IL RISCALDAMENTO DEI ROMANI




TERME DI BATH

Gli antichi romani non usavano il camino come si usò in seguito, e il riscaldamento nelle case era affidato ai bracieri o all'ipocausto.
Ovvero il camino fu usato in tempi remoti, ma si poneva al centro della stanza unica, servendo da riscaldamento e da cucina, e per i fumi si praticava un foro nel tetto.



BRACIERI

Il braciere è lo strumento di riscaldamento più antico che l'uomo conosca e nacque quando l'essere umano iniziò a cuocere il cibo, nel braciere più elementare, quello di argilla, o in quello più elaborato di bronzo.

Il braciere nacque come pentola in cui cuocere il cibo.

Essa veniva posta direttamente sopra la legna ardente, ma affinchè non soffocasse la fiamma, vi vennero posti sotto tre piedi, più o meno alti a seconda dell'uso e dei bisogni.

Ovviamente i primi furono d'argilla, il materiale più povero, perchè in fondo è una terra, invece il metallo va reperito nelle miniere e poi posto spesso in lega con altri minerali, posto nella forma, poi battuto, forgiato, decorato ecc.

Naturalmente l'uomo si accorse che la legna continuava a cuocere il cibo anche quando era diventata brace, anzi scaldava meglio perchè aveva un calore meno forte ma più uniforme.

Così ci si accorse che la brace, o meglio ancora il carbone acceso (tipo lignite, torba ecc.) scaldavano ancora di più e soprattutto duravano più a lungo.

Pertanto le pentole per cuocere vennero usate anche per scaldare l'ambiente, fino all'epoca dei romani e oltre,

Nelle case romane della prima età imperiale, il focolare non si usava più, se non in cucina con un piano alto ad uso esclusivo della cottura dei cibi, Pertanto il riscaldamento della casa proveniva esclusivamente dai bracieri.
I bracieri romani erano di forma, circolare o rettangolare, appoggiati sul pavimento o sostenuti da alti tripodi, portatili o fissi, oppure montati su ruote, e furono eseguiti in materiali diversi:

POMPEI I SEC. D.C.
- in argilla,
- in bronzo,
- in peltro (ebbene si, i romani conoscevano il peltro),
- in piombo,
. in rame,
- in argento,
- in argento dorato,
- in elettro (lega di oro e argento)
- e addirittura in oro,

Secondo alcuni, comunque fossero, comportavano il pericolo dello sprigionarsi del monossido di carbonio, come avviene con una stufa o un camino senza canna fumaria o con una inadeguata..

Non dimentichiamo che le case romane, sia ricche che povere, avevano molte comunicazioni con l'aria aperta. Ai giorni nostri mal sopporteremmo tante correnti nella stagione fredda.

Le domus erano aperte su un giardino interno, e le porte che separavano le stanze da questo avevano la parte superiore come traforata, cioè con listelli di legno che formavano un disegno non pieno, come un'inferriata.

Alcune stanze, soprattutto il salone, o i saloni erano addirittura aperti sul giardino da cui li separavano solo delle colonne o delle lesene di pietra.

Nelle case povere, cioè nelle insule, le finestre erano piccole come tutte quelle romane, ma non possedevano vetri.

E' vero che usavano pelli di animali o stoffe pesanti per isolare un po' il freddo, ma è anche vero che facevano molto poco.

Tutti sappiamo quanto possa incidere il cosiddetto spiffero della finestra che non chiude bene, figuriamoci una finestra aperta.

Naturalmente bisogna tener conto che all'epoca dei romani il corpo umano reggeva molto meglio di oggi alle basse temperature.

Già nei primi del '900 le persone si scaldavano con un semplice camino, perchè la legge è che il corpo umano si abitua, e più viene scaldato meno sopporta il freddo.

Pertanto i romani non correvano il rischio del monossido di carbonio, mentre correvano molto di più, con i bracieri di ustionarsi o di dare fuoco alla casa.



IPOCAUSTO

Tra il III e il II sec. a.c. nacquero a Roma i bagni, detti, come afferma Varrone, balneum per il bagno privato e balnea per i bagni pubblici.


Prima del I sec. a.c, i bagni locali erano riscaldati da grandi bracieri con numerosi inconvenienti, sia per poter mantenere una temperatura costante, sia per i fumi di combustione. Questi inconvenienti vennero superati con il sistema hypocaustum, un sistema di riscaldamento indiretto ottenuto tramite canalizzazione dell'aria calda in spazi d'aria nel pavimento o nelle pareti. Il tutto si dipartiva da una o più stufe a legna la cui aria calda veniva inviata sotto al pavimento del locale da riscaldare.

In Grecia Eraclito invitò degli stranieri di riguardo nella sua cucina dove c'era la stufa per cuocere, quindi un luogo dove scaldarsi invitandoli a non formalizzarsi, perchè anche lì "c'erano gli Dei". Ma si era nel VI o V sec. a.c. ed è ovvio che ci si scaldasse con la brace con cui si aveva cucinato.

I greci usarono prima dei romani i "laconici", luoghi dove si sudava a causa delle stufe per poi lavarsi nell'acqua fredda, insomma una sauna. Ma le "suspensurae" sono romane.

Sembra che il sistema di riscaldamento a ipocausto continuo sia nato in Campania, lungo
la costa dei Campi Flegrei, presso il Vesuvio. La gente di quei luoghi conosceva da lunghissimo tempo la cura dei vapori bollenti delle sorgenti termali, che uscivano a 60 gradi e venivano convogliati in piccole stanze, dove si entrava e si sudava molto, per eliminare gli “umori delle
malattie”.

Gli impianti di riscaldamento romani erano costituiti dall’ipocausti, uno o più stufe, accudite incessantemente dagli schiavi, alimentate da legna, carbone vegetale o fascine. Un canale conduceva il calore insieme alla fuliggine e al fumo all'ipocausto adiacente, formato da tanti pilastrini di mattoni, detti suspensurae, attraverso cui circolava il calore.

Le suspensure, formate da mattoni quadrati sovrapposti, costituivano delle pilae alte di solito circa 50 cm. Vitruvio nel I sec. a.c. le descrisse associate agli ipocausti dei calidari termali ("suspensura caldariorum")

Caio Sergio Orata (Lucrino, 140 a.c – 90 a.c. ) viene ritenuto l'inventore dei "pensiles balneae", cioè il riscaldamento a ipocausto nelle terme. Poiché però l'ipocausto era già usato in Grecia, si ritiene che l'invenzione di Orata fosse il bagno a vapore, insomma la sauna.

Non si devono però confondere le thermae con i balnea, in quanto questi ultimi sono più piccoli, con meno stanze e privi di annessi per le attività sportive e sociali, insomma meno lussuose ma forse per questo più diffuse nella sfera privata.

Plinio il Vecchio contrappone le terme ai 170 balnea esistenti a suo tempo nell’urbe, distinzione che resterà fino al IV secolo d.c., quando nei Cataloghi Regionari verranno censiti 11 thermae e 856 balnea per la sola Roma. Plinio il Giovane poi aggiunge che i balnea erano numerosi anche nelle piccole città di provincia.

Ma nulla era paragonabile alle terme gratuite ai tempi di Augusto. Seppur di bassissimo costo, erano di un lusso inaudito per i servizi, le comodità e gli ornamenti ricchissimi. Plinio riferisce che a Roma, nelle terme delle donne, i mobili erano d'argento.

Quel che era eccezionale era che ci si poteva andare tutto l'anno, perchè le terme erano sempre scaldate, anche in estate per i calidarii, ma soprattutto d'inverno dove tutte le stanze emanavano un delizioso tepore grazie ai pavimenti e alle pareti riscaldate, con le sospensure sotto il suolo e i tubi a parete.

Le sospensurae potevano essere quadrate, in genere di cm 20x20, o rotonde, con 20 cm di diametro. e talvolta di dischi ottagonali.

Vitruvio, nel De Architectura, raccomandava, onde facilitare il drenaggio dell'acqua di condensazione e la circolazione del calore verso l'alto, di inclinare il sottosuolo dell'ipocausto verso la fonte di calore.

Per il materiale refrattario del pavimento superiore, consigliò di utilizzare una malta fatta di una miscela di argilla e crini di cavallo, con sopra uno strato di argilla e uno spesso strato di cemento miscelato con mattoni sbriciolati ("cocciopesto"). Lastre di marmo e pezzi di mosaico si adagiavano poi sulla lastra, costituendo la pavimentazione finale.

Si otteneva così un piano ipocausto con uno spessore di 30-40 cm che garantiva il mantenimento della temperatura per parecchio tempo, anche dopo che il forno era stato 'spento', e che era impermeabile ai gas tossici della combustione.


Le suspensurae non ricoprivano mai l'intera superficie degli ipocausti per cui per scaldare il pavimento di una stanza occorrevano più ipocausti. Pertanto questo sistema poteva essere utilizzato per riscaldare un vano unico e isolato come si vede nelle stanza da bagno delle ville pompeiane o nel calidarium delle terme.

Il sistema era così efficiente che negli ambienti più caldi delle terme, calidarium, la temperatura poteva arrivare anche a 50/60 gradi, tanto che per camminare in tali ambienti era necessario indossare degli zoccoli di legno,

I romani proprio perchè si scaldavano potevano lavarsi spesso, in epoca imperiale si lavavano in media una volta al giorno. Sembra che addirittura l'imperatore Gordiano facesse cinque bagni al giorno. Commodo figlio di Marco Aurelio, addirittura sette o otto, perchè dopo ogni pasto prendeva un bagno. Nerone poi aveva abitudine di fare il bagno durante le portate del pasto principale, per favorire la digestione, in modo da rinnovare l'appetito per altre portate.

Insomma il riscaldamento cambiò le abitudini di vita dei romani rendendoli più puliti, ma anche più sportivi e più socievoli, le terme erano come una spiaggia di lusso, una palestra, un intrattenimento di spettacoli vari e un salotto dove incontrare la gente.





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