LE PROVINCE ROMANE





LE GUERRE DI ESPANSIONE IN ITALIA

Una provincia romana è la più grande unità amministrativa dei domini in territorio straniero dell'antica Roma, precedentemente durante la Repubblica nel suolo italico, e da Augusto in po fuori di esso. (il termine provincia proviene pertanto dai Romani cioè dal latino).

PROVINCE ROMANE (zoommabile)
Cacciato l'ultimo re etrusco e instaurata la repubblica nel 509 a.c., Roma dovette affrontare le guerre contro le popolazioni italiche più vicine: Etruschi, Latini, Volsci, Equi. Tutte popolazioni che commerciavano in concorrenza e premevano ai confini per estendersi, per cui o si conquistava o si diventava conquistati e  chiavi. Roma conquistò subito il Lazio, poi condusse altre guerre: contro Galli, Osco-Sanniti e la colonia greca di Taranto, alleata con Pirro, re dell'Epiro, conquistando l'Italia centrale fino alla Magna Grecia.

Durante il III ed il II sec. a.c. il dominio di Roma si estese al Mediterraneo occidentale con le tre guerre puniche (264-146 a.c.) contro Cartagine, la sconfitta dei Galli sul Po e la conquista di Numanzia nella penisola iberica.

Dal 200 al 133 a.c. Roma combattè, nel Mediterraneo orientale, tre guerre macedoniche (212-168 a.c.) contro la Macedonia, contro Antioco ed il regno seleucide, conquistando e distruggendo Corinto (nel 146 a.c.), ed ereditando il Regno di Pergamo (133 a.c.). Iniziarono così le prime province romane: la Sicilia, la Sardegna e Corsica, la Spagna, la Macedonia, la Grecia, l'Africa.



I GOVERNATORI

L'organizzazione dei nuovi territori annessi alla res publica romana, veniva di solito realizzata dal generale che li aveva conquistati, per mezzo di una lex provinciae ("legge della provincia" per la "redactio in formam provinciae" o "costituzione in forma di provincia"), emanata in base ai poteri a lui delegati con l'elezione alla carica. La legge doveva quindi essere ratificata dal Senato, che poteva inoltre inviare delle commissioni di legati con poteri consultivi e di controllo.

Il termine provincia, dopo l'estensione del territorio romano tra la fine del III e il II sec. a.c., designò poi non solo la sfera di competenza di un magistrato, ma il territorio su cui esercitava i suoi poteri. La legge stabiliva la suddivisione in circoscrizioni amministrative ( conventus, da cui la chiesa prese ) e il grado di autonomia delle città già esistenti. Non sempre tuttavia la legge seguiva immediatamente alla conquista, soprattutto in epoca più antica.

Le province erano governate da magistrati appositamente eletti (pretori) dal popolo tramite i suoi rappresentanti, o da consoli o pretori di cui veniva prolungata la carica (prorogatio imperii per cui diventavano proconsoli e propretori), aiutati nell'amministrazione finanziaria da proquestori e da altri funzionari (cohors praetoria).

(zoommabile)


ETA' REPUBBLICANA

Le province erano sottoposte a tributo (vectigal) e sfruttate economicamente con più o meno generosità a seconda della risposta delle province, a volte conquistate in via pacifica, come per i testamenti regali che portarono all'acquisizione del regno di Pergamo, della Cirenaica, della Bitinia e dell'Egitto e nei quali si prevedeva il rispetto delle precedenti autonomie cittadine.

Roma d'altronde proteggeva da qualsiasi attacco nemico, che di solito brutalizzava gente e beni devastando terre e città. Per contro Roma amava edificare splendidi edifici pubblici che abbellivano le città, con acquedotti, portici, fori, statue, fontane e giardini. Inoltre avviava con la provincia scambi commerciali stabiliti con nuove vie di comunicazione, a iniziare dalle strade, che arricchivano la popolazione.

Le città occupate dai romani conservarono in grado variabile la propria autonomia (spesso in relazione all'atteggiamento tenuto nei confronti del vincitore):

- civitates stipendiariae - (città stipendiarie), obbligate a pagare un tributo come comunità e, se si trovavano in provincia, venivano comprese in questa.
- civitates liberae - (libere), per concessione, revocabile, da parte di Roma,
- civitates sine foedere liberae - (non federate ma libere) lasciate libere con un ordinamento giuridico regolato da una legge data da Roma, che si riservava il diritto di revocarla, conservavano le loro magistrature, assemblee, il loro diritto patrio per atto unilaterale (lex data) di Roma, che poteva, tuttavia, abrogare la lex in qualsiasi momento
- civitates liberae et immunes - (libere ed esenti da ytibuto), per concessione, revocabile, da parte di Roma, non erano sottoposte a tributo, anche quando dovevano fornire milizie terrestri e navali e grano in caso di guerra;
- civitates immunes - (immuni dal tributo) non incluse in una provincia e non soggette a tributo
- civitates foederatae - (alleate) per patto, che intervenivano in aiuto in caso di guerra o che potevano chiedere aiuto se attaccate,  o  (civitates sine foedere liberae),
civitates imminuto iure - avvenuta l'incorporazione – sopportavano oneri senza poter partecipare alla vita politica di Roma, che le trattava in modo più benevolo se erano municipes Caerites e meno generosamente se erano municipes aerarii.
civitates optimo iure - con l'annessione a Roma, avevano acquistato il diritto di reggersi con il loro antico ordinamento giuridico e i loro cittadini potevano inoltre partecipare alla vita politica romana recandosi nell'Urbe, dove erano convocati comizi e concili della plebe;
- civitates sine suffragio -. annesse senza concessione della cittadinanza romana- municipii - la concessione ad altre città dello status di municipio, con la romanizzazione dei territori conquistati.
colonie - di cittadini romani o italici,

Il governatore esercitava un potere assoluto (imperium) militare, amministrativo, finanziario e giuridico, sia penale che civile. La provincia era suddivisa in distretti giudiziari (conventus o diocesi), ciascuno con il proprio capoluogo.

Così una piccola potenza regionale ancora all'inizio del IV sec. a.c. potè diventare caput mundi nel giro di 500 anni,  non solo per l'efficienza militare delle legioni, non solo per la determinazione politica del Senato e del popolo romano, ma anche per il consenso suscitato fra le genti non romane (italiche prima e provinciali poi), a cominciare dai socii italici, dapprima per la spartizione dei bottini in guerra, poi (dopo la guerra sociale) per la partecipazione effettiva alla vita politica dell'Urbe, che permetteva la carriera, il commercio e la sicurezza di non venire attaccati dai nemici.
Per quanto riguarda, invece, il consenso nelle province (che a differenza dell'Italia erano sottoposte a tributum), è interessante la definizione di Santo Mazzarino: «L'impero romano era un'unità supernazionale, di cultura romano-ellenistica, il cui ideale era la pax affidata a un esercito permanente». Ma prima di lui l'aveva detto Augusto: - Si vis pacem para bellum - cioè se vuoi la pace prepara la guerra. E a quei tempi era assolutamente vero.



LE COLONIE

Esistevano due tipi di colonie: quelle formate da cittadini romani, i cui abitanti avevano la cittadinanza romana col riconoscimento di tutti i diritti, e un'amministrazione cittadina sotto il controllo di Roma, e quelle di diritto latino, con magistrati locali, autonomia amministrativa e, in alcuni casi, con l'emissione di monete, con l'obbligo di fornire, in caso di guerra, l'aiuto richiesto da Roma secondo la formula togatorum.

Gli abitanti delle colonie latine non erano Cives Romani Optimo Jure, ma possedevano lo ius connubii e lo ius commercii secondo i diritti del Nomen Latinum. Le colonie venivano fondate secondo il diritto latino sia come forma di controllo della diffusione della cittadinanza romana, considerata giustamente superiore alle altre visto che possedeva codici e leggi dove altrove erano ignote, sia per motivi pragmatici,: non essendo direttamente governate da Roma come le colonie di diritto romano ma avendo magistrati propri potevano meglio e più velocemente prendere decisioni per difendersi da pericoli imminenti.
Una colonia romana era una comunità autonoma, situata in un territorio conquistato da Roma in cui si erano stanziati dei cittadini romani, legata da vincoli di eterna alleanza con la madrepatria. La più antica fu Anzio, fondata nel 338 a.c. Inizialmente servivano da avamposto per controllare un territorio che sarebbe stato ulteriormente colonizzato, come Aquileia  per l'espansione romana verso il nord. Verso la fine della Repubblica le colonie servirono soprattutto per dare di che vivere ai veterani dell'esercito romano, cioè un terreno da coltivare e una casa, riducendo inoltre la pressione demografica dell'Urbe, e talvolta per separare genti oltremodo ribelli affinchè non si coalizzassero e rinfocolassero tra loro (vedi i sanniti).



LA ROMANIZZAZIONE

Lo strumento principale di diffusione attraverso il quale Roma esercitò quell'opera di integrazione e di assimilazione delle province che assicurò per alcuni secoli stabilità e compattezza all'Impero furono le città dove risiedevano i ceti privilegiati, dove veniva distribuita e consumata la ricchezza prodotta dalle campagne, nonchè il centro di diffusione dei modelli di comportamento della società romana. Le città vennero per lo più ricostruite sul modello del foro romano, concentrando le attività pubbliche, sia laiche che religiose e commerciali in un centro ben organizzato che forniva molte opportunità di lavoro.

PROVINCE ROMANE 68 - 69 a.c. (zommabile)
Il processo di romanizzazione, cioè l'assimilazione culturale e politica del sistema romano, fu rapido ed esteso soprattutto nei primi secoli dell'Impero. Uno dei metodi privilegiati fu la costruzione di scuole dove si imparava latino e cultura. I padroni mandavano alla scuola non solo i figli e i liberti ma pure gli schiavi, tanto è vero che il grado di alfabetizzazione nell'impero romano era come quello di oggi. Con l'avvento del cristianesimo invece il latino non si parlò più nemmeno a Roma, perchè le scuole vennero tutte chiuse tranne quelle riservate ai sacerdoti. La lingia volgare, cioè del volgo, nacque così.

Il sistema economico e burocratico imperiale forniva, inoltre, grandi opportunità di carriera non solo agli aristocratici, e ai cittadini di rango equestre, ma pure ai plebei e ai liberti, per non parlare dell'incremento fantastico dei commerci grazie alle grandi comunicazioni viarie e pure navali.

La romanizzazione permeò l'Occidente e le province più romanizzate furono la Gallia Narbonense, la Spagna e l'Africa, dove si affermarono la lingua e la cultura latina, fu invece minore in Oriente, dove la lingua greca e la cultura ellenistica rappresentarono un ostacolo insormontabile alla penetrazione della romanità.



PROVINCE IN EPOCA REPUBBLICANA
  • Sicilia (Sicilia): annessa come provincia nel 241 a.c. e con vari mutamenti di ordinamento fino alla lex Rupilia del 131 a.c. Era governata da un Propretore di rango pretorio e di rango senatoriale. La sua capitale era Syracusae (Siracusa)
  • Sardegna e Corsica (Sardinia, annessa nel 238 a.c et Corsica annessa nel 237). La provincia era governata da un pretore (attestato a partire dal 227 a.c, con capoluogo inizialmente a Nora e quindi a Carales (Cagliari), in Sardegna, cui Cesare attribuì lo stato di municipio. Ambedue dipesero da un unico propretore.
  • Spagna Citeriore (Hispania Citerior) e Spagna Ulteriore (Hispania Ulterior): annesse nel 218 a.c. e costituite province nel 197 a.c. l'Hispania assorbì totalmente la cultura latina, ne adottò la lingua, i costumi e le leggi, acquisendo un'importanza fondamentale all'interno dell'Impero romano.
  • Macedonia (Macedonia): conquistata nel 168 a.c.  e inizialmente divisa in quattro "repubbliche" e costituita quindi come provincia nel 146 a.c. Dopo la conquista di Corinto nel 146 a.c., anche parte della Grecia venne probabilmente annessa alla nuova provincia di Macedonia.
  • Africa (Africa): creata nel 146 a.c. dopo la distruzione di Cartagine e poi ampliata con parti del regno di Numidia.
  • Asia (Asia): creata nel 133 a.c. dopo la morte di Attalo III di Pergamo, che aveva lasciato in eredità allo stato romano il suo regno, ampliato con i territori ceduti dai Seleucidi nel 188 a.c.
  • Gallia Transalpina (Gallia Transalpina): il territorio da Tolosa alle Alpi fu annesso nel 121 a.c.  e nel 118 a.c. venne fondata la colonia di Narbona chiamata Gallia Narbonensis.
  • Gallia Cisalpina (Gallia Cisalpina): dopo la progressiva conquista del territorio e deduzione di colonie nel corso del III e II sec. a.c. la costituzione in provincia dovette avvenire poco dopo il conferimento della cittadinanza agli abitanti dell'Italia peninsulare nel 90 a.c. Durante le conquiste di Cesare, le Gallia Transalpina e Cisalpina erano state riunite sotto il suo comando, e vi si erano aggiunti man mano i territori conquistati della Gallia Comata. Nel 42 a.c. la provincia fu abolita e i confini settentrionali dell'Italia vennero portati ufficialmente alle Alpi
  • Cirene e Creta (Cyrene et Creta): nel 96 a.c. Tolomeo Apione, figlio di Tolomeo VII, lasciò il proprio regno di Cirenaica in eredità allo stato romano e la costituzione in provincia avvenne nel 74 a.c. Nel 67 a.c. venne annessa anche Creta e sotto Augusto nel 27 a.c. le due province vennero riunite.
  • Bitinia e Ponto (Bythinia et Pontus): nel 74 a.c Nicomede IV lasciò in eredità allo stato romano il proprio regno di Bitinia; dopo la terza guerra mitridatica e la sconfitta del Ponto Pompeo creò la nuova provincia nel 63 a.c.
  • Cilicia e Cipro (Cilicia et Cyprus): secondo alcuni la Cilicia era stata già annessa dal 101 -100 a.c., ma venne creata probabilmente come provincia solo dopo il 67 a.c. da Pompeo. Dal 58 a.c. vi fu annessa anche l'isola Cipro in seguito al discusso testamento di Tolomeo Alessandro (morto nell'88 a.c.). 
  • Siria (Syria): deposto l'ultimo sovrano seleucide, Antioco XIII, Pompeo creò la nuova provincia nel 64 a.c.
  • L'Illirico (Illyricum), come la Macedonia, era stato diviso in tre "repubbliche" indipendenti nel 168 a.c. La Dalmazia venne conquistata da Cesare nel 46 a.c. 
  • La Palestina venne vinta da Pompeo nel 63 a.c. ma la governarono Erode Antipatro, Erode il Grande, che riebbe il titolo di re, e i tre figli di quest'ultimo.
  • La Numidia fu suddivisa tra il regno di Mauretania e la nuova provincia dell'Africa Nova nel 46 a.c., mentre la vecchia provincia d'Africa prese il nome di Africa Vetus.  Il regno di Mauretania, lasciato in eredità nel 33 a.c. allo stato romano dal re Bocco II, venne in seguito assegnato nel 25 a.c. al re Giuba II, della famiglia reale numida.


IL SUOLO ITALICO

L'Italia costituiva il territorio di  Roma, ager romanus, in quanto tale non era una provincia. Durante il principato di Augusto venne suddivisa in undici regiones:
- Latium et Campania, 
- Apulia et Calabria, 
- Lucania et Bruttii, Samnium, 
- Etruria, 
- Picenum, 
- Umbria, 
- Aemilia, 
- Venetia et Histria, 
- Liguria, 
- Transpadana.

Gli abitanti liberi della penisola erano tutti cittadini romani e non pagavano l'imposta fondiaria (ius italicum), tale imposta era riservata ai cittadini dei territori provinciali, territori considerati proprietà del popolo romano, una proprietà che andava riconosciuta attraverso il pagamento dell'imposta fondiaria.



ETA' IMPERIALE

Già Cesare si era premurato di porre ai confini dell'impero, come governatori, i suoi comandanti più abili e fidati, che erano in grado di affrontare gli attacchi nemici e di correre in suo aiuto qualora fosse necessario. Affidò ai senatori le più tranquille e meno attaccabili.

PROVINCE ROMANE 117 d.c. (zommabile)
Memore di ciò Augusto affidò 
alcune province, le più antiche e ormai pacificate, in cui non erano necessarie le legioni, al controllo del Senato (province senatorie) e furono rette da proconsoli e propretori, eletti per un anno. I questori si occupavano dell'amministrazione finanziaria e i procuratori imperiali dell'amministrazione delle proprietà del princeps (res Caesaris).

Le altre province (province imperiali), che richiedevano un presidio legionario o di fondamentale importanza per le finanze dello stato, rimasero sotto il diretto controllo dell'imperatore investito dell'imperium proconsulare maius a vita, con poteri proconsolari prevalenti sugli altri proconsoli. Nelle province l'imperatore inviava un proprio rappresentante, il legatus Augusti pro praetore un ex pretore o un ex console, nominato al di fuori del cursus honorum e per un periodo di tempo variabile, con un procurator Augusti preposto alla riscossione tributaria e al pagamento del soldo all'esercito, e un legatus legionis per ogni legione presente sul territorio.

L'Egitto era invece governato da un prefetto di rango equestre nominato dall'imperatore. Il primo prefetto fu il poeta e praefectus fabrum di Ottaviano, Gaio Cornelio Gallo. L'Egitto fu sempre considerato dai Romani una provincia, e non, come la storiografia ottocentesca voleva, un dominio privato di Augusto.

Dall'età di Claudio nacquero le province di rango procuratorio, rette da un procurator Augusti. Questi nuovi territori, anche di grandi estensioni ma con poche città, erano rette da un procuratore di rango equestre, a cui l'imperatore affidava la provincia a tempo indeterminato, col titolo di procurator Augusti. Le province procuratorie non avevano di norma stanziamenti legionari; quando questo accadeva il procuratore riceveva il titolo di procurator pro legato. L'esercito stanziato in queste province era costituito solo da auxilia. Il procuratore presidiale si occupava di amministrazione, difesa, giustizia e di tributaria.

Al tempo di Nerone erano province procuratorie:

- Raetia, 
- Noricum, 
- Mauretania Tingitana, 
- Mauretania Caesariensis, 
- Alpes Maritimae, 
- Alpes Cottiae, 
- Alpes Poeninae, 
- Thracia, 
- Cappadocia, 
- Iudaea, 
- Sardinia.

Le province potevano passare, a seconda delle necessità contingenti da senatorie a imperiali o viceversa per volontà dell'imperatore che controllava anche sull'amministrazione delle province senatorie e interveniva spesso nella nomina dei governatori. Le province più grandi o con più legioni  vennero suddivise in province più piccole, allo scopo di evitare che un unico governatore avesse troppo potere nelle sue mani.

Rispetto al regime tributario:
- le province senatorie erano sottoposte allo stipendium, somma fissa raccolta autonomamente dalle singole città.
- le province imperiali, come l'Egitto, furono sottoposte ad una rilevazione catastale, con il tributo che ricadeva direttamente sul suolo e sui singoli proprietari.
- i cittadini romani pagavano invece le tasse sulle manomissioni, sulle vendite all'asta e la vicesima hereditatum (tassa di successione).



LE NUOVE PROVINCE IMPERIALI

Roma conobbe la sua massima espansione nel II sec. sotto l'imperatore Traiano. I confini dell'impero vennero resi stabili e fissati sui fiumi Reno, Danubio ed Eufrate e le espansioni successive tennero conto di questi confini, mentre le enclaves ancora formalmente indipendenti vennero  inserite nell'organizzazione provinciale.
  • L'Egitto (Aegyptus) era stato lasciato a Roma per testamento dal re Tolomeo XI  durante il suo brevissimo regno nell'80 a.c., ma la sua diretta annessione fu ritardata. Dopo la sconfitta di Azio del 31 a.c.  divenne una provincia equestre, con un prefetto munito di imperium che agiva come suo rappresentante: il praefectus Alexandreae et Aegypti. La provincia era costituita nell'aprile del 29 a.c..
  • L'Illirico (Illyricum) venne creato nella riforma augustea  provincia senatoria, poi provincia imperiale nell'11 a.c. La regione venne definitivamente sottomessa nel 9 d.c. da Tiberio e poi suddivisa con la creazione della Mesia, e quindi con la suddivisione in Illirico superiore (poi Dalmatia) e inferiore (poi Pannonia),  più tardi suddivisa in Pannonia superiore e inferiore. La Mesia conservò fino alla conquista della Dacia sotto Traiano il carattere di terra di occupazione militare a difesa dei confini.
  • La Tracia venne istituita come provincia procuratoria sotto Claudio nel 44-46 e vi fu annesso il Chersoneso Tracico, distaccato dalla Macedonia.
  • La Galazia (Galatia), venne annessa nel 25 a.c. alla morte del re Aminta unendovi il regno del Ponto Polemoniaco e la Cappadocia, nel 17, più tardi nuovamente distaccata come provincia autonoma. 
  • La nuova provincia di Licia e Panfilia  (staccata dalla Galazia), venne creata sempre sotto Claudio nel 43 dc.
  • La Palestina alla morte di Erode il Grande nel 4 a.c. il regno venne diviso tra i tre figli e nel 6 venne creata la prefettura di Iudaea, un distretto sottoposto all'autorità del legato di Siria. Tra il 38 e il 41 Erode Agrippa I, nipote del primo Erode, ottenne il titolo di re e acquisì progressivamente i territori del regno, compresa la prefettura di Giudea. Alla sua morte nel 44 l'intero regno fu trasformato  in provincia autonoma, retta da un procurator Augusti. Dopo la ribellione del 66-73, con la distruzione di Gerusalemme, il governatore fu un legato imperiale. Un'altra rivolta ebraica vi fu tra il 114 e il 117 e un'altra nel 132-136 in seguito alla fondazione della Colonia Iulia Aelia Capitolina sul sito di Gerusalemme.
  • Asturia e Galizia, le regioni montuose della Spagna settentrionale furono definitivamente sottomesse tra il 27 e il 25 a.c.  e il territorio venne diviso in tre nuove province: Betica, Tarraconense e Lusitania. 
  • Tra il 27 e il 16 a.c. vennero inoltre riorganizzati i territori conquistati da Cesare nelle Gallie: alla Gallia Transalpina, ora Gallia Narbonense (Gallia Narbonensis) si aggiunsero le Tres Galliae: l'Aquitania, la Gallia Belgica e la Gallia Lugdunense (Gallia Lugdunensis).
  • Il Norico (Noricum) venne conquistato in modo pacifico, nel 16 a.c. e inizialmente si conservò formalmente la monarchia locale nella capitale, l'oppidum di Noreia. La provincia procuratoria del Norico fu creata da Claudio.
  • La Rezia (Raetia) fu pacificata a partire 15 a.c., mediante due spedizioni condotte da Druso e da Tiberio. La provincia procuratoria di Raetia venne creata anch'essa da Claudio. Inizialmente comprendeva anche le Alpi Pennine (Vallis Poenina o Alpes Poeninae), al più tardi staccatasi e riunitisi con le vicine Alpes Aterctianae (Graiae) con Settimio Severo. 
  • Le Alpi Marittime (Alpes Maritimae) e le Alpes Cottiae furono organizzate in province solo con Nerone per assicurare le comunicazioni con la Gallia attraverso i passi alpini e il controllo del portorium, il diritto per il passaggio: il trofeo di La Turbie, o trofeo delle Alpi, che celebra le vittorie contro le tribù alpine, elenca le genti sconfitte nei due distretti. 
  • Il regno di Cozio, che si era sottomesso pacificamente ai Romani, si mantenne infatti sino a Nerone, sotto la denominazione di prefettura.
  • La Dacia venne conquistata nel corso di due campagne militari condotte da Traiano contro il re Decebalo nel 101-102 e 105. Le province procuratorie della Dacia vennero create da Adriano: la Dacia Inferior, dal 120  al 169, mentre la Dacia Porolissensis, elevata a provincia dal 119 al 168, venne ridotta insieme alla Dacia Inferior in distretto finanziario sotto il comando del legato delle tre Dacie.
  • Le due province germaniche, Germania superior e Germania inferior, nacquero dalla  disfatta di Varo ingaggiato da Augusto, con risultati disastrosi, che voleva portare il confine fino all'Elba. 
  • Gli Agri Decumates, oltre il Reno, vennero annessi abbastanza pacificamente da Domiziano alla Germania superiore nell'83. Le due province furono essenzialmente territori di occupazione militare a difesa dei confini.
  • La Britannia venne annessa sotto Claudio nel 43, probabilmente per controllare un territorio che poteva rappresentare un pericolo per le province galliche.
  • La provincia di Mesopotamia fondata nel 115 con la campagna contro i Parti di Traiano, venne divisa in province, facendovi rientrare il territorio della Siria a oriente dell'Eufrate e quello dell'Iraq settentrionale. Fu abbandonata da Adriano soli due anni più tardi nel 117. 
  • Il regno di Mauretania venne accorpato sotto Caligola, che ne fece uccidere nel 40 l'ultimo re Tolomeo. Claudio ne fece due province imperiali, rette da procuratori, la Mauretania Caesariensis e la Mauretania Tingitana.
  • La Mesopotamia settentrionale tornò romana per le campagne partiche di Lucio Vero del 163-166  fino al regno di Commodo. Perduta nuovamente attorno al 192, fu riconquistata da Settimio Severo nel 197 e governata da un prefetto di rango equestre, il Praefectus Mesopotamiae, sul modello del prefetto d'Egitto. Nella provincia furono dislocate due legioni appena formate: la I Parthica e la  III Parthica.


NUOVE E VECCHIE PROVINCE IMPERIALI

- Gallia: suddivisa in IV Provinciae con 64 Civitates e XV tribù confederate
Aquitania (Gergovia)
Lugdunensis (Lutetia Parisorum)
Belgica (Durocortorum Remorum) con la temporanea occupazione del litorale germanico (12 a.C.-9 d.C.)
Narbonensis (Massilia), provincia senatoria
- Hispania: distinta in Ulterior e Citerior e suddivisa in IV Provinciae
Baetica: provincia senatoria con IV districtes (Corduba, Gades, Astigi, Hispalis)
Lusitania: con III districtes (Emerita, Pax Iulia, Scallabis e distretto autonono di Vettonia)
Asturia et Gallaecia: distinta in Transmontana e Augustana (Asturica Augusta)
- Sicilia: provincia senatoria (Syracusae)
- Sardinia et Corsica: provincia senatoria (Caralis)
- Dalmatia poi suddivisa in
Illyricum: provincia senatoria o Dalmatia propriamente detta (50 d.C.)
Superius Illyricum (Salonae)
- Alpes
Maritimae (Forum Germanorum)
Cottiae: II districtes (Segusio, Eburodunum)
Gratiae et Poeninae: III districtes (Medullia/Forum Iulii, Ceutronia/Axima, Poeninae/Drusomagus)
- Raetia et Vindelicia (Augusta Vindelicorum)
- Pannonia o Inferius Illyricum poi distinta in
Inferior (Aquincum)
Superior (Carnuntum)
- Noricum (Virunum), con i distretti Superior (Lauriacum) e Inferior (Vindobona)
- Moesia
Superior (Naissus)
Inferior (Oescus)
- Macedonia: provincia senatoria e temporaneamente imperiale (Thessalonica) costituita da IV confederazioni tribali; dal 148 è unita all'Achaia



LE RIFORME DI DIOCLEZIANO

L'imperatore Diocleziano riformò radicalmente l'impero attraverso la Tetrarchia (284-305), con cui divise l'impero in quattro parti, ognuna difesa e amministrata da un Augusto o da un Cesare, subordinato all'augusto. Alla morte o all'abdicazione dei due Augusti, i due Cesari diventavano Augusti e designavano altri due Cesari. Nel 290, Diocleziano suddivise l'Impero in un centinaio di province che includevano le regiones d'Italia, anche se queste ultime non furono mai chiamate tali. Le province vennero raggruppate in dodici diocesi, ognuna governata da un vicario.

RIFORMA DI DIOCLEZIANO (zommabile)
La Diocesi, dapprima una suddivisione amministrativa dell'Impero romano, designò poi un territorio di fedeli cristiani seguiti ed amministrati da un vescovo. Solo i proconsoli e il prefetto urbano di Roma (e in seguito Costantinopoli) erano esenti, direttamente subordinati ai tetrarchi. Il vicario controllava i governatori delle province: proconsules, consulares, correctores, praesides e giudicava in appello le cause già decise in primo grado. I vicari non avevano poteri militari, infatti le truppe della diocesi erano sotto il comando di un comes rei militaris, che dipendeva dal magister militum e aveva alle sue dipendenze i duces ai quali era affidato il comando militare nelle singole province.
Il sistema della tetrarchia durò poco, per via degli eserciti tutt'altro che disposti a deporre il potere politico che avevano avuto fino ad allora con numerosi vantaggi e privilegi. Già con la morte di Costanzo Cloro (306) le truppe stanziate in Britannia acclamarono suo figlio Costantino I che, tradendo il giuramento fatto alla Tetrarchia, iniziò la guerra civile con gli altri tre pretendenti. Dopo aver battuto Massenzio e Massimino, restarono Licinio e Costantino che stipularono una pace. Ma nove anni dopo, nel 324, Costantino attaccò e sconfisse Licinio, che venne relegato in Tessaglia dove morì in seguito, assassinato dopo essere stato accusato di complotto. Il sistema tetrarchico non venne più restaurato.




TETRARCHIE SOTTO DIOCLEZIANO



TETRARCHIA D'ORIENTE

- Augusto d'Oriente (Diocleziano) -
- Diocesi Pontica: Bitinia, Galatia, Paflagonia, Cappadocia I, Cappadocia II, Diospontus, Pontus, Polemoniacus, Armenia I, Armenia II. 
- Diocesi Asiana: Hellespontus, Asia, Caria, Panfilia, Lycia, Lidia, Pisidia, Phrygia I, Phrygia II.
capitale Nicomedia
- Diocesi d'Oriente: Isauria, Cilicia, Cipro, Augusta Euphratensis, Siria Coele, Osroene, Mesopotamia, Fenicia, Augusta libanese, Palestina I, Palestina II, Arabia, Aegyptus Herculia, Aegyptus Iovi, Tebaide, Libia superiore, Libia inferiore.

Cesare d'Oriente -
- Diocesi delle Pannonie: Noricum ripense, Noricum mediterraneo, Dalmazia, Pannonia superiore, Pannonia inferiore, Savense, Valeria.
capitale Sirmio
- Diocesi delle Mesie: Moesia I, Praevalitana, Dardania, Dacia mediterranea, Dacia ripensis, Epirus vetus, Epirus nova, Macedonia, Thessalia, Acaia, Creta.
- Diocesi della Tracia: EuropaTraciaHaemimontusRodopeMesia IIScythia



TETRARCHIA D'OCCIDENTE

- Augusto d'Occidente (Massimiano) -
- Diocesi Italiciana: Latium et Campania, Apulia et Calabria, Lucania et Bruttii, Samnium, Picenum, Umbria et ager Gallicus, Etruria, Aemilia, Liguria, Venetia et Histria e Transpadana,Sicilia, Sardegna e Corsica, Alpes Cottiae e la Raetia. Capitale Milano.
- Diocesi d'Africa: Africa proconsulare zeugitana, Byzacena, Mauretania Sitifensis, Mauretania Caesariensis, Numidia miliziana, Numidia cirtense, Tripolitania.

- Cesare d'Occidente (Costanzo Cloro) -
- Diocesi delle Britannie: Maxima Caesariensis, Britannia I, Britannia II, Flavia Caesariensis.
capitale Augusta Treverorum
- Diocesi delle Gallie: Lugdunensis I, Lugdunensis II, Belgica I, Belgica II, Germania I, Germania II, Alpes Poeninae et Graiae, Sequania.
- Diocesi di Vienne: Viennense, Alpes Maritimae, Aquitanica I, Aquitanica II, Novempopulana, Narbonensis I, Narbonensis II.
- Diocesi delle Spagne: Betica, Baleari, Cartaginiense, Tarraconense, Galizia, Lusitania, Mauretania Tingitana



DA COSTANTINO A TEODOSIO

Anche se venne abolito il titolo di Cesare, le quattro suddivisioni amministrative vennero restaurate nel 318 dall'Imperatore Costantino I, nella forma di prefetture del pretorio, i cui prefetti cambiavano frequentemente. Costantino creò anche una seconda capitale, Nova Roma (che presto cambiò nome in Costantinopoli), che divenne la Capitale della parte orientale dell'Impero. decise di costruire una seconda capitale in una zona strategica nel punto di passaggio tra Europa e Asia Minore: Costantinopoli. Tra le questioni irrisolte ci furono quella dell'arruolamento dell'esercito, sempre più composto da germani, e le differenze sociali tra città e campagna.

PROVINCE NEL 4° SECOLO (zommabile)
Il cristianesimo divenne religione ufficiale dell'impero grazie ad un editto emanato nel 380 da Teodosio che la imponeva come unica e sola religione ossequiabile, pena la confisca dei beni e la morte. Teodosio fu l'ultimo imperatore di un impero unificato: alla sua morte i figli, Arcadio ed Onorio, si divisero l'impero. La capitale dell'Impero romano d'Occidente divenne Ravenna

Roma, ormai dimenticata, venne saccheggiata dai Visigoti comandati da Alarico nel 410 e di nuovo nel 455, da parte di Genserico, re dei Vandali. La ricostruzione di Roma, ormai regno in terra della spiritualità cristiana, venne curata dai papi Leone Magno e dal successore Ilario, che però non si occuparono tanto delle difese quanto di costruire chiese; come si disse: Roma aveva più chiese che case, e più preti che abitanti. Infatti nel 472 la città fu saccheggiata per la terza volta da Ricimero e Anicio Olibrio. La deposizione di Romolo Augusto del 22 agosto 476 decretò la fine dell'impero romano d'occidente e l'inizio dell'oscura era medievale.
In Italia Roma cessò di essere residenza imperiale, che venne spostata prima a Mediolanum (Milano) e poi a Ravenna. Nel IV sec. la struttura amministrativa dell'Impero venne modificata più volte. Le Province e le diocesi vennero divise per formarne di nuove, la prefettura del pretorio dell'Illirico venne abolita e riformata. Con la morte di Teodosio I nel 395, l'Impero venne diviso definitivamente in due parti: l'Impero romano d'Occidente e l'Impero romano d'Oriente.
Le diocesi divennero 13 , 6 in Occidente e 7 in Oriente. 



IN ORIENTE:

- PREFETTURA DEL PRETORIO D'ORIENTE -

- Diocesi d'Egitto: Aegyptus I, Aegyptus II, Augustamnica I, Augustamnica II, Arcadia d'Egitto, Thebais Superior, Thebais Inferior, Libia superior, Libia inferior.
- Diocesi d'Oriente: Cilicia I, Cilicia II, Isauria, Cipro, Siria, Siria Salutare, Siria Eufratense, Osroene, Mesopotamia, Fenicia, Fenicia Libanese, Palestina I, Palestina II, Palestina Salutare, Arabia.
- Diocesi del Ponto: Bitinia, Galatia I, Galatia II Salutaris, Paflagonia, Cappadocia I, Cappadocia II, Helenopontus, Pontus Polemoniacus, Armenia I, Armenia II.
- Diocesi d'Asia: Asia, Hellespontus, Panfilia, Caria, Lidia, Lycia, Lycaonia, Pisidia, Phrygia Pacatiana, Phrygia Salutaria, Insulae.
- Diocesi di Tracia: Europa, Tracia, Haemimontus, Rhodope, Mesia II, Scythia.


- PREFETTURA DEL PRETORIO DELL'ILLIRICO -

- Diocesi di Dacia:
Dacia mediterranea, Moesia I, Praevalitana, Dardania, Dacia ripensis.
- Diocesi di Macedonia: Macedonia I, Macedonia II Salutaris, Thessalia, Epirus vetus, Epirus nova, Acaia, Creta.



IN OCCIDENTE:

- PREFETTURA DEL PRETORIO D'ITALIA -

- Diocesi dell'Italia Suburbicaria:
Campania, Tuscania et Umbria, Picenum Suburbicarium, Apulia et Calabria, Bruttia et Lucania, Samnium, Valeria, Sicilia, Sardegna e Corsica.
- Diocesi dell'Italia Annonaria: 
Venetia et Istria, Cozie, Liguria, Aemilia, Flaminia et Picenum Annonarium, Alpes Cottiae, Raetia I, Raetia II, Dalmazia, Noricum mediterraneum, Noricum ripense, Pannonia I, Pannonia II, Savia, Valeria ripensis.
- Diocesi d'Africa: 
Africa proconsularis, Byzacena, Mauretania Sitifensis, Mauretania Caesariensis,  Numidia, Tripolitania.


- PREFETTURA DEL PRETORIO DELLE GALLIE -

- Septem Provinciae:
Lugdunensis I, Lugdunensis II, Lugdunensis III, Belgica I, Belgica II, Germania I, Germania II, Alpes Poeninae et Graiae, Maxima Sequanorum, Viennense, Alpes Maritimae, Aquitania I, Aquitania II, Novempopulana, Narbonensis I, Narbonensis II.
- Diocesi di Spagna: 
Betica, Baleari, Cartaginiense, Tarraconense, Galizia, Lusitania, Mauretania Tingitana.
- Diocesi di Britannia: 
Maxima Caesariensis, Britannia I, Britannia II, Flavia Caesariensis, Valeria.



OCCIDENTE E ORIENTE DIVISI: 395 d.c.

Mentre l'Impero d'Occidente cadde nel 476 a causa delle invasioni barbariche, nell'Impero d'Oriente, o Impero bizantino, Giustiniano I fece importanti riforme nel 534-536 abolendo, in alcune province, la separazione tra autorità civile e militare. I successori di Giustiniano istituirono poi gli Esarcati nel 580 in Italia e in Africa, e nel 640 le prefetture e le diocesi vennero abolite e sostituite dai themata, circoscrizioni militari difese da soldati-contadini locali. Queste riforme portarono all'unione dei poteri civili e militari nelle mani di un'unica persona, l'esarca negli esarcati in Occidente e lo strategos nei themata. L'istituzione dei themata (o temi), pur provocando la graduale scomparsa delle prefetture in Oriente, non portò subito all'abolizione delle province: infatti le vecchie province continuarono a esistere all'interno dei temi fino al IX secolo, amministrate dal proconsole del tema.




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