BRUMALIA (24 Novembre)



Il nome di Brumalia deriva da bruma,"Solstizio d'inverno","freddo d'inverno"; un accorciamento di Brevima, presunta forma superlativa obsoleta di brevis, poi brevissima ("più piccola","più bassa","più breve"). I Brumalia erano un'antica festività romana in onore di Saturno, Cerere e Bacco, che introducevano i Saturnalia ed il solstizio d'inverno.

In questo giorno si traevano auspici sull'andamento dell'inverno appena iniziato. Ad esempio se avesse nevicato ci sarebbe stato un buon raccolto, perchè la neve impediva ai semi di gelarsi, da cui l'antico detto: "sotto la neve pane". Ma era importante pure che le querce producessero molte ghiande per nutrire i maiali e che gli animali potessero ingrassarsi per superare l'inverno.

"ubi solstitium fuerit ad brumam" (Cato, Agr. 17,1; Varro L. 6.8.) 
"eas (litteras) mihi post brumam reddiderunt" (Cicero ad fam. 3.7.3)
"muore continuos xxx sub bruma esse noctem (Caesar, guerra gallica 5.13.3; Vitruvius 9.3.3; (Livy 43.18.1; Ovid fasti 1.163; Manilius 2.404; Columella Arb. 24; Plinio l'Anziano, NH 18.231; Terence Ph . 709; Cicero Div. 2,52)
"solis accessus discessusque solstitiis brumisque cognosci" (ND (?) 2.19.)

CARRO DI PROSERPINA, BACCO E SATURNO
John Malalas nella sua "cronaca" 7.7 fornisce un resoconto delle origini delle brumalia. Questi ci dice che la festività cadeva in inverno, e che fu istituita da Romolo (o "Romus" come Malalas lo chiama).

"A causa di questo Romus ha ideato quello che è conosciuto come Brumalia, dichiarando che il re deve intrattenere tutto il suo senato e funzionari e tutti quelli che servono nel palazzo, dato che sono persone, e durante l'inverno vi è una tregua della giustizia. Così iniziò invitando e divertendo prima coloro i cui nomi cominciarono con alfa e così via, fino all'ultima lettera; ha ordinato al suo senato di intrattenere nello stesso modo. Anche loro hanno intrattenuto l'intero esercito e quelli che volevano. . . . Questa abitudine della Brumalia è persistita nello stato romano fino ad oggi."
[ La Cronaca di Giovanni Malalas , trans. E. Jeffreys et al. ( Byzantina Australiensia 4, Melbourne,
1986), p. 95]

SACRIFICIO DEL MAIALE
Per alcuni autori le Brumalia di Bacco venivano dunque celebrate dai Romani due volte nell'anno, il 12 di marzo e il 18 di settembre, e vennero istituite da Romolo che durante queste feste usava  intrattenere il Senato per la coesione dei cittadini e dello stato. Si dice che il termine Brumalia venisse da Brumus, un antico nome di Bacchus. 

Tertulliano è molto contrariato che tra altre feste pagane, che alcuni dei primi cristiani erano molto propensi a osservare, menziona la Brumalia, dato che i cristiani non erano coerenti nella loro religione come i pagani che non avrebbero mai rispettato una delle feste cristiane.

Le Brumalia furono anche chiamate anche Hiemalia dal nome delle fortezze in cui stazionavano i legionari in inverno, che si dicevano Castra Hiemalia (o Stationes Hibernae).

In epoca bizantina queste feste si facevano iniziare il 24 novembre e duravano un mese, fino ai Saturnalia, cioè il solstizio d'inverno, e tra i festeggiamenti c'erano banchetti, libagioni e divertimenti vari; durante la celebrazione si ricercavano inoltre auspici per l'inverno incombente, se sarebbe stato mite oppure no.

Si ha ancora testimonianza di questi festeggiamenti dall'imperatore cristiano Costantino Copronimo (718 - 775). Durante questi festeggiamenti c'era l'usanza di scambiarsi l'augurio "Vives annos!", "Vivi per anni", che equivale al "Lunga vita!"

La vita romana durante l'antichità classica era incentrata sull'esercito, l'agricoltura e la caccia, pertanto i giorni invernali, più corti e freddi, ostacolavano svariate attività. I Brumalia venivano così festeggiati in questo periodo di poca luce e poco lavoro, ed avevano un carattere ctonio associato ai raccolti, i cui semi venivano interrati prima di germogliare.

BACCO BAMBINO
In questo periodo i contadini sacrificavano maiali a Saturno e Cerere, mentre i viticoltori sacrificavano capre in onore di Bacco (dal momento che le capre erano un pericolo per le viti), che venivano poi scuoiate per ricavarne bisacce, su cui si saltava in modo augurale e apotropaico. I magistrati portavano le primizie delle viti, degli olivi, del grano e del miele ai sacerdoti di Cerere.

Le Brumalia riguardavano queste tre divinità, Saturno, Cerere e Bacco perchè esprimevano la vitalità della natura che nutriva uomini ed animali. Saturno era il Dio della semina, quindi del seme nascosto sotto terra, Cerere era il futuro della messe che sarebbe germogliata in primavera, e Bacco la vite che seppur morta, nei frutti, conservava nelle botti il suo prodotto vivificante, la gioia dell'uomo industrioso e affaticato. Il vino affogava tutti i dispiaceri e allietava ogni festività.

Ovunque nelle campagne si bruciavano le foglie e i rami secchi innaffiandoli di vino e libando alla triplice divinità. I contadini si raccoglievano attorno ai falò suonando e danzando, mentre si levavano i cori dedicati agli Dei. Era obbligatorio ad ogni libagione ricordarli tutti e tre.

Anche se le Brumalia vennero celebrate fino alla fine del VI secolo, i suoi  celebranti e coloro che vi partecipavano vennero ostracizzati dalla chiesa cristiana, finchè non furono vietate severamente dall'imperatore Giustiniano. Tuttavia, alcune pratiche, soprattutto nelle campagne, persistevano tuttavia nei mesi di novembre e dicembre.


BIBLIO

- Ovidio - Fasti  - V -
- W. Warde Fowler - The Roman Festivals of the Period of the Republic: An Introduction to the Study of the Religion of the Romans - London - Macmillan and Co. -1899 -
- Georges Dumézil - Feste romane - Genova - Il Melangolo - 1989 -
- Robert Turcan - The Gods of Ancient Rome - Routledge - 1998, 2001 -
- Philippe Borgeaud - Avec Doralice Fabiano - Perception et construction du divin dans l'Antiquité - Genève - Droz - 2013 -

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