ROME 312





COME UN VECCHIO GASOMETRO PUO' DIVENTARE TURISMO

Per l’architetto Renato Cagnetta, che ha portato avanti uno studio sul gasometro di Firenze, « abbatterli significherebbe cancellare una testimonianza emblematica della nostra storia. Il riutilizzo dei gasometri è possibile e auspicabile. I modi sono diversi, ma la scommessa è sempre quella di trasformare un'enorme macchina in un edificio vivibile ».

L'intervento di riqualificazione più importante è avvenuto a Vienna negli anni Novanta. I quattro gasometri di fine Ottocento che costituivano l’officina del gas più grande d’Europa sono stati riconvertiti con successo in residenze e servizi da altrettanti architetti di fama internazionale.

In Germania il gasometro di Dresda è diventato un albergo, mentre quello di Lipsia è stato riutilizzato come spazio espositivo. Una pratica seguita anche in Italia dove il gasometro dell’Ostiense a Roma, che tanto aveva colpito Pier Paolo Pasolini, viene ora utilizzato per installazioni artistiche.

Anche a Milano e Firenze sono in progetto opere di riconversione, mentre a Venezia il comune ha vincolato l’area di San Francesco della Vigna. Ad Atene è nata quest’anno Technopolis, un’area per eventi artistici e culturali che comprende anche il “Museo del gas industriale”.

Così come si può godere della archeologia industriale, si può anche sfruttare il sito per proporre l'antico con sistemi tecnologici modernissimi. Dresda ha un gasometro che è stato trasformato in qualcosa di magico.  
La ditta di Asisi architetto e artista, utilizzando documenti storici, piani, mappe, documenti e ricostruzioni ha operato il miracolo che permette di avere una panoramica di Roma antica, la più bella città del mondo, come fosse vista da un'alta torre.
Viene da chiedersi, perchè non l'abbiamo fatta noi? Si, noi italiani che abbiamo oltre al gasometro una città meravigliosa e antichissima tutta da fotografare ed elaborare. Noi che abbiamo tanti tesori da mostrare e tanti disoccupati da occupare.





IL GASOMETRO DI DRESDA 

Si accede da una scala di metallo 'antincendio' gigante che conduce ai vari livelli, dove la visualizzazione avviene da piattaforme che danno una visuale d'intorno a 360 gradi, così che salendo la scena assume una nuova prospettiva, come l'illuminazione, che passa dal sorgere del sole al giorno, sera e il tramonto, o di notte. 

Nella Roma imperiale i lavoratori passano affaccendati, sono schiavi, negozianti, operai, messaggeri, o passeggiano tra le botteghe, i templi e le terme. Sono prostitute e matrone, sacerdoti e faccendieri, militari, giardinieri, medici e spexiali, e soprattutto stranieri di ogni parte del mondo.




Insomma all'estero si valorizza qualsiasi reperto antico, si restaura, si conserva, se ne ricostruisce l'abiente originario. A Roma i monumenti romani crollano, il personale di manutenzione manca e mancano perfino i controllori e i bigliettai.

Non succede, come alcuni dicono, perchè abbiamo troppa roba antica, succede perchè gli interessi di chi dovrebbe occuparsene sono altrove. Non esistono nemmeno le sponsorizzazioni, in Italia ci si occupa di "altro". Invece la rappresentazione l'hanno creata a Dresda, in Germania e si chiama Rome 312.




ROME 312

Si chiama così perchè ci si trova nella Roma del 312 d.c., quando l'imperatore Costantino, che ha sconfitto il suo rivale Massenzio, entra col suo glorioso seguito nella megalopoli brulicante come unico sovrano dell'impero.  

Secondo la leggenda, o forse secondo Costantino, questi alla vigilia della battaglia, ebbe la visione della croce che gli avrebbe raccomandato di combattere con l'insegna della croce. Evidentemente nella SS. Trinità c'era qualche dissidio perchè il Figlio predica di trattare tutti come fratelli, mentre il Padre, o chi per lui l'invita a fare la guerra proprio con quel doloroso strumento di pace..



Dalla piattaforma il visitatore al centro del  monumentale panorama, spinge lo sguardo per 360°, partendo - dal Campidoglio per posarsi su templi, palazzi, termae, basiliche,  insulae, porticati e giardini fino ai Colli Albani all'orizzonte. .

L'esperienza panoramico si completa con la musica di accompagnamento dal film compositore Eric Babak e gli effetti sonori che riflettono l'epoca e l'impostazione della scena.



E' dal 2006 che si trasmette la panoramica di Roma antica. Rispetto alla ROM 312 è stata completamente ristrutturata la parte anteriore, così come anche il cielo, in modo tale che l’immagine evidenziasse meglio l’importanza degli eventi.

Quante volte avete sognato di poter essere uno spirito che torna invisibile a visitare i luoghi antichi e principalmente Roma? Ora si può fare.

"Nel Panorama", spiega il suo autore, "ogni singolo spettatore è regista". Ognuno decide liberamente con quale ritmo ed intensità vuole concentrarsi sui molti dettagli e collegamenti presenti nell'enorme immagine circolare, ed immergersi in questo luogo d’arte. Infatti lo spettatore gira nella piattaforma oltre a girare lo sguardo, soffermandosi su ciò che più lo aggrada, o ignorando ciò che gli sembra meno interessante.

Lui è il protagonista, lui è il turista.

IL GASOMETRO DI ROMA

IL GASOMETRO DI ROMA

Dall'articolo:  Gazometro: il moderno Colosseo da valorizzare

"Questo cilindro di acciaio che guarda dall'alto dei suoi 92 metri il biondo Tevere e quello che una volta era il quartiere industriale di Roma, Ostiense appunto, ha veramente bisogno di un aiuto. Abbandonato lì, tra le sterpaglie, la polvere, i capannoni isolati, insieme ad altri due fratelli, il Gazometro sembra proprio chiedere un pò di considerazione.

Non che sia una grande opera d'arte, ma al passarci davanti ogni volta mi restituisce una sensazione di benessere e serenità. Anche il regista turco Ferzan Ozpetek, molto legato al quartiere Ostiense dove ha girato "Le Fate Ignoranti", ha confessato: "Mi basta una passeggiata al Gazometro, meraviglioso Colosseo industriale, per smaltire un’arrabbiatura". 

Il gazometro di Roma è ormai una struttura inutilizzata. In realtà sono tre i gazometri, i due più piccoli sono stati costruiti nel 1910, il terzo e il più grande tra questi, invece, risale al 1937. Fino agli anni '60 queste strutture sono state adoperate per accumulare il cosiddetto "gas di città", ovvero una miscela di gas. Con la diffusione del gas metano però l'utilizzo del "gas di città" è via via scomparso e così anche i gasometri hanno perso il loro ruolo.

Oggi l'area intorno al Gazometro pullula di cantieri e iniziative più o meno lodevoli per una sua riqualificazione. Il solito problema è che questi lavori vanno a rilento, sembrano infiniti e a volte impossibili. L'unica volta che Roma ha potuto ammirare il Gazometro in una veste più consona a una città moderna è stata durante la Notte Bianca del 2006, quando è stato trasformato nel Luxometro. La struttura infatti è diventata una grande opera luminosa in grado di emettere luce con oltre 10 chilometri di fibra luminosa, composta da oltre 1 milione di lampadine led e disposta lungo tutto lo sviluppo del suo corpo metallico
”.

Bella roba, ma Roma antica è un'altra cosa.














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