LE DUE SUPERPOTENZE


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Si intende per Via della Seta l’insieme dei percorsi carovanieri e rotte commerciali, di terra e di mare, che congiungeva l’Asia orientale, e in particolare la Cina, al Vicino Oriente e al bacino del Mediterraneo.

Si dice che le relazioni fra l’ Impero Romano e Cina iniziarono indirettamente nel II secolo a.c. con l’apertura della famosa via della seta, ma cosa ci sarà di vero? La Cina dell'epoca romana viene situata al di là dell'Aurea Chersonesus (Penisola d'oro) e si riferisce alla penisola indocinese ed è descritta come adiacente al Magnus sinus (Mare grande) che corrisponde all'area allora conosciuta del Mar Cinese Occidentale. Il commercio attraverso l'Oceano Indiano fu molto intenso a partire dal II secolo e sono stati identificati numerosi porti commerciali romani, attraverso i quali deve essere passata effettivamente la relazione diplomatica tra i due imperi.



ALESSANDRO MAGNO 

Ma la via della seta non sarebbe iniziata senza l’espansione dell’impero di Alessandro Magno verso l’Asia Centrale fino alla Valle di Fergana ai confini dell’attuale regione cinese dello Xinjiang. Il principe macedone nel 329 a.c. fondò la colonia di Alexandria Eskate, nel Tagikistan.

I primi a creare una rete di strade tra Europa e Asia sono stati i persiani, ma l’espansione maggiore è stata quella di Alessandro Magno, che è riuscito a raggiungere la Valle della Fergana, nell’odierno Uzbekistan, rendendo l’impero greco il più grande al mondo. Essendo quindi spianata la strada dal Mediterraneo fino ai confini uzbeki, con l’apertura successiva del Corridoio del Gansu si sono incontrate le due tracce dando vita di fatto alla Via della Seta.

L’espansione greca continuò verso oriente, estendendo il proprio controllo fino alla Sogdiana, dove vi sono indicazioni che possano aver inviato spedizioni fino nel Turkestan cinese creando così i primi contatti fra Cina e mondo occidentale, intorno al 200 a.c.

La Via della Seta dei grandi commerci fu iniziata però nel 114 a.c. nel periodo della dinastia Han (206 a.c. – 220 d.c.), e sopravvisse fino almeno al XV secolo, circa 150 dopo Marco Polo, quando si aprirono le vie marittime. Essa collegava la Cina ai territori dell'impero romano. 6000/7000 chilometri, a seconda delle varianti. Un percorso che conduceva dalla capitale cinese Xi'an sino alle coste del Mediterraneo.

VASTITA' DEI DUE IMPERI

I SERI

Lo storico e poeta romano Floro ( 70/75 - 145 ), amico di Svetonio e di Adriano, descrive la visita di numerosi emissari, tra cui i Seri all'imperatore romano Augusto. I Seri erano una popolazione della Asia centrale e della Cina occidentale, famosa per la produzione della seta. Da "Seri" deriva infatti l'aggettivo "serico" relativo alla seta.

Ma Plinio il Vecchio li descrive come: - «… Il padre di Rachias si era recato laggiù e al suo arrivo i Seri si erano mossi ad incontrarlo. Erano individui di alta statura, biondi di capelli e con gli occhi azzurri, dotati di voce rauca e di una lingua poco adatta al commercio.»

Evidentemente nell'Impero Romano, con il nome Seri non si conobbero i Cinesi ma gli indoeuropei che ancora sopravvivevano nelle città-stato carovaniere delle oasi del deserto di Taklimakan lungo la Via della Seta.

Lo storico greco Strabone scrive che "i greci estesero il loro impero lontano fino ai Seri e ai Frini (Strabone, Geografia); primi sono gli uomini conosciuti come i Seri, famosi per il filato ottenuto dalle foreste; dopo averle macerate in acqua estraggono la parte bianca dalle foglie... Molta gente è impiegata e molto lontana è la regione da cui proviene per permettere alle matrone di indossare in pubblico vesti trasparenti".

Scrive Plinio:
"I Seri sono famosi per la sostanza lanosa che si ottiene dalle loro foreste. Dopo un'immersione nell'acqua essi pettinano via la peluria bianca dalle foglie"... (Plinio il Vecchio, Storia Naturale)

E Virgilio: "di come i Seri cardano con il pettine/ i sottili fili di seta dalle foglie" (Virgilio,Georgiche)

Del resto la via della seta marittima partendo dalla Cina settentrionale raggiungeva quella meridionale, Filippine, Borneo Siam, Malacca, Sri Lanka, India, che conoscevano l'impero romano e lo guardavano con ammirazione, il grande conquistatore delle nazioni. Per cui anche Sciti e Sarmati mandarono inviati a stringere amicizia con Roma.

LE ROTTE COMMERCIALI TRA ROMA E L'ORIENTE (ingrandibile)
"Anche i Seri giunsero, e gli indiani che abitavano sotto il sole verticale, portando come doni pietre preziose e perle ed elefanti, e parlarono del lungo viaggio che avevano intrapreso, e che dissero che gli aveva richiesto quattro anni. In realtà bastava guardarne la carnagione per capire che facevano parte di un modo diverso dal nostro" ("Cathay and the way thither", Henry Yule)

Nel 97 il generale cinese mandò un inviato a Gan Ying. Seguirono numerose Relazioni diplomatiche ambasciate romane in Cina a partire dal 166, ufficialmente registrate nelle cronache cinesi.



L’AMBASCIATA DI ZHANG QIAN

Le relazioni diplomatiche tra mondo romano e cinese iniziarono in modo indiretto con l'apertura della Via della seta nel II secolo a.c. La Cina e l'Impero Romano si avvicinarono progressivamente prima con l'ambasciata di Zhang Quian nel 130 a.c. e le spedizioni militari della Cina verso l'Asia Centrale fino al tentativo del generale Ban Chao di inviare una delegazione a Roma attorno all'anno 100. Antichi storici cinesi registrarono alcune ambasciate romane in Cina; tra cui quella dell'imperatore Marco Aurelio dell'anno 166.


- 130 a.c -

Intorno al 130 a.c. a seguito dei rapporti dell’ambasciatore Zhang Qian, avvennero le ambasciate della dinastia Han verso l’Asia Centrale, l’imperatore cinese Wudi voleva relazioni commerciali con le sofisticate civiltà urbane della Battriana e della Partia, e in conseguenza di ciò ogni dieci anni circa, i cinesi inviarono numerose ambascerie che arrivarono fino ai territori siriani del regno Seleucide.

- 53 a.c. -

All'inizio dell'estate del 53 a.c., 700 anni dopo la fondazione di Roma, sospinto dall'invidia per i trionfi militari di Cesare e Pompeo, Marco Licinio Crasso partì alla volta della Persia al comando di sette legioni, per sfidare l'esercito dei Parti a tornare a Roma carico di bottino e onori. Ma Crasso pagò quell'imprudenza con la vita, e con la sconfitta della battaglia di Carre.

Secondo lo storico Homer Dubs, quei mercenari dei soldati romani superstiti della battaglia di Carre, si sarebbero stanziati in Cina. Da Plinio il Vecchio sappiamo che nella sconfitta romana, 10.000 romani furono catturati dai Parti e trasportati nella Margiana, un territorio nell'attuale Turkmenistan.

Qui i legionari, una volta sotto l'impero cinese, avrebbero fondato il villaggio di Li-jien, nell'attuale Yongchang, nel nord-ovest della Cina; questa teoria è suggerita da vari indizi, tra cui lo stesso nome del villaggio (uno dei diversi modi del cinese antico per indicare Roma) ed i caratteri etnico-antropologici degli abitanti dell'area su cui sorse il villaggio, diversi da quelli cinesi.

Secondo altri invece sarebbe stato Cesare, di ritorno dall'Anatolia, a portare a Roma alcune bandiere, catturate al nemico, di uno sfavillante e sottile tessuto che tutti avrebbero voluto possedere. Sembra che lo stesso Cesare avesse indossato una clamide di seta, evidentemente fatta con le bandiere, ma il fatto fu molto criticato..

Nemmeno mezzo secolo dopo, la "serica" - così detta perché fabbricata dal lontano popolo dei Seri, come a Roma venivano chiamati i cinesi - era il più ambito paludamento della nobiltà romana, che ne faceva sfoggio senza ritegno, con grande scandalo dei ben pensanti.

Comunque separate da altri due grandi imperi - dei Parti in Persia e dei Kushana nei territori degli attuali Afghanistan e Pakistan - in quel periodo Roma e la Cina non vennero in contatto diretto, sebbene entrambe tentassero di inviare ambasciatori dall'altra parte del mondo. Fu così che, per secoli, i Romani non seppero nulla circa l'origine della seta e della lavorazione necessaria per tesserla.

- 36 a.c. - 

Forse superstiti romani della campagna condotta da Marco Antonio contro i Parti nel 36 a.c., utilizzati come soldati lungo le frontiere orientali del loro impero; da qui, forse a seguito di una fuga o di un'ulteriore cattura in battaglia, sarebbero stati arruolati dagli Unni come mercenari.

- 35 c. a.c. - 

Intorno alla metà del I sec. a.c. gli Unni furono coinvolti in una guerra civile: due fratelli, Hu-han-hsieh appoggiato dalla Cina, e Chih-chih, si disputavano il titolo di Re degli Unni. Sconfitto dal generale cinese Cheng Tang, Chih Chih fu catturato e messo a morte nel 35 a.c., ma la notizia interessante, tramandataci dalle cronache cinesi, è che la sua guardia del corpo era composta da uomini di un'altra etnia, capaci di usare una complessa tattica di difesa definita come "a scaglie di pesce", tipo la testudo romana.



IL SEGRETO DELLA SETA

La Via della seta, venne così a formarsi nel I secolo d.c., in seguito ai numerosi tentativi cinesi di consolidare una comunicazione verso il mondo occidentale e l’India, sia attraverso contatti diretti nell’area del Tarim, sia attraverso relazioni diplomatiche con le regioni del Dayuan, i Parti e, più a ovest, i Battriani. Si sviluppò così un intenso commercio con l’impero romano, dato la grande passione dei romani per la seta cinese che dal I secolo arrivava a Roma attraverso i Parti.

Dunque i Parti importavano la seta dalla Cina, e neanche loro sapevano come venisse prodotta, e così l'India che importava la seta dalla Cina e la esportava in occidente, ma nessuno sapeva. Come era possibile? Essendo un prodotto costoso doveva esserci un forte interesse a poterla riprodurre. C'è però una specie di leggenda o storia sulla produzione del prezioso tessuto.

La scoperta dell'utilità del baco da seta sembra si debba a un'antica imperatrice di nome Xi Ling-Shi, moglie dell'imperatore Giallo, nel XXVIII sec. a.c. L'imperatrice stava passeggiando quando sfiorò un bruco con un dito e questi tirò fuori un filo di seta. Man mano che il filo usciva, l'imperatrice lo avvolgeva al dito, finchè comparve un piccolo bozzolo, e comprese il legame tra baco e seta. Insegnò quanto aveva scoperto al popolo, e la notizia si diffuse.

Come fece a far tacere tutto il popolo? Per quanto fosse interesse dei cinesi non è possibile che nessuno fosse tentato dal divulgare un segreto che sarebbe stato pagato a peso d'oro. In epoca antichissima le imperatrici avevano un potere uguale se non superiore ai loro consorti, perchè mentre il re badava all'amministrazione e all'esercito, le regine badavano alla religione e ai costumi. Per questo esse svolgevano un compito un po' magico e un po' misterioso. L'imperatrice che scopri la produzione della seta intuì che occorreva ammantare la scoperta di un divieto divulgativo supremo.

Un segreto religioso che portava alla dannazione chi lo violava. Sicuramente tutto il processo ebbe un valore religioso e simbolico, e solo una certa casta di persone venne messa al corrente del segreto e addetta all'allevamento del baco. Certamente il popolo ignorava il procedimento altrimenti l'avrebbe riprodotto e facilmente divulgato fuori dei confini di stato

Così nessuno poteva commettere il sacrilegio permettendosi di coltivarlo per suo conto. L'allevamento era sotto custodia e supervisione imperiale. Solo così si poteva mantenere il segreto.

Sta di fatto che la seta non era portata a Roma direttamente dai cinesi ma vi arrivava per mezzo dei Sogdiani e dei Parti, e poi dei commercianti di Palmira e Petra, trasportata via mare dai marinai di Antiochia, Tiro e Sidone.



SPEDIZIONE DI BAN CHAO

- 97 d.c. -

Spedizione di Ban Chao Nel 97, il generale cinese Ban Chao attraversò le montagne del Tian Shan e del Pamir con un esercito di 70.000 uomini in una campagna contro gli Xiongnu (gli Unni) spingendosi a ovest fino al Mar Caspio, raggiungendo il territorio della Partia.

Durante questa spedizione mandò un inviato di nome Gan Ying a "Da Qin" (Roma). Gan Ying lasciò una dettagliata descrizione delle terre occidentali anche se arrivò solo fino al Mar Nero prima di fare ritorno in patria.

Gan Ying riportò notizie dell'Impero romano prese da altre fonti. Egli situava Roma nell'ovest del mare: - Il suo territorio copre diverse migliaia di "li" (un li equivale a circa 1/2 km), è composto da circa 400 città fortificate. Ha assoggettato molte decine di piccoli stati. Le mura delle città sono di pietra. Hanno istituito una rete di stazioni di posta... Ci sono pini e cipressi -

Hou Hanshu descrive anche il sistema democratico, l'aspetto fisico e le ricchezze di Roma:

IMPERO HAN
"Per quanto riguarda il re, non è una figura permanente ma viene scelto fra gli uomini più degni... La gente è alta e di fattezze regolari: assomigliano ai cinesi ed è per questo che questa terra è chiamata - Da Qin - (la Grande). Il suolo fornisce grandi quantità d'oro, argento e rari gioielli, compreso un gioiello che splende di notte...
Hanno tessuti con inserti in oro per formare arazzi e damaschi multicolori e fabbricano vestiti dipinti d'oro e un vestito-lavato-nel-fuoco Hou Hanshu, citato in Leslie and Gardiner. Infine Gan Ying determina correttamente Roma come il polo principale, posto al terminale occidentale della "Via della seta". È da questa terra che arrivano tutti i vari e meravigliosi oggetti degli stati stranieri."

L'esercito cinese stipulò un'alleanza con i Parti e costruì alcuni avamposti militari a una distanza di alcuni giorni di marcia dalla capitale della Partia Ctesifonte riuscendo a controllare la regione per parecchi anni".

Viene da notare che se i Romani assomigliano ai cinesi anche i Seri possono essere cinesi, o forse si andava un po' a simpatie, se un popolo era potente qualcosa di cinese doveva averlo.

Comunque mezzo secolo dopo, la "serica" - da Seri, come a Roma venivano chiamati i cinesi, era molto ricercata dalla nobiltà romana, ma, separate dai Parti in Persia e dai Kushana (attuali Afghanistan e Pakistan), Roma e Cina non vennero in contatto diretto, sebbene entrambe inviassero ambasciatori cercandosi a vicenda. Così per secoli, i Romani non seppero nulla circa l'origine della seta e del modo di produrla.

Infatti, nella "Storia naturale", Plinio il Vecchio dice che i Seri fossero "famosi per la lana delle loro foreste" e che "Staccano una peluria bianca dalle foglie e la innaffiano; le donne quindi eseguono il doppio lavoro di dipanarla e di tesserla".

Dei bachi non si sapeva nulla. La Cina custodiva il segreto, e l'esportazione dei bachi era proibita pena la morte. Solo intorno al 420 d.c, quando la Cina si divise nei tre imperi Wei, Wu e Shu, la figlia di un imperatore, andata in sposa a un principe di Khotan, nel Tarim, per compiacere il marito, riuscì a contrabbandare le uova dei bachi da seta e i semi di gelso, nascondendoli nell'ornamento della sua acconciatura.
Così il bacino del Tarim scoprì l'allevamento dei bachi e all'epoca, le città del bacino del Tarim, (attuale Xinjiang), erano tappe obbligate per chi, provenendo da Xi’an , percorreva il Gansu per traversare l'Asia centrale.

- 116 d.c. - 

Nel 116 d.c., l’Imperatore romano Traiano entrò in Ctesifonte (campagne partiche di Traiano), dopo averla assediata ma non si verificò mai un contatto diretto fra le due civiltà.

La città era posta a una trentina di km dall'attuale Bagdad, capitale dell'Iraq, collocata su una delle direttrici dell'antica Via della Seta.

- 130 d.c. -

La Cina in passato era solo l’area nord-orientale di ciò che è oggi. La difficoltà di espansione era dovuta a sud-est dall'altopiano tibetano, e a nord-est dall’arido deserto del Gobi. Muoversi verso est era impossibile finchè, intorno al 130 d.c., durante la dinastia Han, non venne aperto un passaggio nel Corridoio del Gansu, una stretta via tra le montagne e il deserto che collegava la Cina all’Asia centrale. Xi’An, situata alla fine orientale del Corridoio, era la città di partenza per tutti i viaggi verso l’impero cinese.

- 150 d.c. - 

La Cina è riportata nella "Geografia" di Tolomeo che è datata 150 d.c., per cui doveva essere ben conosciuta dai romani dell'epoca. Il suo nome e la sua posizione vi sono descritti accuratamente.


- 165 d.c. - 

La città di Ctesifonte fu ripresa da Lucio Vero nel 165 (campagne partiche di Lucio Vero).


- 166 d.c. - 

I Romani viaggiarono fino all'Estremo Oriente con navi romane, indiane o cinesi. Una "Via della seta marittima" fu aperta, attorno al I sec., fra la regione controllata dai cinesi dello Jaozhi (con centro nell'attuale Vietnam vicino ad Hanoi). Questa "Via" raggiunse le coste dell'India e dello Sri Lanka fino ai porti controllati dai romani dell'Egitto e le piste dei Nabatei sulla costa nordoccidentale del Mar Rosso.

La prima ambasciata romana in Cina fu registrata nel 166, sessant'anni dopo le spedizioni del generale Ban Chao, e risulta registrata negli annuali cinesi. L'ambasciata giunse all'imperatore cinese Huan da parte di "Antun" Antonino Pio, "re di Da Quin" (Roma), probabilmente Marco Aurelio, tuttavia oggi si tende a identificare Antun in un mercante privato di nome Marco Aurelio Antonino, probabilmente originario di Palmira. La missione arrivò da sud, probabilmente seguendo la via marina, ed entrò in Cina alla frontiera del Jinan Tonkino.

Portava in dono corni di rinoceronte, avorio, carapaci di tartarughe, probabilmente acquistati nel sud dell'Asia. Nello stesso periodo, e forse proprio per mezzo di questa ambasceria, i Cinesi ottennero un trattato di astronomia dall'Impero romano.

LA VIA DELLA SETA
- 198 d.c. - 

Nel 198 Ctesifonte fu nuovamente conquistata e distrutta da Settimio Severo, che assunse il titolo di Partico Massimo.

- 227- 239 ? - 

Le relazioni tra Impero romano e Cina, si protrassero nel tempo, ma abbiamo notizie di altre ambasciate solo all’inizio del III secolo d.c., per dei regali inviati dall’Imperatore romano (non sappiamo chi) all’imperatore cinese Cao Rui, del Regno di Wei, che regnò dal 227 al 239 nel nord della Cina. I doni consistevano in articoli di vetro in varie colorazioni. Evidentemente il vetro era ancora sconosciuto ai cinesi.

- 244 d.c. - 

Gordiano III tentò di catturarla durante la campagna militare contro l'Impero sasanide, ma fallì.


- 283 d.c. - 

L'imperatore Marco Aurelio Caro la conquistò nel 283, ma morì subito dopo,


- 284 d.c. -

Un'altra ambasciata da Roma è dell'anno 284, descritta come portatrice di "tributi" all'Impero cinese. Questa missione deve essere stata inviata un anno prima dall'imperatore Marco Aurelio Caro (282 - 283), il cui breve regno fu occupato dalla guerra con la Persia.


LEGIONARI IN CINA

A Roma non si sapeva quale fosse l'origine della seta nè da dove provenisse, ma attraverso queste spedizioni diplomatico-commercial-militari dei cinesi verso l'Asia Centrale e la Partia, nel I sec. a.c. sorse la Via della seta. E fu durante una di queste campagne che nel 36 a.c., alla battaglia di Sogdiana tra Han e Hsiung Nu, avvenne forse il primo incontro tra truppe cinesi e romane, forse sbandate dopo la sconfitta subita da Crasso a Carre (53 a.c.) in Mesopotamia e catturate o assoldate come mercenarie prima dai Parti e poi dagli Hsiung Nu.

Pare che queste truppe mercenarie adottassero la tecnica romana della testuggine, ma gli storici dubitano. Pare incredibile che si tratti di soldati "romani" fatti prigionieri dai Parti nel 36 a.c. durante la rovinosa campagna di Antonio contro di essi condotta passando per l'Armenia invece che per la Mesopotamia. Sembra strano che dopo 17 anni da Carre questi mercenari romani ancora combattessero, perchè dovevano essere un po' invecchiati.

E' anche vero però che i legionari accumulavano, a seconda delle epoche, dai 16 ai venti anni di servizio. Ed è anche vero che i veterani in pensione chiesero a Cesare di poter tornare a combattere per lui, e Cesare accettò e insieme vinsero nella fatale battaglia di Farsalo. Il grande condottiero non li considerò troppo vecchi per la battaglia eppure erano veterani in congedo per esaurimento degli anni di servizio.

Il senato romano emanò invano diversi editti per proibire la seta, per ragioni di moralità ma soprattutto per il debito estero che creava. Vi è chi sostiene che i romani sarebbero entrati in nebuloso contatto con i cinesi già nel I secolo d.c. attraverso i Parti, e che Augusto ne avrebbe addirittura ricevuto una delegazione, ma gli annali di quell'impero registrano che la prima ambasceria sarebbe arrivata là soltanto nel 166 via mare.


BISANZIO

Ai tempi di Giustiniano i Bizantini presero contatti commerciali con le nazioni dell'Estremo Oriente, tra cui la Cina, che importava dai Bizantini vasellame e stoffe prodotte in Siria ed esportava la seta.

Però durante i frequenti conflitti con i persiani Sasanidi i traffici con Cina e India non erano possibili, per cui Giustiniano cercò di aprirsi un passaggio per la Cina attraverso la Crimea, e il successore di Giustiniano, Giustino II, cercò di commerciare con la Cina passando per il mar Rosso e per l'oceano Indiano, però una via asiatica era impervia e pericolosa.

Il problema fu risolto da due monaci provenienti dalla Cina o da qualche regione circostante che si recarono a Costantinopoli nel 552 e svelarono all'imperatore il segreto della produzione della seta. Essi vennero allora incaricati di procurarsi clandestinamente in Cina uova di bachi da seta in modo da portarle a Costantinopoli e permettere ai Bizantini di prodursi la seta. I principali centri di produzione della seta nell'Impero divennero dopo alcuni anni Costantinopoli, Antiochia, Tiro, Beirut e Tebe.



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