SACRI MISTERI (ISIDE)





Apuleio - Le metamorfosi - X

"Finalmente sfilarono le schiere degli iniziati ai sacri misteri, uomini e donne di ogni condizione e di tutte le età, sfolgoranti nelle loro vesti immacolate di candido lino, le donne coi capelli profumati e coperti da un velo trasparente, gli uomini con il cranio lustro, completamente rasato, a indicare che erano gli astri terreni di quella grande religione; inoltre dai sistri di bronzo, d'argento e perfino d'oro, traevano un acuto tintinnio. 

Seguivano poi i ministri del culto, i sommi sacerdoti, nelle loro bianche, attillate tuniche di lino, strette alla vita e lunghe fino ai piedi, recanti gli augusti simboli della onnipotente divinità. Il primo di loro reggeva una lucerna che faceva una luce chiarissima, però non di quelle che usiamo noi, la sera, sulle nostre mense, ma a forma di barca, e tutta d'oro, dal cui largo foro si sprigionava una fiamma ben più grande. 

Il secondo era vestito allo stesso modo ma reggeva con tutte e due le mani degli altarini, i cosiddetti «soccorsi», a indicare la provvidenza soccorritrice della grande dea; il terzo portava un ramo di palma finemente lavorato in oro e il caduceo di Mercurio, il quarto mostrava il simbolo della giustizia: una mano sinistra aperta. 
Questa, infatti, lenta per natura, priva di particolari attitudini e di agilità, pareva più adatta della destra a raffigurare l'equità. Costui, inoltre, portava anche un vaso d'oro, rotondo come una mammella, dal quale libava latte, un quinto recava un setaccio d'oro colmo di rametti anch'essi d'oro e un altro un'anfora."

Iside è figlia di due divinità, Nut, la madre e il cielo, e Gheb, il padre, la terra. Fu sorella e sposa di Osiride e madre di Horus, che in seguito presero i nomi rispettivamente di Serapide ed Arpocrate. Con figlio e marito Iside formò una triade divina, una santissima trinità di cui la Dea era il personaggio principale.
Il suo culto, diventato misterico per i legami della Dea con il mondo ultraterreno e nonostante all'inizio fosse ostacolato, dilagò a lungo in tutto l'Impero romano.



IL MITO

Nel mito egizio la Dea Nephthys si innamorò di Osiride, Faraone dell'Egitto, che innamorato di Iside la respinse; ma suo marito, il Dio Seth, fratello di Iside ed Osiride, comunque ingelosito si trasformò in cinghiale e uccise Osiride durante una caccia. Iside, accompagnata da Anubis, partì alla ricerca del marito e ne trovò il cadavere, che però le venne rubato da Seth e fatto in 14 pezzi. Iside ed Anubis rinvennero e ricomposero le membra; poi ella baciò il corpo del marito e gli fece bere l'acqua della vita, resuscitandolo. Osiride scese a regnare sul mondo dei morti, ma prima generò con Iside il Dio Horus/Arpocrate.

Seth rivendicava il trono d'Egitto rimasto vuoto e la mano di Iside; ma essa lo respinse, chiedendo il regno per il figlio Horus. Il tribunale degli Dei accecò e scacciò Seth, che da allora visse nelle tenebre.



L'ASPETTO

Iside è molto bella, ha i neri capelli lunghi e ricci; il suo mantello color ebano risplende d'una luce tenebrosa ed è intessuto di stelle con luna e sole. Sul capo divino una coppia di corna o serpi racchiudono il sole. A volte è vestita all'egizia o è nuda.



ATTRIBUTI

Segno di Ankh, sistro, brocca d'acqua, scettro, colonna conica con spighe, luna e sole, serpente, tiet o nodo di Iside, colomba, rose.



I MISTERI

"Io sono colei che, è che è sempre stata e sempre sarà, e nessun mortale ha mai alzato il mio velo." Questa frase la riferisce Plutarco per averla letta incisa su una statua di Iside. Insomma i caratteri del Dio unico appartenevano un tempo alla Dea, che però non era unica.

I Misteri Egizi di Iside sembra salvassero all'Ade permettendo di raggiungere i Campi Elisi dopo la morte. Il culto di Iside è molto simile per alcuni aspetti a quello cristiano. Infatti nel suo tempio, al contrario degli altri templi pagani, prendevano posto i fedeli e per giunta pregavano. La morte e resurrezione di Osiride simboleggiava la promessa di vita eterna agli iniziati, come la morte e resurrezione di Cristo garantisce l'eternità ai cristiani.

Iside che concepisce il Dio Horus quando Osiride è già morto, quindi una concezione immacolata, la Dea che schiaccia il Tartaro sotto ai suoi piedi, dai molti nomi e dai molteplici colori che segnano la sua veste, richiama molto della Vergine Maria, l'immacolata che schiaccia il serpente, tradendo però il simbolo più sacro a tutte le Grandi Madri, il serpente, simbolo di terra e materia e quindi di istinto. Quella materia che Iside unisce allo spirito ma la Madonna divide inesorabilmente.

Inoltre, come i cristiani, i seguaci di Iside dovevano osservare la fede, la moralità e la preghiera; la divina provvidenza li proteggeva, aiutandoli in terra e preparando loro un posto nell'aldilà.
Mancava inoltre della selettività degli altri misteri, cercando di fare proseliti con la predicazione, cosa anche questa praticata dai cristiani. Tutti gli iniziati portavano un amuleto con la scritta "Isis Victrix" e una stola sacra per la preghiera, molto simile a quella dei preti cristiani. I fedeli portavano al collo una catenina con l'ank, come oggi un cristiano può indossare una catenina con la croce.
Come i Cristiani, i fedeli di Iside formano una comunità molto unita e potente, però in maggioranza femminile.



LE PRATICHE

A chi richiedesse ardentemente la sua iniziazione il sacerdote rispondeva
"le chiostre del mondo infero e le porte della salvazione stanno nelle mani della Dea e l’iniziazione stessa vien celebrata a guisa di una morte volontaria e di una gratuita salvezza: in quanto, coloro che trascorso il tempo della vita si trovano già al limite della morte, la Dea stessa suole indicarli come quelli cui possono con sicurezza affidarsi i grandi segreti della religione e che, in qualche modo rinati per sua provvidenza, son da essa affidati ad una nuova via di salute"

Prima dell'iniziazione si osservava un lungo periodo di preghiera con astinenza sessuale e digiuni; la data del rito viene fissata dal sacerdote o direttamente da Iside, che talvolta appariva in sogno. La cerimonia durava un' intera notte in cui l'adepto, dopo un digiuno ed un lavacro purificatori, indossava 12 vesti, una ogni ora, corrispondente ad una sfera celeste. Si trattava di un viaggio dell'anima, con l'esperienza della morte, della presentazione agli Dei e della rinascita.

All'alba, vestito e coronato d'oro, e con una fiaccola in mano, veniva presentato ai fedeli come Osiride morto e risorto. L'iniziazione costava 250 sesterzi. Da tener conto che lo stato non sosteneva i costi e pure i sacerdoti erano mantenuti da donazioni volontarie. I gradi di iniziazione ulteriori erano due: i Misteri di Osiride, riservati ai fedeli più devoti, che costavano 1000 sesterzi; ed un terzo grado di iniziazione, riservato ai futuri sacerdoti.

Differentemente dalla maggior parte dei culti, i Misteri di Iside sono caratterizzati da numerose funzioni religiose quotidiane, almeno quattro al giorno, più altre nelle ricorrenze. Le immagini sacre della Dea ricevevano dai fedeli il bacio a distanza accompagnato dal gesto della mano.
Durante le feste Isiache, che celebravano la morte e resurrezione di Osiride, i sacerdoti si battevano il petto e si lamentavano ad imitazione di Iside mentre traversava  in barca il Nilo cercando il corpo dello sposo.

La festa più seguita era la Navigazione di Iside, con il corteo del Carro Navale: una splendida navicella ricca e adorna di nastri e fiori veniva portata in processione su ruote fino al mare, accompagnata da una gran folla di fedeli in maschera e dai sacerdoti; il suo varo segnava l'inizio della stagione  marittima, poichè Iside era Regina Maris e protettrice dei naviganti (come la Madonna).



I VERI MISTERI

C'è da supporre però che i veri Sacri Misteri Isiaci esistessero e che non fossero dati alla massa, che serviva soprattutto a tenere vivo il culto e a mantenerlo economicamente. Il mito della morte e resurrezione del figlio della Dea, che in ere più antiche era rappresentato da madre e figlia, o da una Dea unica, riguarda sempre una discesa agli inferi in cui ci si depriva di tutto, dalle vesti ai gioielli e perfino degli occhi, per poi ascendere vittoriosi tornando alla terra.

Tutto ciò fu tradotto nel cristianesimo come discesa di Cristo nell'inferno per giudicare il reparto del limbo, mandando anime in paradiso o nell'inferno definitivo. Ora però il limbo è stato sconfessato dalla Chiesa ma il Credo cristiano con la discesa agli inferi resta.

A volte Iside era detta La Nera, per il suo aspetto infero e si pensa che non poche Madonne nere siano Isidi trasformate.

Nei sacri Misteri l viaggio interiore appartenuto alla divinità doveva diventare il viaggio dell'iniziato, entrando nelle profondità di se stesso e comprendendo così la propria intima natura, sperimentando una specie di morte che permetteva di comprendere la vera morte e di superarne la paura. L'iniziato "sapeva" non perchè veniva informato da altri ma perchè sperimentava dentro si sè, la realtà dell'uomo e dell'universo.


Apuleio

Apuleio, nel suo Asino d'oro testimonia varie fasi dell’iter iniziatico.

"Eccomi a te, Lucio, commossa dalle tue preghiere. e lamenti,
lo, madre di tutte le cose le cose, signora e principio di tutte le
generazioni nei secoli, la più grande dei numi, la regina dei Mitili, la prima
dei celesti, archetipo immutabile degli dei e delle dee
a cui concedo di governare col mio assenso le luminose volte dei ciclo,
le saline brezze del mare, i lacrimati popoli degli inferi,
lo la cui potenza, unica se pur multiforme,
tutto il mondo venera con riti diversi, con diversi nomi."


La fase preliminare è quella del sonno e del sogno in cui la Dea compare all’iniziando, consigliandolo di farsi iniziare ai “sacri riti”. Questa fase ha una rigorosa pratica ascetica di purificazione, tenendosi lontani da ogni eccesso ed alterigia, ossia il togliersi la maschera di cui l'io si riveste.

La seconda fase è l’iniziazione isiaca, come una “morte volontaria” ed una salvezza temporanea, che si realizza in questa vita terrena con un'unione tra spirito e materia nella quotidianità che migliora la vita e prepara alla morte.

Ascolta, dunque, e credi: è tutto vero. Guadagnai i confini della morte, misi il piede sulla soglia di Proserpina e tornai indietro, trascinato attraverso tutti gli elementi; nel cuore della notte vidi il sole vibrare di luce radiosa, venni alla presenza degli Dei inferi e degli Dei celesti e li adorai da vicino.”
L’iniziazione isiaca è completata poi da un festeggiamento con un sacro banchetto e “allegri festini”.

La terza fase è quella della osirificazione, quando Osiride appare nel sonno e fa entrare Apuleio nel collegio dei pastofori e “persino in quello dei decurioni quinquennali”

Tu sciogli le più intricate fila dei fati, plachi le tempeste della fortuna, scongiuri i funesti influssi degli astri. A te rendono onore i Celesti, a te prestano rispetto gli Inferi. Tu produci la rotazione della terra, dai luce al sole, governi l’Universo, schiacci sotto ai piedi il Tartaro

.In un passo di Plutarco scrive che “la sua potenza concerne la materia che tutto diviene e tutto accoglie”. Nella religione cristiana, non esiste un messaggio spirituale in cui la divinità riguarda la materia. Iside è un principio cosmico vivente nell'uomo e nel cosmo, che racchiude in sé il segreto del suo divenire, della sua trasformazione, dei suoi cicli di vita e morte. Questo era il vero oggetto dei Sacri Misteri di Iside.




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1 comment:

Mister Morteggio on 31 luglio 2016 01:04 ha detto...

Dopo un po di ricerche posto quì. Complimenti per questo sito sulla Roma Antica, è davvero interessante e ben realizzato.

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