MAUSOLEO DI ADRIANO - CASTEL S. ANGELO





LA STORIA


ROBERTO LANCIANI:

MAVSOLEVM HADRIAN " In medio rotundi giri erat sepulchrum porfiriticum... quem Innocentius secundus papa levavit hinc inde et voluit sepelliri: quod sepul- chrum a dicto Innocenti© positum fuit in paradyso s. Petri sub Salvatore musaico et navi apostolorum » Anon. Magliab. ap. Urlichs, Codex, p. 161. Intorno al quale monumento vedi Bonanni, Numismata, p. 101 sg. ; Torrigio, Grotte, p. 365; e de Rossi, Inscr. chr. tomo II, p. 232, n. 120. 
Iniziato dall'imperatore Adriano nel 130 quale suo mausoleo funebre, ispirandosi all'ormai completo mausoleo di Augusto, fu ultimato da Antonino Pio nel 139, un anno dopo la morte di Adriano.

Venne costruito di fronte al Campo Marzio al quale fu unito da un ponte appositamente costruito, il Ponte Elio, in onore del Dio Helios (sole), oggi ponte di Castel S. Angelo, che ne costituiva l'unica, monumentale via di accesso.
Fu eretto in un territorio all'estrema periferia di Roma, l'ager Vaticanus, la cui posizione fortemente decentrata e per il divieto di inumare morti entro le mura, fece si che lungo i lati delle sue due vie principali: la Cornelia e la Triumphalis, si allineassero tanti sepolcri cittadini.
Per circa 150 anni il mausoleo accolse i resti degli Antonini. L'ultimo imperatore della cui sepoltura si ha notizia certa è stato Caracalla, ucciso nel 217 d. c.. Il mausoleo, oltre ad accogliere la sua salma, ospitò le salme dei suoi successori almeno fino al suo inserimento nella cinta muraria voluta dall'imperatore Aureliano nel 271 d.c.



DESCRIZIONE

Il mausoleo era composto da una base cubica alta 12 m., rivestita in marmo lunense, con un fregio decorativo a teste di buoi (bucrani) e lesene angolari. Agli angoli del basamento si innalzavano gruppi di statue bronzee di uomini e cavalli, nel fregio prospiciente il fiume si leggevano i nomi degli imperatori sepolti all'interno.

Sempre su questo lato si presentava l'arco d'ingresso intitolato ad Adriano, il corridoio d'accesso era interamente rivestito di marmo giallo antico.

Al di sopra del cubo di base era posato un tamburo in peperino e cementizio rivestito di travertino e lesene scanalate. Al di sopra un secondo tamburo con in cima un tumulo di terra alberato da cipressi e circondato da statue marmoree di cui restano alcuni frammenti.
Il basamento misurava circa 85 m. di lato, mentre il tamburo aveva un diametro di 64 m. e l'altezza fino alla statua era di 21 m..
Il tumulo era infatti sormontato da una quadriga in bronzo guidata dal Dio Helios affianacato dall'imperatore Adriano. Attorno al mausoleo correva un muro di cinta con cancellata in bronzo decorata da pavoni, due di essi conservati in Vaticano.

I pavoni erano infatti l'emblema della sua famiglia (gli Aelii, cioè "del Sole") perchè gli occhi disegnati sulla coda erano ritenuti divini e pertanto guardiani. Due di questi pavoni sono oggi conservati in Vaticano.

All'interno pozzi di luce illuminavano la scala elicoidale in laterizio rivestita in marmo, situata nel tamburo cilindrico, che, con un giro a 360°, saliva di 10 m. fino a raggiungere la cella sepolcrale quadrata, interamente rivestita di marmi policromi e sormontata da altre sale, forse anche esse celle sepolcrali, fino ad arrivare all'ultima, che era la base del gruppo statuario che dominava l'intera costruzione. L'esterno del tamburo cilindrico era circondato da colonne di marmo, e tutto rivestito, come gli ambienti interni, di marmi rari.

Il Mausoleo ospitò i resti dell'imperatore Adriano e di sua moglie Sabina, dell'imperatore Antonino Pio, di sua moglie Faustina maggiore e di tre dei loro figli, di Lucio Elio Cesare, di Commodo, dell'imperatore Marco Aurelio e di altri tre dei suoi figli, dell'imperatore Settimio Severo, di sua moglie Giulia Domna e dei loro figli e imperatori Geta e Caracalla.



IL NOME

Fino al X secolo fu chiamato Adrianeum ed anche Templum Adriani e Templum et castellum Adriani, come nell'ardo Benedicti, in ricordo della tomba che Adriano fece costruire nel 135 d.c. per sè e per i suoi successori. Oggi è anche chiamata Mole Adriana.




LA TRASFORMAZIONE

Nel 359, l'imperatore Onorio fece del mausoleo, già incluso nella cinta muraria, un fortilizio per la difesa della città, da qui il nome di castellum.

RICOSTRUZIONE DI COME DOVEVA APPARIRE
Nel 537, durante la guerra gotico-bizantina, vi si barricano le truppe greche con a capo il generale Narsete, inviate dall'imperatore Giustiniano per ricacciare gli occupanti visigoti dall'Italia. I goti di Totila erano pronti all'assedio.

La fortezza era però inespugnabile, e quando i goti si avvicinarono al castello, i bizantini al suo interno, a corto di munizioni, fecero a pezzi le innumerevoli statue del mausoleo lanciandole sui nemici.

Nel VI sec. fu chiamato anche Castellum sancti Angeli, in ricordo della visione dell’arcangelo Michele rinfoderante la spada sulla Mole Adriana che papa Gregorio Magno affermò aver avuto durante una solenne processione penitenziale per scongiurare la peste che infieriva su Roma, come ad annunciare che la peste, voluta da Dio, stava per terminare perchè il suo angelo aveva rinfoderato la spada.
Dall'XI secolo nelle bolle pontificie si usò la dizione mista Castrum nostrum Crescenzii e Castrum Sancti Angeli.

COM'E' OGGI
Nel 974 se ne impadronì Crescenzio, della famiglia di Alberico, che lo fortificò ancor più, ormai era diventato il Castrum Crescentii, e si chiamerà così fino alla seconda metà del XV secolo.

Nelle Chansons de geste è detto anche Torre o Palais Croissant, denominazione che è la traduzione di Crescentii, il "palazzo mezzaluna" per il crescente lunare, la forma del cornetto francese, detto appunto croissant.

Prima dell'anno 1000 i cronisti lo chiamarono Domus Theodorici ed anche carceres Theodorici perché Teodorico re d’Italia (493-526) lo adibì a prigione, funzione mantenuta dai papi fino al 1870 e poi dal governo italiano, fino al 1901.

I registri camerali del Vaticano contengono anche nota di scudi 237 spesi per acconciare la strada dal Castello al Belvedere. Secondo Ligorio Torin. V. le pietre pel lastrico del ponte, rifatto da Pio IV, sarebbero state tolte da un sepolcro dell'Appia:
"Presso di queste fosse Caelie (Cluilie) furono dui monumenti l'uno à destra et l'altro à sinistra della via Appia, et sono tutti duoi molto rovinati et tuttavia più li rovinano, coloro, che hanno cavato i suoi fossi, di sotto Albano, doue havemo veduto cavare molti sassi per lastricare il ponte sant'Agnelo".



L'IMPERATORE ADRIANO

Nato in Spagna nel 76 d.c., orfano in giovane età e adottato dallo zio, l'imperatore Traiano, che non aveva eredi, iniziò a 15 anni la sua carriera militare e poi politica, in qualità di generale valentissimo riportò tante vittorie che lo portarono nel 117, appena quarantenne, a succedere come Cesare al defunto Traiano.

Per 21 anni la sua instancabile volontà riorganizzatrice e pacificatrice coprì tutto l'Impero, viaggiando e colmando il mondo di opere d'arte. Lui stesso grande architetto, fece costruire opere immortali come la Villa Adriana a Tivoli.

La tradizione riporta che il sarcofago del corpo di Adriano fosse in porfido, e che i cavalli di questa quadriga, portati a Costantinopoli, sarebbero poi stati collocati in San Marco a Venezia.


Il Mausoleo di Alicarnasso.


Mausolo era un satrapo della Caria, in Asia Minore, sulle sponde del Mar Egeo.
Il suo colossale monumento sepolcrale, fatto terminare per lui dalla moglie e sorella Artemisia verso il 350 a.c., era una delle sette meraviglie del mondo antico. Alto una cinquantina di metri, poggiava su un basamento rettangolare di 125 m., con spra la cella circondata da 36 colonne; sormontava il tutto una piramide di gradini coronata da una quadriga. Ad esso s'ispirarono in seguito re ed imperatori e da esso prese il nome ogni grande monumento funebre. Sicuramewnte vi si ispirò Augusto per il proprio mausoleo.



Il Mausoleo di Augusto a Roma.


Lo storico romano Strabone descrisse il mausoleo di Augusto come un grande tumulo su un'alta base di pietra bianca, coperto alla sommità da alberi sempre verdi; sul vertice la statua bronzea di Augusto e sotto il tumulo le sepolture di lui, dei parenti e dei familiari; dietro è un grande bosco con mirabili passeggi. Sicuramente
Adriano molto si ispirò da questo mausoleo posto anch'esso sul Tevere ma sulla riva opposta.



I RESTI D'EPOCA ROMANA

Di questa monumentale struttura romana, oggi quasi irriconoscibile, sopravvivono molti resti, come le strutture di fondazione del basamento, l'intero nucleo in muratura del corpo cilindrico, l'ingresso monumentale in blocchi di pietra, la rampa elicoidale che conduce al piano superiore e la camera funeraria, la cosiddetta Sala delle Urne, destinata ad accogliere i resti dell'imperatore.
Nei giardini del Vaticano, sotto la Tribuna del Belvedere, è conservata una bella pigna di bronzo che ornava la sommità della mole Adriana.


Visualizzazione ingrandita della mappa











ARTICOLI CORRELATI



2 comment:

Anonimo ha detto...

insomma abbiamo dato tutto ai preti!

Adoril on 16 febbraio 2012 15:27 ha detto...

Sti pretacci! Non solo hanno tentato di distruggere tutte le statue di Antinoo, ma si sono presi tutto ciò che loro consideravano pagano.
(Coerenza)

Posta un commento

Post più popolari

 

Copyright 2009 All Rights Reserved RomanoImpero