IL VALLO DI ADRIANO


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FORTIFICAZIONI ROMANE IN BRITANNIA

La prima fortificazione romana in Scozia fu il Gask ridge, ad est delle Highlands scozzesi, la regione montuosa della Scozia, ed a nord del limes del Forth-Clyde, eretta dopo le campagne militari di Agricola, a nord dell'antica provincia della Britannia.

Il Gask ridge era costituito da una serie di forti e fortini con torri di segnalazione che partivano da nord a sud, con un fortino a sud, due al centro sud, tre al centro nord e quattro a nord.

Si trattava di una serie di forti a nord degli estuari del Clyde e del Forth, nel Perthshire, che però vennero presto abbandonati in quanto sostituiti dal Vallo di Adriano.

Quindici anni dopo il completamento del Vallo, un terrapieno di zolle di terra, il Vallo Antonino, venne costruito in modo che creasse una barriera tra i due fiumi: il Clyde e il Forth. Il Vallo era molto più corto di quello di Adriano, ma richiedeva un numero di soldati quasi uguale. 

Il Vallo Antonino era più articolato, e comprendeva grandi piattaforme per le baliste ma anche questo venne abbandonato di nuovo in favore del Vallo di Adriano che venne rioccupato.




IL VALLUM HADRIANI

Questo nome viene talvolta ancora usato per indicare il confine tra Scozia e Inghilterra, anche se il muro non seguiva il confine attuale.
Venne costruito dall'impero romano, esattamente per volere dell'imperatore Adriano, come limes della Britannia Romana, che inizia a Wallsend, sul fiume Tyne, e finisce alla foce del fiume Solway Firth.

Esso doveva “separare i Romani dai Barbari”, intendendo come barbari i popoli che non accettavano l'integrazione con la civiltà romana. Due furono i popoli che più si ribellarono al dominio di Roma: i Germani.e i Pitti. Per i Germani Giulio Cesare fece costruire il limes sul Danubio, per i Pitti Adriano fece costruire il suo vallo.

Il muraglione venne iniziato nel 122 e venne terminato nel 128, una lunghissima muraglia di pietra, di ben 120 km, (pari a 80 miglia romane), per segnare il confine tra la provincia romana della Britannia e la Caledonia (Scozia).

I FOSSATI DENTRO E FUORI IL VALLO
Praticamente impiegarono meno tempo di quanto ne occorra a Roma, coi mezzi moderni, per costruire una metropolitana di pochi km.

Il vallo traversava totalmente l'isola da est a ovest, dividendola tra sud e nord in due parti, onde arginare le bellicose tribù dei Pitti che non attaccassero o invadessero la Britannia. 

Fu il confine più settentrionale dell'Impero Romano in Britannia, per gran parte del dominio romano su queste terre, anche se i Romani erano giunti fino al Mar Baltico, ed era in assoluto il confine più fortificato dell'impero. Le guardatissime porte di accesso attraverso il vallo fungevano anche da dogane per la tassazione delle merci.

Era largo dai 2,5 m. ai 3 m., e alto dai 4 ai 5 m. Possedeva ben 80 fortini, di cui due accanto alle porte, e uno ogni miglio romano, con una torretta ogni due fortini per vedetta e segnalazioni. Il terreno che ospita il vallo andava (e va) da pianeggiante a lievemente collinare, con ondulazioni continue ma con pendenze modeste e dislivelli massimi di 50 m. I romani infatti resero facilmente percorribile la strada del vallo onde permettere rapidi spostamenti alle guarnigioni.

Il muro venne costruito inizialmente con una larghezza di 3 m, ma successivamente i nuovi tratti vennero edificati a una larghezza di 2,5 m. L'altezza era invece circa 4 o 5 m. Lungo il vallo erano posizionati 14 forti ausiliari, compreso il forte romano di Housesteads, un castrum di truppe ausiliarie le cui rovine si trovano nella parrocchia civile di Bardon Mill nel Northumberland, e Birdoswald (un tempo chiamato Banna, uno dei forti meglio conservati).
C'erano 80 fortini adiacenti alle porte, uno ogni miglio romano. Due torrette erano poste nel tratto che separava ogni coppia di fortini, probabilmente utilizzate come punti di osservazione e segnalazione.




Notitia dignitatum

Molti di questi forti sono menzionati nella cosiddetta Notitia dignitatum ovvero la "Notitia dignitatum et administrationum omnium tam civilium quam militarium" ("Notizia di tutte le dignità ed amministrazioni sia civili sia militari").

Trattasi di un documento redatto da un anonimo tra la fine del IV secolo e l'inizio del regno di Valentiniano III (425-455). Non si sa se l'originale derivasse da fonti ufficiali. E' diviso in due parti, per l'Impero d'Oriente e per quello d'Occidente, dove elenca una lista di "alti" dignitari imperiali con le loro aree di competenza, oltre ai corpi militari, secondo la distribuzione territoriale. L'originale della Notitia è conservato presso la Bibliothèque nationale de France a Parigi, e risalirebbe al Rinascimento.


Il Vallo comprendeva, dall'esterno all'interno:
HORREA DEI CASTA
  1. Un glacis e un profondo fossato, armato con file di pali appuntiti. Nella terminologia militare, il glacis è il termine francese per spalto, che identifica il terrapieno rivolto verso l'esterno di una fortificazione, che dal parapetto della controscarpa scende progressivamente verso la campagna, in modo da esporre gli attaccanti al fuoco dei difensori, protetti invece dal parapetto.
  2. Un muro di pietra;
  3. Una strada dove le truppe potessero spostarsi velocemente;
  4. Il Vallum vero e proprio cioè due grossi argini con un altro fossato nel mezzo. Il Vallum probabilmente delimitava una zona militare piuttosto che essere inteso come fortificazione principale, anche se le tribù britanniche stanziate a sud erano anch'esse talvolta un problema.
  5. Una guarnigione perennemente stanziata.
Il muro era sorvegliato da unità legionarie e ausiliarie per un totale di 9.000 uomini, tra fanteria e cavalleria. Col decadere dell'impero, entro il 400 d.c. la guarnigione fu abbandonata e il muro cadde in disuso. Gran parte delle pietre vennero depredate e riutilizzate per edifici locali fino al XX sec.

Oggi in molte zone il vallo non esiste più, ma nella zona centrale, collinosa e montagnosa, è ancora intatto, con delle piccole fortificazioni ogni miglio, in tutto circa 80 fortini, e 14 forti più grandi, alcuni ancora esistenti, anche se sono solo resti. 

Per gran parte della sua lunghezza il percorso del muro può essere seguito a piedi e costituisce oggi la principale attrazione turistica dell'Inghilterra settentrionale, dove è noto come Roman Wall (muraglia romana). Il Vallo di Adriano è diventato patrimonio dell'umanità dell'UNESCO nel 1987.




LA STORIA

Gli antichi romani guardarono alla conquista della Britannia fin dall'epoca di Cesare. Si iniziò con una spedizione esplorativa e poi con una di conquista (54 a.c.) che portò però a conquiste limitate. Del resto il territorio non era particolarmente appetitoso per i romani, cioè non particolarmente ricco di risorse e commerci.

COSTRUZIONE DEL VALLO DI ADRIANO
Tuttavia, e lo si scoprirà poi, la Britannia disponeva di oro, anche se in quantità limitate, ma anche di molto stagno (indispensabile per la produzione del bronzo) che invece era all'epoca difficile da reperire.

Le spedizioni più impegnative vennero fatte con l'imperatore Claudio contro le numerose tribù locali (importanti furono le battaglie presso i fiumi Medway e Tamigi). Per giunta durante il primo periodo di occupazione vi fu la grande rivolta del 61 d.c., guidata da Buddica, regina degli Iceni. 

Le conquiste proseguirono più a nord, tra il 78 e l'83, guidate dal grande generale Gneo Giulio Agricola, governatore della Britannia ai tempi dell'imperatore Domiziano. Tuttavia l'imperatore divenne comunque geloso delle trionfanti del suo condottiero, per cui lo richiamò in patria.

La situazione dei confini peggiorò finchè l'imperatore Adriano, desideroso di conoscere il suo impero e di constatarne personalmente le condizioni sia di difesa che di esigenze civili ed artistiche, visitò quasi tutto l'impero, compresa la Britannia.

Si accorse dunque della necessità di riparare il limes dell'impero romano-britannico dalle incursioni dei feroci e indomabili Pitti e incaricò della costruzione del Vallo il governatore di Britannia, Aulo Platorio Nepote, che aveva con l'imperatore un'amicizia con alterne vicende. Gli esecutori materiali furono invece i soldati di tutte e tre le legioni occupanti. 

INTERNI DI UN CASTRO ROMANO


I PITTI

Un popolo di cui non si sa molto, se non che non furono mai assoggettati al dominio romano e che furono agricoltori, pescatori, allevatori ma, soprattutto, come i loro avi Celti, guerrieri tenaci, valorosi e terribili.

Erano valorosi combattenti ma privi di organizzazione, combattevano quasi nudi nonostante il freddo della zona, si tatuavano il corpo e si dipingevano il viso. Erano alquanto crudeli, non facevano sopravvivere i prigionieri che spesso facevano morire tra le sofferenze più atroci.

Non avevano scrittura per cui non abbiamo nulla di documentato se non quel che gli altri scrissero di loro. Certamente per i romani che erano abituati a combattere in terreno aperto furono una spina nel fianco, battendosi con scaramucce ed eclissandosi tra alberi e rocce.

I PITTI

LA DIFESA DEL VALLO

Il muro era sorvegliato da un misto di vexillationes, distaccamenti delle legioni, e unità ausiliarie dell'esercito romano. Il loro numero sicuramente variò, ma sempre intorno ai 9.000 uomini, compresi la fanteria e la cavalleria.

Queste unità vennero spesso e ferocemente attaccate, prima nel 180, ma soprattutto tra il 196 e il 197, quando la guarnigione era piuttosto sguarnita e indebolita, nelle forze e nell'umore.

In seguito alle insurrezioni fu intrapresa una grossa opera di ricostruzione del muro sotto Settimio Severo; dopo la dura repressione delle tribù attuata sempre sotto Settimio, la regione limitrofa alla muraglia rimase pacificata per gran parte del III secolo.

Si ritiene che molti membri della guarnigione possano essersi integrati nella comunità locale. Nel IV secolo una delle unità stanziate lungo il Vallo di Adriano fu la legio pseudocomitatense Defensores Seniores, in accordo con la Notitia Dignitatum. La legio pseudocomitatensis constava di unità legionarie di limitanei (unità militari di confine) entrate poi a far parte del comitatus, cioè dell'esercito mobile il cui compito era di intervenire lì dove c'era necessità.

Col declino dell'impero la guarnigione venne ritirata e il muro cadde in disuso. Gran parte delle pietre vennero riutilizzate per la costruzioni di edifici del posto; il prelievo continuò fino al XX secolo.




IL PERCORSO

La strada A69 segue il percorso del muro iniziando a Newcastle-upon-Tyne, e fino a Carlisle, quindi prosegue attorno alla costa settentrionale della Cumbria. Il muro è completamente in territorio inglese, e rimane a sud del confine della Scozia per 15 km ad ovest e per 110 km ad est.
Esso pullulava di forti romani che si chiamavano:
  • Arbeia
  • Segedunum
  • Pons Aelius
  • Condercum
  • Vindobala
  • Onnum
  • Cilurnum
  • Brocolita
  • Vercovicium
  • Aesica
  • Magnis
  • Banna
  • Camboglanna
  • Petriana/Uxelodunum
  • Aballava
  • Coggabata
  • Maia

Oltre a questi a nord di Banna fu eretto l'avamposto Fanum Cocidi

ARBEIA

ARBEIA

Questo forte sorse nei South Shields, Tyne & Wear, poi distrutto e parzialmente ricostruito. Venne scavato nel 1870 e tutte le costruzioni moderne sorte nel sito vennero abbattute nel 1970. Esso è gestito dal "Tyne and Wear Museum" come Arbeia Roman Fort and Museum.

Il forte si estende sulla cima del Lawe, a guardia del fiume Tyne. Venne fondato nel 120, e divenne il supporto marittimo per il Vallo di Adriano, e contiene gli unici granai in pietra trovati in Britannia. Venne usato fin quando i romani non abbandonarono la Britannia nel V sec..

Un corpo di guardia, le caserme e la casa di Comandante sono stati ricostruiti ad Arbeia sulle loro fondamenta originali. Il corpo di guardia contiene molti documenti legati alla storia del forte, e i suoi livelli superiori forniscono una interessante panoramica del sito archeologico.


SEGEDUNUM


SEGEDUNUM

Segedunum si trova al termine orientale della Strada delle Mura (in Wallsend) vicino alle rive del fiume Tyne. E 'stato in uso per circa 300 anni come presidio, quasi fino al 400 d.c.. 

Un ampio fossato e un terrapieno circondano il forte su tutti i lati.  Quest'ultimo giace a est  del vallo vicino alla riva del fiume Tyne, costituendo una larga porzione del muro in quel punto.

Inizialmente aveva quattro porte doppie con i cancelli di est, ovest e nord che si aprivano all'esterno e solo il cancello a sud che si apriva all'interno del forte. 

Come i Pitti divennero più pericolosi, venne costruito un grande cancello ovest supplementare all'interno del muro e il cancello per l'esterno venne bloccato. 

Il sito del forte ora contiene i resti degli scavi delle fondazioni della metà meridionale del forte originario (l'altra metà è ancora sepolta sotto le case a nord). 

C'è anche la ricostruzione dei bagni militari romani sulla base di esempi scavati nei forti di Vindolanda e Chesters. Oggi Segedunum è il più scavato dei forti del Vallo di Adriano,in quanto operò sia come forte romano che come Terme e oggi come Museo.

PONS AELIUS

PONS AELIUS 

Oggi Newcastle-upon-Tyne. Tra Benwell e Newcastle City Centre il Vallo di Adriano più o meno corre presso l'attuale Westgate Road. Questa strada è stata costruita sul sito di una struttura di difesa giusto a nord del Vallo.

Il Pons Aelius a Newcastle non fu probabilmente importante come Benwell, in quanto doveva solo guardare un ponte Romano che traversava il fiume Tyne. Così Pons Aelius era tanto il nome del ponte che del fortino. 

Esso fu costruito in pietra e come tutti i ponti romani resse per parecchi secoli, addirittura fino al 1248 a causa di un incendio (evidentemente aveva parti in legno). Venne ricostruito sfruttando le stesse fondazioni romane.

Inizialmente costituì l'estremo limite del Vallo, ma in seguito venne esteso tre miglia a est, dove sorgeva il forte di Segedunum. Questo forte fu situato nel punto in cui un breve tratto verso nord scorre accanto al fiume Tyne  che funse da naturale continuazione delle difese romane. Ciò è dimostrato dal fatto che una delle mura difensive della fortezza Wallsend effettivamente si estende fino allo stesso fiume Tyne.

Il forte misura 453 feet (138 m) da nord a sud e 393 feet (120 m) da est a ovest, coprendo 17000 mq.
Un ampio fossato e un terrapieno circondavano il forte da tutti i lati. Aveva quattro porte doppie a est, ovest e nord con cancelli che si aprivano al di fuori del muro. Un solo cancello a sud introduceva all'interno del forte.
Si sono trovate ampie tracce di un vicus che circondava il forte, probabilmente il villaggio viveva del commercio con i soldati del forte.




CONDERCUM

Condercum era un forte romano in località odierna Benwell, un sobborgo sul Tyne. Era il III forte del Vallo di Adriano, dopo Segedunum (Wallsend) e Pons (Newcastle), ed è stato situato a 2 miglia (3 km) a ovest della città. Di tutto ciò restano solo run piccolo tempio dedicato ad Antenociticus, una divinità locale, e la strada rialzata originale elevata sulla palizzata.

IL FORTE DI VINDOBALA

VINDOBALA 

Era un forte romano corrispondente oggi al castello di Rudchester, Northumberland.
Era il IV forte del Vallo, dopo Segedunum (Wallsend), Pons Aelius (Newcastle) e Condercum.
Situato a circa 11 km (6.8 mi) a ovest di Condercum. il castrum di Vindobala, che corrispondeva all’attuale città di Rudchester, aveva nelle sue vicinanze un piccolo mitreo ad uso dei soldati.

Il tempio venne scoperto nel 1844 da un contadino che scavando nel suo terreno vi trovò una statua e cinque altari. La statua venne successivamente spezzata ed è andata perduta, mentre gli altari si sono preservati (troppo difficili da spaccare).  Il tempio originale data tra la fine del II e l’inizio del III sec.: si tratta della classica sala rettangolare dei mitrei, con un’unica navata centrale e dei banconi ai due lati lunghi. Un vestibolo precedeva l’ingresso al tempio come di consueto.

Poi il tempio venne ricostruito, i banconi laterali ampliati, riducendo lo spazio degli adepti, e rimuovendo il vestibolo. Un podio in pietra, rialzato rispetto al livello del pavimento, venne posto nella zona absidale, probabilmente per il sacrificio rituale del toro.

Delle statue dei Dadofori (Cautes e Cautopates) furono ritrovate solo le teste, ulteriore segno di una deliberata distruzione del sito. 
Il mitreo si mantenne operativo per circa un altro secolo, e che dalla metà del IV secolo esso si trovava già in abbandono.

La testa di uno dei dadofori, una ciotola per il lavaggio rituale delle mani, e tre degli altari che furono ritrovati all’interno. 
Scarsissimi resti, invece, rimangono del tempio nel sito archeologico di Vindobala, all’interno del villaggio di Rudchester.

FIORE DELLA VITA
Gli altari scolpiti sono tre. Uno dedicato da Lucius Sentius Castus, della VI Legione, presenta da un lato del capitello una testa di toro con ghirlanda, dall’altro un berretto frigio del tipo indossato da Mitra. Alla base, un bassorilievo mostra il Dio in lotta con il toro. 

Evidentemente Lucio Casto era stato iniziato al grado di Miles (Soldato) e per questo fece realizzare l’altare.

Un altro riporta la dedica di Tiberius Claudius Decimus Cornelius Antonius e venne realizzato per il restauro del tempio, come l’iscrizione attesta. 

Sul capitello, delle borchie decorative riportano incisioni di Fiori della Vita. L’ultimo dei tre è più semplice e  reca la dedica al Dio Invitto da parte di Publius Aelius Titullus.


ONNUM

Hunnum (o Onnum, o col nome moderno di Halton Chesters) era il forte nord del moderno villaggio di Halton, Northumberland. Il suo nome significa ”La Rocca", riferendosi alla Down Hill situata ad est. Era il V forte, dopo Segedunum (Wallsend), Pons Aelius (Newcastle), Condercum e Vindobala.

Era situato a circa 7 miglia e mezzo da Vindobala, e a due miglia e mezzo a nord di Corstopitum. Il sito è tagliato in due dalla strada militare B6318, che corre lungo il muro del vallo.


CILURNUM

E' menzionato nella Notitia Dignitatum.e viene identificato con quello rinvenuto a Chesters nei pressi del villaggio di Walwick, nel Northumberland. Venne costruito nel 123, subito dopo il completamento del vallo ed è considerato uno dei forti per la cavalleria romana meglio conservati lungo il Vallo di Adriano. Nel sito si trovano un museo e resti di abitazioni.

Il forte era a guardia a un ponte sul fiume Tyne, di cui restano i pilastri, che portava alla strada militare dietro il Vallo.

Dapprima, come attestato da un'iscrizione di dedica alla dea Disciplina, il forte ospitò un'ala di cavalleria, l'Augusta, che serviva per incursioni di rappresaglia in territorio barbarico a nord del Vallo. Adriano incoraggiò il culto della Dea Disciplina tra le legioni di stanza al Vallo.

In seguito, come mostrano altre iscrizioni, ospitò truppe di fanteria: la prima coorte di Dalmati e la prima coorte di Vangioni, provenienti dall'alta Renania.


Dea Disciplina

Nel panteon romano, la Dea Disciplina era una divinità minore, personificazione della disciplina. Ad essa erano preposte l'istruzione, la formazione, l'autocontrollo, la determinazione e la conoscenza in un campo di studio, ma era anche un modo ideale di vivere. Soprattutto era la Dea della disciplina militare, verso Roma, l'imperatore e i superiori dell'esercito.

Fu venerata dai soldati romani soprattutto in età imperiale, in particolare quelli che vivevano lungo i confini. Altari a lei dedicati sono stati trovati in Inghilterra e in Nord Africa. Il forte di Cilurnum, lungo il Vallo di Adriano, era consacrato alla dea Disciplina, come testimonia un'iscrizione di un altare di pietra trovata nel 1978. 

Le sue virtù principali erano Frugalitas, Severitas e fidelis: frugalità, severità e fedeltà. Nell'adorare Disciplina un soldato diventava frugale nel denaro, nel consumare energie e nelle azioni. La virtù della Severitas veniva dimostrata nella sua concentrazione, determinazione e nel comportamento deciso. Era fedele alla sua unità, al suo esercito, agli ufficiali e al popolo romano.


BROCOLITA

TEMPIO DI BROCOLITA
Il tempio romano di Brocolitia

Brocolitia, Mitreo del III sec. appena fuori del forte di Carrowburgh. Esso era il più ampio di tali edifici che occupavano il sito. Il culto persiano di Mitra e del Dio Sole erano molto popolari tra i romani.

Nel 1837 venne scoperto il bagno militare romano fuori della porta ovest, e tre anni più tardi la torre di sud ovest. Insieme si scoprì il pozzo di Coventina, un santuario celtico della Dea delle acque, durante gli scavi del 1876. Un tempio del Dio Mitra venne scoperto qui nel 1949, e subito dopo di un altro tempio, dedicato alle ninfe delle acque.

VERCOVICIUM

VERCOVICIUM

VERCOVICIUM OGGI
Venne edificato in pietra intorno al 124, subito dopo la costruzione del Vallo.

Venne costruito sulle fondazioni originali del Broad Wall e della torretta 36B.

Il forte fu riparato e ricostruito varie volte, essendo le difese a nord spesso vicine al collasso.

A sud di esso esisteva un insediamento civile (vicus) fuori del forte, ed alcune delle pietre di fondazione sono ancora visibili, inclusa la "Casa del delitto" dove sono stati rinvenuti due scheletri posti in loco sotto un plancito appena messo, insomma una occultazione di cavadare.


AESICA

Fu un forte romano, un miglio e mezzo a nord della cittadina di Haltwhistle in Northumberland. Era il IX forte del Vallo di Adriano, tra Vercovicium (Housesteads) a est e Magnis (Carvoran) a ovest. Doveva fare la guardia al Caw Gap, dove il fiume Haltwhistle Burn taversa il Vallo. La strada militare B6318 passa a un miglio e mezzo a sud del forte.

Venne completato nel 128 dc. A differenza degli altri forti, Aesica è a sud del Vallo che in quel punto è più stretto, pur essendo presso le fondazioni preparate per il muro ampio e non se ne comprese il perchè.

Nel 1939 si capì che il forte 43 era già stato costruito in preparazione per l'ampio muro, e si pensa che fosse la presenza di questo forte che impediva alla parete nord della fortezza di edificarsi sulle fondamenta originali. Sembra che il fortino fu demolito quando il forte venne completato. Sia la porta che il muro est non furono mai rintracciati.


MAGNIS

Ovvero il forte romano di Carvoran, posto tra il castrum di Aesica a oriente e quello di Banna a occidente.

Fu costruito originariamente per controllare la congiunzione della strada romana che oggi si chiama Maiden Way, che da Magnis andava ad Epiacum ed a Kirkby Thore, con la Stanegate, la direttrice di approvvigionamento principale che congiungeva Coria (Corbridge) a est con Luguvalium (Carlisle) ad ovest; fu dunque edificato prima del Vallo di Adriano.
I suoi resti si trovano a Carvoran, nei pressi di Greenhead (Northumberland).



BANNA

Ovvero il forte romano di Birdoswald, era posto tra il forte di Camboglanna (Castlesteads) a occidente e quello di Magnis (Carvoran) a oriente.

Una strada romana, chiamata oggi Maiden Way, lo collegava al castrum di Fanum Cocidi, 11 km più a nord, col quale comunicava attraverso due torrette di segnalazione. 

Il castrum di Banna era in cima ad un alto sperone triangolare delimitato da scarpate a sud e a est e dominante un ampio meandro del fiume Irthing, in Cumbria. 

Si tratta dell'unico forte del Vallo di Adriano per il quale sia stato possibile dimostrare l'uso anche nel periodo successivo al dominio romano.

Aveva due vici esterni, uno a est e uno a ovest del forte. Accoglieva inoltre i principia (quartier generale), gli horrea (granai) e gli alloggi dei soldati; cosa insolita per un forte destinato alle truppe ausiliarie, nonchè una basilica exercitatoria (palestra),



CAMBOGLANNA

I RESTI DEL FORTE DI CAMBOGLANNA
Questo forte romano era posto tra il forte di Petriana (Stanwix) a occidente e quello di Banna (Birdoswald) a oriente. Situato ove sorge la moderna Castlesteads, si ergeva in cima ad un alto sperone che domina la Valle di Cambeck.

Esso si trovava a circa 11 km a ovest di Birdoswald, e controllava un importante accesso al Vallo, difendendo il versante orientale del Cambeck dagli invasori provenienti dall'area di Bewcastle.
Il sito fu drasticamente sbancato nel 1791, quando vi furono costruiti i giardini di Castlesteads House. 

Il forte era un quadrato di 120 m di lato che dominava il burrone del Cambeck, la cui erosione ha distrutto il lato nord-ovest del forte stesso. Esso fu costruito all'interno del Vallo, ma eccezionalmente staccato da esso, in quanto già costruito nel punto migliore per attraversare il Cambeck.


PETRIANA - UXELODUNUM 

Petriana (anticamente Uxelodunum) era un castrum romano posto tra il forte di Aballava a occidente e quello di Camboglanna a oriente. Situato ove sorge l'attuale Stanwix, in Cumbria, fu il forte più esteso di tutto il Vallo. Nisurava 180 m da nord a sud e 210 m da est a ovest, per un'area di circa 3,8 ettari.

Proprio per la sua grande estensione, non giustificata per una normale legione, si ritiene che abbia alloggiato una coorte miliaria di cavalleria. Gli studiosi optano per l'ala Augusta Gallorum Petriana, l'unico reggimento di quella dimensione del Vallo. Si trattava di un'unità ausiliare di prestigio, i cui soldati erano stati fatti cittadini romani per il loro valore sul campo di battaglia. Pare che il forte abbia preso dall'unità il proprio nome, che soppiantò quello originale di Uxelodunum.

Si riscontrarono alloggiamenti all'interno del forte, compreso, nel 1939, un vasto granaio  durante i lavori di ampliamento del cortile di una scuola. L'anno successivo vennero alla luce la torre di sud-ovest, oltre alle mura meridionali e orientali. Nel 1934 furono ritrovati degli oggetti che evidentemente furono trascinati nel fiume dal forte; tra di essi vi erano spille, supporti per le armature dei cavalieri e imbracature.


ABALLAVA

Il castrum era situato tra Petriana (Stanwix) ad est e Coggabata (Drumburgh) a ovest, corrispondente alla moderna Burgh by Sands.

PRINCIPIA
Aveva il compito di sorvegliare il lato meridionale di due guadi del Solway, Peat Wath e Sandwath, punti di accesso favorevoli agli incursori.

Era kungo 184 m (nord-sud) per 113 m (est-ovest) di larghezza, per un'area di quasi due ettari.

Si ritiene che il forte sia stato costruito sul sito della torretta 71b.

Una chiesa fortificata, costruita interamente con materiale di recupero del Vallo, fu successivamente costruita sul presunto luogo dei principia (quartier generale). A sud-ovest del forte era presente un vicus (villaggio), e a sud del forte un cimitero.


COGGABATA

Il forte era situato ove sorge l'attuale Drumburgh, si trovava tra Aballava (Burgh by Sands) a oriente e Maia (Bowness on Solway) a occidente. Il castrum venne costruito su di una collina che domina le pianure a occidente e oriente e la costa dell'estuario del Solway verso nord; onde controllare due importanti guadi del Solway: Stonewath e Sandwath.

Gli scavi nel 1947 hanno rivelato che la fortezza di pietra fu costruita verso l'anno 160 all'interno di una fortezza leggermente più grande con bastioni d'argilla livellati e che possedeva un grande granaio con contrafforti.


MAIA

Situato ove sorge la moderna Bowness-on-Solway, in Cumbria, era il forte più occidentale del Vallo, a ovest di Coggabata (Drumburgh).

La Notitia dignitatum non be parla, ma è citato dalla Cosmografia ravennate. Si ritiene che il nome del forte fosse Maia, «la più grande», in quanto il secondo più grande forte sul Vallo; esiste però la possibilità che fosse dedicato alla Dea Maia.

Il forte fu originariamente costruito con un bastione in torba e argilla, sopra una scogliera di 15 m, ma quando il Vallo fu ricostruito in pietra, anche il forte fu rifatto in pietra. Si ritiene che il forte misurasse 220 m per 130 m, per circa 3 ettari di superficie.


FANUM COCIDI

Ovvero il Forte romano di Bewcastle, un castrum romano a 11 km a nord del castrum di Banna, con cui era collegato da una strada e da due torrette di segnalazione. Il castrum era addetto all'avvistamento delle incursioni dei predoni provenienti da nord e le informazioni nel territorio al di là del Vallo. I suoi resti si trovano nei pressi del villaggio di Bewcastle, in Cumbria.

Il nome «Fanum Cocidi» significa «Santuario di Cocidio», per il culto del Dio nord-britannico Cocidio; infatti ci sono stati rinvenuti nove altari, di cui sei dedicati a Cocidio.


VINDOLANDA (di Agricola)

Vindilanda o Vindolandia invece era un forte di truppe ausiliarie costruito dai romani in Britannia per ordine di Gneo Giulio Agricola nel 79 dopo la conquista della Britannia del nord.

VINDOLANDIA
Si trova a circa due Km dalla parte meglio conservata del Vallo di Adriano, in Northumbria, al confine con l'odierna Scozia.
Di fatto serviva a vigilare sulla Stanegate, strada che andava dal Tyne al Solway Firth.

Dagli scavi archeologici risulta che il forte fu ricostruito molte volte.

Da questo forte provengono delle tavolette scritte in antico corsivo romano da cui emergono molti interessanti dettagli sulla vita delle guarnigioni delle zone di frontiera. 

Gli scavi archeologici in questo sito iniziarono negli anni Trenta del XX secolo.












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