GIOVANNI PRIMICERIO




Nome completo: Ioannes Primicerius
Morte: Aquileia, giugno o luglio 425
Predecessore: Onorio (legittimo)
Successore: Valentiniano III (legittimo)
Regno: 423-425 d.c.



LE ORIGINI


Di Giovanni Primicerio si sa quasi nulla, se non che nacque ad Aquileia nel 425 ed era il capo, primicerio appunto, della congregazione dei notai, i funzionari civili dell'impero d'Occidente. Questa importante carica fu ottenuta per interessamento del generale romano Castino, già Patricius cioè con senatori in famiglia, nonchè già vittorioso contro i Visigoti, quindi uomo stimato e onorato.

Alla morte dell'imperatore Onorio nel 423, il nipote di Teodosio, Teodosio II, ritardò la scelta del successore, forse pensando di riunire i due imperi sotto il proprio comando. Castino ne profittò per chiedere e ottenne dal Senato romano la proclamazione del primicerius notariorum Giovanni. Evidentemente il senato aveva grande fiducia in Castino poichè lo nominò pure console per l'anno successivo.

Con quel gesto però Castino si ribellò a Teodosio, forse per la presenza alla sua corte di Galla Placidia, che probabilmente voleva far eleggere Valentiniano, all'epoca quattrenne, diventando tutrice del giovane imperatore.



IL REGNO

Il breve regno di Giovanni fu caratterizzato dalla tolleranza per tutte le confessioni cristiane, a differenza dei precedenti imperatori della casata di Teodosio.

Procopio di Cesarea loda Giovanni per tutte le sue qualità, tra cui cita la temperanza e l'intelligenza. Ma queste qualità non vennero premiate. La guarnigione militare di Arles si ribellò, assassinando il prefetto del pretorio, e altrettanto si ribellò Bonifacio, come della provincia di Africa, impedendo i rifornimenti di grano africano a Roma.

Un tentativo di riconciliazione con Teodosio ci fu, ma presto interrotto dalla nomina da Teodosio a Valentiniano III, figlio di Galla Placidia, a Cesare e poi co-augusto, ribadendo anche la nomina di Galla ad augusta. Lo scontro militare era inevitabile, così Giovanni inviò nel 424 il suo collaboratore Flavio Ezio, a cercare il sostegno militare degli Unni; poi si chiuse in Ravenna, ben difesa dalle paludi e dagli armati.



LA MORTE

Allontanato Ezio, l'esercito d'Oriente scese con una certa tranquillità in Italia ad Aquileia. Per quattro mesi Ravenna fu assediata dalle truppe comandate da Ardaburio e suo figlio Aspar, ma cadde solo per corruzione della guarnigione che si vendette al nemico. Giovanni venne catturato e deposto, poi inviato ad Aquileia, dove gli tagliarono una mano e lo fecero sfilare su di un asino nell'ippodromo tra gli insulti della popolazione, infine lo decapitarono. Tra barbari e Romani c'era ormai poca differenza, la famosa clemenza romana era morta e seppellita.

Tre giorni dopo la morte di Giovanni, Ezio arrivò con un grosso contingente unno ma Galla Placidia ed Ezio si accordarono: gli Unni avrebbero ricevuto la propria paga e sarebbero tornati in patria, e ad Ezio sarebbe toccato il titolo di magister militum. Questo accordo durò per i successivi trenta anni. Castino invece fu mandato in esilio e di lui non si seppe più nulla.



IL DUBBIO

Giovanni era stato riconosciuto dal Senato romano, ma non dal contemporaneo imperatore d'Oriente, Teodosio II, per cui questo fece di lui un usurpatore. Ma non sembra che spettasse all'imperatore nominare il collega, semmai all'augusto predecessore. Almeno Giovanni un riconoscimento lo ebbe, per cui rimane il dubbio sul perchè sia stato ritenuto un usurpatore.




ARTICOLI CORRELATI



0 comment:

Posta un commento

Post più popolari

 

Copyright 2009 All Rights Reserved RomanoImpero