TIPASA - TIPAZA ( Algeria)





Tipasa fu una colonia della Provincia romana della Mauretania Caesariensis (nel Maghreb in Algeria), chiamata oggi Tipaza, e posta nella costa centrale dell'Algeria. Sin dal 2002, è stata dichiarata dall' UNESCO un "World Heritage Site". E' da tener conto che esiste una città omonima: Tipasa in Numidia.

MAPPA INGRANDIBILE
Inizialmente la città era una piccola e antica postazione punica, che venne conquistata dai romani e trasformata in una colonia militare per volere dell'imperatore Claudio, per la conquista dei regni di Mauretania. L'imperatore romano concesse a Tipasa il diritto latino (cittadinanza parziale) quando ebbe annesso la Mauretania in 43 d.c..

Tipasa è poi diventata una colonia (con piena cittadinanza romana), in una data ancora imprecisata, entro i 150 anni successivi. Sotto il dominio romano, la città acquisì una maggiore importanza commerciale e militare a causa del suo porto e della sua posizione centrale sul sistema delle strade costiere romane del Nord Africa.

VILLA DEI FRESCOS
Divenne infatti un municipio chiamato Colonia Aelia Augusta Tipasensium, che raggiunse una popolazione di 20.000 abitanti nel IV sec., come ci riferisce lo storico e archeologo Sthefane Gsell.(1864 - 1932) nel suo libro "Monuments antiques de l'Algérie"

La città romana è stata costruita su tre piccole colline che si affacciano sul mare, quasi 20 km. a est di Cesarea (capitale della Mauretania Caesariensis). Delle case, la maggior parte delle quali rimaste sulla collina centrale, non esistono tracce.

Ma ci sono i resti di un teatro, un anfiteatro, un ninfeo, dei bagni oltre alle rovine di tre chiese: la Grande Basilica, la Basilica di Alessandro sulla collina occidentale e la Basilica di San Salsa sulla collina orientale, oltre a due cimiteri, La linea dei bastioni è ben visibile e ai piedi della collina orientale ci sono i resti dell'antico porto.

GRANDE BASILICA PALEOCRISTIANA
Le basiliche sono circondate da cimiteri, pieni di bare, tutte in pietra e coperte di mosaici. La basilica di San Salsa, scavata da Stéphane Gsell, è costituita da navata e due navate, e contiene ancora un
mosaico.

La Grande Basilica ha servito da secoli come una cava, ma è ancora possibile definire il piano dell'edificio, suddiviso in sette navate. Sotto le fondamenta della chiesa sono tombe scavate dalla roccia solida. Di questi uno è circolare, con un diametro di 18 m e spazio per 24 bare.

Una volta conquistata dai romani, la città acquisì una maggiore importanza commerciale e militare a causa del suo porto e della sua posizione centrale di collegamento alle strade costiere romane del Nord Africa. Attorno alla città venne costruito un muro di circa 2.300 m per la difesa contro le tribù nomadi, e gli edifici pubblici romani e distretti di case furono costruiti entro queste mura.

I RESTI DELL'ANFITEATRO
Nel 372 Tipasa resistette ad un attacco da Firmus, il capo di una rivolta berbera che aveva occupato le vicine città di Cesarea: Cherchell e Icosium Algeri. Tipasa divenne allora la base per la difesa romana. Firmus non potè vincere le fortificazioni di Tipasa, ma vi riuscirono i Vandali nel 429, stroncando la prosperità che la città aveva goduto durante il periodo romano

Anche se Tipasa era stata commercialmente di notevole importanza, non si era distinta nell'arte o nella cultura. L'avvento del cristianesimo, tutto dedito all'espiazione per la salvazione delle anime, aveva bloccato qualsiasi forma d'arte che non fosse dedicata alla divulgazione religiosa, chiudendo inoltre scuole e accademie.

Tipasa in parte distrutta dai Vandali nel 430, venne ricostruita dai Bizantini un secolo dopo. Si riebbe per un breve periodo durante l'occupazione bizantina fino al VI secolo, Ma alla fine del VII sec. la città fu distrutta dagli arabi e ridotta in rovina.

CARDO MAXIMUS
Gli arabi le dettero un nome in lingua araba, Tufa, che significa "gravemente danneggiata". Secondo la leggenda la maggioranza degli abitanti, durante il VI sec.,continuarono la propria religione finché Salsa, una fanciulla cristiana, poco tollerante delle altrui libertà, gettò in mare l'immagine del loro idolo serpente, per cui la popolazione infuriata fece quello che lei aveva fatto all'idolo: la gettarono in mare.

Il corpo però, recuperato miracolosamente, venne seppellito, sulla collina sopra il porto, in una piccola cappella che ha dato luogo successivamente alla basilica. In seguito alla occupazione araba, molti abitanti fuggirono in Spagna.

Tipasa si trova a 70 km ad ovest di Algeri ed è composta da tre siti: due parchi archeologici situati nelle vicinanze del complesso urbano attuale e il mausoleo reale mauritano, sull'altopiano di Sahel, ad Algeri, a 11 km a sud-est di Tipasa.

VILLA DEI FRESCOS
Tipasa nei suoi parchi archeologici accoglie in sè e nei suoi dintorni un gruppo unico di rovine fenicie, romane, paleocristiane e bizantine, accanto a monumenti indigeni come il Kbor er Roumia, il grande mausoleo reale di Mauretania.

Il confine per i tre siti è stato chiarito e approvato dal Comitato per il Patrimonio Mondiale (decisione 33 COM 8D, 2009). Include l'insieme di vestigia che testimoniano gli eccezionali valori urbanistici, architettonici, storici e archeologici della proprietà. 

La proprietà è vulnerabile a causa dell'impatto derivante dallo sviluppo urbano, dal turismo non regolato e dalla crescita della popolazione.
Purtroppo i suoi beni archeologici sono vulnerabili per mancanza di conservazione, invasione della vegetazione, pascolo illegale e accesso incontrollato dei visitatori.

IL TEATRO
Il piccolo museo di Tipasa conserva alcuni ritrovamenti della città romana, come i mosaici e le statue, Subito dopo l'entrata del sito archeologico, c'è l'anfiteatro ovale, ovvero le sue rovine. Si nota il crocevia del Decumanus Maximus e del Cardo Maximus.

Ai margini della città vecchia di Tipaza, c'è la Villa dei Freschi (degli affreschi). Una volta era una grande domus, ora si trova in rovina, ma c'è ancora un grande pavimento quadrato ricoperto da mosaici. Nelle rovine dei bagni si trovano altri resti di mosaici. I Vandali distrussero Tipaza, e dopo che i Bizantini ricostruirono la città, gli arabi l'hanno distrutta di nuovo.

Nel 1982 Tipasa venne inserita nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.





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