CLEOPATRA





LE ORIGINI

Cleopatra VII Thea Philopatore, nacque nel 69 a.c. ad Alessandria d'Egitto, e morì nel 30 a.c. ad Alessandria d'Egitto. Fu l'ultima regina dell'antico Egitto e l'ultimo membro della Dinastia tolemaica. Il nome "Cleopatra" significa in lingua greca "gloria del padre".
Era la figlia di Tolomeo XII Aulete, ultima discendente della dinastia Tolemaica instaurata sul trono Egizio da Alessandro Magno e sedette sul trono insieme al fratello Tolomeo XIII, nato nel 62. a.c., quindi minore di lei di 7 anni.

Come madre Cleopatra sembra avesse una concubina del padre, assassinata un anno dopo la nascita di Cleopatra, per ordine dello stesso Faraone. Secondo Strabone Tolomeo XII ebbe solamente una figlia legittima, Berenice IV, dalla sorella-moglie Cleopatra V Trifena, perchè all'epoca i Faraoni sposavano tanto le sorelle quanto le figlie, usanza riservata però solo ai faraoni, in quanto le donne reali erano l'immagine divina di Iside. In questo senso la donna della famiglia faraonica era sacerdotessa di Iside, pertanto legittimatrice del trono. Infatti anche un uomo di origini estranee poteva diventare faraone sposando una donna di stirpe reale.

Un retaggio matriarcale in cui il re per diventare tale sposava la Gran Sacerdotessa, trasformato poi in epoca patriarcale in un abuso. Infatti sovente la figlia del Faraone diventava la Grande Sposa Reale del padre, un incesto legittimato dalla divinità Isiaca che la figlia rappresentava. Il Faraone infatti, al contrario dei suoi sudditi, poteva avere più spose e un'infinità di concubine.

Poichè Cleopatra parlava tanto l'egiziano che il greco, qualcuno ha supposto che fosse nata in Grecia, dimenticando che in Egitto le donne nobili venivano educate alla filosofia e alla cultura come i maschi, e che Clopatra, donna coltissima, parlava anche il latino. Tra il 68 e il 59 a.c. erano nati poi la sorellastra Arsinoe IV ed i fratelli Tolomeo XIII e Tolomeo XIV. L'organizzazione dinastica prevedeva che anche le donne potessero salire al trono, come spose dei fratelli regnanti, anche questo di retaggio matriarcale.

Le sorelle maggiori di Cleopatra, Berenice IV e Cleopatra VI, morirono entrambe, la prima giustiziata dal padre per aver tentato di spodestarlo, e la seconda avvelenato, forse per la stessa ragione. Così poco prima di morire Tolomeo aveva nominato Cleopatra co-reggente del fratello Tolomeo XIII.

RICOSTRUZIONE DEL VOLTO DI CLEOPATRA

IL CARATTERE

Di lei Plutarco scrisse:
“ Si dice che la bellezza non è stata la sua unica peculiarità a stupire chi la vide, ma una irresistibile attrazione, e la figura della persona, legato alla sua conversazione interessante. Grazia naturale si sviluppava nelle sue parole, sempre stimolanti. Quando parlava, il suono della sua voce dava piacere. La sua lingua è come uno strumento a corde, rispondeva, senza aiuto, la maggior parte delle persone Etiopi, o a Trogloditi, Ebrei, Arabi, Siriani, Medi e Parti. Si dice lei sapeva molte altre lingue, mentre il re i suoi predecessori non aveva preso la briga di imparare e alcuni avevano dimenticato il macedone. Aveva una voce dolcissima simile ad uno strumento musicale con molteplici corde in qualunque idioma volesse esprimersi; era piccola, esile e spregiudicata”.

Dione Cassio: “era splendida da vedere e da udire, capace di conquistare i cuori più restii all’amore, persino quelli che l’età aveva raffreddato”.

Cicerone narra invece che il giudizio dei Romani non era affatto benevolo. Il ritratto del viso più attendibile è quello romano, perchè i romani nelle ritrattistica erano fedeli e impietosi.



IL TRONO

Cleopatra VII successe al padre nella primavera del 51 a.c. insieme al fratello di undici anni sposato secondo le leggi egizie.

Ma tra i due fratelli non correva buon sangue e i cortigiani cospiravano schierandosi dalla parte di uno dei due co-reggenti.

Nella primavera del 48 a.c. Tolomeo, insieme con il consigliere Potino, che alcuni sospettano suo amante, nel frattempo nominato reggente del giovane faraone, tentò di deporre Cleopatra esiliandola da Alessandria.

La regina però non era facile alla sconfitta, per cui radunò a sua volta un esercito dando inizio alla guerra civile, dato che anche il popolo si schierava dalle due parti.

Entrò allora in campo un'altra loro sorella, Arsinoe IV, che avanzava a sua volta pretese sul trono.



ARSINOE IV

Arsinoe IV era nata nel 68 a.c., quindi minore di un anno di Cleopatra, ed era la quarta figlia di Tolomeo XII Aulete.

Alla morte del padre, il piccolo Tolomeo XIII, su istigazione del suo consigliere, la costrinse ad abbandonare Alessandria d'Egitto.

Quando Giulio Cesare si schierò dalla parte di Cleopatra, Arsinoe scappò dalla capitale, si rifugiò presso l'esercito e fu acclamata regina, regnando dal 48 al 47 a.c.

Alleatasi con il fratello, che la credeva ora meno pericolosa di Cleopatra, fu sconfitta dai romani ed all'inizio del 47 a.c. fu catturata e condotta a Roma per il trionfo di Cesare del 46 a.c.

In seguito venne liberata ed esiliata nell'Artemision di Efeso, dove nel 41 a.c. fu fatta assassinare da Marco Antonio su richiesta di Cleopatra.



GIULIO CESARE

Nel 48 a.c. Giulio Cesare aveva sconfitto, con grave perdita di uomini e alterni esiti della battaglia, Pompeo a Farsalo. Così Pompeo Magno, con il figlio Sesto e la moglie Cornelia, erano fuggiti in Egitto di cui era governatore. Già l’Egitto a suo tempo gli aveva fornito 60 navi e 500 soldati per combattere Cesare.

Intanto l'erede Tolomeo, coadiuvato dai suoi tre ministri e tutori Achillas, Theodoto e Pothino, sobillavano la popolazione e si armavano contro Cleopatra, che però in Siria, dove aveva largo seguito, aveva organizzato un esercito per riconquistare Alessandria.

Per accaparrarsi il benvolere di Cesare, credendo di fargli cosa gradita, uccisero Pompeo a tradimento, colpendolo alla schiena
davanti alla moglie Cornelia e ai figli. Gli venne poi tagliata la testa e il corpo abbandonato sulla sabbia viene bruciato e sepolto da un suo schiavo fedele.

Cesare il 2 ottobre del 48 a.c. entrò audacemente ad Alessandria con pochi uomini al seguito, precedendo le sue legioni, non voleva la guerra perchè Roma dipendeva dal grano dell'Egitto, e la popolazione romana se aveva fame scendeva in piazza rovesciando tutto e tutti.

Il popolo a Roma aveva un grande potere e bisognava farci i conti. Pertanto Cesare tentò di riappacificare Tolomeo e Cleopatra chiedendo di vederli entrambi.



CLEOPATRA E CESARE

Ma Cleopatra temeva un agguato del fratello tornando al palazzo, così ricorse a uno stratagemma. Si fece avvolgere da un suo fedele amico, Apollodoro Siciliano, in un grande tappeto legato con una cinghia. Apollodoro si presentò a Palazzo con l'involto sulle spalle per consegnare in dono un prezioso tappeto a Cesare.

Senza sospetti giunse negli appartamenti del console, dove il tappeto fu srotolato rivelando l'avvenente figura di Cleopatra. Parlandogli in latino, la regina gli chiese protezione dal fratello. Le fonti narrano che Cesare ne fu conquistato e che i due divennero amanti quella notte stessa. Cesare organizzò così il ritorno ufficiale della regina e la fece sposare con il fratello. Tutta Alessandria festeggiò per la conciliazione.

A Cesare Clopatra piacque, ma a Cesare piacevano molte donne e pure diversi uomini, era famoso a Roma per questo, ma non perdeva mai la testa. Sicuramente apprezzò, oltre alle arti seduttive, l'intelligenza e la cultura di Cleopatra, e soprattutto il suo atteggiamento filo romano.

Ma soprattutto ci fu l'errore di Tolomeo che per accattivarsi la simpatia di Cesare gli fece consegnare in dono la testa di Pompeo. Cesare, narrano le fonti, ebbe un gesto di orrore, e pianse. Poi fece punire i responsabili e i mandanti dell’omicidio e invitò Tolomeo a sciogliere l’esercito.
Come risposta l’esercito egiziano assediò Alessandria ben sapendo che Cesare aveva pochi uomini a disposizione. Anche il popolo di Alessandria si ribellò, contro di lui e contro Cleopatra dichiarata sua concubina e Cesare venne accusato di impadronirsi dei tesori del palazzo.

Tolomeo XII si alleò allora con la sorella Arsinoe IV ed insieme organizzarono un esercito, che nel dicembre del 48 si scontrò nella città di Alessandria con quello di Cesare e Cleopatra. L'arrivo di rinforzi da Pergamo offrì la vittoria a Cesare e Cleopatra. Arsinoe e Tolomeo furono costretti a lasciare la città e, poco dopo, nel 47 a.c. Tolomeo morì annegato, mentre attraversava il Nilo.

Cleopatra fu nominata così Regina d’Egitto col fratello minore Tolomeo XIV, nato nel 60 a.c. cui fu unita in matrimonio. Cleopatra aveva 23 anni e Tolomeo 13 anni.



CESARIONE

Dall’unione di Cesare con Cleopatra nacque Tolomeo Cesare, detto Cesarione, nel 47 a.c., utile a Cesare per assicurarsi il controllo dell'Egitto e utile a Cleopatra che sperava di diventare la moglie ufficiale di Cesare e imperatrice romana. Inoltre fu l'unico erede maschio di Cesare, che poteva succedergli al trono alla sua morte.



CLEOPATRA A ROMA

Nel 46 a.c. Cleopatra si recò a Roma con il figlio appena nato recando con sè il più grande corteo regale mai visto, insieme a preziosissimi regali per Roma. Il corteo che invase le strade di Roma aveva elefanti coperti di gualdrappe di seta e cesti colmi di doni, con fanciulle vestite di velo e di sete, e fanciulli dai gonnellini di seta, che danzavano e suonavano, e carri carichi di opere d'arte, tra cui obelischi, sfingi, bassorilievi, statue e immagini sacre, soprattutto di Iside.

Ufficialmente arrivò come regina d’Egitto per negoziare un’alleanza tra Roma ed Egitto, ma andò a vivere con Cesare in una villa agli orti di Trastevere, assieme al figlio Cesarione, mentre Cesare era ancora sposato con Calpurnia, dalla quale mai divorziò. Del resto Cesare avrebbe potuto fare dell'Egitto una colonia romana, invece la lasciò a Cleopatra.

Subito la regina divenne la protagonista dei salotti romani in una società dedita al lusso ed ai piaceri, conobbe diverse personalità dell’epoca, tra cui Cicerone, e dettò moda tra le matrone romane a cui portò la pettinatura “a chignon” inventata da lei.

Ma la società romana, per quanto abbastanza evoluta, non concedeva tanta libertà alle donne, per cui tanta spregiudicatezza di modi fu criticata. In realtà l'ammirarono pure e molti romani accolsero con gioia il culto di Iside, ma la motivazione era un'altra. I Romani temevano che Cleopatra diventasse imperatrice, cosa gravissima perchè non era romana.

Cesare aveva fatto erigere una statua d’oro nel tempio di Venere Genitrice, sulla via Sacra, in occasione della inaugurazione del foro Giulio, che raffigurava Cleopatra nell’atteggiamento della Dea Iside, per segnare
l’importanza della presenza di Cleopatra a Roma, ma non bastava.
Cleopatra trasformò gli Horti di Cesare in una corte reale, sul modello della Corte egiziana di Alessandria.
Purtroppo ne rimangono oggi solo i racconti degli artisti e delle personalità pubbliche che vi soggiornarono.

Le opere edilizie si concentrarono sulla villa alle pendici del Gianicolo. Nel Palatium si dipingono affreschi con episodi mitologici e viene innalzata la statua colossale di un guerriero gallico. Nei campi portuensi, dove pascolano i cavalli della Mandria Sacra, la circolazione è fra due strade: la Via Campana che taglia dritto verso le terme (oggi Pozzo Pantaleo), e la via Alzaria che segue la riva del Tevere. I campi diventano giardini di delizia, con il barcone di Cleopatra all’àncora nelle darsene (presso l’odierno Ponte Marconi). Cesare
seguì i lavori di persona, tanto che lo accusarono di trascurare gli impegni pubblici.

Nella Corte risiedevano 200 dignitari, 30 cortigiani, il corpo armato della Guardia reale oltre ad ancelle e servi. Si parlava il greco alessandrino, che pure Cesare conosce. Cleopatra chiese a Cesare organici molto maggiori, ma Cesare la dissuase, per non rivaleggiare coi patrizi della Reggia palatina. Nell’Urbe infatti si critica, per aver concesso a una straniera onori regali, e per averle riconosciuto lo status divino di reincarnazione di Iside.

Tra i poeti vi troviamo Sallustio, Asinio Pollione, Lucio Apuleio, Virgilio e Orazio. Quest’ultimo, appena 21enne, non fa mistero di detestare la Regina. Ma Cleopatra, che si annoia a sentire Sallustio declamare il Bellum Iughurtinum, si diverte molto quando Orazio racconta le avventure amorose delle sue eroine. Sembra che Cleopatra stessa si sia cimentata nella composizione di un’opera letteraria, andata perduta, sulla cosmesi femminile simile ai Medicamina faciei di Ovidio.

Agli occhi dei poeti Cleopatra appare bellissima. Racconta Lucio Apuleio che indossi solitamente una conturbante tunica di lino, simile a quelle delle sacerdotesse egizie; aveva anche vesti elaborate, nei colori tradizionali di Roma, il rosso e il giallo, ma molto discinte rispetto alle vesti romane. Alla Corte risiedono anche mimi e attori, tra i quali Publilio Siro, e lo scultore greco, Arcesilao, che fuse in auricalco una statua della regina nelle vesti di Iside.

Tra i personaggi pubblici agli Horti erano frequentatori abituali Bruto, Antonio e il giovane Ottavio, dall’indole severa e assai critico. Ci sono anche Tolomeo XIV, il fratello-sposo di Cleopatra di appena 13 anni, e l’infante Cesarione. Il grande assente dalla Corte portuense di Cleopatra è Cicerone, che non apprezza tanta libertà muliebre nè una reggia che non sia sul Palatino.



LA MORTE DI CESARE

Cesare viene assassinato nel 44 a.c. mentre Cleopatra era a Roma ma quando Marcantonio lesse il testamento di Cesare in cui non c'era traccia di Cesarione, presa dallo sconforto e dalla delusione, lasciò Roma per tornare ad Alessandria, conoscendo molto bene le caratteristiche dei triunviri che avrebbero pesato destini di Roma: Marcantonio aveva forza e coraggio ma con poco senso pratico; Ottaviano era astuto e diplomatico, eccellente organizzatore ma privo di esperienza militare ma dalla sua parte aveva i più bravi generali; Lepido, privo di ambizioni, fungeva da mediatore fra i due.

Gli assassini di Cesare furono sconfitti a Filippi e si suicidarono. Marcantonio ebbe Macedonia, Grecia, Siria e Asia minore; a Ottaviano la Gallia, l’Italia, la Spagna; a Lepido l’Africa.



MARCO ANTONIO

Antonio invita la regina ad un colloquio e i due s’incontrano a Tarso ed facile per Antonio essere sedotto dal irresistibile fascino della regina Cleopatra: Antonio è un grande combattente ma semplice ed ingenuo e non riesce a resistere alla sensualità e alla attrazione dell’oriente che lei rappresenta. Il sogno di Cleopatra è di garantire un riconoscimento politico di Roma per il suo Cesarione ma è sinceramente affezionata ad Antonio nonostante le chimere di gloria che lui insegue.

Ottaviano però, abile calcolatore quanto Cleopatra, non resta inattivo, ma segue le mosse dei due con estrema attenzione e aspetta il momento opportuno per intervenire e questo momento arriva quando Antonio celebra il trionfo per le sue vittorie in Armenia ad Alessandria nel 34 a.c. invece che a Roma come di consueto, rendendo furiose le classi romane sia dirigenziali che popolane.
Antonio ammaliato da Cleopatra, ripudia Ottavia, la sorella di Ottaviano e questo è un primo motivo di discordia fra i due triumviri.
Appare ora ben chiaro il proposito di Antonio: tendere ad una scissione dei territori romani in favore suo e di Cleopatra; tutto l’Oriente romano deve divenire una sua proprietà.



OTTAVIANO

Antonio stesso non veste più abiti romani ma orientali con sete pregiate e gioielli scegliendo con tutta la sua corte i modelli di vita orientali. Ottaviano attende ancora tre anni prima di passare all’offensiva per acquisire ulteriori prove; con il beneplacito del Senato romano a lui asservito, destituisce Marcantonio dalla sua carica, dichiara quindi guerra all’Egitto mentre Lepido, lungimirante, si ritira a vita privata.

E’ la guerra dell’oriente contro l’occidente che si rinnova, dopo Cartagine, due mondi che sono già culturalmente e tradizionalmente divisi e che tali resteranno fino alla caduta dell’impero d’occidente. Lo scontro navale decisivo del 31 a.c. ad Azio con un Antonio del tutto incapace delle prerogative tattiche di un ammiraglio comandante di una flotta navale, è facilmente trasformato in vittoria dai comandanti di flotta di Ottaviano, sconfitta tramutatasi in disfatta al momento che Cleopatra, tenutasi in disparte durante lo scontro, invece di intervenire con la flotta egiziana in soccorso di Antonio, abbandona le acque dello scontro e si rifugia ad Alessandria seguita poi dallo stesso Antonio che abbandona così i suoi uomini al loro destino.

Le fonti parlano di un risentimento di Antonio verso Cleopatra per il tradimento subito tanto che registrano una permanenza di Antonio presso una residenza di Pharos mentre lei si chiude nel mausoleo di Iside. Antonio però non abbandona la lotta: ha dalla sua parte ancora quattro legioni ma queste come altre truppe, vanno a consegnarsi ad Ottaviano e Antonio resta solo e privo di difesa.

Nel porto di Alessandria anche il resto della sua flotta si arrende. Ad Antonio giunge la falsa notizia della morte di Cleopatra e disperato tenta di uccidersi ma nonostante la ferita raggiunge Cleopatra che credeva morta e muore fra le sue braccia. Anche il mito di Antonio, valentissimo comandante della cavalleria di Cesare, stimatissimo da Cesare e amatissimo dai suoi soldati, svanisce. Di Cleopatra si dirà che era brutta ed era dissoluta, (vedi Dante e Boccaccio), perchè una donna affascinante e libera fa paura, di Marco Antonio si dirà che era stupido, perchè un vero maschio non si lascia sedurre in quel modo.

La sconfitta di Azio sembra invece fosse dovuta ad un equivoco tattico. Una manovra concertata in precedenza con Cleopatra per un diversivo di aggiramento, fu colto troppo tardi dalla regina, quando oramai non poteva più intervenire nello scontro.



LA MORTE

Orazio - Odi
"L'infranta reggia, senza una lagrima! Osò mirare e serpi viscidi serrare nel pugno onde il corpo s'imbevesse di nero veleno atta più fiera dal suo proposito fermo di morte: donna non umile, sdegnava da navi libume essere ratta a far bello il trionfo".

Antonio così si suicidò e Cleopatra, per non cadere nelle mani di Ottaviano si fece mordere da un aspide velenoso. Con lei finì la dinastia ellenistica durata tre secoli, ma Ottaviano fece per sicurezza sopprimere Cesarione e Antyllus, figlio di Antonio e della prima moglie Fulvia, insieme al generale Conidio e il senatore Quinto Ovinio, che erano dalla parte di Antonio.

Allo scontro navale di Azio, le 200 navi di Antonio vennero distrutte mentre le 60 navi di Cleopatra fuggirono perchè ogni intervento era ormai inutile. La regina con la sua flotta raggiunse Alessandria fingendosi vincitrice per non permettere ai suoi nemici in patria di avere la meglio.
Antonio la raggiunse ad Alessandria in festa e Cleopatra fece incoronare Cesarione re d’Egitto, si alleò col re della Media e con Antonio creò un nuovo esercito. Così Antonio affrontò Gallo, generale di Ottaviano, ma fu nuovamente sconfitto.

Cleopatra si vide allora perduta e tentò un riavvicinamento ad Ottaviano, allora corruppe dei soldati facendo trapelare la falsa notizia della propria morte. Antonio disperato si trafisse con la spada, ma non morì subito, trascinandosi per giungere sulla tomba di lei e lì, scoperto il tradimento, muore fra le sue braccia a 53 anni.

Cleopatra addoloratissima lo fa imbalsamare e seppellire con tutti gli onori. Si dice che iniziasse a sperimentare ogni tipo di veleno sulla pelle dei suoi schiavi al fine di trovane uno indolore e privo di sofferenze, ma non è vero, perché gli Egizi erano già maestri di veleni.

Ottaviano giungeva ad Alessandria col suo esercito e lei si rinchiuse nel mausoleo della reggia, un luogo quasi inaccessibile, dove si entrava issati da una corda. Ma i romani mentre lei parla con i legati di Ottaviano, scalano l’edificio e penetrano nel mausoleo. Cleopatra tentò di pugnalarsi ma venne bloccata. tentò allora di sedurre Ottaviano ma non era il suo tipo. A Ottaviano piacevano le donne dolci e devote, di antico stampo romano, come fu la sua Livia.

Allora la regina dichiarò ad Ottaviano che in cambio della vita era disposta a seguirlo a Roma come prigioniera per il suo trionfo. A questo Ottaviano teneva, la regina in catene sarebbe piaciuta a Roma, e in più, come seguace morale di Cesare, ne imitava la grande clemenza. Sicuramente l'avrebbe graziata e lasciata vivere in una lussuosa villa fuori Roma, così le dette il tempo di svolgere la cerimonia sulla tomba di Antonio per poi prepararsi alla partenza per Roma.

Cleopatra invece ordinò di essere seppellita accanto ad Antonio e inviò una lettera a Ottaviano con cui gli annunciava beffardamente i suoi intenti. I soldati di Ottaviano corsero al Mausoleo, ma trovarono Cleopatra stesa su un catafalco adornata come una regina; ai suo piedi la fida ancella Carmione che l'aveva seguita nella morte.

Cleopatra non volle essere umiliata da Ottaviano. Si dice si fosse fatta mordere al seno da un aspide velenoso ma sul suo corpo imbalsamato fu riscontrato qualcosa solo sul braccio sinistro. Di certo morì avvelenata e il morso del serpente, secondo la tradizione egizia, era sacro.
L’Egitto divenne proprietà personale di Ottaviano-Augusto e poi Provincia Romana dipendente direttamente dell’imperatore. Sia Ottaviano che Cleopatra e Antonio passeranno eternamente alla storia.





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