Seo e nel museo del porto fluviale) aveva un carattere mercantile per il trasporto di merci da e verso Tortosa attraverso l'Ebro, e molto probabilmente era in funzione prima della fondazione romana. 

Il forum si trovava alla fine del porto fluviale, essendo questo il perno dell'economia cittadina, nonchè centro della vita sociale, religiosa, civile, politica ed economica di Caesaraugusta. 

Esso venne dunque ordinato da Augusto, o almeno ingrandito e rimodernato, e ampliato ancor di più da Tiberio, come solo i romani, con i loro straordinari ingegneri, sapevano fare.

Come tutti i Fori romani sorgeva su un ampio spazio aperto, un grande rettangolo di oltre 50 metri sul lato occidentale, dove erano alloggiati negozi costruiti in muratura e forniti di un seminterrato come magazzino.

Di queste si conservano a tutt'oggi sette taberne ancora visitabili sul lato est del foro, erette in opus vittatum e dipinte nel III stile iniziale. 

Il Forum era pavimentato con grandi lastre e circondato da uno o più portici, attorno ai quali erano situati gli edifici più importanti: - la Curia, 
- la Basilica 
- un Tempio imperiale con peristilio a doppia colonna, pavimentato con lastre di pietra calcarea e costruito con misti di opus vittatum, opus africanum e opus caementicium.

In esso sono riemerse le tracce della costruzione della curia e dei piedistalli di supporto di un programma iconografico scultoreo dedicato ad Augusto, alla sua famiglia e ai suoi successori. 

Vicino alla fogna massima che corre sotto il forum c'era una statua di un ragazzo del tempo di Nerone o Domiziano, che poteva rappresentare un atleta. 
A nord del Foro c'era una zona di deposito di cereali a cui si accedeva dal porto fluviale per mezzo di una scala monumentale con una porta a triplo passaggio. 

I resti di questa scala sono visibili nel Caesaragusta River Port Museum (come si vede in foto).
Infine, negli scavi del Palazzo del Pardo, attuale sede del Museo Camón Aznar, alla fine del XX secolo furono trovati resti di un muro che avrebbe fatto parte di un tempio o di una basilica e forse l'edificio più rilevante, centro di culto cittadino.

RESTI DELL'ACCESSO DEL PORTO FLUVIALE AL FORO

IL PORTO FLUVIALE

Nel Museo del porto fluviale di Caesaraugusta, in Piazza San Bruno 8, viene illustrato il vecchio porto della città romana di Caesaraugusta, l'attuale Saragozza, in Spagna.
In epoca romana, il fiume Ebro era navigabile e il porto di Caesaraugusta era considerato il terzo più importante in Hispania, dopo Logroño e Dertosa. 
Il porto fu costruito nel I secolo d.c. e fu abbandonato nella metà del VI secolo d.c. Alla fine del I o all'inizio del II secolo, le strutture furono completate con la costruzione di un mercato ad est dell'edificio di accesso. 
Gli edifici portuali si estendevano lungo la riva destra dell'Ebro sfruttando la maggiore calma delle sue acque in questa parte e si trovavano nell'angolo nord-est del foro con il quale si collegavano per mezzo di scale. Il commercio nel porto è stato molto attivo, distribuendo sia merci dall'interno (grano, legno o ferro) che dalla costa (ceramica, pesce salato, vino, ecc.).

IL TEATRO

IL TEATRO

La sua costruzione iniziò alla fine del governo tiberiano e fu completata ai tempi di Claudio intorno al 50 d.c., ma già progettato dalla pianificazione coloniale di Cesare Augusto. La romanizzazione delle colonie si basava molto sull'aspetto scenico e godibile degli edifici romani che fornivano alla popolazione non solo i lussi ma anche i piaceri destinati a tutto il popolo, come gli spettacoli di teatro e le terme.

Costruito nella prima metà del I secolo d.c. sotto i regni di Tiberio e Claudio, aveva una capacità di circa seimila spettatori e seguì il modello del teatro Marcello di Roma. Fu in uso fino al III secolo quando i suoi materiali furono purtroppo riutilizzati per costruire muri e altri edifici. 

La sua estensione di 7.000 metri quadrati, con 106 metri di diametro, lo rende uno dei più grandi dell'Hispania romana potendo ospitare circa 6.000 spettatori, in una città dove vivevano solo circa 18.000 abitanti.

Il teatro si ispirò al modello del Teatro Marcello di Roma, utilizzando una struttura in cemento per innalzare la tribuna che, sulla sua facciata esterna di tre piani e alta ventidue metri, era coperta con lastre di marmo o conci di opus quadratum che offrivano una decorazione monumentale.

RICOSTRUZIONE
A differenza dei teatri di ispirazione greca che utilizzavano terreni irregolari, l'edificio fu costruito infatti su un terreno pianeggiante con opus caementicium, con una struttura ad anello concentrico e pareti radiali tra loro disposte a formare una cavea o gradinate coperte da lastre di marmo, proprio come l'orchestra. 

La facciata era decorata con conci di opus quadratum, con un'altezza esterna di tre piani per ventidue metri ed aveva un accesso indipendente dalla porta centrale della facciata che traversava il teatro per uso delle autorità, accedendo direttamente ai posti riservati nel semicerchio orchestrale. 

Il suo declino iniziò nel terzo secolo, quando furono usate le pietre per ricreare altri edifici, lasciando solo il calcestruzzo romano che rimane ancora oggi. Successivamente venne coperto da altri edifici fino agli anni settanta del XX secolo, quando gli scavi lo hanno riportato alla luce e lo hanno dotato di un museo per la conservazione dei reperti archeologici.

Attraverso alcune passerelle i visitatori possono vedere i resti delle gradinate e il palco che sono stati protetti da un enorme tetto in policarbonato traslucido, come si può vedere in foto.. 

Nel 1973, i sondaggi archeologici furono portati alla luce e ora possono essere visitati nell'ambito del Museo del Teatro Caesaraugusta. L'8 ottobre 2001 è stato dichiarato di interesse culturale nella categoria dei monumenti.

PONTE DI PIETRA

PONTE DI PIETRA

L'esistenza di un ponte sul fiume Ebro situato nella posizione dell'attuale ponte di pietra (probabilmente già esistente nell'era Salduie) è documentata dalla scoperta di tubi di piombo che sostenevano il ponte e che portavano acqua potabile dal fiume vicino Gállego in città. 

Non è chiaro se si trattasse di pietra o legno in epoca romana, ma sappiamo che i romani amavano costruire per l'eternità e pertanto prediligevano la pietra, per il prestigio della capitale Caesaraugustana ma pure per la sua funzione di acquedotto il cui tubo pesante richiedeva il sostegno di un ponte di pietra .



IL SISTEMA FOGNARIO
Caesaragusta aveva un'intera rete fognaria, con fognature e tubature e un approvvigionamento di acqua potabile garantito dagli acquedotti che raccoglievano acqua in grandi cisterne di raccolta e i cui resti archeologici sono stati essenzialmente scavati dall'ultimo decennio del XX secolo. 
MONETA SOTTO CALIGOLA., AL DRITTO
IL GENERALE AGRIPPA, AL ROVESCIO RITUALE
DELLA FONDAZIONE DELLA COLONIA
L'intera riva del fiume Ebro era minacciata continuamente dalle inondazioni a un livello pari a quello attualmente raggiunto in Plaza del Pilar. Nel quartiere delle Tenerías, ad esempio, c'era uno scarico per le inondazioni periodiche dell'Ebro costituito da un campo di anfore raggruppate e collocate all'inverso. 
La portata di queste opere ha risolto il rischio di inondazioni dell'Ebro, e Saragozza ne ha beneficiato fino ad oggi. Abbondanti radure furono praticate intorno alla città per creare i terreni agricoli che avrebbero rifornito la colonia.
La rete fognaria si estendeva sotto il forum, e perpendicolare all'Ebro, di 2,82 m di altezza e 2 m di larghezza, costruita in opus caementicium con rivestimento in opus incertum. Altri sistemi di drenaggio in città avevano dimensioni notevoli, senza raggiungere quelli della fognatura principale. Quindi, c'è una sezione su Espoz y Mina Street, lavorata su opus vittatum, alta 1,2 m e larga 0,6. 

MOSAICO DELLA VILLA RUSTICA DI ESTADA -V sec.

I TEMPLI

Alla fine degli anni '80, nel corso della ristrutturazione di Plaza del Pilar, apparvero la fondazione e la parte del podio di un tempio capitolino, situato dove si trova oggi il parcheggio sotterraneo della piazza, abbastanza lontano dall'unico forum noto, che, insieme a un orientamento dell'asse EO (entrata da est), suggerirebbe l'esistenza di due forum collegati.
Oltre a questa scoperta, l'aspetto dei templi può essere documentato attraverso le monete emesse a Saragozza. 
In un secondo dell'anno 28 è rappresentato un tempio di tipo esadecimale, a cui si accedeva attraverso tre livelli, con colonne di tipo attico e un semplice frontone decorato geometricamente con triangoli inscritti che era dedicato ai preti agostiniani. 
Più tardi, in un asso dell'anno 33, appare un altro tempio tetrastile con colonne corinzie con scanalature.

MOSAICO DI EROS E PAN CAESARAUGUSTA II - III SEC.

LE TERME

Nella fase finale Julio-Claudia, che comprende i governi di Caligola, Claudio e Nerone, furono eseguiti ulteriori lavori pubblici, costruendo spazi paesaggistici e altre importanti infrastrutture, come le sorgenti termali pubbliche che sono apparse sulle strade di San Juan e San Pedro, che ora sono state convertite in uno spazio museale.

Da queste sorgenti termali pubbliche, una piscina o una piscina circondata da colonne è conservata in buone condizioni, seguendo esempi di rappresentazione romana. Le terme erano disposte in un asse consecutivo, seguendo la sequenza natatio, frigidaria, tepidaria e caldaria. 

Pavimenti e pareti erano decorati internamente con lastre di marmo, alle quali si aggiungevano ornamenti floreali della tradizione Julio-Claudia. C'erano diverse sorgenti termali pubbliche ma pure quelle private nelle case private. Tra i primi ci sono quelli trovati nella piazza delle cattedrali, dai tempi di Nerone o Vespasiano.
Numerosi esempi di domus di ricchi cittadini della città avevano sorgenti termali private, sebbene siano apparsi anche altri stabilimenti termali di natura pubblica, come quelli in Plaza de Santa Marta, che conservavano resti di ghirlande e dipinti floreali.


LA PRODUZIONE

Caesaraugusta è già una città dotata di un perimetro agricolo o agricolo di grande importanza, irrigata dai quattro fiumi che convergono nelle sue vicinanze (Jalón, Huerva, Gállego ed Ebro); di necropoli situata ai margini delle strade di accesso alla città e una serie di officine industriali tra cui spiccano i vasai.

La strada occidentale o della porta di Toledo, aveva generato ai suoi margini un quartiere di officine di vasai, poiché le industrie della città dovevano insediarsi fuori dal recinto urbano per generare contaminazione e rifiuti.

Nella II metà del I secolo d.c. aumentano le produzioni ceramiche come si osserva nelle varie case scavate a Saragozza. La ceramica compare nei corredi di uso quotidiano proveniente soprattutto
dai laboratori di ceramica di Saragozza, situati in via Predicatori, dalla I del I secolo d.c..

TRICLINIO DELLA DOMUS DELLA CALLE DI ANON

LE DOMUS

Nel II secolo vi fu una notevole crescita dell'economia delle ville rustiche, addette alla produzione agraria. Cosa che del resto avviene anche sul suolo italico.

La seconda casa, o casa di campagna diventa oltre che luogo di villeggiatura, attività agricola remunerativa dove lavorano gli schiavi.

PITTURA MURALE VIA S. AGOSTINO 5-7 MUSA ADRIANEA (117-138)
Un esempio di ciò si trova tra le strade di Alfonso V e Rebolería è una villa, risalente al I secolo, incentrata su un impluvium porticato dotato di una statua centrale di un Fauno ubriaco che giace su una pelle da cui scorre liquido, che ha un parallelo nelle statue di ninfe che giacciono nella città di Virunum. 

Tuttavia, i sondaggi archeologici non hanno documentato finora la presenza di insule o blocchi abitativi. 

Verso la fine del II secolo, compaiono mosaici policromi e decorativi, come quello della grande domus di San Juan de los Panetes dedicata a Orfeo (forse del III secolo), domus di grandi proporzioni il cui soggiorno era di 47 mq. 

Altri mosaici di grande bellezza sono quello di Eros e Pan, quello di Eros e Psiche e quello del Trionfo di Bacco che apparve accanto a un importante gruppo scultoreo, il Gruppo Ena, dove due ninfe suonavano musica, che riflettono un gusto squisito, un delicato cesellato e un sapore filo-ellenistico introdotto nell'Impero sotto gli Antonini.

Il mosaico, anch'esso del III secolo, è conservato nel museo Marés di Barcellona. Altri sette mosaici sono stati rinvenuti tra le strade di Coso Alto e Alfonso I.

Sempre alla fine del XX secolo, in via San Agustín furono trovati 5-7 resti di una domus provvista di dipinti murali policromi che includevano rappresentazioni delle muse. 

È uno stile risalente al tempo di Adriano (117-138) nuovo a Caesaraugusta e caratterizzato da una gamma di toni caldi e rappresentazione figurativa. 

Aumenta col tempo l'ornamento pittorico delle pareti delle case. Accanto a queste complesse decorazioni, continuano ad apparire modelli più semplici, che decorano le pareti con imitazioni di marmo e dureranno fino al IV secolo.

IL TEATRO

LE NECROPOLI

La necropoli della città era stata situata al di fuori delle mura, ai lati del grande accesso e delle strade di uscita della città. Nel terzo secolo, sono già documentate almeno tre importanti necropoli, una su ogni strada corrispondente alle uscite est o Toledo (quartiere di San Pablo, strade di San Blas e Dosset), ad ovest (necropoli di Las Fuentes, via Nuestra Señora del Pueyo) e nord (vicino all'Ebro, al Paseo de Echegaray e al Caballero).

A metà del IV secolo, un cimitero cristiano, una religione che a Saragozza risale alla metà del III secolo, emerge intorno a uno spazio di culto nella cappella delle Sante Messe, come testimonia una lettera del vescovo Cipriano, capo della Chiesa Cristiana a Cartagine.





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