LEGIO VI VICTRIX


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La Legio VI Victrix (la vittoriosa) venne creata da Ottaviano nel 41 a.c., come copia conforme alla VI Ferrata di Cesare, di cui divenne infatti la legione gemella. Sembra che accolse nei suoi ranghi i veterani della Ferrata insieme ad alcuni soldati delle legioni di Gaio Giulio Cesare.

La sua prima battaglia fu l'assedio di Perugia nel 41 a.c. e poi combattè nella guerra contro Sesto Pompeo, il figlio di Pompeo Magno, che aveva occupato la Sicilia, impedendo così i rifornimenti di grano per Roma, finchè Agrippa distrusse la flotta di Sesto nella battaglia di Nauloco.

Nel 31 a.c. la legione combatté nella battaglia di Azio contro Marco Antonio e la regina d'Egitto Cleopatra. Nel 30 a.c. fu dislocata nella provincia della Spagna Tarraconense, dove servì nelle guerre cantabriche (25.-13 a.c.).
La legione rimase poi in Spagna per quasi un secolo, ricevendo perchè l'appellativo di Hispaniensis o Hispana. 
Alcuni dei suoi soldati, insieme a quelli della X Gemina furono tra i primi coloni di Saragozza (Caesaraugusta). 
Il soprannome di Victrix risale invece al tempo dell'imperatore Nerone, quando la VI venne dislocata a Castra Vetera, lungo il Reno, nella Germania Inferiore. Ma quando Servio Sulpicio Galba (3 a.c. - 69 d.c.), governatore della Tarraconense, si ribellò a Nerone, questa legione lo sostenne e lo proclamò imperatore.
Così Galba creò la VII Gemina e marciò su Roma dove venne nominato imperatore.
Sembra che l'ascesa di Servio Galba fu profetizzata da Augusto che da Tiberio, il quale gli disse "Anche tu, Galba, assaggerai l'impero".

Ma fu giusto un assaggio, perchè venne assassinato dopo soli sette mesi di regno.



IN BRITANNIA

Nel 119, Adriano portò la VI Victrix nella Britannia settentrionale a supporto delle truppe che si trovavano già in loco per combattere la resistenza britanna.

Le diverse iscrizioni sugli altari ritrovati farebbero capire che i soldati furono piuttosto contenti del trasferimento, nonostante la differenza di clima piuttosto freddo rispetto a quello spagnolo.

LAPIDE PER LA VITTORIA DELLA LEGIO A XANTEN
Gli altari reperiti in loco sembrano mostrare una legione molto contenta di essere sbarcata in Britannia. Conosciamo i nomi di entrambi i suoi comandanti, in entrata P. Tullio Varrone, e in uscita Propinquus dal 122 a.c. e sappiamo anche il suo tribuno laticlavius ​​(secondo in comando di una legione), era M. Ponzio Laelianus Larcius Sabino.

Ed ecco il contenuto della lapide dedicatoria per la vittoria della legione a Xanten:

IMPeratoris VESPASIANI AVGvsti Filio
 TRibvnicia POTestate IMPeratore IIII
 COnSvle II DESIGnato III CENSoribvs DESIGnatis
Avlo MARIO CELSO LEGato AVGvsti PRo PRaetore
SEXto CAELIO TVSCO LEGato AVGvsti
LEGio VI VICTRIX ...

All'imperatore Vespasiano Augusto, con poteri tribunicii,
imperatore per la IV volta, due volte console,
designato per la terza volta, designato come censore
Ad Aulo Mario Celso, governatore con rango di propretore,
e a Sesto Celio Tusco, comandante
dalla VI Legio Victrix.
La Sesta Victrix aveva un suo animale totemico su una scultura e delle iscrizioni, non molto chiare in verità, ma da cui si è dedotto dovesse essere un toro.

Il nuovo comandante sembra fosse giunto ​​sul Tyne direttamente dalla sua base a Xanten-Vetera nella Germania Inferiore, come è indicato sui due altari scoperti nel fiume vicino al luogo probabile della Pons Aelius.

Questa legione ebbe a distinguersi nel successo delle operazioni militari e alla fine avrebbe rimpiazzato la Legio IX Hispana che aveva subito molte perdite. 


IL VALLO DI ADRIANO

Quando Adriano raggiunse la Britannia durante i suoi viaggi attraverso le province attorno al 122, dispose la costruzione di un vallum, detto poi il vallo di Adriano, costruito lungo la linea di frontiera dello Stanegate, una strada romana che nell'Inghilterra del nord. Univa i due forti di Luguvallium (Carlisle), a ovest, e Corsopitum (Corbridge) a est.

L'imperatore ne dette incarico al nuovo governatore e suo amico Aulo Platorio Nepote a cui affidò il comando della legione proveniente dalla Germania inferiore: la VI Victrix che doveva sostituire la IX Hispana. 
ISCRIZIONE DELLA TOMBA DI UN LEGIONARIO DELLA VI
Venti anni dopo la Legio VI curò anche l'edificazione del Vallo di Antonino, che venne però presto abbandonato. Nessuna delle legioni che costruirono le mura è citata come un distacco o vexillatio, ma ci potrebbe essere stata una vexillation presente. 
Un'iscrizione registra 3.000 truppe dal VII Gemina da Hispania Tarraconensis e VIII Augusta e XXII Primigenia dalla Germania Superior di essere inviati nella spedizione britannica adrianea. 
Forse si trattava di truppe supplementari per aiutare il processo di costruzione, oppure un progetto di truppe per sostenere le esaurite legioni britanniche, non lo sappiamo.
E' anche logico che un'impresa della portata del Vallo abbia assorbito tutti i militari disponibili, e così non solo le unità ausiliarie vennero convogliate a lavorare sul Vallum ma perfino la flotta (la classis Britannica) dovette lavorare tantissimo per costruire il forte di Benwell. Certo durante la costruzione, le legioni dovettero fare il lavoro preminente, poi furono gli ausiliari ad essere preminenti sul lavoro, ma senza alcun ruolo esclusivo.
Nel 185, le legioni di stanza in Britannia Romana si ribellarono e sollecitarono un loro comandante, il governatore Stazio Prisco, a rimpiazzare l'impopolare imperatore Commodo, ma lui rifiutò e tornò nel continente. La rivolta fu sedata da Pertinace, che sarebbe poi salito al soglio imperiale dopo l'uccisione di Commodo. 

SPALATO

LUCIO ARTORIO CASTO

Nel 175, l'imperatore Marco Aurelio arruolò 8.000 sarmati nell'esercito romano, 5.500 dei quali furono poi inviati lungo il confine settentrionale della Britannia romana dove si unirono alla Legio VI Victrix, in cui prestava servizio Lucio Artorio Casto, generale della cavalleria romana, (secondo alcuni alla base del personaggio di Re Artù), anche se sembra che sia rimasto fedele a Roma. 

Invece di rimandare a casa questi guerrieri una volta terminati i loro 20 anni di servizio, le autorità romane li insediarono in una colonia militare nell'odierno Lancashire, dove fonti storiche del 428 attesterebbero all'epoca dei loro discendenti detti "truppa dei veterani sarmati".

Inoltre un'epigrafe in due frammenti e pure lacunosa rinvenuta a Podstrana, sulla costa dalmata mostra chiaramente di essere stata una lastra del sarcofago di Artorio. 

Una seconda iscrizione, una targa commemorativa della stessa località, riporta pochi dati ma simili a quelli del sarcofago. 

Un'altra epigrafe, recante il solo nome di Lucio Artorio Casto, fu invece ritrovata a Roma e attualmente è al Louvre. 

Secondo l'iscrizione del sarcofago, Artorio Casto, membro della gens Artoria,  probabilmente originario della Campania, era stato un centurione della III legione Gallica, poi passato alla VI legione Ferrata, alla II legione Adiutrice e alla V legione Macedonica, di cui divenne primo pilo. 

Fu poi Praepositus della flotta di Miseno, la forza navale della Baia di Napoli, e infine Prefetto della VI legione Vitrix.
Qui ottenne il titolo di "dux", riservato a chi si era distinto per imprese eccezionali.

Casto si ritirò poi dall'esercito e divenne procurator centenarius, cioè governatore, con un ricco stipendio di centomila sesterzi annui, (un legionario prendeva circa 900 sesterzi annui) della Liburnia (Dalmazia settentr.), dove certamente concluse la sua vita, facendosi seppellire nella necropoli di Salonae Palatium (Spalato).



 

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