FORSE IL VOLTO DI AGRIPPINA MINORE





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Reperto+dell'antica+Roma+scovato+da+un+restauratore+piacentino.+Due+denunce.html

"PEZZO DI VALORE INESTIMABILE". FORSE IL VOLTO DI AGRIPPINA MINORE, FIGLIA DI NERONE. L'HANNO RECUPERATO I CARABINIERI DI PIACENZA. OLTRE AL PIACENTINO È INDAGATO UN DENTISTA DI PARMA. IL GRAZIE DELLA SOPRINTENDENZA"

Piacenza - Un ritrovamento sensazionale quello operato dai carabinieri del nucleo investigativo: una testa di donna in terracotta, in ottimo stato risalente presumibilmente tra la seconda metà del II sec.. e la prima metà del I sec. a.c., scovata nell’abitazione di un 36enne restauratore piacentino di mobili antichi che è stato denunciato per ricettazione. 

Con lui è finito nel registro degli indagati con la stessa accusa anche il 62enne dentista parmigiano che, secondo gli inquirenti, deteneva il prezioso reperto da decenni prima di cederlo al restauratore per farlo piazzare sul mercato illegale. 

 “Con estrema soddisfazione riconsegniamo questa opera d’arte alla Sovrintendenza alle Belle arti” ha detto il comandante provinciale dei carabinieri Paolo Rota Gelpi. Pochi i dettagli riferiti circa l’inchiesta. Il capitano Rocco Papaleo ha spiegato che sono risaliti al restauratore grazie a una serie di informazioni raccolte nei mesi precedenti scoprendo che la “testa” sarebbe stata piazzata sul mercato illegale. 

Impossibile per ora stimare il valore del bene, ma il capitano Ciro Imperato del Nucleo carabinieri tutela beni patrimonio artistico di Bologna ha spiegato che sul mercato parallelo può essere venduta anche per “centinaia di migliaia di euro, anche milioni”.

Era stata occultata abilmente dal restauratore” ha aggiunto Papaleo. Presente alla conferenza stampa anche Roberta Conversi, funzionaria-archeologa della Sovrintendenza alle Belle Arti di Parma, che ha ringraziato i carabinieri per “aver permesso che questo bene potesse tornare nelle disponibilità del patrimonio dello Stato e quindi dei cittadini”.

E’ un reperto archeologico che prendiamo in consegna e che dovremo esaminare – ha spiegato Conversi - Da una prima visione, abbiamo appurato che si tratta di una testa femminile in terracotta, una statua votiva dell’epoca tardo repubblicana. Raffigura una figura giovanile con capo velato, quindi un’offerente. Non abbiamo elementi per poter dire la provenienza, però come tipo di produzione è inquadrabile nella statuaria di ambito laziale campano, ma per ora non abbiamo elementi per dire che proviene da Pompei. Per statua votiva si intende statue intere o piccole teste che gli offerenti dedicavano a una divinità nei santuari. Il recupero ha un grande valore per il patrimonio dello Stato. Non è sicuramente un’opera del territorio piacentino. Come prassi rimarrà presso i musei civici piacentini. Se riuscissimo a stabilire la provenienza sarebbe logico che tornasse nel suo territorio”. 
La “testa” verrà studiata nei laboratori della Sovrintendenza di Parma.

Questo ritrovamento conferma come l’Emilia Romagna sia un territorio ricco di beni culturali – ha aggiunto il capitano Imperato – se non fossimo intervenuti sarebbe entrato nel mercato clandestino in una filiera di ricettatori che cercano di trovare il collezionista appassionato o ossessionato di opere d’arti non certo per amore dell’opera. Impossibile stimarne il valore, ma nei mercati un oggetto del genere può anche arrivare a milioni di euro”.

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I carabinieri del Comando Provinciale di Piacenza, retto dal Colonnello Paolo Rota Gelpi, a conclusione di complessa indagine negli ambienti dei mercanti d'arte, hanno recuperato una testimonianza archeologica di inestimabile valore trafugata 25-30 anni fa in zona archeologica Ercolano-Pompei e trovata in possesso di un professionista. Si tratta della testa di una statua funeraria riconducibile al periodo tra l’anno 100 a.c. e l’anno 50 d.c. Due le persone denunciate.

La rara testimonianza del nostro patrimonio storico, esaminata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Archeologici di Parma, ha destato enorme interesse nell’ambiente culturale e archeologico e probabilmente raffigura il volto di Agrippina Minore, ovvero Giulia Agrippina Augusta, madre dell’imperatore Nerone.

Il prezioso manufatto è stato custodito per tanti anni dal professionista in questione il quale ha tentato di venderlo, ma per il suo valore storico il pezzo antico "scottava" troppo per trovare un mercato.




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