SCOPERTA NAVE ROMANA





Purtroppo se non c'è una spiata o se non ci si arriva per caso in Italia non si scopre nulla, nel senso che le ricerche sul territorio non si fanno.

Anzi quando si deve fare una strada, non parliamo poi di fondazioni, ma anche delle semplici rotaie, alle ditte appaltate prende un colpo: "Vuoi vedere che scopriamo una costruzione romana?"

Per i palazzinari poi è un vero incubo, e non si sa quanti palazzi edificati a Roma nascondono edifici o mosaici romani prontamente abbattuti e coperti per il terrore che un intervento delle belle arti possa interrompere i lavori.

All'estero ne sarebbero contentissimi, in Italia è una disgrazia, ormai i posti scavati e ricoperti sono tantissimi, meta solo di tombaroli che scavano per rivendere all'estero i beni della nostra bella Italia.

E non solo il suolo ma pure il fondo marino, perchè con tanti secoli di traffico marino (e pure fluviale) il fondo pullula di imbarcazioni affondate. Nessuno si propone di dare un'occhiata se non l'attrezzatissimo stuolo di "tombaroli" marini. E c'è di più, la notizia del ritrovamento di una nave romana non fa nemmeno notizia. Oggi è stata ritrovata, i giornalisti sono accorsi ma il tele giornale l'hanno ignorata totalmente.

E' perchè di patrimonio antico ne abbiamo tanto, come dicono tanti inconsapevoli? No, è perchè la scuola e la cultura nel nostro bellissimo paese stanno morendo.



CORRIERETV
10 agosto 2013



SCOPERTA NAVE ROMANA SUI FONDALI DI IMPERIA

Relitto individuato dai carabinieri del centro subacqueo
sulle tracce di un gruppo di «tombaroli del mare».

Il relitto di una nave romana del II sec. a.c. è stato individuato dai carabinieri del centro subacqueo della Liguria al largo di Imperia, a 50 m di profondità. 

Alla scoperta gli investigatori di Alassio sono arrivati seguendo le tracce di un'organizzazione di «tombaroli del mare» che fra Albenga e Imperia hanno trafugato negli anni anfore e reperti archeologici.

Una squadra di dieci subacquei ha effettuato diverse immersioni con l'aiuto dell'eco-sonar prima di individuare il punto esatto del relitto che è apparso subito di grande interesse.

Almeno una cinquantina di anfore in buono stato sono visibili nella parte in superficie della nave oneraria destinata al trasporto di vino o olio, solo uno scavo marino potrà portare alla luce quello che è rimasto custodito nel ventre dell'imbarcazione per oltre duemila anni.

Il ritrovamento è giudicato dalla Sovrintendenza ai Beni Archeologici uno dei più importanti mai avvenuti in Liguria. 

L'area marina è stata interdetta all'ancoraggio, alla pesca e all'immersione dalla Capitaneria del porto, come prima forma di tutela. Il relitto si trova a una cinquantina di metri di profondità, su fondo sabbioso.




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